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25 settembre 2014 4 25 /09 /settembre /2014 21:52
Musica e onde cerebrali… mantra

la parola Musica deriva dal greco Musa. Le 9 muse erano le sorelle celesti che presiedevano al canto, alla poesia, alle arti e alle scienze. – ritmi cosmici: sono sempre multipli, sottomultipli o somme di 9 – 12 segni dello zodiaco, 12 mesi dell’anno, 12 sali omeopatici, 12 apostoli, ecc… – Il numero 5 è portatore del simbolismo dell’uomo, dell’orizzontalità, della materia, della base delle cose (5 Principi, 5 sensi, 5 dita, ecc…) – 5 vertebre sacrali (3+2), 5 lombari, 12 dorsali e 7 cervicali – anno astronomico (tempo per intero giro di precessione): 25920 anni terrestri – durata del mese astronomico: 2160 (25920:12) – numero respirazioni di un uomo in un giorno (una rotazione terrestre): 25920 – durata giorno astronomico: 72 anni terrestri (2160:30) – codice universale della simbologia ancestrale: 72 – ore di tempo necessarie per distacco spirito-materia (fase di decesso): 72 – Il numero 7 esprime il simbolismo della spiritualità, del divino, di ciò che è elaborato… – 7 gradi della gamma tonale, 7 note musicali, 7 chakra, 7 pianeti, 7 colori dell’arcobaleno, ecc… – numero-simbolo dell’individuo che si manifesta (mesi concepimento): 9 (7+2) – ritmo respiratorio (respirazioni medie umane al minuto): 18 (9×2) – ritmo cardiaco (battiti del cuore): 72 (9×8) – percentuale di acqua nel corpo umano: 72 (9×8) – percentuale di acqua sulla Madre Terra: 72 (9×8) – numero sacro vedico e tibetano: 108 (9×12) – druidico, labardico e “LA” originale: 432 (9×48) – numero sacro dell’Asia meridionale: 504 (9×56) – numero dell’apocalisse: 666 (9×74) – grado dello zodiaco: 72 anni (9×8) – frequenza vibratoria della luna: 216 (72×3) – vibrazione e risonanza terrestre: 8 (7,83) Hertz corrispondenti alle onde alpha – numeri pitagorici: 72 e 10 “….Solo quando un viaggiatore ha raggiunto la meta puo’ buttare via le sue mappe. Durante il viaggio, egli trae vantaggio da ogni utile scorciatoia. Gli antichi “rishi” scoprirono molte vie per abbreviare il periodo dell’esilio umano nell’illusione. ..” E, nel nostro caso, i “rishi” della scienza moderna ci danno una di queste scorciatoie: “l’utilizzo rigenerante delle onde Alpha e Theta cerebrali.” Questo scritto ripercorre i lunghi e seri studi scientifici, seguiti, sino ad oggi, sulle emissioni cerebrali umane e sul loro utilizzo, da parte della medicina psico-somatica odierna. Vorrei aggiungere che – utilizzando tali frequenze – vi troverete – ne’ piu’, ne’ meno – a che fare con “l’essenza vera e propria” del potere dei mantra. Tutto e’ suono. E tutto influenza e viene influenzato dalla propria natura: che e’ suono. Chi, tra di noi, non passa momenti di melanconia, di tristezza, di sfiducia?… In quel momento, i neuroni del nostro cervello si trovano sottoposti a distonie ed irregolarita’ vibratorie, nei loro circuiti elettromagnetici. Che lo vogliamo, oppure no, con l’ascolto delle onde soniche le nostre onde cerebrali saranno “costrette” a sincronizzarsi, nuovamente, sulla giusta pulsazione. Ascoltando allora, ogni nostro neurone – per il noto fenomeno scientifico della “risonanza” – si “riadatterà” al ritmo che gli viene proposto: quello delle onde “Alpha e Theta” Ma, non solo. Quando cesseremo di ascoltare tale musica, e torneremo alle nostre usuali occupazioni, le nostre cellule cerebrali conserveranno (abbastanza a lungo) – sempre che lo vogliamo, oppure no – quel ritmo di serenita’ e di armonia, appartenente alle onde Alpha. Il loro mantra e’, qui, alla nostra immediata portata con la possibilita’ che abbiamo di alleviare il passo di molte dure, nostre giornate! LE ONDE CEREBRALI Nel corso della nostra vita quotidiana tutti noi sperimentiamo diversi “stati di coscienza”. Per esempio, nell’arco di una giornata, tra la luce del mattino e il buio della notte, ci muoviamo da uno stato ordinario di veglia ai diversi stadi del sonno. Ma anche gli stati di coscienza “straordinari” fanno parte della nostra comune esperienza: quando ci sentiamo particolarmente “creativi”, insolitamente “intuitivi”, eccezionalmente “lucidi”, profondamente “rilassati”. Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all’incessante attivita’ elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso “onde elettromagnetiche”: le onde cerebrali, appunto. La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondo’, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attivita’ in cui il cervello e’ impegnato e puo’ essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in “quattro bande”, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse “attivita’ del cervello”. Onde Beta Hanno una frequenza che varia da 13 a 30 Hz e sono associate alle normali attivita’ di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attivita’ di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo queste righe il vostro cervello sta producendo onde beta. Esse, poi, ci permettono la reazione più veloce e l’esecuzione rapida di azioni. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilita’ di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi. Onde Theta La loro frequenza e’ tra i 3 ed i 8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attivita’ di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda. Il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioe’, quando si sogna). Nelle attivita’ di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacita’ immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creativita’ e alle attitudini artistiche. Onde Alpha Hanno una frequenza che varia da 7 a 13 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde Alpha dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell’attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione, yoga, taiji. Onde Delta Hanno una frequenza tra 0,1 e 3 Hz e sono associate al piu’ profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell’abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione. Il fenomeno della risonanza Nel 1665 il fisico e matematico olandese Christiian Huygens, tra i primi a postulare la teoria ondulatoria della luce, osservo’ che, disponendo a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendevano a sintonizzare il proprio movimento oscillatorio, quasi “volessero assumere lo stesso ritmo”. Dai suoi studi deriva quel fenomeno che oggi chiamiamo ‘risonanza’. Nel caso dei due pendoli, si dice che uno fa risuonare l’altro alla propria frequenza. Allo stesso modo e per lo stesso principio, se si percuote un diapason, che produce onde alla frequenza fissa di 432 Hz (natural tuning o accordatura naturale), e lo si pone vicino a un secondo diapason “silenzioso”, dopo un breve intervallo quest’ultimo comincia anch’esso a vibrare. La risonanza puo’ essere utilizzata anche nel caso delle onde cerebrali. Studi che si sono serviti dell’elettroencefalogramma hanno mostrato un’ evidente correlazione tra lo stimolo che proviene dall’esterno e le onde cerebrali del soggetto in esame. Inizialmente, le ricerche in questo campo utilizzavano soprattutto la luce; poi, si e’ passati ai suoni ed alle stimolazioni elettromagnetiche. Cio’ che si e’ osservato e’ che se il cervello e’ sottoposto a impulsi (visivi, sonori o elettrici) di una certa frequenza, la sua naturale tendenza e’ quella di sintonizzarsi. Il fenomeno e’ detto ‘risposta in frequenza’. Per esempio, se l’attivita’ cerebrale di un soggetto e’ nella banda delle onde beta (quindi, nello stato di veglia) e il soggetto viene sottoposto per un certo periodo a uno stimolo di 10 Hz (onde Alpha), il suo cervello tende a modificare la sua attivita’ in direzione dello stimolo ricevuto. Il soggetto passa dunque ad uno stato di rilassamento proprio delle onde Alpha. I due emisferi cerebrali Il cervello umano e’ suddiviso in due emisferi: Destro: – sintetico (comprende l’insieme delle parti), concreto, spaziale (coglie le relazioni nello spazio), intuitivo (usa sensazioni e immagini), analogico (usa le metafore), irrazionale, olistico (percepisce le strutture di assieme), atemporale e non-verbale. E’ la sede delle attivita’ creative, della fantasia. E sinistro: – E’ analitico (comprende i dettagli), astratto (giunge all’interno, partendo dal dettaglio), lineare (lavora in ordine sequenziale), Logico, numerico, razionale, simbolico, temporale, verbale. E’ la sede di – di tutte quelle attivita’ che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo. I due emisferi sono uniti da una lamina orizzontale di fibre nervose, il cosiddetto “corpo calloso”. Ogni emisfero ha competenze proprie: l’occhio sinistro, l’orecchio sinistro e tutta la parte sinistra del corpo sono connesse all’emisfero destro; l’occhio destro, l’orecchio destro e tutta la parte destra del corpo sono connesse all’emisfero sinistro.I due emisferi, poi, funzionano in modo diverso; elaborano, cioe’, tutti i processi informativi, secondo modalita’ distinte. Per come si e’ finora strutturata, la nostra società da’ una maggiore rilevanza alle modalita’ di pensiero dell’emisfero sinistro, tanto che fino a poco tempo fa i neurologi definivano “minore” l’emisfero destro. Ma, una visione piu’ bilanciata delle due componenti, un maggiore equilibrio tra le funzioni, una armonia tra razionalita’ e fantasia e’ ciò che, oggi, forse, l’umanita’ necessita con piu’ urgenza. Uno strumento semplice ed efficace per riequilibrare il potere dei due emisferi cerebrali e’ il suono. Come abbiamo visto, ogni attivita’ cerebrale emette onde particolari, che possono entrare in risonanza con le onde sonore esterne. In questo modo il cervello viene ‘veicolato’ attraverso il suono, stimolato a sintonizzarsi su una frequenza (e quindi sull’attivita’ cerebrale che le corrisponde), portato a funzionare come un insieme. http://blogs.myspace.com/andreadoria

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Published by il conte rovescio
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