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27 giugno 2016 1 27 /06 /giugno /2016 22:31
Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer muore a 86 anni

Un grande attore, muore all' età di 86 anni. Per tutti era il gigante buono che menava sganassoni sempre in coppia con l'amico Terence Hill. L'omone barbuto degli spaghetti western degli anni 70, quelli che hanno conquistato generazioni di ragazzini innamorati dei due scanzonati protagonisti di "Lo chiamavano Trinità". Ma Carlo Pedersoli, classe 1929, per tutti Bud Spencer, è stato in realtà protagonista di una carriera lunga e poliedrica nella quale, accanto ai film più popolari, c'è stato spazio per il thriller (diretto da Dario Argento in "Quattro mosche di velluto grigio"), per il cinema d'autore con Ermanno Olmi e persino per il dramma di denuncia civile con Torino nera di Carlo Lizzani.

Snobbato da critica e dai premi - Tante esperienze, tanti successi, e anche un po' di amarezza per non essere abbastanza considerato da quel mondo del cinema in cui era entrato un po' per caso finendo per dedicargli la vita: "In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo - si lamentava negli ultimi anni - nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival".

A proposito della sua esperienza sul ring, palcoscenico naturale per uno che nei film ha semra distribuito cazzotti a destra e a manca, ricordava: “Ero troppo buono”. “Avevo un gran destro e anche un gran sinistro, combattevo nei pesi massimi, ma quando vedevo l’avversario in difficoltà, non avevo la cattiveria per mandarlo al tappeto, per finirlo”. Per il suo 85° compleanno, nel 2014, la Fin lo invita al Polo Natatorio di Ostia, dove venne accolto dal c.t. del Setterosa e dalle ragazze della nazionale giovanile. E in quell'occasione diede la stura ai ricordi sportivi: "Credo di aver praticato tutti gli sport. Da atleta ricordo le partite di pallanuoto a Camogli, in mare, dove ogni volta si rischiava di essere linciati dal pubblico, che noi d’altronde provocavamo. E poi ricordo la gomitata rifilata a un sovietico in casa loro: in partita mi tirava... dove non si più dire”.

L'ultima apparizione in tv era stata nel 2010 con "I delitti del cuoco", fiction di Canale 5. E l'anno scorso era stato festeggiato a Napoli con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera che gli aveva consegnato il sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo in nome della sua città.

La sua morte, avvenuta il 27 giugno del 2016, è stata annunciata dal figlio Giuseppe così:"Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata grazie".

In precedenza aveva dichiarato: «Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell'attesa e nel timore. C'è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene».

Non resta che augurare al suo ricordo che ha sempre fatto parte della mia vita, un buon viaggio e dirgli grazie, per le risate che ha sempre regalato a tutti noi.

ciao BUD.

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Published by conte rovescio
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