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6 giugno 2015 6 06 /06 /giugno /2015 21:38
I fantasmi sono anime

La parola fantasma non deve, nè spaventare nè sorprendere, poichè essa è rivestita di tutta quella coltre di mistero che avvolge il mondo dell’aldilà che, come abbiamo visto in un altro intervento, si chiama così solo perchè l’uomo è abituato a dividere, separare e non a vedere l’insieme. Un’anima creata da Dio padre in ogni essere umano completa l’entità corpo-mente-spirito, putroppo si è poco abituati a percerpirla come qualcosa con delle caratteristiche proprie, perchè la mente è dominante, però è proprio l’anima che può percepire le altre anime, per l’appunto i fantasmi (anime “trapassate”) sia che siano ancora nel corpo, sia che non lo posseggano più, .

Quanto sopra è una cosa rara, perchè scarsissima è la conoscenza nostra in merito e soprattutto perchè ci aspettiamo di poterlo fare unicamente coi sensi del corpo che per natura non potrebbero farlo. Infatti un corpo non ha sempre la possibilità di vedere ciò che è spirito! Invece è possibile farlo attraverso l’anima e con percezioni che non sono di tipo sensoriale, cioè materiali. Dio padre nel vangelo ha oscurato le menti e le anime dei “risorti” da Gesù, per il nostro bene, non ritenendo opportuno che si sapesse cosa c’è nell’aldilà. Probabilmente ciò è spiegato dal fatto che la vita ha un senso diverso se non si ha il corpo per cui avere determinate conoscenze, senza possedere la giusta maturità di recepirle, sarebbe altamente negativo per le sorti future del nostro cammino. Le testimonianze dei fenomeni di premorienza sono affidabili solo in una percentuale minima, a causa di tanti fattori e dell’esperienza che resta molto soggettiva. Le rivelazioni mistiche dei santi ci sono, ma sono poche in merito e quelle che ci sono debbono sforzarsi a raccontare sensazioni percepite dall’anima con un linguaggio umano, cosa molto difficile per cui ogni similitudine non dà il giusto senso di quanto veramente percepito.

Anche la tradizione racconta tanti fatti tra cui, per esempio, quello nel quale san Giovanni Bosco aveva fatto un patto con un amico, Luigi Comollo, sull’aldilà, al tempo della sua preparazione al sacerdozio, nel Seminario di Chieri, questo stabiliva che il primo che fosse morto avrebbe informato l’altro. Era l’alba del 2 aprile 1839, e l’amico muore giovanissimo a 22 anni, la notte successiva, tra il 3 e il 4 aprile succede quanto segue, si dice descritto da don Bosco: -”Ero a letto nel dormitorio con circa venti seminaristi. Alle undici e mezzo di sera, si ode un cupo rumore nei corridoi, come se un grosso carro tirato da parecchi cavalli si stesse avvicinando alla porta del dormitorio.

Ci svegliammo tutti, senza che nessuno parlasse. Io ero di prietra dalla paura. Il rumore aumentava ancora. Si aprì violentemente la porta e sentii chiaramente la voce, che riconobbi in quella del mio amico Comollo, dire tre volte: - Bosco, io sono salvo! Poi il rumore cessò. I seminaristi erano balzati dal letto ed alcuni si stringevano attorno al prefetto della camerata, don Giuseppe Fiorito di Rivoli. Era stata la prima volta che ricordo di aver avuto una paura tale, che in quel momento avrei preferito morire.

La stessa mi causò una grave malattia che mi portò vicino alla morte”. Tante altre sono le testimonianze, di cui non sappiamo l’effettiva veridicità, che raccontano apparizioni, impronte di fuoco su vestiti o quant’altro, perfino delle foto son state scattate di figure eteree dietro finestre di case abbandonate o castelli, ma tutto ciò è a conoscenza un pò di tutti. Quello che invece voglio sottilineare è che la nostra anima può percepire un’altra anima, sia “vivente” cioè ancora nel corpo di chi abbiamo difronte, sia che abbia lasciato il corpo, nel secondo caso la sensibilità è talvolta similare ad una sensazione di presenza, altre volte si percepisce una qualche comunicazione, altre volte ancora si percepisce il grado di benevolenza della stessa, mentre erroneamente ci si aspetta una manifestazione “materiale” percepibile dai cinque sensi.

Invece vedere cogli occhi un fantasma od ascoltarne la voce o esserne toccati percettibilmente non è consueto, per cui è meglio lasciarlo a chi indaga il paranormale.

Quello che a noi interessa, è tutto ciò che possiamo imparare a percepire nella nostra vita. Iniziamo con le anime “viventi”, cioè impostiamo la nostra forza del credere che ogni uomo o donna, che abbiamo davanti, è anche anima e questa possiamo percepirla sino nelle profondità dell’essere. Possiamo rilevarne i disagi, le pene e le difficoltà a crescere ed a prendere il controllo della propria vita, perchè questa è nelle mani, purtroppo, di una mente che, anzichè limitarsi solo a quella che dovrebbe essere un’attività di servizio razionale ed intellettivo, è invece fortemente intenta a dominare, con le sua paure ed i suoi limiti, la sua stessa vita. Se diventeremo bravi a far ciò non sarà poi così difficile percepire anche le anime dei trapassati che per svariati motivi abbiamo intorno.

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Published by conte rovescio
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