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5 giugno 2015 5 05 /06 /giugno /2015 23:06
Approfondimenti - Viaggio Astrale

Apro questo post per tutte quelle domande che la gente vorrebbe porre riguardo l'ultimo argomento trattato nella serie di articoli "How To", ovvero il Viaggio Astrale.

Ho cercato di spiegare certe cose e altre, più che altro dubbi e curiosità, sono rimaste insolute. Persone che conosco -e non- mi hanno fatto delle domande specifiche, e proprio per questo ho deciso di non modificare il post precedente, arricchendolo con una mini sezione finale di "Domande & Risposte", semplicemente perchè è già lungo e vasto di suo, quindi per evitare di allungarlo ulteriormente. Risponderò qui a tutte le domande che mi arriveranno via mail, su facebook o nei commenti, e amplierò man mano il post mentre queste arrivano. -Il Cordone d'Argento è assimilabile all'archetipo del legame al DNA?

Secondo me no. Il Cordone è un legame col corpo, un filtro d'informazioni e un ricollegamento con quella parte più densa che risiede nella fisicità fenomenica che stiamo esplorando con un corpo sottile di energia. Ci si lega anche al DNA quindi, certo, per forza di cose; ma non significa che il Cordone rappresenti l'archetipo di quell'elemento. Il DNA determina fisicamente chi siamo, ma ricordiamoci che può essere modificato con le opportune pratiche di lavoro interiore.

Chi determina cosa siamo momento per momento è qualcos'altro. E, se effettivamente volete saperlo, siamo niente; solo il nulla può essere tutto. -Ci sono altri metodi per rimanere presenti durante l'addormentamento? Certo. Esistono miliardi di modi per rimanere consapevoli durante la fase di addormentamento, tutti più o meno efficaci a seconda della persona che li utilizza. Mantra, training autogeno, autoipnosi: l'importante è arrivare a rimanere "svegli" per tutta la fase in cui il corpo e la mente si spengono e/o lavorano diversamente dallo stato di veglia. Nei post precedenti inerenti il Sogno Lucido ne ho parlato, dei vari metodi. L'importante è il cristallizzare questa specifica abilità e renderla permanente, senza tentare di aggirare l'ostacolo e dipendere quindi da qualcosa di esterno. -Si può eludere "il vortice"? Se si, come? Il vortice è proprio quel varco che ti permette di compiere un Viaggio Astrale: senza di esso sarebbe impossibile -se non impensabile- esplorare l'universo interiore tramite il viaggio astrale. E' un passo fondamentale, in realtà è proprio quello l'obiettivo da ricercare. Tutto il procedimento non è altro che un metodo per hackerare il sistema olografico, l'universo e il naturale scorrere delle cose per come si compongono nell'universo, facendogli credere -aggirando il suo sistema- che siamo morti, mentre in realtà siamo vivi e vegeti. Non appena il sistema riceve l'informazione che siamo morti, scatta automaticamente il Post-Mortem, che è il varco attraverso il quale -una volta superata la prova- si torna in vita sotto una diversa forma. E' quello che succede alla fine della vita intera, in realtà, solo che interpretato e riprodotto in scala minore: si passa il "Ciclo di Esistenza" e si accede a una vita diversa, ampia e libera. E' la stessa identica cosa, cambia poco. -Si può avere qualche esercizio? Arrivati a questo punto, se chiedi esercizi o non hai letto per bene il post, o non hai letto tutto il percorso "How To", o sei solo pigro e vuoi la pappa pronta. Non si possono saltare tutte le fasi per arrivare direttamente a fare un Viaggio Astrale per fare il figo. E' diverso, è strettamente personale e soggettivo, tutto molto relativo a quello che sei nel tuo intimo e legato a quanto in realtà ti conosci. Non esiste un esercizio principe per fare l'astrale, se non quelli che puoi leggere in tutta la serie di articoli precedenti che ci hanno condotto fin qui. Tra l'altro sono state mosse delle critiche nei miei confronti, spiegandomi in maniera scortese come "la scienza ha tutte le risposte, non queste cazzate".

Non citerò chi è stato, ma è bene che risponda a questa gente: chi parla così innanzitutto non ha rispetto. Non per gli altri, ma per se stesso. Credere ciecamente in quello che alla fine è un cappio, un inganno, è un chiaro sintomo di condizionamento forte nei confronti delle proprie capacità. L'aggressività aumenta quando inconsciamente si sa che una cosa è vera e il "sistema sabotatore" interiore deve intervenire, aumentando l'ego e dimostrando alla platea quanto i piedi per terra siano la soluzione ai problemi del mondo. Ma sinceramente, guardiamoci intorno: siamo sempre stati governati da persone senza fantasia e anima, coi piedi ben saldati a terra, e guarda come siamo ridotti adesso. Se il progresso è la morte dell'intelligenza e del buonsenso, allora siamo avanti. Tutto quello che riguarda la "spiritualità", la coscienza, l'evoluzione, in realtà ha poco a che fare con esercizi, sistemi di credenze e paralogismi mentali: l'approfondimento dell'intelligenza sottile è sintomo di una persona che è libera da condizionamenti e tuttavia ne comprende il significato. E' un individuo che vive nel mondo ma non gli appartiene più, e tutta la matassa di informazioni sensoriali intellettive, i sistemi di credenze, i pensieri, non fanno parte del modus operandi di questa nuova mente che è al di la della mera ripetizione interiore e agganciata forzatamente agli stereotipi dell'incessante vivere quotidiano.

Ci sei dentro quando ti accorgi che non c'è niente di più importante del "sapere il perché" delle cose, a tutti i livelli, soprattutto quelli sottili e invisibili. La comprensione si cela dietro all'apparenza, alla sfumatura delle cose che in questo quid storico è diventata la normalità. Vivere non è uguale per tutti. -"Ho provato varie volte ad andare in astrale, ma senza successo. Ogni volta che arrivavo alla fase della paralisi, continuavo a concentrarmi sul fischio ma poi non succedeva niente, se non la sensazione di essere attraversata molto lentamente dalla testa ai piedi da onde. Quindi poi ho provato con i mantra come dicevi tu, ma anche li, niente. Ho anche provato un paio di volte a mettere la sveglia in modo da rimanere concentrata, ma anche li niente. Lo so che i metodi sono diversi per ognuno, ma ci sarà pure qualcosa, un fattore comune, che faciliti l'uscita." (Commento dell'utente Giorgia :3) Questa è una domanda molto importante e particolare che rispecchia in realtà la situazione di una moltitudine di persone che tentano di compiere l'impresa del Viaggio Astrale. Mi pare doveroso, a questo punto, distinguere vari punti che sembra siano l'Overture di un Viaggio e che, in realtà, non rappresentano le porte della percezione, ma un qualcosa di simile eppure lieve, lontano dall'esperienza che si sta ricercando. La paralisi e la fase "delle onde" è apparentemente comune: essa si manifesta in quei soggetti che cercano l'uscita astrale consapevole senza però districarsi nel labirinto vacuo che rappresenta lo stato mentale di sonno profondo. Per ottenere l'esperienza non basta rimanere svegli (bada bene: svegli), perché non è questo lo scopo della pratica; il goal finale è quello di rimanere coscienti non solo mentre ci si addormenta, ma anche nella fase successiva, che non è di sogno/sogno lucido, ma quella fase in cui il cervello produce le allucinazioni ipnagogiche (immagini e suoni apparentemente sconnessi fra di loro, senza alcun senso) e oltre, quando la frequenza delle onde cerebrali (onde Delta) è talmente bassa da indurre un sonno profondo -praticamente un coma-. E' durante quello stato alterato di trance, di veglia durante il sonno profondo, che può avere inizio l'esperienza, il far credere all'universo intero che sei morto per scatenare il post-mortem.

Per fare questo è necessaria tanta forza di volontà; ma per evitare di dire sempre le stesse cose, approfondiamo. E' innanzitutto indispensabile compiere esercizi quotidiani di allenamento: l'attenzione e la concentrazione vanno sviluppati in maniera costante e uniforme. Graham Hancock nel suo libro "Sciamani", cita un articolo di David Lewis-Williams riguardo la sua teoria neuropsicologica delle arti rupestri del paleolitico superiore, nel quale viene spiegato che gli stati alterati di coscienza venivano raggiunti con la danza, rumori continui (i tamburi), nelle culture africane addirittura col dolore o l'assunzione di ibogaina e, infine, anche una cefalea o la massima concentrazione su qualcosa portano a un'alterazione di coscienza. E' importante portare avanti un lavoro di centratura d'attenzione, uno sforzo per fare in modo che quello diventi lo status quotidiano e ordinario della mente: vale a dire un'attenzione focalizzata sui dettagli, sull'insolito. Tutto questo lo puoi ritrovare facendo un passo indietro e leggendo qui. Il miglior esercizio nel riuscire a compiere un Viaggio, è la semplice capacità e voglia di introspezione: comprendere il proprio linguaggio al di la delle parole, dei segni e delle immagini è di fondamentale importanza per quando, poi, ti ritroverai a vivere il post-mortem, che si presenta come un'esperienza onirica pregna di simbolismo e ricordi. Scoprirai da te in cosa differisce da un sogno normale.

La ripetizione di mantra o forme analoghe non è proprio indispensabile: ti consiglio, piuttosto, di infilarti un paio di cuffie nelle orecchie e sentire le canzoni che più ti piacciono, magari dopo aver letto per una mezz'oretta, e scivolare nel sonno mentre non perdi il filo di quello che stai ascoltando. Ogni volta che provi -o che ti svegli al mattino- dopo uno stacco di sonno al pomeriggio, scrivi l'esperienza in maniera distaccata, da ricercatore. Quello che è successo, che hai sentito e provato, cosa effettivamente ti ricordi di qualsivoglia stato interiore tu abbia esplorato in quella fase di sonno. E' importante prendere appunti e annotare errori, fallimenti e successi: ti eviti un mare di ripetizioni inutili e saprai come agire in certe circostanze. Cerca in tutti i modi -per quanto ti è possibile- di ricreare uno stato alterato di coscienza, di saggiarne ogni momento o di ricordare almeno l'ultimo che hai vissuto. Questo, come inizio, può bastare.

Parsifal A. Drake

http://spadanellaroccia.blogspot.it/2014/02/approfondimenti-viaggio-astrale.html

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Published by conte rovescio
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