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14 novembre 2015 6 14 /11 /novembre /2015 23:58

Negli anni Sessanta, tutti i giovani ingegneri elettrici passeggiavano abitualmente con una mano in tasca. E non per sciatteria o per protestare contro le regole, ma per l’avvertimento che gli veniva dato in laboratorio il giorno del primo esperimento: se una scossa elettrica attraversa il petto può uccidervi, ma se la stessa scarica rimane su un lato del corpo vi procurerà una leggera scossa. Grazie a questo consiglio, gli ingegneri elettrici che non vogliono morire tengono sempre una mano in tasca in prossimità di elettricità libera.

Gli appunti di Nikola Tesla di Colorado Springs dimostrano che fu lui il primo ingegnere a consigliare questa pratica per lavorare in modo sicuro; perciò molti ingegneri gli devono la vita. Inventò inoltre il tachimetro, il contagiri meccanico, la diffusione radio, l’energia elettrica a corrente alternata e le turbine senza pale.

Una delle sue invenzioni importanti è la macchina terapeutica per l’elettroterapia di Tesla, questo apparecchio generava corrente ad altra frequenza:

Le correnti generate da questo apparecchio sono un ottimo tonico per il sistema nervoso umano; aiutano il funzionamento del cuore e la digestione; inducano un benefico sonno; liberano la pelle dalla dannosa sudorazione e curano raffreddore e febbre grazie al calore prodotto; rivitalizzando parti del corpo atrofizzate o paralizzate; alleviano ogni tipo di sofferenza e salvano centinaia di persone ogni anno.

Tesla ebbe da ridire sulla teoria della relatività di Einstein e lo fece con una dichiarazione scritta.

Tesla scrisse:

Ho elaborato una teoria dinamica della gravità in ogni dettaglio, e spero di rilasciarla al mondo molto presto. Spiega le cause di questa forza, e il moto dei corpi celesti sotto la sua influenza in modo cosi soddisfacente, che metterà fine alle inutili speculazioni e false concezioni, come quelle della curvatura dello spazio. Secondo i relativisti, lo spazio ha una tendenza alla curvatura che appartiene a una inerente proprietà o presenza dei corpi celesti.

Volendo attribuire una parvenza di realtà, tale idea fantastica si contraddice comunque. Ogni azione è seguita da una reazione, e gli effetti dell’ultima sono direttamente opposti a quelli della prima. Supponendo che gli astri agiscano sullo spazio circostante causandone la curvatura, alla mia mente appare che gli spazi curvi debbano reagire sugli astri e, producendo gli effetti opposti, annullare le curvature. Poiché azione e reazione coesistono, ne consegue che la presunta curvatura dello spazio è totalmente impossibile; ma anche se esistesse, non spiegherebbe i moti degli astri osservati. Solo l’esistenza di un campo di forza può spiegare questi moti, e l’assumerla prescinde dalla curvatura dello spazio. Qualsiasi letteratura sul soggetto è inutile, e destinata all’oblio.

E’ un vero peccato che Tesla non abbia mai pubblicato la sua teoria dinamica sulla gravità. Il pensiero moderno suggerisce infatti che quando un oggetto pesante si muove emette, onde gravitazionali che si irradiano alla velocità della luce; queste onde gravitazionali si comportano in modo analogo a molti altri tipi di onde. Le grandi invenzioni di Tesla si basano tutte sullo studio delle onde: egli credeva infatti che il suono, la luce, il calore, i raggi X e le onde radio fossero tutti fenomeni legati tra loro e che quindi rispondessero alla stessa legge matematica. Il diverbio con Einstein fa pensare che Tesla avesse esteso quest’idea anche alla gravità.

Negli anni Ottanta si dimostrò che aveva ragione: uno studio sulla dispersione di energia in una pulsar chiamata PSR1913+16 dimostro che le onde gravitazionali esistono e la concezione di Tesla sulla gravità come effetto del campo venne considerata più seriamente di quanto non avesse fatto Einstein. Sfortunatamente, però, Tesla non rivelò mai che cosa lo avesse portato a una tale conclusione, e non illustrò mai la sua teoria della gravità al mondo.

Tesla rilasciò poi un’altra affermazione che venne ritenuta oltraggiosa, che non fece altro che consegnarlo definitivamente all'oblio:

Quest'anno ho dedicato molto tempo al perfezionamento di un apparecchio molto piccolo e compatto, che riesce a inviare una quantità di energia considerevole nello spazio interstellare a qualsiasi distanza, senza la minima dispersione. Vorrei presentare all'istituto francese una descrizione accurata degli apparecchi con tutti i dati e i calcoli, e penso di chiedere il premio Pierre Guzman di 100000 franchi per i mezzi di comunicazione con altri mondi; ritengo che senza alcun dubbio mi verrà assegnato. Il denaro è naturalmente insignificante, ma per il grande onore di essere stato il primo nella storia a conseguire questa scoperta miracolosa, sarei disposto a dare la vita.

Tesla non ottenne mai il premio, né illustrò mai il suo lavoro; il governo francese non conobbe mai le sue idee poiché gli eventi presero il sopravvento: Hitler cominciava ad estendere il suo potere in Europa, e la Francia fu invasa nel 1940.

Lo strumento di cui parlava Tesla era un prototipo di laser e di un ordigno al plasma che produceva particelle ad alta energia nella ionosfera. Gli appunti del Colorado mostrarono che era a conoscenza di entrambe le possibilità, e queste apparecchiature sarebbero state una conseguenza logica dei suoi esperimenti sui fulmini.

Nel 1940, dopo il suo ottantaquattresimo compleanno, rilasciò un'intervista al "New York Times" che venne pubblicata il 22 settembre:

Nikola Tesla, uno dei più grandi inventori, che il 10 luglio scorso ha celebrato il suo ottantaquattresimo compleanno, rivela che è pronto a consegnare al governo degli Stati Uniti il segreto della sua "teleforza", in grado di liquefare, a suo parere, il motore di un aereo a 250 miglia di distanza, e che permetterebbe di costruire una sorta di muraglia cinese invisibile intorno il nostro paese.

L'articolo non fu commentato dai colleghi scienziati: allora, la reputazione di essere un uomo sempre in cerca di celebrità superava la sua credibilità e, con l'avanzata di Hitler in Europa, c'erano cose più importanti di cui preoccuparsi.

Nel 1941 gli Stati Uniti entrarono in guerra, e Tesla deve essersi sentito particolarmente coinvolto quando, intorno a quel periodo i tedeschi invasero il suo paese natale. Che cosa poteva fare del suo "raggio mortale", che il popolare giornale aveva denominato la sua "teleforza"? Voleva consegnarla al governo degli Stati Uniti, per sostenere sia il suo paese natio sia quello d'adozione.

Il 5 gennaio del 1943 Tesla telefonò al Dipartimento della guerra e parlò con il colonnello Erskine, al quale offri i segreti della sua arma. Erskine non conosceva Tesla, e pensò che si trattasse di un folle; promise di richiamarlo, ma non lo fece mai. Questo fu l'ultimo messaggio di Tesla al mondo. In quel periodo viveva all' Hotel New Yorker ed era piuttosto malato; aveva attacchi frequenti al cuore ormai indebolito. La sera del 5 gennaio disse che non voleva essere disturbato e andò a dormire; spesso chiedeva allo staff dell'albergo di non disturbarlo per duo o tre giorni, ma questa sarebbe stata l'ultima volta.

A questo punto la storia diventa un vero e proprio thriller. Tesla morì per un attacco cardiaco tra la notte di martedì 5 e la mattina di venerdì 8 gennaio, quando fu trovato dalla cameriera dell'albergo. L'unico parente conosciuto, il nipote Sava Kosanovich, un rifugiato jugoslavo sfuggito all'invasione tedesca, era tenuto sotto stretta sorveglianza dell' FBI, come molti altri rifugiati, per il timore che fosse una spia.

La notte dell'8 gennaio Sava Kosanovich si recò, assieme ad altri due uomini, George Clark e Kenneth Sweezey (un giovane giornalista scientifico), nella stanza di Tesla con un fabbro per aprire la sua cassetta di sicurezza, e chiese agli altri due di cercare il testamento; in veste di testimoni, erano presenti due dirigenti dell'albergo e un rappresentante del consolato jugoslavo; Sweezey prese un libro dalla cassetta che venne poi richiusa con una nuova combinazione, e affidata a Sava Kosanovich. Se questi trovò il documento non lo dichiarò mai, perchè risulta che Tesla morì senza aver fatto testamento (Kosanovich, comunque, deve aver raccolto tutti gli scritti e la strumentazione rimasti nella stanza, e che oggi sono custoditi nel museo di Tesla di Belgrado).

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Published by conte rovescio
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