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18 aprile 2015 6 18 /04 /aprile /2015 22:58
Il 19 aprile comincia una nuova ostensione della Sindone. Si tratta di una vera reliquia?

Le visite alla Sindone cominceranno domenica alle 16,30 anziché lunedì mattina. Il via libera è stato dato in base ai tempi di smontaggio delle attrezzature della Rai che domani alle 11 trasmetterà in diretta la solenne concelebrazione eucaristica di apertura, presieduta dall’arcivescovo Cesare Nosiglia. Nonostante l’attesa che avvolge l’evento e il milione di prenotati raggiunto, domani però non si registrerà ancora il tutto esaurito. E c’è chi mette in relazione questo «passo lento» con i timori che un po’ accompagnano l’Ostensione 2015, in particolare nel giorno dell’inaugurazione.

Otto metal detector

Le imponenti misure di prevenzione sulla sicurezza della Sindone hanno lo scopo di rassicurare ulteriormente i visitatori e non di disegnare scenari di paura. Lo aveva spiegato il questore, Salvatore Longo, giorni fa alla presentazione dell’Ostensione in prefettura e lo ribadiscono ora, alla vigilia dell’evento, i responsabili del dispositivo, al lavoro già da gennaio. Giovedì l’ultimo sopralluogo tecnico nel tunnel di 800 metri che, dai Giardini Reali, porta direttamente al Duomo. Qui si concentrano tutte le misure più importanti: gli otto metal detector di ultima generazione, manovrati solo da poliziotti e carabinieri controlleranno vestiti, borse e zaini dei visitatori. Più o meno, le disposizioni ricalcano quelle degli aeroporti: niente armi da fuoco, coltelli, lame, oggetti «atti ad offendere» come martelli, mazzette o altri tipi di attrezzi, contenitori spray di vernici, prodotti corrosivi o urticanti, bottiglie di vetro.

La Sindone di Torino è uno degli oggetti più discussi della storia umana. Per moltissimi cristiani, anche fuori dal Cattolicesimo, il lenzuolo di lino è sacro perché porterebbe impressa l’immagine della salma di Gesù, e per questo periodicamente avvengono le ostensioni: la Sindone viene prelevata dalla Tribuna reale del Duomo di Torino ed esposta pubblicamente ai milioni di fedeli che riempiono ogni volta la città.

Le forti emozioni dei fedeli di fronte all’oggetto non sono minimamente in discussione, ma la Sindone è davvero una reliquia cristiana? Per essere tale un oggetto non deve essere solo un simbolo, ma essere parte delle spoglie o almeno essere stato a contatto con una persona in carne e ossa, considerata divina. Da decenni è noto che non può essere questo il caso e persino la Chiesa Cattolica, ufficialmente, considera la Sindone come un’icona, cioè un oggetto di devozione, non una testimonianza fisica delle spoglie mortali di Gesù.

La datazione al radiocarbonio e le polemiche Le fonti storiche da sole bastano a collocare l’origine della Sindone al Medioevo, ma sull’oggetto sono anche state eseguite diverse analisi. La più famosa è la datazione al radiocarbonio eseguita nel 1988 e i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature. Gli esperimenti furono rigorosi: tre tra i maggiori laboratori specializzati (Tucson, Oxford e Zurigo) datarono indipendentemente dei campioni del sacro lino. Complessivamente i dati raccolti indicarono che il tessuto risale a un periodo compreso tra il 1260 e 1390 dopo Cristo, in pieno accordo con la datazione ricavata in base alle fonti storiche.

fonte

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Published by conte rovescio
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