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8 ottobre 2013 2 08 /10 /ottobre /2013 21:51

Secondo uno studio condotto dal Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University e dall’Universita’ di Bristol gli attuali tassi di acidificazione degli oceani sarebbero arrivati ad un tasso senza precedenti nella storia della Terra. I risultati dello studio, che aveva come obiettivo primario quello di valutare gli eventi correlati ai cambiamenti climatici nella storia del pianeta, compreso l’impatto di un asteroide che avrebbe eliminato i dinosauri e l’estinzione di massa che spazzo’ via circa il 95 per cento della vita sul Pianeta, ha evidenziato che oceani gli stanno assorbendo circa un quarto delle emissioni di CO2 rilasciate nell’atmosfera, abbassando notevolmente il pH della propria superficie.Aumentando la presenza di CO2 nell’atmosfera e un aumentando la velocita’ con cui si dissolve nell’acqua di mare si determinerebbe infatti l’acidificazione. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno messo in evidenza che qualora il pH Tasso di acidificazione senza precedenti continuasse a scendere, potremmo percepire l’impatto sugli organismi marini.

 Questi ultimi saranno soggetti ad una crescita piu’ lenta, a una minore fertilità, a una perdita di massa muscolare, al nanismo, a una ridotta attività e allo scioglimento dei gusci di carbonato, con effetti a domino su l'intero l’ecosistema marino. I processi coinvolti sarebbero comunque ancora più numerosi e ampi, tanto da rendere complicato valutarne preventivamente una possibile e reale reazione degli ecosistemi oceanici. Non solo. E' difficile anche anticipare in che modo gli esseri umani saranno in grado di continuare a beneficiare delle risorse marine.L'Ipso è coordinato dall'Università di Oxford e si basa sul contributo di scienziati di tutto il mondo. Nel rapporto, intitolato "Lo stato degli oceani 2013: pericoli, prognosi e proposte", è emerso che gli ecosistemi marini si stanno degradando per diretta conseguenza delle attività umane, soprattutto per colpa della CO2 prodotta dai combustibili fossili e dalla pesca eccessiva. Attraverso una combinazione letale di forze distruttive - il cosiddetto "trio mortale" costituito da acidificazione, riscaldamento e deossigenazione - gli scienziati avvertono che "l'estinzione di massa delle specie chiave presenti in mare può essere inevitabile", mettendo così a rischio anche il sostentamento di miliardi di persone.
Cercando di omprendere più a fondo le dinamiche interconnesse i ricercatori coinvolti nello studio hanno guardato al passato, studiando gli eventi climatici degli ultimi 300 milioni di anni connessi alle elevate emissioni di CO2 atmosferica, al riscaldamento globale e all’acidificazione degli oceani. I ricercatori della Bristol University hanno spiegato che l’acidificazione attuale e’ senza precedenti. Pertanto ritegono che potremmo essere all'inizio di un cambiamento dell’ecosistema marino. Anche se esistono analogie, nulla nei tassi rilevati negli ultimi 300 milioni di anni è paragonabile ai numeri attuali in termini di interruzione della chimica naturale dell’oceano, a causa della rapidita’ senza precedenti di rilascio di CO2. -Molti studi hanno già dimostrato l'effetto negativo che l'acidificazione produce direttamente su alcune creature marine, tra questi gli organismi che utilizzano il carbonato disciolto nell'acqua, per costruire scheletri e conchiglie. "A meno che non si ripristini la salute degli oceani - conclude lo studio - ci saranno conseguenze pesanti. I governi devono intervenire urgentemente, proprio come se si trattasse di una minaccia alla sicurezza nazionale". 

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Published by il conte rovescio - in catastrofico
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