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6 ottobre 2018 6 06 /10 /ottobre /2018 22:21

Ora che sappiamo modificare il DNA, forse è possibile capire se siamo frutto di antichi interventi di bio-ingegneria aliena.

Sono sempre più frequenti le notizie sui nuovi traguardi raggiunti dall’ingegneria genetica. L’uomo finalmente ha scoperto i meccanismi che regolano le fasi della vita e manipolando il DNA indossa ora i panni di un "creatore", formando un essere nuovo partendo da una sola cellula. 
 


Attualmente sta diventando un "selezionatore", in grado di correggere difetti congeniti del DNA apportando dei miglioramenti. Sembra abbia individuato perfino la traccia del suo "orologio biologico" e stia cercando, se non lo ha già trovato, il timer che ne regola la durata. Sono stati raggiunti risultati ragguardevoli in USA nel campo della biogenetica e ora sembra possibile generare nuovi organi interni per sostituire quelli vecchi o malati, servendosi di un specie di impalcatura costituita da un polimero solubile e da cellule. Su questo impianto si modella la forma di un nuovo cuore, fegato o esofago, che viene utilizzato per sostituire quello vecchio, ovviamente rimosso. Nel contempo, l’impalcatura polimerica usata per generare il nuovo organo si dissolve senza lasciare traccia. Il tempo materiale necessario per completare il processo varia a seconda dell’età dell’individuo, in un organismo giovane il procedimento è più veloce. Gli ingegneri biogenetici hanno calcolato che un neonato impiegherebbe solo quattro settimane per rigenerare un fegato, anche se per un’applicazione pratica riguardante la ricrescita di questo organo dovremo attendere ancora qualche anno. È stato però autorizzato l’uso del "Vernacraft", un tipo di pelle artificiale prodotta in laboratorio, destinata alla riparazione dei danni prodotti da ulcere negli arti inferiori di individui affetti da diabete.

GENETICA ANTIDILUVIANA
La nuova frontiera è aperta e promette di condurci lontano, dal punto di vista scientifico. D’altra parte sono sorti problemi di ordine etico, in seguito al timore che la scienza non proceda in parallelo con la morale e, non sapendo bene in che misura la ricerca genetica sia al servizio della scienza o del potere economico, si paventano pericoli per la dignità e l’integrità umana. Qualcuno ha paura che torni in auge la ricerca di una "razza eletta", o che venga formato un esercito di "cloni" bene addestrati. Siamo ben consapevoli che esiste una conoscenza che porta verso la luce e una che porta alle tenebre, per questo l’opinione pubblica si è divisa in due correnti di pensiero. Nel dibattito emerge l’ipotesi che alcuni extraterrestri abbiano creato l’uomo moderno attraverso esperimenti genetici, utilizzando gli esseri primitivi che popolavano il pianeta. Questo tema appare in alcune presunte comunicazioni aliene e anche in molti antichi testi ebraici e sumerici. Christian O’Brien sostiene che una razza di esseri, i "Luminosi" (in ebraico gli Elohim), avrebbero creato gli uomini attraverso la manipolazione genetica di forme umane primitive. Alcuni di loro, conosciuti come gli "Osservatori" o "Vigilanti", si accoppiarono con i terrestri, consumando un grave crimine agli occhi degli "Elohim", i quali, sempre secondo O’Brien, erano esseri di origine sconosciuta dotati di facoltà superiori, ma comunque mortali. Nella Bibbia, in molti passaggi, si legge dei "Figli di Dio" che si erano uniti alle belle figlie degli uomini, producendo una stirpe di "uomini potenti e famosi". Maggiori dettagli in proposito li troviamo nel libro apocrifo di Enoch: "Quando gli angeli, i figli del cielo, videro le donne degli uomini se ne innamorarono e si dissero: scegliamo delle donne della razza degli uomini e facciamo figli con esse. In numero di 200 scesero su Aradis, nei pressi del monte Armon. Ciascuno di loro scelse una donna e abitarono con loro. E le donne partorirono dei giganti". Raymond Fowler, autore della serie letteraria "The Watchers" che ha avuto modo di studiare a fondo la contattata Betty Andreasson, chiamava questi "Figli di Dio", appunto, gli "Osservatori". In tal modo, difatti, si sarebbero definiti i rapitori della Andreasson. Zecharia Sitchin, basandosi su antichi testi sumeri e Babilonesi, sostiene che alcuni viaggiatori spaziali chiamati "Nefilim" avrebbero creato l’uomo, apportando modifiche genetiche all’Homo Erectus. Perfino Papa Pio XII, nel 1950, dichiarò che il corpo dell’uomo si era evoluto da materia vivente preesistente, anche se dobbiamo credere di essere discendenti di Adamo ed Eva.



HOMO SAPIENS, MANOVALE PER GLI ALIENI
La giornalista americana Linda Howe ha affermato che in un memorandum presidenziale, mostratole da Richard Doty, agente dell’AFOSI (Ufficio Spionaggio dell’Aviazione), vi era documentato che il governo degli Stati Uniti era in contatto con degli extraterrestri. La Howe inoltre rende nota la vicenda di Allen, una donna rapita dagli alieni. Sottoposta ad ipnosi, Allen affermò di aver appreso dal suo rapitore che l’Homo Sapiens fu creato per svolgere i lavori pesanti per conto di una razza di giganti alieni giunti sulla Terra. È stato accertato che Allen non era molto istruita e non poteva quindi conoscere quanto scritto da Sitchin nel suo libro "Il 12° Pianeta", ove egli espone una tesi simile: gli umani sarebbero stati creati per svolgere il lavoro duro, nelle miniere. La Howe rivela che le visite si sarebbero ripetute varie volte nel corso dei secoli, da 25.000 anni fa, poi 15.000, 5.000, 2.500, etc. Ancora stando alla Howe, nel documento si accennerebbe alla creazione, 2.000 anni fa, di un essere che doveva insegnare all’umanità l’amore e la non violenza. Inutile aggiungere che Doty ha smentito pubblicamente quanto scritto dalla Howe. Fowler si chiede se l’uomo di Cro-Magnon sia stato portato sulla Terra così come era, oppure se sia il prodotto di una trasformazione genetica operata da alcuni alieni sull’Uomo di Neandertal. Si tratta di uno dei grandi misteri della paleontologia: l’Uomo di Neandertal apparve circa 400.000 anni fa in Europa e scomparve, per ragioni ancora ignote, 35.000 anni orsono. La scienza si chiede come mai questo essere, non molto intelligente ma dotato di una fibra tale da consentirgli di sopravvivere alle glaciazioni, sia scomparso. Oggi, grazie alle nuove tecniche di datazione e alla biologia molecolare applicata ai fossili, sappiamo molte cose su di lui. Basso, fasciato da muscoli, pesante circa un quintale, viveva in accampamenti stagionali, nutrendosi del cibo che cacciava. Venne sostituito gradualmente dal Cro-Magnon, ossia dall’Homo Sapiens-Sapiens subsahariano di 100.000 anni fa, che giunse in Europa però solo 45.000 anni orsono. I due tipi coabitarono per ben 10.000 anni negli stessi siti, spartendosi caverne e cibo. Quando il clima divenne più rigido l’uomo moderno prevalse, grazie anche alla "tecnologia" in suo possesso: armi da lancio con punte di osso e di pietra, oltre a una tecnica di caccia più astuta e relazioni sociali con tribù lontane. I Neandertaliani invece vivevano isolati e possedevano suppellettili rudimentali; inoltre erano più sensibili ai germi e ai batteri portati dall’Africa dal Cro-Magnon, forse causa prima della loro decimazione. Sembra improbabile che i loro vicini li abbiano soverchiati e la lunga coabitazione escluderebbe il sorgere di una forma di razzismo ancestrale. Ciò emergerebbe dagli studi condotti sul tema dal professor Jean Jacques Hublin, paleontologo del "Musèe de l’Homme" di Parigi. Si ipotizza anche l’incrocio delle due razze. Lo studio del DNA dei Neandertaliani dimostrerebbe che sono, geneticamente parlando, lontanissimi dall’uomo moderno, situati a metà strada fra noi e gli scimpanzè. Il genetista Svante Paabo (che studiò i cromosomi dell’Uomo di Neandertal), analizzando i reperti rinvenuti in Germania nel 1856, dedusse che dagli incroci nascevano individui ibridi non fecondi o con un bassissimo tasso di fecondità. Fino ad oggi mancano le tracce di questi incroci che, anche se possibili, probabilmente non furono numerosi.

YAHWEH, ESPERTO DI GENETICA
Pare, comunque, che i Neandertaliani ebbero la sfortuna di incontrare l’Homo Sapiens-Sapiens, il quale contribuì alla loro sparizione. Secondo Sitchin, gli antichi scritti, in proposito, parlerebbero chiaro. Per ottenere il primo uomo venne mescolato il sangue di un dio con un nocciolo d’argilla della Terra. Il sangue, il "Nephesh", l’essenza di un dio, ovvero il gene; da qui il vocabolo "genesi". L’ovulo di una femmina dell’Homo Erectus, fecondato dai geni di un dio, fu inserito nel grembo di una dea e venne ottenuto il "modello", l’Homo Sapiens; il primo uomo in provetta. Le dee della Nascita della genesi sumera generarono altri esseri maschili e femminili sotto la guida della "dea madre", nella "Casa delle Nascite", la "Shimti", detta anche "La casa ove viene alitato il vento della vita". Con le conoscenze attuali si ipotizza venisse adottata la "fusione cellulare", operazione in grado di fondere le cellule e originarne due nuove, complete, ma ognuna con una serie di codici genetici diversi dalle progenitrici. Un passaggio nei testi mesopotanici è alquanto esplicativo: "io ammasserò il sangue, porrò in esso le ossa. I primitivi saranno fatti secondo il suo modello, un dio darà il suo sangue; dal suo sangue siano forgiati". E ancora: "Io ho creato. Le mie mani l’hanno fatto". Il secondo capitolo della Genesi dice: "Yahweh foggiò l’Adamo con l’argilla del suolo e soffiò nelle sue narici l’alito della vita e l’Adamo mutò in un essere vivente". Vi è scritto altro: "Adamo ebbe un figlio a sua somiglianza e a sua immagine e gli diede nome Seth" La descrizione del fatto ricalca quella usata per indicare la creazione di Adamo e quindi fa supporre l’adozione dello stesso procedimento biologico.

LE RIVELAZIONI DI RA
La medium Carla Rueckert, mentre si trovava in stato di trance, comunicò con un entità detta Ra (stesso nome dell’alieno apparentemente incontrato dal nonno di Robert Morning Sky, ndr.), che le stava trasmettendo una serie di notizie definite "memorie sociali". Emergeva così che tale entità aveva visitato la Terra al tempo dell’antico Egitto. Ra avrebbe rivelato inoltre che venne combattuta su Marte una guerra totale, che causò lo sterminio della popolazione umana e rese il pianeta inabitabile. 75.000 anni fa un gruppo chiamato "Yahweh" avrebbe clonato il materiale genetico dei marziani estinti, per poi usarlo per produrre sulla Terra umani del tipo moderno, utilizzando a tal scopo indigeni della prima specie Herectus e individui di altri pianeti. Venne formato in tal modo il primo avamposto extraterrestre... dobbiamo ammettere che il racconto è alquanto intrigante. Ra avrebbe inoltre parlato di una prossima fase di transizione del nostro pianeta, che diverrebbe inabitabile per esseri dotati di un corpo come il nostro, da lui classificato di "terza densità" (appartenente cioè alla terza dimensione, mentre la Terra sarebbe in procinto di trasferirsi nella quarta, ndr.). Ciò introduce un’altra sfaccettatura della genetica: la formazione di un nuovo essere in grado di sopravvivere a sconvolgimenti futuri. Di un cambiamento dell’atmosfera, un crescente inquinamento che destabilizza l’equilibrio naturale del pianeta, di uno spostamento dei poli e di cadute di asteroidi si parla talmente tanto che scrittori e registi lo usano per imbastirvi le loro storie. Il medium Wiliam Hermann dice di aver saputo dai Reticuliani che è in atto una degradazione del campo magnetico terrestre. Le radiazioni provenienti dallo spazio avrebbero sugli esseri umani effetti devastanti.



UN UOMO RESISTENTE AGLI SCONVOLGIMENTI FUTURI
Probert, anch’egli medium, affermò in trance che la ionosfera stava subendo un danno progressivo. I Guardiani ci avrebbero protetto dal conseguente pericolo solo per un breve periodo. Di Zeta Reticuli fecero cenno i coniugi Hill e John R. Salter, indicandolo come luogo d’origine dei loro rapitori. Alcune descrizioni concorderebbero con quanto dichiarato da Budd Hopkins a proposito del rapimento Forman: "...alieni grigi provenienti da una società moribonda, interessati alla genetica umana e alla riproduzione. Una razza preoccupata dei destini umani solo perché incapace di creare una nuova forma vivente che non si estingua in età prematura, come le accade adesso". Wendelle Stevens, personaggio noto fra gli ufologi, disse che secondo le sue indagini i "Grigi" provenivano da Zeta Reticuli. Nel libro di V. Essene e S. Nidle, "Verso una Civiltà Galattica", si parla appunto dei Grigi come abitanti di Zeta Reticuli, che mescolano il loro patrimonio genetico col DNA terrestre nel tentativo di creare una nuova struttura cellulare. Si narrano inoltre le origini della razza "iperborea" e si specifica che gli alieni, il cui materiale genetico fu adoperato (secondo il già citato Ra) per creare l’uomo, provenivano da Andromeda e dalle Pleiadi. Si nomina Sirio come il punto dal quale giungeranno quelle "Gerarchie Angeliche" o "Guardiani dell’Universo" che ci aiuteranno a superare il futuro cambiamento del nostro pianeta, essi infatti modificheranno le nostre energie e il nostro corpo fisico, mentre il nostro DNA tornerà ad essere composto da 12 spirali, come sarebbe stato in un lontano passato. Per concludere, sembra che il filo conduttore sia sempre la formazione di un nuovo essere, capace di sopravvivere a futuri sconvolgimenti mondiali. Se gli alieni sono interessati alle nostre attività, tra cui la manipolazione genetica, può significare che tali pratiche siano in uso presso di loro da vari millenni e che parte di essi sia vissuta e viva ancora con noi su questo pianeta, condividendone il destino. Oppure dovremmo considerare analisi più scettiche, come quelle espresse da Thompson nel libro "Le civiltà degli Alieni", come l’idea di un intervento genetico non reale, ma estrapolato dal nostro patrimonio culturale e usato dagli alieni (o altri) per un particolare programma di condizionamento mentale della società umana.

Fonte: www.edicolaweb.net

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