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17 novembre 2019 7 17 /11 /novembre /2019 22:35

Il ningen, il leviatano, il kraken, Cthulhu … Sono tutti mostri che secondo le leggende infesterebbero in nostri oceani. Di mostri marini si parla da secoli e ogni anfratto di costa sembra nasconderne uno. La cosa che sembra accomunare la maggior parte degli avvistamenti di creature marine mostruose è che sembrano degli enormi serpenti; ciò ha fanno nascere il mito dei serpenti marini che attaccano le navi e mangiano gli esseri umani.

Nella contea di Monmouth, nel New Jersey, c’è una baia molto famosa chiamata Sandy Hook nella quale sin dal 1700 si riportano testimonianze di un enorme serpente marino di oltre 30 m di lunghezza che dimorerebbe da qualche parte nelle sue profondità. Negli ultimi decenni i casi sono notevolmente diminuiti, ma ancora oggi di tanto in tanto appaiono in rete enigmatiche fotografie che sembrano dimostrare la presenza di un’enorme creatura in agguato sia in mare che lungo l’estuario che vi sfocia.

Il fiume Navesink ha un estuario largo circa 8 km e la foce è circondata dalle comunità di Middletown, Red Bank, Fair Haven e Rumson. È conosciuto ufficialmente come North Shrewsbury River e a monte della Red Bank come Swimming River, ma si tratta dello stesso corso d’acqua dove nuoterebbe il fatidico mostro.

Se prima del 1850 le testimonianze venivano tramandate per lo più oralmente, alla fine del XIX secolo molti avvistamenti vennero documentati e riportati anche da persone di indubbia credibilità. Uno dei più importanti avvenne nel 1889 e a riportarlo furono diverse persone di spicco della società del tempo, di cui due membri nella marina statunitense.

Una domenica di maggio alcuni pescatori di Red Bank stavano tornando a casa dopo una giornata nei pressi di Highlands Beach dove avevano pescato e si erano goduti un piacevole pic-nic. Marcus P. Sherman, Lloyd Eglinton, Stephen Allen e William Tinton, descritti da tutti come persone sobrie e rispettabili, ebbero il loro incontro ravvicinato con la creatura verso le ore 22, quando a bordo della Tillie S., di proprietà di Sherman, tornavano a Red Bank. La luna brillava in cielo e permetteva un’ottima visibilità; da poco si era alzata una brezza che aveva portato quel poco di foschia che solitamente si alza alla foce del fiume e il mare era particolarmente calmo.

Al timone c’era Marcus Sherman, mentre a prua c’era Lloyd Eglinton, che teneva d’occhio i detriti nell’acqua pronto ad avvertirlo di eventuali ostacoli sulla loro rotta. All’improvviso Eglinton urlò che c’era qualcosa di grosso che affiorava dall’acqua davanti a loro e Sherman rallentò per evitare la collisione. Giunti in prossimità dell’ostacolo, i quattro amici rimasero allibiti: davanti a loro c’era il già famoso serpente di mare di Sandy Hook! In effetti erano oltre 10 anni che giungevano a riva testimonianze di questa enorme creatura, ma si sa: se certe cose non le si vede con i proprio occhi non ci si crede.

Nello stesso momento una scialuppa con due ufficiali della marina stava tornando alla nave a poche centinaia di metri a monte dell’insenatura dopo aver avuto la propria terribile esperienza da raccontare.

 

I due marinai affermarono di essere stati attaccati e quasi affondanti da un lungo tentacolo di un calamaro gigante: per loro si trattava di una creatura enorme, ma senza dubbio era un calamaro che aveva tentato di avvinghiarsi alla scialuppa per poi solamente cozzarla e lasciarla andare dopo essersi accorto che non era una preda appetibile. Per contro l’equipaggio della Tillie S. era sicuro che si trattava di un serpente marino lungo almeno 50 piedi (oltre 15 m): la luce era tale che tutti e quattro affermarono che non poteva assolutamente trattarsi di un calamaro, anche perché tutti lo descrissero nei minimi particolari.

La forma era chiaramente serpentina e a conferma anche i movimenti della creatura, molto lenti, erano ondulazioni a pelo d’acqua; era anche visibile la testa, descritta come somigliante a quella di un bulldog con due corni arrotondati sopra i suoi occhi. Gli occhi erano grandi come dei dollari d’argento e le narici erano piuttosto grandi e appiattite. Gli uomini, spaventati, rimasero a fissare increduli il mostro mentre lentamente si allontanò verso la costa di Hartshorne’s Cove.

Gli uomini della Tillie S. e la scialuppa di marinai non furono gli unici a vedere la creatura: almeno un’altra decina di testimoni quella notte affermarono di aver visto un enorme serpente di colore nero o grigiastro nuotare nelle acque della baia quella notte.

In quegli anni la creatura aveva già assunto la fama di “serpente marino di Shrewsbury” e gli avvistamenti negli ultimi anni erano state decine, tutti con testimonianze molto simili a quelle fornite quella notte.

Due anni prima, il 27 dicembre 1887, sul giornale Scientific American apparve un articolo che nuovamente avallava l’opinione secondo cui il mostro fosse in realtà calamaro gigante e la dimostrazione era il ritrovamento di un esemplare lungo oltre 10 m spiaggiato proprio nella baia.

Nel novembre del 1879 a dare forse inizio alla sequenza di avvistamenti del periodo furono i membri del Sandy Hook Life Saving Service: l’equipaggio vide un lungo mostro serpentino nelle acque fredde appena fuori di Sandy Hook. Le testimonianze erano così credibili che un gruppo di studiosi venne inviato ad indagare e a raccogliere informazioni, ma nonostante le ricerche non si arrivò a nessuna conclusione soddisfacente.

Agli inizi del 1900 alcuni avvistamenti furono riportati lungo tutta la costa atlantica orientale, ma per lo più i testimoni parlarono di grossi serpenti marini e non di tentacoli, il che farebbe cadere l’ipotesi di calamari giganti che attaccano le persone. Anche recentemente, negli ’90 e 2000 sono giunte alcune dichiarazioni su un presunto mostro nelle acque di Sandy Hook Bay, ma oggi si tende a far poco affidamento su di esse e a considerarle scherzi di cattivo gusto o allucinazioni.

FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere

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