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3 luglio 2015 5 03 /07 /luglio /2015 22:20
Cosa sono i temporali di calore?

Ma cosa significa esattamente "temporale di calore"? Per comprendere la semplice dinamica di sviluppo di questo fenomeno dobbiamo sapere che il forte soleggiamento estivo causa un diverso riscaldamento dei suoli a seconda della loro conformazione. Ad esempio una montagna rocciosa si scalda di più di una boscosa, un pendio pascolivo si scalda di più del lago e del pendio boscoso, ma di meno rispetto alla nostra montagna rocciosa iniziale. Insomma, come vedete, i suoli si riscaldano in modo molto diverso. Questo causa il distacco di bolle d'aria calda le quali, più leggere rispetto all'aria circostante, iniziano a salire con moto ascendente lasciando al loro posto un vuoto d'aria. Per la legge fisica della continuità di massa tale vuote deve per forza venire riempito da altra aria, la quale infatti affluisce dalle zone circostanti più fresche. Ma a questo punto anche su queste zone necessita un rimpiazzo di aria; quest'ultima viene prelevata dalle quote superiori tramite moti discendenti. Ecco che il cerchio della nostra circolazione verticale si chiude. Questo tipo di circolazione è detta convettiva.

Ora, secondo questo principio la nostra bolla iniziale, che chiameremo "termica", salendo verso l'alto incontra temperature più basse. Se la quantità di umidità che essa contiene risulta sufficientemente elevata, la nostra termica, raggiunta una certa quota, inizia a condensare: ecco il primo cumulo. Durante le ore più calde delle giornate estive, le termiche tendono a staccarsi dal suolo con sempre maggior frequenza, fino a generare un flusso continuo di aria caldo-umida che sale attraverso canali preferenziali. Questi canali si trovano molto spesso a ridosso dei pendii montuosi, i quali fungono da trampolino permettendo alla nostra termica-nube di salire ulteriormente di quota senza sprecare la propria energia interna. Il cumulo iniziale può così svilupparsi notevolmente in altezza e raggiungere con la propria sommità quote ove incontra temperature anche di oltre 20 gradi sotto lo zero (parliamo di quote superiori agli 8000-9000 metri). In questo caso la nube si compone di una struttura mista, con cristalli di ghiaccio nella parte alta e gocce d'acqua in quella medio-bassa.

Tale status, visibile anche ad occhio grazie allo sfilacciamento dei contorni della sommità della nube rispetto ai bordi più netti della sua base, favorisce lo sviluppo di precipitazioni e crea all'interno della nube stessa una differenza di potenziale elettrico che genera la produzione di fulmini. Ecco fatto il nostro temporale di calore. Una volta attivata, la colonna delle precipitazioni pone in essere un flusso discendente all'interno della nube che inizia a contrastare la risalita delle termiche. In questo modo viene interrotta l'alimentazione caldo-umida e la cellula temporalesca inizia a collassare. Tutto il ciclo descritto dura mediamente tra i 30 e i 45 minuti. La sua denominazione tecnica è "temporale a cella singola".

Nel caso di stratificazione instabile, con la presenza di aria fredda alle quote medio-alte della troposfera, le correnti discendenti che si rovesciano dall'alto insieme alle precipitazioni possono risultare consistenti e sollevare altra aria calda causando la ripartenza del ciclo nelle zone immediatamente adiacenti, con sviluppo di un'altro temporale di calore. Solitamente un temporale a cella singola, giunto a senescenza, tende rapidamente a evaporare. Nel caso in cui il meccanismo descritto trovi linfa da una situazione particolarmente instabile, può avvenire il fenomeno della rigenerazione che sta alla base dei >temporali a multicella.

Solitamente a partire dal tardo pomeriggio, il ciclo convettivo descritto tende a indebolirsi sulle Prealpi e a concentrarsi maggiormente sulle Alpi (sempre che sussistano opportune condizioni termoigrometriche). In serata poi la nuvolosità cumuliforme, non più stimolata a salire per il mancato rifornimento di calore da parte del sole, si distende in orizzontale costruendo una struttura nuvolosa detta "stratocumulo" con cessazione delle precipitazioni e della rigenerazione temporalesca. Il passo successivo è il dissolvimento delle nubi e il ritorno del sereno notturno.

http://lariometeo.altervista.org/lariometeo_0000b1.htm

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Published by conte rovescio
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