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26 agosto 2020 3 26 /08 /agosto /2020 21:25

 Il mondo è pieno di animali strani e con peculiarità in grado di stupire; regali dell’evoluzione che li hanno resi unici. Rimanendo sui crostacei, e più precisamente sui gamberi, tra le centinaia di specie di quest’ultimi ce ne sono alcune in grado di sparare. Si potrebbe discutere sul termine appena usato, ma è effettivamente quello che questi animaletti fanno.

Scientificamente parlando, si chiamano Alpheus Heterochaelis, ma sono meglio conosciuti come gamberi pistola. Il nome in sé suggerisce la loro caratteristica ovvero la capacità di sparare dei colpi. Come? con una delle due chele a loro disposizione.

 
Rapido e preciso

Una rapida occhiata all’animale ed ci si rende conto che uno degli arti anteriori è assai più grosso dell’altro, è molto più grosso dell’altro. Questa enorme chela, mossa a gran velocità, è in grado di produrre un’onda d’urto del tutto paragonabile ad un proiettile in grado di stordire le prede. Tale capacità deriva da un paio di articolazioni uniche e mai viste prima in natura.

La grande velocità, all’incirca 100 Km/h, produce anche calore e vapore i quali producono una bolla di cavitazione. Oltre a questo, anche il rumore prodotto non scherza visto che si superano i 200 dB. Tornando alla bolla prodotta, la pressione che ne consegue al momento dello scoppio non è solo in grado di stordire altri crostacei, ma può anche uccidere sul colpo piccolo pesci. Questo gambero, di pochi centimetri di lunghezza, brandisce una chela di dimensioni proporzionate e un’altra massiccia che scatta con così tanta forza da stordire le prede con la sua onda d’urto. Le due chele lavorano insieme, le bolle si formano e poi rapidamente collassano, sparando un proiettile di plasma che a sua volta produce un lampo di luce e una temperatura di 8.000 gradi Fahrenheit (circa 4426,667°C). Esatto: creature sottomarine che entrerebbero nel palmo di una mano, armate di bolle esplosive incredibilmente bollenti.

Questo pistolero ha anche altre particolarità. Per esempio, è in grado di rigenerare un proprio arto qualora venga a mancare. Sono anche gli unici animali marini a praticare l’eusocialità creando delle vere e proprie colonie basate sulla suddivisione di ruoli.

 

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