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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 22:53

Previsioni meteo inverno neve 2012-2013 romagna

 

Il Febbraio 2012 ha mostrato il lato più crudo dell'Inverno, come non accadeva dalla famoso 1985 o andando ancor più a ritroso dal febbraio del 1956, con una discesa di aria gelida direttamente dalla Siberia che ha determinato nevicate record (con accumuli in pianura in due settimane di precipitazioni anche superiore al metro) favorite anche dal richiamo di aria umida per la presenza di un nucleo di bassa pressione sul Tirreno centrale.

Ci sono elementi, che fanno "pensare ad un inverno con maggiori episodi freddi per l'Europa e per l'Italia, non necessariamente cruenti, ma con molte più precipitazioni rispetto al passato".
Complessivamente il quadro generale vede adesso un cambio di rotta. La fascia anticiclonica sub tropicale subisce un fisiologico arretramento e sull'Italia si apre una fase maggiormente attiva. C'è da attendersi periodi anche perturbati soprattutto al Nord e con clima decisamente più freddo. Già da questo fine settimana avverrà un drastico cambiamento per via di correnti artiche che dilagheranno verso il Mediterraneo; da una quasi estate degli ultimi giorni assaporeremo i primi rigori del generale inverno. Novembre alternerà fasi miti a quelle più fresche e piovose.

Dalla mezzamanica al cappotto nel giro di poche ore. Piogge sempre più intense e trombe d'aria. Perchè gli eventi sono sempre più estremi?
Questo quadro di un clima che diviene più estremo è sotto osservazione. Il surplus di energia in atmosfera, dovuto ad un mondo più caldo, viene "consumato" o attraverso fenomeni precipitativi intensi oppure tramite le ondate di calore che risultano più forti e durature. Si fa così più evidente l'estremizzazione climatica con il passaggio dal caldo al freddo in maniera repentina e brusca. Estati più calde ma anche inverni con episodi gelidi intensi. Si pensa inoltre che vi possa essere un collegamento tra i ghiacci artici al minimo storico ed una maggiore probabilità di avere eventi estremi, quali siccità, ondate di calore, fenomeni alluvionali ed ondate di freddo.

I modelli matematici indicano un anno di Nino moderato lievemente positivo (+0,5°C). Quale effetto avrà sulle temperature e precipitazioni?
El Nino che è un fenomeno principalmente Pacifico dovrà "confrontarsi" con altri indici climatici quali i venti stratosferici in fase negativa, le anomalie di temperature positive in oceano Atlantico, i ghiacci artici e l'intensità del flusso solare. Con questi elementi si può pensare ad un inverno con maggiori episodi freddi per l'Europa e per l'Italia, non necessariamente cruenti, ma con molte più precipitazioni rispetto al passato.

Abbiamo la fortuna quest' anno di trovarci di fronte 2 opzioni che sono una in opposizione con l' altra:

 Gli studiosi ci mettono in guardia: nel momento in cui la prepotente attività del sole cesserà, il pianeta potrebbe, come dire, andare “in letargo”, in ibernazione!(Certo lo so che in questo ultimo periodo dicembre-gennaio l' attività del sole non è così vivace) Lo rivelano tre differenti studi dissociati sulla superficie del sole e sulla sua atmosfera; tutti concordano sul fatto che il prossimo ciclo solare sarà significativamente ritardato. Ovviamente, per prossimo ciclo, s’intende quello che inizierà nel 2020, quindi ci sarà tempo per allarmarsi!

La combinazione dei dati in nostro possesso ci fa credere che sia imminente quel fenomeno chiamato grand mimimum, ossia un lasso di tempo con una bassissima ed inusuale attività solare. Questo futuro “letargo” solare è stato comparato al più forte minimum mai registrato, verificatosi fra il 1645 e il 1715. Il periodo di circa settantanni ha coinciso con una stagione molto fredda, detta Piccola Era Glaciale: i canali europei gelarono e la neve alpina invase i villaggi di montagna. Dean Pesnell, del Solar Dynamics Observatory, ha dichiarato:

C’è una correlazione tra il nostro clima e l’attività solare, ma non ne sono ancora chiare le dinamiche.

Lo scienziato ritiene però che oggi la minima attività solare non dovrebbe provocare un’ondata anomala di freddo come accadde a cavallo tra Seicento e Settecento.

Contemporaneamente il National Solar Observatory di Frank Hill ha monitorato i cicli solari tramite la tecnica denominata eliosismologia; si tratta, in pratica, di sfruttare le vibrazioni superficiali ottenute tramite onde acustiche. Gli studiosi hanno notato le bande che scorrono vicino ai poli del sole e migrano verso l’equatore. Queste potrebbero svolgere un’azione sul campo magnetico del sole. Sappiate che le macchie solari si verificano lungo i sentieri sotterranei di queste bande superficiali. Costituiscono quindi un buonissimo indicatore d’attività del sole! L’oscillazione torsionale (delle bande in questione) si è verificata nel 1997 e ciò avrebbe fatto presagire l’inizio del 25° ciclo solare nel 2008 o 2009, ma così non è stato. Secondo i dati recenti, l’inizio di tale ciclo potrebbe aver luogo nel 2022 o, addirittura, non verificarsi mai!

Richard Altrock ha studiato, invece, la debole atmosfera superiore della corona solare. Il fatto che “la corsa ai poli”, cioè il rapido movimento magnetico oltre la latitudine della corona solare, sia più di una scansione fa presagire che nel 2013 ci sarà un massimo solare molto debole che potrebbe ritardare o addirittura impedire l’inizio del prossimo ciclo.

La tregua solare, però, non sarebbe rischiosa per il nostro pianeta. Gli scienziati sostengono con forza che è già avvenuta in passato e, anzi, si dicono eccitati all’idea. Inoltre, la diminuzione delle macchie solari non significa necessariamente un calo, ad esempio, delle protuberanze solari. Essi si dicono poi certi che, con i satelliti che sono in loro possesso al momento, se il sole cambierà tendenza, potranno monitorare il tutto e osservarlo alla perfezione!

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