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15 aprile 2016 5 15 /04 /aprile /2016 22:40
NOI E GLI EXTRATERRESTRI

Un fossile di piede umano che schiaccia un trilobite fornirebbe la prova che sulla Terra ci sono state antiche civiltà a noi sconosciute, oppure visitatori da altri mondi sul nostro pianeta.La più antica impronta fossile umana mai rivenuta

Era l’estate del 1968, quando William J. Meister, si trovava nei pressi di Antelope Spring, 43 miglia da ovest di Delta, Utah, alla ricerca di fossili per la sua collezione privata. Era in compagnia della moglie e due figlie, e da Mr. e Mrs. Francis Shape con le loro due figlie. Durante la campagna di scavo scoprirono diversi fossili di trilobiti quando ad un certo punto Meister scoprì l’incredibile impronta aprendo una spessa lastra di circa due pollici di roccia, con il suo martello. La roccia si aprì come un libro, rivelando su una parte l’impronta di un piede umano, con un trilobite nella stessa impronta destra.
“La roccia si aprì come un libro” Meister ebbe modo poi di dire “su di un lato dell’impronta di un uomo”.

L’altra metà della lastra di roccia mostrò un altro perfetto modello dell’impronta del piede e del fossile.
Ma la sorpresa più grande era che l’impronta umana indossava un sandalo!
Un sandalo che sembrava proprio aver schiacciato un trilobite* vivente. Quindi ci troviamo nell’epoca del Cambriano, periodo in cui secondo la scienza non c’era ancora la vita sulla terraferma ad eccezione di licheni, alghe e microscopici funghi, ma però abbondava nel mare con i suoi piccoli esseri come i brachiopodi, meduse, onicofori, spugne, trilobiti e trilobitiformi.

Il sandalo umano era lungo 26,03 cm e largo 8,9 cm; il calcagno era intagliato più leggermente della suola, con la sporgenza del tacco ben visibile, come dovrebbe essere l’impronta di una calzatura umana.

In un primo tempo Meister non trovò nessun geologo disposto ad esaminare l’ingombrante impronta, per cui si trovò costretto a pubblicare la notizia su un giornale locale, il “The desert news” e in non molto tempo la notizia divenne di diffusione nazionale. E arrivarono coloro che Meister aspettava.
Il 4 luglio 1968, Meister finalmente portò sul luogo del ritrovamento il dottor Clarence Coombs, del Columbia Union College e il geologo Maurice Carlisle, dell’Università del Colorado. Carlisle scavò per due ore prima di trovare uno strato di fango, che rappresentava la prova del fatto che la formazione si era trovata un tempo in superficie ed era pertanto adatta per la conservazione di tracce fossili autentiche.
Ma la formazione non era più in superficie da lunghissimo tempo: lo scisto che recava la traccia della scarpa proveniva da uno strato del Cambriano risalente nientemeno che a 505 – 590 milioni di anni fa (altre fonti invece dicono tra i 300 e i 600 milioni di anni fa).

Purtroppo tale scoperta – com’è logico – irritò il mondo accademico e la comunità scientifica che non vollero prendere sul serio la clamorosa scoperta, giacchè avrebbe portato a rivedere tutta l’attuale storia “costruita” delle origini dell’essere umano a cui siamo tutt’ora ufficialmente indottrinati e che alla luce di queste scoperte non rappresenta la più la verità di come andarono le cose nella storia.

Così quando Meister sparse la notizia della sua scoperta questa non venne presa in seria considerazione come dovuto: un geologo della Brigham Young University replicò seccamente che la «traccia» era in realtà un bizzarro esempio di erosione. Un professore del Michigan liquidò il fatto come un travisamento o un falso. «Non si è mai avuto un ritrovamento autentico di questo tipo» fu la sua conclusione.

Diedero giudizi affrettati senza studiare scientificamente la prova come sarebbe stato corretto, chiudendo così “volutamente” la porta a un fatto che avrebbe fatto crollare come un castello di carte la storia delle origini, che di certo non è più (e non è mai stata) quella che la scienza e la religione hanno costruito ed elaborato per poi darcela in pasto.

L’analisi computerizzata, conferma la scoperta

Michael A. Cremo e Richard L. Thompson due ricercatori americani di frontiera e saggisti, forti sostenitori dell’implicazione extraterrestre con le origini dell’essere umano avendone studiato reperti archeologici miti e leggende, hanno provveduto ad analizzare al computer l’impronta concludendo che essa non differiva in alcun modo dal tipo di impronta che avrebbe lasciato una scarpa moderna; quindi l’impronta Cambriana è autentica anche se la comunità scientifica nega per fede senza averla mai esaminata, ben sapendo sotto sotto che è un reperto veritiero.

Considerazioni personali

L’impronta del Cambriano è un chiaro indizio del fatto che un essere umano di una qualche antichissima e sconosciuta civiltà umana ha camminato sulla terra 500 milioni di anni fa, o forse, potrebbe appartenere ad un visitatore extraterrestre?

Qualunque sia la verità tra le due, queste ipotesi suonano comunque molto più coerenti con gli interrogativi e le riflessioni che ci porta la scoperta di questa orma umana che non dovrebbe esistererispetto alla dogmatica versione ufficiale che vuole che l’uomo è apparso pochissimi milioni di anni e fa e che i primi calzari, i sandali sono da far risalire solo a qualche migliaio di anni fa.

Forse l’impronta apparteneva ad visitatore extraterrestre, magari ad uno di quelli che furono gli Elohimmenzionati dalla Bibbia, che dall’ebraico antico significa “Dei” o anche “Coloro che vennero dal cielo”, ossia gli esseri extraterrestri, ovvero i Creatori della vita sul nostro pianeta e responsabili della creazione della specie umana, come riportato anche da molti contattati come Eugenio Siragusa o l’ultimo Maurizio Cavallo tanto per citarne alcuni fra quelli attendibili?

Quest’ultimo riporta che l’uomo fu creato circa 180 milioni di anni fa ad immagine e somiglianza degli Dei dell’altrove mediante manipolazioni genetiche su un primitivo essere acquatico simile al serpente; vorrei far notare che la leggenda di questa atavica creatura ibrida è presente in alcune antiche culture.

Ricordiamo ad esempio la leggenda del “serpente piumato” delle antiche civiltà mesoamericane Maya e Azteche, oppure le statuette di età sumera dei “nefilim” (foto a lato) ritrovate in Iraq e raffiguranti esseri con corpo umanoide e la testa di rettile, e che rappresenterebbero i primi tentativi di creazione dell’essere umano, ossia il frutto della manipolazione da parte degli esseri extraterrestri sulla creatura marina sauroide che con succesive modifiche al DNA, manipolazioni, e ripetuti innesti con il DNA degli esseri del cielo divenne poi quello che era (ed è) l’uomo a Loroimmagine e somiglianza.
L’uomo non discende dalla scimmia, e se l'”anello mancante” non è mai stato trovato è perchè appunto non c’è nessuna connessione tra i due, nonostante gli evoluzionisti si ostinano nel voler continuare a sostenere il contrario.

La verità sta venendo fuori sempre più per le “vie traverse” (e molte sono le persone consapevoli che se ne stanno rendendo conto e che non accettano più una “verità” ufficiale che non sta più in piedi alla luce di questi interrogativi, fatti e prove che emergono, una verità artefatta che gli è stata inculcata dal Sistema sin dalla tenera età) attraverso i reperti archeologici non solo come quello dell’orma del piede umano con calzaro di 500 milioni di anni fa ma anche con le famose Pietre di Ica risalenti a 65 milioni di anni fa che testimoniano l’esistenza di una antica specie umana, intelligente tra l’altro, che ha convissuto con i dinosauri; la verità vera viene fuori (o meglio è sempre stata sotto i nostri occhi) anche attraverso i miti e le leggende degli antichi popoli che ci hanno preceduto, come pure i Testi sacri di molte culture i quali tutti ci parlano di esseri venuti dal cielo a bordo di strani mezzi, che crearono l’uomo, lo istruirono e gli diedero la conoscenza per poi fare ritorno alle stelle.

Altre impronte di piedi umani ad Antelope Springs

Ma le sorprese non finiscono qui.
Il 20 luglio di quel medesimo anno, il sito di Antelope Spring, fu esaminato dal Clifford Burdick, professore e geologo di Tucson, Arizona. Egli trovò il segno di un piede di bambino impresso in un letto di roccia.
Burdick disse:”Il segno era di circa 6 pollici in lunghezza, con le dita estese, come se il ragazzo non avesse mai calzato scarpe, le quali, al contrario, comprimono generalmente le dita. Queste invece non appaiono essere molto inarcate, e il dito grande non è prominente”.
Il dottor Burdick stabilì:” Su una sezione trasversale la struttura della roccia sporge su strati fini e piani. Dove le dita pressarono nel materiale morbido, gli strati sono schiacciati verso il basso dall’orizzontale, indicando un peso che ha pressato nel fango..”.
Nell’agosto del 1968 Mr. Dean Bitter, un insegnante di Salt Lake city, dichiarò di aver scoperto altre due impronte di scarpe o sandali ad Antilope Spring. Secondo il prof Cook, nessun trilobite era presente in quest’impronta, ma un piccolo trilobite fu scoperto vicino alla stessa roccia, indicando che la piccola creatura marina e il viandante che girovagava con sandali ai piedi erano contemporanei.

Orme umane nell’era dei dinosauri

Per concludere è bene anche ricordare che sono state ritrovate anche altre antiche impronte umane fossilizzate insieme a quelle di dinosauri, documentate da Cremo e Thompson nel loro libro “Archeologia Proibita: la storia segreta della razza umana” e che confermerebbero la convivenza uomo-dinosauro; scoperte snobbate come al solito dal mondo scientifico, eccone alcune:

A Carson City, nel Kentuky sono state ritrovate impronte di piedi e di calzature in uno strato antico di 110 milioni di anni.

A Laetoli in Tanzania, le tracce fossili umane sono mescolate a quelle dei dinosauri.

A Macoupin nell’Illinois orme umane fossilizzate si trovano in uno strato del Carbonifero e risalenti quindi a 300 milioni di anni fa.

Nel Canyon Havasupai si trovano le pitture murali di un T-Rex, nel Big Sandy River quelle di uno Stegosauro.

Nel Turkmenistan una impronta umana è accanto a quella di un animale preistorico. Dalla posizione delle impronte sembra che l’uomo stesse cacciando l’animale.

Nel letto del fiume Paluxy, in Texas, paleontologi dell’Università della California hanno considerato autentiche le tracce di impronte di dinosauri e di piedi umani.

Altre impronte umane fossili in Messico, Arizona, Texas, Illinois, New Messico, Kentucky e altri stati in rocce vecchie di 250 milioni di anni.

Carl Baugh, della Pennsylvania State University, in Texas rinvenne, in uno strato di roccia databile 140 milioni di anni fa, le impronte dei piedi di un uomo accanto a quelle di un dinosauro.
L’incredibile scoperta fu presto bollata come un clamoroso falso; ma nel 1984, a seguito di ulteriori scavi nella stessa zona condotti dall’archeologo Hilton Hinderliter, gli scettici furono costretti a ricredersi in virtù del ritrovamento delle impronte di due sauri e di un umano in uno stesso strato geologico risalente come minimo a 65 milioni di anni fa.
Nella stessa Ocucaje, dal Dottor Jimenez del Oso sono stati scoperti scheletri umani vicino a quelli di dinosauri.

*I trilobiti erano piccoli animali invertebrati marini, antenati dei granchi e dei gamberetti, che fiorirono circa 520-530 milioni di anni fa prima di incominciare ad estinguersi circa 250 milioni di anni fa.

Scritto da Annalisa Cisi – Noiegliextraterrestri

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Published by conte rovescio
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