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5 novembre 2016 6 05 /11 /novembre /2016 23:50
NASA Earth Exchange Global Daily Downscaled Projections

Come cambierà la Terra nei prossimi 85 anni ?Ci aspettare cambiamenti climatici sempre più repentini, con un aumento, anche in termini di intensità, di catastrofi naturali come inondazioni e siccità. Lo dice la Nasa, che ha pubblicato l'analisi delle condizioni meteorologiche con previsioni fino al 2100. In molte aree della Terra, scrive l'agenzia spaziale degli Stati Uniti, "la temperatura tenderà ad aumentare e crescerà la concentrazione di anidrite carbonica presente nell'aria, con un dato che si stabilizzerà intorno alle 900 parti per milione (ppm), valore di circa il doppio della media di oggi". Con significativi rischi per l'ecosistema del nostro pianeta.In molte aree della Terra, scrive l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, la temperatura tenderà ad aumentare e crescerà la concentrazione di anidrite carbonica presente nell’aria, con un dato che si stabilizzerà intorno alle 900 parti per milione (ppm), valore di circa il doppio della media di oggi.

Tuttavia, i meteorologi si mantengono cauti su una previsione di tale tipo: si tratta sempre di ipotesi azzardate che tengono conto principalmente della variabile Co2, mentre potrebbero inserirsi in futuro tante altre variabili in grado di “guidare” i cambiamenti climatici, determinando non per forza un forte aumento della temperatura globale.

Cos'è il NASA Earth Exchange Global Daily Downscaled Projections (NEX-GDDP) ?

Scopo dell'iniziativa, partita nel 2009, è quello di aiutare scienziati, responsabili della gestione del territorio e politici a valutare meglio gli effetti dei cambiamenti climatici non solo a scala globale ma anche locale, così da predisporre, regione per regione, misure per ridurre le conseguenze di eventi come siccità, inondazioni, ondate di calore e riduzione della produttività agricola.

Per creare le mappe e le simulazioni, gli scienziati di NASA Earth Exchange hanno raccolto centinaia di terabyte di dati acquisiti dai satelliti della NASA che monitorano costantemente il pianeta, per poi elaborarli con un supercomputer dell'Ames Research Center. In questo modo sono stati estratti 11 terabyte di dati convertibili in mappe con una risoluzione di appena 25 chilometri, ossia tale da quantificare il rischio per singole città, aree agricole, fiumi o foreste.

Per ottenere questi dati e definire le mappe, i ricercatori sono partiti dai modelli usati dall'IPCC, che hanno una buona affidabilità a scala globale, e li hanno integrati con i risultati delle simulazione ottenute con 21 differenti modelli relativi alle previsioni su scala regionale.

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Published by conte rovescio
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