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29 marzo 2017 3 29 /03 /marzo /2017 22:02

Sono passati ormai ben 17 anni e mezzo da quel lontano 6 giugno 1998, ricordo che era una giornata caldissima, il Sole splendeva alto nel cielo, in apparenza pareva una giornata normale, una giornata come tante altre.

Mi ero da poco fermato ad un bar per fare colazione, quando non volendo ascoltai alcune persone vicino a me, che parlavano tra loro circa uno strano essere avvistato sulle Alpi Apuane in Garfagnana, si parlavano senza mezzi termini di un “alieno” che si aggirava nella zona diCampocatino. Non volevo credere alle mie orecchie, quello che stavo cercando da anni si trovava lì a pochi chilometri da dove mi trovavo. Passarono diverse ore prima di giungere sul posto e di conoscere l’essere misterioso. Con i presenti, anche loro incuriositi, parlammo dell’”alieno” e della sua storia, ma dopo un po’, la noia e l’apatia stavano per avere il sopravvento. Saranno state le 18 più o meno, quando unfatto insolito destò di nuovo la nostra attenzione: dalla valle in fondo alla montagna che ci sovrastava, notammo uno strano bagliore, un bagliore che lentamente ma con costanza si stava avvicinando alla nostra postazione, ma di cosa mai si trattava?

 

Le nostre domande trovarono presto una risposta, era un’automobile, una grande auto blu, la luce altro non era se non il riflesso del Sole al tramonto sul lunotto della vettura. Ma chi sedeva all’interno di quella macchina?

La portiera anteriore destra si aprì, scese un uomo alto vestito di nero, portava occhiali neri e aveva capelli biondi, si avvicinò a noi e in un italiano non perfetto disse: “Siete qui per l’”alieno” vero?“. Noi ci guardammo stupiti e all’unisono rispondemmo: “Si siamo qui per l”alieno’!”. Il biondo continuò a parlare quasi non avesse udito la nostra risposta, “l”alieno”’è con noi, ma dobbiamo passare, toglietevi dalla strada!”.

Noi ci guardammo in faccia ancora una volta, e come per telepatia tutti ancora una volta all’unisono rispondemmo: “No! Non ci toglieremo da qui! Vogliamo incontrare l”alieno’!”. Il biondo sembrò sorpreso dalla nostra determinazione, arretrò alcuni passi, poi si voltò e si diresse verso l’auto blu, si chinò verso il finestrino posteriore destro che lentamente si stava aprendo, uno scambio di battute ed ecco che anche la portiera lentamente si aprì, una strana calzatura poggiò piano sul terreno polveroso, nello stesso istante una mano si aggrappò alla portiera, era una mano dalla pella bianca, molto simile alle nostre ma più pallida e sottile, noi tremavamo dalla forte emozione, ma a quel punto non potevamo certo più scappare, in fondo davanti a noi stava accadendo proprio quello che più volevamo.

Ecco ora l’essere era sceso del tutto, era li diritto in piedi a pochi metri da noi, indossava dei pantaloni neri, una T-shirt grigia e degli occhiali scuri, forse per proteggere i suoi occhi dal nostro Sole troppo intenso per lui. Era un essere longilineo, dai lineamenti fini, e dalle sembianza completamente umane, nessuno avrebbe potuto pensare a lui come ad un alieno, vedendolo così. Ci guardò un attimo, poi lentamente senza mostrare alcuna emozione, iniziò a camminare verso di noi, il sogno di tanti anni si stava concretizzando davanti ai nostri occhi. Si fermò proprio davanti a me, allungò la sua mano destra e aprendo la bocca disse in un inglese perfetto: “Hello boys!How are you?My name is…..David…David Bowie”.

Il sogno si era fatto realtà, Ziggy Stardust, The Spider of Mars, l’Uomo che cadde sulla Terra, e tanti altri fantastici personaggi creati dal “Pallido Duca Bianco” prendevano forma proprio davanti ai miei ai nostri increduli occhi.

David si fermò volentieri a parlare con noi, con me in particolare rimase per circa quindici minuti, parlammo di musica, del suo personaggio che stava interpretando li a Campocatino nel film “Il Mio West” di Leonardo Pieraccioni e inevitabilmente parlammo anche di UFO e alieni.

Gli dissi apertamente del mio interesse per gli UFO, e lui non mi fece nememno finire, che iniziò a descrivermi un suoavvistamento avvenuto con la sua prima moglie Angie quando si trovava a Detroit nel 1974, loro erano li per un giro di concerti e videro un UFO, un UFO che successivamente sembrò come ingaggiare una sorta dicombattimento con un aereo militare.

David mi disse anche di aver visto degli oggetti sconosciuti quando era ragazzo in Inghilterra, ne aveva parlato anche in uno show tv americano nel 76. Alllora visto il suo interesse provai a fargli alcune domande….

Estratto dall’articolo di Moreno Tambellini (UFO International Magazine n. 36, edito da Zona Franca Edizioni Srl © RIPRODUZIONE RISERVATA)

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Published by conte rovescio
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