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29 luglio 2017 6 29 /07 /luglio /2017 21:50

Una stagione piuttosto altalenante, con ricordi connessi al 2003, per il caldo, altresì incredibile come questo anno 2017, riesca a dimostrare che il caldo e fenomeni estremi come grandine e allagamenti, siano sempre più marcati e pericolosi per tutto il genere vivente. Ma questo mostro climatico, non è nuovo a tali eventi.E’ un’altro studio che esprime l’ampiezza del riscaldamento del clima medievale, che sembra avere avuto un carattere globale, come dimostrano numerosi altri studi del settore. In questo caso viene mostrata l’altitudine nella quale le specie arboree riuscivano a raggiungere nella zona polare dei monti Urali, in Russia.

Ebbene, viene mostrato come tale altitudine sia stata pressoché stabile attorno ai 420 metri di quota tra il 750 ed il 1360, cioè per quasi sei secoli consecutivi!Il crollo corrisponde alla Piccola Età Glaciale, con l’altitudine media scesa ad appena 260 metri di quota attorno al 1880.

Il “caldo Medioevo” finì con un brusco calo delle temperature (mini-glaciazione) : “il cambiamento del clima fu accompagnato dalle pestilenze che dimezzarono di colpo la popolazione italiana ed europea, e la piccola glaciazione ebbe il periodo più freddo nel ‘600 e proseguì fino al 1850 con temperature di 2,5, tre gradi più fredde di oggi. D’inverno ghiacciavano i grandi fiumi e perfino la Laguna di Venezia, sulla quale non era raro poter pattinare”.

La prosperità e l’espansione della civiltà europea coinciderebbero proprio con il periodo nel quale le temperature erano più alte. “Durante il periodo mite del Medio Evo, il mondo era molto più caldo di oggi, e la storia dimostra che fu un periodo di tempo magnifico e prospero”, mentre, sottolinea la rivista, “epidemie, carestie e collasso economico si susseguirono in occasione della piccola glaciazione”. E infatti, “quando la temperatura cominciò a scendere i raccolti diminuirono e l’attività vinicola in Inghilterra morì”.

Lo studio anticipato da Green Watch News sarà pubblicato integralmente da ‘Energy and Environment’ (Energia e Ambiente) e, assicura la rivista, “si basa su una rassegna di 240 diversi studi internazionali che hanno raccolto informazioni indirette sulle temperature medievali, ricavandole da sedimenti estratti col metodo del carotaggio, dagli anelli di accrescimento degli alberi secolari, e da antiche testimonianze scritte”.

Viene pertanto credibile ritenere che dopo questi esagerati sbalzi termici che stiamo verificando negli ultimi anni, avremo un inversione simile a quella successa centinaia di anni fa. Dovremo solo controllare correnti oceaniche, asse terrestre, e ciclo solare per avere la risposta giusta.

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Published by conte rovescio
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