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6 agosto 2015 4 06 /08 /agosto /2015 22:52
La bomba atomica su Hiroshima: il progetto Manhattan

Il 6 agosto 1945 Adolf Hitler era già morto nel suo bunker a Berlino, la Germania si era già arresa alle forze alleate e l'Italia aveva già fatto il salto della barricata passando dalla parte degli Stati Uniti e delle altre nazioni che avevano combattuto il nazifascismo. Solo uno stato era rimasto a combattere: il Giappone. Il pretesto perfetto per gli Stati Uniti per utilizzare i risultati del progetto Manhattan a lungo portato avanti con l'impegno dei più grandi fisici del mondo.

Il timore degli Usa - o almeno la "scusa" utilizzata per l'atrocità commessa - era che il Giappone sarebbe stato in grado di portare avanti la guerra, anche da solo, per altri mesi, se non anni, causando numerose vittime statunitensi. E così, si decise che poter chiudere la guerra mondiale in 43 secondi netti fosse una decisione molto migliore.

Per questa ragione, la mattina del 6 agosto, prende il volo l'Enola Gay, con a bordo 12 piloti tutti perfettamente consapevoli di qual è il loro compito: la bomba era stata testata il 16 luglio nel deserto del Nuovo Messico, mentre il Giappone era già stato bombardato, ma utilizzando solo armi convenzionali.

L'intenzione degli Stati Uniti è chiarissima: porre fine alla guerra una volta per tutte, puntando tanto sull'atomica quanto sul contraccolpo psicologico che avrebbe seguito la devastazione portata. Aspetto particolare della vicenda è che le forze armate statunitensi non sapevano nemmeno quale sarebbe stata la città che sarebbe stata bombardata, perché gli obiettivi possibili erano quattro: Hiroshima, Nagasaki, Kokura, Niigata. Ed è proprio mentre l'Enola Gay si dirigeva verso le coste del Giappone che Little Boy, la bomba con una carica esplosiva da 16 milioni di chilogrammi di tritolo e sei anelli di Uranio-235 radioattivo, venne montata, direttamente a bordo, per il timore che una sua possibile esplosione polverizzasse l'isola di Tinian da cui i piloti erano decollati. Dopo 13 ore di volo, al buio e sul pelo dell'oceano per non essere avvistati, i piloti salirono in quota per prepararsi a sganciare l'ordigno. Era una mattina nuvolosa, e quando il cielo finalmente si rischiarò sotto di loro fu Hiroshima, uno dei quattro bersagli possibili, che si mostrò. Ricevuta conferma dalla base: Little Boy venne sganciata, mentre l'Enola Gay fece inversione e torno il più velocemente possibile verso la base.

I piloti non rimasero traumatizzati a vita da quanto fecero - come invece si racconta, confondendosi con il pilota di un aereo di supporto - ma di sicuro non apprezzarono il loro compito, visto che tutti quanti decisero di abbandonare la carriera militare. Tutti tranne uno: il primo pilota, quello che fino a pochissimi anni fa ha sempre rilasciato dichiarazione facendo sapere che lo rifarebbe "anche domattina".

Mentre l'Enola Gay fuggiva a gambe levata dalla bomba, Little Boy arrivava a terra, provocando la più grande distruzione della storia: nel giro di pochi secondi il 90% della città venne distrutta e 70mila persone erano già morte. Il bilancio finale fu di 90/160mila vittime. A Tokyo non ne sapevano ancora nulla, perché era impossibile contattare la città. Mandarono un ufficiale in aereo, che già da chilometri vide quello che era successo. Tre giorni dopo, il 9 agosto, fu invece la volta di Nagasaki, che causò la morte all'istante di 30mila persone. Il Giappone era piegato: il 15 agosto accetta la resa incondizionata, la più umiliante della sua vita.

http://www.polisblog.it/post/355939/bomba-atomica-hiroshima-storia-riassunto

La bomba atomica su Hiroshima: il progetto Manhattan

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Published by conte rovescio
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