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10 aprile 2015 5 10 /04 /aprile /2015 22:46

~~Secondo il pensiero taoista l'uomo è impregnato di tre energie interiori che costituiscono le radici della vita. La prima è detta essenza, ed è la più esterna; la seconda, intermedia, è detta energia interna; la terza, la più interna. è detta energia spirituale. Le tre energie possono essere più o meno raffinate, cioè possedere un grado maggiore di purezza e possono trasformarsi l'una nell'altra. Secondo un metodo di vita, che include pratiche meditative, spirituali, respiratorie, fisiche, proprie dello Zen Do Ishi, ma anche di molte altre pratiche meditative,si possono accumulare e conservare in noi le tre energie, non solo senza disperderle, ma anche purificarle e trasformarle, così, in forme più raffinate. E' possibile, quindi, trasformare l'energia essenza in quella interna ed infine in quella spirituale: da questa si arriverà al "vuoto mentale", la forma meditativa più elevata. L'energia essenza rappresenta la quintessenza di una sostanza; è simile alla pulsione sessuale, ma non corrisponde perfettamente a questa. E' costituita da due parti: - una energia prenatale, quella ereditata dai genitori, come fusione delle energie del padre e della madre; non si può accrescere in quanto viene determinata all'atto della nascita, ma non deve essere dispersa. La medicina cinese vede la collocazione a livello reni.- una energia postnatale, deriva dall'energia del cibo e dall'energia respiratoria. Può accrescersi sia da un punto di vista quantitativo che da un punto di vista qualitativo. L'energia essenza può indebolirsi a causa di una vita dissoluta, con un grande spreco di energia, dalle malattie e porta ad un invecchiamento precoce e ad un declino dell'organismo.Siccome tale tipo di energia declina con l'avanzare dell'età, si deve arrivare a trasformarla in energia interna: per arrivare a questo traguardo si deve cercare di vivere serenamente, nutrirsi senza esagerazione con cibi sani e naturali (cucina macrobiotica o cucina mediterranea), praticare meditazione. L'energia interna, secondo il pensiero taoista, permea tutto l'universo e riempie il contenuto della terra. Come esiste una energia interna dell'universo, esiste una energia interna dell'uomo. L'energia interna dell'uomo è influenzata dall'energia del cielo e della terra per cui l'uomo deve vivere in natura ed accordo con l'universo e la terra, evitando le disarmonie e le influenze negative, rispettando i cicli. L'energia complessiva dell'uomo è carica di varie nature: respiratoria, alimentare, originaria. I taoisti indicano tre punti del corpo, indicati come TAN TIIEN: il primo punto corrisponde al classico tan den; è collegato con i reni; il secondo punto è sito al plesso solare dove avviene la trasformazione del cibo e si raccoglie l'energia dell'aria inspirata: il terzo punto è sito a livello del terzo occhio ed è considerato la residenza dell'energia mentale. Per effettuare una respirazione a livello tan den bisogna effettuare una respirazione di tipo addominale e nel fare questo la mente gioca un ruolo importante. L'energia interna può essere coltivata attraverso pratiche meditative, sia di tipo statico (esempio, effettuando zazen), sia di tipo cinetico (ad esempio kata). Il flusso di KI interno può essere generato sia esternamente (ad esempio dopo una contrazione muscolare si forma un accumulo di Ki il quale, in seguito, fluirà in altre parti del corpo non appena la contrazione cessa) sia internamente. I flussi di Ki possono essere stimolati dallo Shiatzu e dall'Agopuntura.Il flusso interno si genera dal tan den e circola nel corpo guidato dal pensiero. L'energia interna, quindi, scorre nel corpo ed è guidata dal pensiero; essa segue dei percorsi ben definiti, i più importanti dei quali sono chiamati piccola e grande circolazione. La piccola circolazione ha luogo durante la meditazione in posizione seiza o in un'altra posizione idonea. Si libera la mente da ogni pensiero estraneo e la si concentra sul fluire del Ki; si concentra sul tan den, raggiunge la base della nuca ed esce dal naso. Dopo varie volte si inizia ad avere la sensazione fisica del Ki; dopo si supera anche questo stadio e si arriva ad uno stadio di simbiosi con la coscienza universale (L'Io entra in contatto con l'Io cosmico). E' difficile evitare l'insorgere di pensieri durante la meditazione mentre è più facile pervenire al vuoto mentale concentrandosi sul movimento di un kata. La grande circolazione si differenzia dalla precedente perchè il Ki viene fatto fluire anche negli arti. Seguendo varie metodiche si inizierà a percepire il Ki che è in noi; si possono sentire fremiti, calore, corrente elettrica, ecc. Tuttavia bisogna imparare a sentire il flusso del Ki perchè solo in seguito si può potenziare e controllare; bisogna subito dire che non è semplice sentire il Ki, ma è semplice sentire la reazione del corpo al suo passaggio. In seguito si imparerà a visualizzare il Ki e a guidarlo dove vogliamo: ogni parte del nostro corpo è guidata dal Ki e noi possiamo rendercene conto.Con questa respirazione dobbiamo sentire l'aria che entra nel nostro naso e gonfia il nostro addome. Quando si espira si chiudono i glutei ed il flusso del Ki va guidato con il pensiero da una parte lungo le gambe sino ai piedi, con la conseguenza che il corpo viene piantato in terra, dall'altra lungo la colonna vertebrale ed il collo sino alla nuca; infine, il Ki rimasto esce dal naso. Se, invece, si effettua una qualsiasi tecnica o anche un semplice movimento, una parte del Ki viene spinto verso il movimento che si effettua. Quando si compiono tecniche apposite per accrescere il KI come i Kata (movimenti tecnici che hanno lo scopo di accrescere il Ki del nostro corpo; il Tai Chi è una Arte Marziale sotto forma di Kata che potremmo definire Kata di energia), questi devono essere eseguiti lentamente (come appunto il Tai Chi) per dare tempo alla mente di seguire i processi mentali che seguono la respirazione. Si può, per questo scopo, eseguire una tecnica e, poi, rimanere immobili su una tecnica per dare tempo alla mente di concentrarsi sul fluire del Ki interno.E' necessario, comunque, per divenire padroni della "grande circolazione" conoscere il significato e l'esatta applicazione di ogni tecnica, altrimenti non sarà possibile incanalare correttamente negli arti il flusso del Ki e neppure farlo fuoriuscire dove e quando è necessario. Quando è un arto che si muove, il KI deve bilanciare anche l'altro arto; solo quando si è raggiunto uno stato di "Ki supremo" dove il Ki scorre autonomamente si 'può smettere di muoversi pensando al Ki: questo è uno stadio che si raggiunge solo dopo anni di allenamento. Il Karate, unito allo Zen, è una forma di meditazione dinamica, al contrario dello Yoga, dove la meditazione è statica. Una modalità semplice per sentire il Ki nei muscoli è quello di contrarre i muscoli durante l'inspirazione e di rilassarli nella espirazione; si inizierà a percepire varie reazioni per arrivare, in seguito, a sentire, dopo lunga pratica, dei tremiti simili a scariche elettriche in tutto il corpo. Vi sono 5 parti tramite i quali il Ki fuoriesce dal corpo e comunicare con l'esterno: - punto sito alla sommità del capo; - due punti siti al centro delle palme delle mani; - due punti situati al centro della pianta dei piedi. Il proprio Ki può essere esteso oltre il proprio corpo in varie occasioni: - durante l'esecuzione di varie tecniche, nelle quali possiamo spingere con la mente il Ki affinchè esca nei punti dove le tecniche colpiscono, anche se si colpisce con delle armi; - per rendere le posizioni più stabili, in quanto il flusso di Ki che fuoriesce dal centro delle piante ancora fortemente la posizione a terra conferendo grande stabilità a terra; - per creare una sfera di energia intorno a noi, in questo caso si deve immaginare di estendere il proprio Ki in una sfera più grande del corpo ed avente come centro il tan-den: si può arrivare a contrastare il Ki di un'altra persona coprendolo con il nostro Ki come per neutralizzarlo. Tale forma di Ki può essere posseduta solo da chi è retto nella vita con se stesso, con gli altri, con la natura, con Dio. L'energia spirituale mentale è la forma di energia più raffinata che l'uomo possa produrre o possedere. Anche in questo caso il KI spirituale-mentale può dividersi in un Ki ereditato dai nostri genitori ed in un Ki post.natale, ma è verso quest'ultimo cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione perchè è il Ki che può essere accresciuto. L'energia spirito-mente può essere attivata solo dopo una grande attività del Ki; si deve essere diritti di busto, di collo, di testa ed avere la sensazione che il Ki salga lungo la spina dorsale ed il collo sino alla cima della testa rendendoci concentrati e consapevoli: perchè questo accada la mente deve essere vuota e rilassata, e per questo bisogna abolire le preoccupazioni ed i desideri inutili; é la forma più difficile da ottenere perchè la sua percezione è sempre guidata in qualche modo dalla nostra volontà. anche se in maniera più o meno partecipe. Vuoto e rilassato non significa essere addormentato in quanto questo sarà negativo poiché la mente deve essere pronta e concentrata perchè questa energia possa essere attivata. Una volta attivata l'energia deve essere concentrata all'interno perchè possa essere recepita nella maniera ottimale e possa scorrere per tutto il corpo. La vera forza si ottiene quando si ha un perfetto bilanciamento tra il Ki che scende e si localizza nel tan-den e l'energia s.m la quale deve salire sino alla sommità del capo. E' la mente che deve focalizzare i due flussi di energia. Grazie a questo tipo di energia la mente è in grado di ottenere quello stato di perfetta concentrazione che la rende stabile, capace di focalizzare, insomma di entrare in quella condizione per la quale si possa, in seguito, entrare nello stato di supercoscienza, in cui il proprio Ki si fonde con il Ki cosmico e si diviene un tutt'uno con la natura. Per giungere a questo bisogna arrivare ad uno stadio precedente di vuoto mentale, lo stato meditativo più elevato in cui la mente è presente, ma libera da preoccupazioni e pensieri estranei. La forza esterna o muscolare si ottiene con la contrazione dei muscoli; può essere potenziata con l'esercizio fisico, ma solo sino ad un certo punto e diminuisce con il passare degli anni. La forza interna è la forza che si ottiene essenzialmente con la canalizzazione e concentrazione dell'energia interna. Se invece di usare la forza muscolare usiamo il pensiero si può far giungere il Ki sino al punto in cui è arrivato il pensiero: è un tipo di forza che aumenta con l'età. E' sempre essenziale il ruolo della mente che, tramite il pensiero, guida il flusso del Ki. La forza interna può non essere percepita da noi; per applicarla correttamente dobbiamo applicare continuamente il Ki perchè se il Ki si interrompe l'energia interna perde la sua efficacia. Se, come può succedere, il Ki interno viene meno questo deve sempre fluire guidato dalla mente: solo così il Ki interno si ripristina. Il Ki interno si serve spesso dei tendini per cui una contrazione muscolare specie se prolungata ostacola il fluire del Ki e quindi la generazione dell'energia interna: pertanto risulta importante una estrema morbidezza ad una estrema concentrazione. Il Ki interno quando si manifesta è come un colpo di frusta la quale, per essere efficace, deve essere portata senza contrarre i muscoli del braccio con un movimento elastico ed il corpo estremamente rilassato. Il Ki interno ha radice nei piedi, si sviluppa nelle gambe ed è controllata dalle anche e si manifesta nelle dita. E', quindi, necessario avere una base molto solida, sentire il Ki svilupparsi per mezzo del corretto uso delle gambe e dirigerla tramite lo spostamento o rotazione delle anche. Sono per lo più le mani, infine, che trasmettono la nostra forza interiore.E' importante, però, caricarsi di questa energia; è importante anche non scaricarla mai del tutto ed avere sempre una parte in riserva; questo si ottiene non distendendo mai completamente l'arto nella esecuzione di una tecnica. L'emissione di forza interna può talvolta manifestarsi come una vera e propria esplosione di energia, mentre in altri casi avviene in maniera meno esplosiva ma con un ritmo lento e continuo come un'onda di marea che sembra staccarsi dalla sua immobilità mentre, in realtà, travolge tutto. La forza interna è unica, ma può differenziarsi in varie forme secondo l'occasione. E' bene per un suo ottimale sviluppo allenarsi in coppia o a abituarsi a visualizzare un avversario quando ci si allena da soli ed in questo viene in aiuto il Kata Noi, in genere, sappiamo bene quello che vogliamo e ciò di cui abbiamo veramente bisogno, ma non sempre riusciamo a conciliare la volontà del fare bene da ciò che in realtà noi facciamo: la nostra azione non sempre segue la nostra volontà. Pensiamo a quante volte abbiamo deciso di fare una certa cosa e poi abbiamo finito con il fare un'altra. Tutto questo disequilibrio porterà ad un disequilibrio nella nostra energia. Spesso si parla di persone "negative" intendendo con questo termine quelle persone che non riescono a vivere in armonia con se stesse,e, di conseguenza con gli altri. Si genera nel nostro "io" un modo di vedere le cose che porta ad uno stato esagerato di emotività interna in quanto non si riesce ad essere in pace ed in equilibrio con se stessi. Si corre così alla ricerca dell'avere e non dell'essere: si cerca di essere sempre di più ciò che si ha e non ciò che si è veramente. Si genera nel nostro organismo un sottile veleno che và a colpire la nostra energia. Anche gli animali che vivono in uno stato di stress producono adrenalina, ma una volta cessato il motivo dello stress, come ad esempio cessato il pericolo, il livello di adrenalina scende e l'animale è rilassato; l'uomo, al contrario, specialmente l'uomo moderno, vive sempre in una situazione di stress continuo (vedere Condizione umana e Zen Do Ishi); di conseguenza una piccola parte di tale veleno rimane nel nostro organismo e mina la nostra energia. Per sorpassare questo stato di energia negativa si può praticare meditazione, ma sempre sotto la guida di una persona esperta; inizialmente sarà utile praticare una idonea respirazione che permetterà al corpo di essere libero dalle tensioni. Così facendo, l'uomo inizierà a sentirsi libero, ma questo sarà solo il primo passo. In seguito dovrà imparare ad essere libero non solo nel fisico, ma anche nella mente e nello spirito. Sappiamo bene la fatica di molte persone che vorrebbero liberarsi dalla schiavitù del fumo o della droga, e di quanto soffrano nei momenti di astinenza, ma si sa anche benissimo che lo sforzo maggiore sarà di liberarsi dalla dipendenza psicologica.Si deve lottare su entrambi i fronti, fisico e spirituale-mentale, per risolvere i problemi dell'uomo. Il Ki (energia) è vita, è ciò che spinge l'uomo al movimento. Tutto è retto e governato dal Ki. Il sole è Ki, l'amore è Ki, lo spirito è Ki, l'odio è Ki. Il Ki è neutro e siamo noi che lo guidiamo verso una accezione negativa o positiva.Tutto parte della mente, come dicono i cinesi, ma la mente guida noi dentro un cammino preparato dal nostro spirito; se viviamo in maniera angusta, i nostri pensieri saranno angusti; se camminiamo guardando sempre in terra senza mai alzare lo sguardo al cielo come possiamo pretendere che i nostri pensieri siano elevati? Finiamo sempre per essere delle pecore che vogliono muggire per assomigliare a dei leoni che ruggiscono.

http://www.spiritualita.altervista.org/ArgomentiEsoterici/TeoriaBase/Ki.htm

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Published by conte rovescio
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commenti

SILVIA 04/13/2015 09:53

Ciao, son Silvia, interessante questo tuo post, da anni studio yoga, shatzu ed anche tai ci e nel mio piccolo posso dire che gli orientali la sanno ben lunga! In occidente ci identifichiamo col nostro corpo e ci comportiamo di conseguenza, sempre nel mio piccolo fin dall'adolescenza sentivo un richiamo proveniente da una parte di me, infatti iniziai a studiare aikido ed iniziò il mio approccio con la filosofia orientale corpo-mente-spirito per arrivare alla conclusione che hanno ragione loro. Dopo anni di studi e di confronti con persone dedite a pratiche orientali, son arrivata ad una sperimentazione: taici-danza uno studio personale, sicuramente non esportabile, in cui le tecniche acquisite di entrambe le discipline si fondono. La mia insegnante di danza ha visto alcune sequenze e le ha trovate interessanti, soprattutto l'uso del bastone che sta diventando una estensione di me. Un piccolo modo per non essere troppo pecora, ma un piccolo tigrotto... almeno spero!
Sperando di non averti annoiato ti saluto augurandoti buon proseguio del tuo cammino.

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