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3 luglio 2015 5 03 /07 /luglio /2015 22:23

Sembravano ricordi di un’infanzia targata anni ’70 oppure i possibili sensazionalismi di chi punta al ritorno della guerra fredda. In realtà un po’ l’uno e un po’ l’altro perchè di fatto le relazioni tra Usa e Russia negli ultimi tempi sono veramente molto tese. Il ritorno della guerra fredda? Eppure, per quanto in molti non prospettassero nulla di simile, forse perchè ci siamo ormai abituati a un mondo di micro conflitti regionali, nessuno dei quali intacca la placida sonnolenza europea, adesso la notizia è ufficiale: le possibilità di un conflitto tra Usa e Russia, così come tra Usa e Cina, se non addirittura tra Usa ed entrambe, esistono, sono reali e sono per giunta aumentate rispetto alle prospettive di 4 anni fa.

Le paure degli Usa A decretarlo è il Pentagono che ha aggiornato il suo libro bianco per mano del generale Martin Depsey, capo degli stati maggiori riuniti il quale, però, sicuramente per evitare incidenti diplomatici, non cita esplicitamente le due nazioni che potrebbero minacciare la sicurezza e gli interessi dello Zio Sam ma è implicito che il riferimento a “grandi potenze” non possa essere che diretto a loro, uniche presenti sul panorama internazionale ed attualmente in rapporti difficili con gli Usa. Per quanto riguarda Pechino, invece, la paura parte dallo squilibrio e dalle tensioni che starebbe provocando nell’area del sud est asiatico con la costruzione di alcune isole artificiali per proteggere i confini di gran parte del mar Cinese Meridionale.

Ma forse la vera ragione per cui gli Usa dovrebbero temere Pechino è di natura prettamente finanziaria anzichè militare, sebbene queste competenze esulino dal raggio d’azione del capo degli stati maggiori riuniti. Infatti la Cina sta implementando ben altri pericoli e cioè quelli di una bolla azionaria che ha visto la PBoC, cioè la borsa centrale cinese, esporsi in prima linea per stimolare l’economia con diverse soluzioni anche eterodosse, un potenziamento degli investimenti pubblici nelle infrastrutture e soprattutto un enorme flusso di capitali dall’estero, gli stessi che adesso, spaventati dall’enorme instabilità di Shanghai, stanno scappando. Il vero pericolo immediato Tornando al report del generale Depsey la Russia ad esempio, viene citata, oltre che nella lista delle nazioni “pericolose” anche quando si illustra la panoramica generale: la guerra con l’Ucraina viene portata come esempio di una nazione che non rispetta i diritti dei suoi vicini. Ma non è solo questo a preoccupare Depsey: nel rapporto si sottolinea la perdita di competitività tecnologica che sempre Washington è costretta a subire e che potrebbe rivelarsi fatale in quello che, a tutti gli effetti, è la minaccia più urgente e cioè quella dell’Is un’entità i cui componenti sembrano agire in maniera esperta, fluida e anonima, riuscendo a colpire aiutati anche da una disponibilità di armi e tecnologie particolarmente moderne ed efficaci. Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online .. . . .

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Published by conte rovescio
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