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23 dicembre 2014 2 23 /12 /dicembre /2014 00:00

“Sono le sinistre persone che bussano alla porta di casa specificamente in relazione ad un incontro UFO”

Men in Black: chi sono?

Oggetto di varie discussione e perennemente mai avuto una conferma ufficiale, i men in black sono e rimangono un mistero ancora oggi.

La loro esistenza è solo presunta a causa del loro elevato livello di segretezza maggiore rispetto ai comuni agenti operativi della CIA. A partire dagli anni ’50 ed anni ’60, quando il fenomeno degli avvistamenti di strani oggetti di palese natura esotica subiva una forte impennata, ai testimoni venivano a far visita degli uomini vestiti in nero qualificandosi come agenti governativi spesso esibendo delle tessere identificative e chiedendo ai testimoni di raccontare l’accaduto nei minimi dettagli e soprattutto di mostrare prove che potessero sostenere le loro affermazioni: in caso di rifiuto da parte del testimone di riportare fedelmente il racconto gli uomini in nero arrivavano a minacciare la stessa incolumità fisica del testimone e della sua famiglia. Il noto ufologo John Keel affermò che una delle principali difficoltà che sorgono durante questo tipo di indagini è la morte, in circostanze misteriose, di testimoni e ricercatori. Nel novembre del 1962, infatti, moriva prematuramente Wilbert Smith non prima però di aver rivelato al mondo l’esistenza di un vertice americano supersegreto di studi sugli UFO che opera al di sopra della stessa CIA. Stessa fine toccò a Edward Ruppelt e Waveney Girvan, fondatore della Flying Saucer Review.

Agli inizi del 1968 scomparve il brasiliano Olavo Fontes che all’epoca stava conducendo indagini su un presunto schianto di un oggetto alieno presso Ubatuba, nello stato federato di San Paolo, in Brasile. Morirono in circostanze poco chiare anche il generale dell’esercito francese Charles Ailleret e nel 1971 il professor James McDonald che venne trovato suicida nel deserto dell’Arizona. Nel solo 1967 sono state registrate 137 morti, per incidenti avvenuti in circostanze misteriose, di persone che erano coinvolte nel fenomeno UFO.

Ma chi sono realmente i MIB?

Alfred Bender, un contattista e testimone di incredibili avvistamenti, li descrive come uomini vestiti rigorosamente di nero, con giacca, cravatta e cappello. Secondo le teorie più spinte, gli uomini in nero sarebbero in realtà delle entità extra-terrestri che arriverebbero a minacciare i numerosi testimoni al fine di mantenere celata la propria esistenza; alcuni ricercatori sono infatti convinti che i famigerati Men in Black siano in combutta con il Governo Americano e rapirebbero la gente per eseguirvi degli esperimenti di inaudita ferocia. Fra i più frequenti: l’immissione sottopelle di dispositivi di natura sconosciuta in grado di generare onde elettromagnetiche sebbene sprovvisti di batteria; imprimere suggestioni post-ipnotiche per realizzare una specifica attività che possono persistere per un lasso di tempo molto lungo, spesso dai 2 ai 15 anni; effettuare esperimenti di ingegneria genetica e fecondare femmine umane per creare degli incroci fra le due differenti razze.

I suddetti esperimenti sono ampiamenti documentati da esami medici o altri riscontri che hanno permesso di individuare piccoli apparecchi all’interno di corpi umani e da parti che hanno portato alla luce strane creature. Il mondo è davvero controllato da un Governo Ombra che controlla le attività degli abitanti? Ecco un racconto molto interessante:

quella raccontata dal dottor Herbert Hopkins.

Rispettato medico di famiglia di Old Orchard Beach, Maine, era a casa da solo la notte del 11 settembre 1976. Al momento, Hopkins, stava studiando un incidente UFO. Il telefono squillò e la voce era di un uomo che si è identificato come un rappresentante di una organizzazione UFO del New Jersey, che si è rivelata poi essere falsa: “Voleva sapere se poteva venire qui, a casa mia, per parlare con me riguardo il caso UFO.

Mi chiese anche se fossi solo e gli dissi di sì”, ha detto Hopkins. Il tempo di fare il tragitto che va dal telefono alla porta di casa, accendere la luce e l’uomo stava già salendo le scale: “Anche se si fosse trovato dall’altra parte della strada a telefonare, non avrebbe avuto il tempo necessario per arrivare sull’uscio di casa mia”, ricorda Hopkins. Quando lo straniero entrò, Hopkins rimase colpito dal suo aspetto: “Indossava un abito nero perfettamente su misura, scarpe nere, calzini neri, camicia bianca con cravatta nera e indossava un derby nero. Non si vede un derby molto spesso ed ho pensato tra me, ‘Questo ragazzo sembra proprio un becchino’. Quando si sedette, si tolse il derby.”

“Questo personaggio era calvo come un uovo. Non aveva nemmeno le sopracciglia o le ciglia. Sembrava che avesse la pelle liscia tipo plastica, come una bambola, tranne che era di un colore bianco-morto”, ha detto Hopkins. “Le sue labbra erano di un brillante rosso rubino e parlava in un linguaggio inespressivo e monotono. Non costruiva frasi, ma solo una sequenza di parole equidistanti e la sua voce era completamente passiva, senza inflessioni o intonazione, come se stessi ascoltando una macchina che potesse parlare.” “Sedeva perfettamente immobile e indossava guanti di camoscio grigio. Egli pigramente sfiorò le sua labbra con il dorso di un guanto e quando mise la mano verso il basso, la parte posteriore del suo guanto era macchiato di un rosso brillante e il rosso sulla sua bocca era impiastricciato.” “Poi ho potuto vedere che la sua bocca era una fessura perfettamente dritta. A quanto pare, non aveva quelle che noi chiamiamo: labbra. Il rossetto era stato messo per ingannare. La sua bocca era più simile a quella di un manichino da ventriloquo.” Men in Black Witness drawingLo strano visitatore disse a Hopkins di prendere una moneta dalla tasca e tenerla nel palmo della sua mano. “Ha detto, ‘Guardala’. La moneta ha iniziato a sviluppare un colore argento invece del rame.

Poi l’argento è diventato bluastro ed i contorni del centesimo stavano diventando sempre più confusi, fuori fuoco, sfocati e poi, semplicemente, non c’era più. Si è lentamente de-materializzata.” Dopo la magia della moneta, lo straniero ha ordinato al medico di distruggere tutte le informazioni che aveva raccolto sul caso UFO. “Mentre diceva le sue ultime parole, ho notato che il suo discorso stava rallentando. Le sue parole sono diventate sempre più lente e sempre più distanziate.

Lentamente si alzò in piedi, barcollando, e mi disse molto lentamente: ‘La … mia … energia … è … bassa. Ora … devo … andare … arrivederci’. Proprio in questo modo.” Hopkins ha detto che il MIB – chiunque o qualunque cosa fosse – si aggrappava saldamente alla ringhiera mentre scendeva i gradini all’esterno, mettendo entrambi i piedi sugli scalini ad ogni passo e poi scomparve dietro l’angolo in una luce brillante. Quando l’incontro agghiacciante finì, un terrorizzato, intimidito Hopkins, distrusse tutte le tracce di tutti i materiali UFO che aveva.

Che ne pensate?

Men in Black: chi sono?

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Published by il conte rovescio
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commenti

conte rovescio 12/23/2014 10:27

che siano in mezzo a noi da molto tempo, ormai...è storia, si. Sono convinto che se ci fosse qualche motivo per cui loro debbano prenderti per motivi a noi arcani... non si facciano problemi o si mostrino però.

Silvia 12/23/2014 09:53

Ciao, son Silvia, dibatto questo tema da anni con amici dediti alla ricerca diciamo fuori dall'ordinario ed uno di essi asseriva addirittura che sarebbero i responsabili di riscritture storiche. Una setta in sintesi secondo lui che opera fin dal tempi degli assiro babilonesi e che si è evoluta mettendosi al servizio di vari governi. Alcuni dicono che, tra le altre cose, tengano d'occhio persone con doti diciamo particolari. Una mia amica, di cui non farò ovviamente il nome per ragioni di tutela non soltanto della sua privacy, li ha avuti alle calcagna per diversi mesi poi si sono dileguati. Li chiamavamo gli uomini grigi. Lei, guardacaso, è una persona con doti "speciali"... e non dico altro per i motivi di cui sopra. Come dice però la mia mamma: è passato Napoleone, passeran anche loro, ogni cosa ha una fine, anche il male. Buone feste e grazie per la tua ospitalità!

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