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3 dicembre 2019 2 03 /12 /dicembre /2019 23:06

Tante sono le ipotesi del perché della nostra esistenza, tra motivi religiosi e in contrapposizione di scienziati che ipotizzano la nostra esistenza in una casualità di avvenimenti scaturiti dall’ origine del big bang, ne esiste una,in particolare, che Alfredo Lissoni, noto ufologo e clipeologo, da dei riferimenti chiari su un ipotesi del mistero della vita e trovare delle risposte a quelle domande.

Per arrivare alla risposte dobbiamo iniziare dall’ affermazione Vladimir Sheherback scienziato esperto di modelli matematici dell’università del Kazakistan. Egli ha recentemente formulato un’ipotesi di quelle che lasciano senza fiato: l’informazione contenuta nel patrimonio genetico degli esseri viventi della Terra potrebbe contenere un messaggio proveniente da creature di altri mondi.

 

Infatti avrebbe individuato nei geni alcuni raggruppamenti di aminoacidi e, all’ interno di questi gruppi, sequenze di formazioni simmetriche che ben difficilmente possono essere il risultato di un’origine naturale del nostro codice genetico: il DNA. Con questa sigla viene definito l’acido desossiribonucleico, presente all’interno del nucleo delle cellule umane è il contenitore dei caratteri ereditari.

Questo acido, che costituisce la sostanza fondamentale del gene, è affidata la sintesi delle proteine. Sheherback ha parlato addirittura di un secondo livello di informazione inserito nel codice genetico, che potrebbe contenere messaggi inviati sulla Terra da parte di esseri pensanti esistenti in qualche punto dell’Universo. Si tratterebbe di un messaggio significativo inserito in una molecola artificiale di DNA. Il nostro codice genetico funge da registratore biologico, dove é scritto tutto, di quali malattie siamo portatori o ci ammaleremo e a quale età questo avverrà, quanto saremo alti, di quale colore avremo gli occhi, i capelli e persino, approssimativamente, la data della nostra morte e se questa avverrà per infarto o per arresto cardiaco.

Un’altra sorprendente presa di posizione è quella dello scienziato Francis Crick, cioè proprio dello scopritore della struttura del DNA, il quale asserisce che la vita è troppo inauditamente complicata per potersi essere formata a caso.

Uno studio che ha analizzato il DNA degli antenati degli odierni papuani e delle persone che oggi vivono nel sud-est asiatico e in nuova Guinea afferma che questi ultimi devono il loro DNA non a un solo ceppo appartenente ai Denisoviani ma a due distinti, separati l’uno dall’altro per centinaia di migliaia di anni. Anzi, il secondo dei lignaggi di Denisovani è così diverso dall’altro che, secondo gli stessi ricercatori, dovrebbe essere considerato come una specie completamente distinta, una nuova specie di ominidi arcaici.

 

La ricerca è apparsa su Cell e suggerisce, supportata anche da altre ricerche precedenti che indicavano una terza discendenza di Denisovani nei genomi dei moderni siberiani, dei nativi americani degli asiatici orientali, che gli esseri umani si sono incrociati con popolazioni di Denisovani più volte nel passato e in regioni isolate geograficamente l’una dall’altra.

Secondo l’autore senior dello studio, Murray Cox della Massey University in Nuova Zelanda, non bisogna più rifarsi all’idea che quei gruppi di esseri umani che avevano da poco lasciato l’Africa per popolare il mondo fossero rappresentati solo da Homo sapiens e uomini di Neanderthal: “Pensavamo che fossimo solo noi – umani moderni – e uomini di Neanderthal. Ora sappiamo che c’era un’enorme varietà di gruppi simili a umani trovati in tutto il pianeta, i nostri antenati sono venuti in contatto con loro per tutto il tempo.”

Questo studio, secondo lo stesso Cox, suggerisce inoltre che il centro della diversità per quanto riguarda la diversità delle specie di ominidi non era dunque l’Europa e neanche il nord ghiacciato all’Asia tropicale ma il sud-est asiatico.
La regione del sud-est asiatico, dunque,viene considerata sempre di più, anche a fronte dei recenti ritrovamenti di ossa che tra l’altro hanno portato alla classificazione di diverse altre specie di ominidi, come una zona chiave anche per l’evoluzione dell’ Homo sapiens al di fuori dell’Africa dato che i nostri antenati sembrano essersi incrociati a più riprese con altre specie.

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