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22 giugno 2014 7 22 /06 /giugno /2014 21:11

“Non tocca all’Ami indagare sui mondi paralleli”Questo post è una sorta di seguito di quello precedente, nel quale si è parlato del libro di Sinapi e Petrilli sugli avvistamenti censiti dall’Aeronautica Militare italiana. L’amico Enrico Rizzato, assiduo “frequentatore” del blog, si è preso la briga di contattare il colonnello Marco Picciau, ufficiale dell’Arma Blu, e l’ha intervistato. Di questa chiacchierata pubblico i passaggi salienti. Ma il testo originale, piuttosto lungo, è linkato alla fine come file pdf e può essere aperto con la solita procedura dei due clic (il primo rimanda a un’altra pagina, dove resta evidenziato il collegamento ipertestuale con lo stesso file). Potrete insomma valutare con maggiori particolari e con approfondimenti l’atteggiamento dei militari sul tema degli Ovni.

Colonnello Picciau, come viene trattata dall’Ami la materia degli avvistamenti?

La segnalazione di un avvistamento di un oggetto o una sorgente luminosa nel cielo da parte del cittadino viene accolta dalla locale stazione dei Carabinieri che, essendo sul territorio, può eventualmente corredare la relazione sull’avvistamento con informazioni utili. La stessa viene quindi inviata al Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, che ha il compito istituzionale di coordinare le valutazioni sul caso. L’obiettivo dell’indagine è quello di  verificare se qualche fenomeno abbia recato eventualmente danni alla sicurezza dello spazio aereo e che non si verifichino situazioni che pregiudichino, più in generale, la sicurezza nazionale. Vengono quindi interessati tutti gli enti tecnici del traffico aereo, della difesa aerea e della meteorologia che possano verificare possibili correlazioni con quanto dichiarato. Dove tutti gli elementi essenziali sono certi il fenomeno viene identificato e si va subito a verificare se c’è stato un danno; se invece gli elementi non trovano una rispondenza, il fenomeno non viene identificato. Riguardo quest’ultima fattispecie ritengo sia opportuno sottolineare che sarebbe una forzatura associare la mancata identificazione ai cosiddetti fenomeni extraterrestri.  E’ importante, invece, ricordare che lo scopo di questa attività è la sicurezza dei cieli ed è per questo che l’Aeronautica conserva le segnalazioni e le evidenze dell’analisi effettuata accessibile per studi ed approfondimenti”.

Presumendo che vengano svolte approfondite indagini per appurare la reale natura degli eventuali Ovni avvistati, in quale percentuale si riesce poi ad attribuire, successivamente a tali indagini, un’identificazione certa ai medesimi avvistamenti?  Quanto può influire  oggigiorno, sulla difficoltà oggettiva di identificare un mezzo volante, l’esistenza e la presenza sui nostri cieli di apparecchi automatizzati o a pilotaggio remoto per usi militari e/o civili (droni di varia foggia e natura)?

“Come detto in precedenza,  quando tutti gli elementi essenziali (altezza, forma dell’oggetto e così via) sono certi, il fenomeno viene identificato e si va subito a verificare se c’è stato un danno; se invece gli elementi non trovano una rispondenza a qualcosa di certo, il fenomeno non viene identificato.  Non è comunque corretto parlare in termini propriamente statistici: ogni caso conduce allo svolgimento di esami specifici in base alle caratteristiche descritte, verifiche che potrebbero portare al coinvolgimento anche di organizzazioni esterne alla Forza Armata. Però, ripeto, tutto ha un unico obiettivo: deve essere preservato lo spazio aereo da minacce e non ci debbono essere danni alla sicurezza nazionale. Ricordo un caso, negli anni ‘80 dove sacchi neri gonfiati giungevano a volare in alto, sino ad invadere le aerovie. Era questo un fenomeno che pregiudicava sicuramente la sicurezza del volo, su cui è stata posta un’attenzione specifica. Riguardo i Velivoli a Pilotaggio Remoto, APR, essi devono volare nel rispetto della normativa vigente, che tiene conto, a seconda della tipologia del velivolo, delle quote e degli spazi che possono interessare. Da tempo è in atto un sempre maggiore impiego “civile” dei velivoli a pilotaggio remoto per svolgere attività anche socialmente utili. Nel rispetto delle norme, sono i benvenuti”.

Una curiosità di tipo storico: chi ha redatto il modulo prestampato da compilare per segnalare un avvistamento di Ovni (che si può anche scaricare dal sito-web ufficiale dell’Aeronautica Militare, qui trovate il link)? E in base a quali parametri è stato redatto?

“Non tocca all’Ami indagare sui mondi paralleli”“Il documento venne strutturato quando l’Ami fu incaricata di raccogliere ed analizzare questi avvistamenti per garantire la sicurezza dei cieli. Pertanto essi dovevano contenere tutti quei campi che consentono di raccogliere quegli elementi per iniziare con dovizia qualsiasi attività di approfondimento tecnico sull’evento. In pratica, per quanto possibile, si cerca di fare un’istantanea sull’avvistamento, indicando le condizioni meteorologiche, la posizione relativa dell’osservatore rispetto al fenomeno, se possibile disegnando una mappa, la posizione dell’oggetto ed il suo eventuale spostamento, l’altezza, la luminosità, il colore la forma, i contorni. La relazione può essere corredata anche di materiale di ausilio alla comprensione del fenomeno, come filmati e fotografie”.

Per i casi di avvistamenti di Ovni non riconducibili, dopo approfondita indagine, ad oggetti volanti conosciuti/cause note, non è stata mai presa in considerazione l’ipotesi extraterrestre? Che livello di considerazione tale ipotesi riceve in ambito scientifico e tecnico in seno all’Ami? Qual è la posizione ufficiale dell’Ami su tale ipotesi? Vi è mai capitato di intervistare testimoni che abbiano dichiarato di aver visto/essere entrati in contatto con esseri extraterrestri in seguito ad un avvistamento di un Ovni? Come si può, in tal caso valutarne la credibilità?

“L’Aeronautica militare ha come missione difendere l’Italia, il suo territorio, la sua sovranità ed i suoi interessi vitali garantendo l’approntamento, l’efficacia operativa e l’impiego delle forze aeree nel quadro del sistema di sicurezza nazionale ed internazionale. E’ quindi un’istituzione inserita in un contesto complesso e sinergico, ove ogni componente ha dei compiti discendenti. Dare sicurezza al cittadino e salvaguardare l’integrità dello Stato è quindi il punto cardine. Per fare questo si cerca di non tralasciare nulla e di agire sempre con scrupolo e piena responsabilità. Così si opera anche nel campo degli Ovni, o Ufo che dir si voglia. Non compete all’Ami assumere una posizione sull’esistenza di un mondo parallelo”.

Quale è la sua opinione personale sugli Ovni?

“Non sono né un appassionato né uno scettico. Devo solo fare il mio lavoro, perciò il mio parere non ha senso. Il mio compito è quello di analizzare i fatti e arrivare a una conclusione”.

Enrico Rizzato

(Ringraziamo lo Stato Maggiore dell’Aeronautica e in particolare sottolineiamo la disponibilità del colonnello pilota Marco Picciau, del Reparto Generale Sicurezza. Una nota di gratitudine, inoltre, per l’Ufficio Pubblica Informazione per la preziosa collaborazione che ha offerto).

Nota - Chi fosse interessato al testo integrale dell’intervista, può cliccare su questo link:risposte ovni

I pianeti “ombra” sarebbero due - Cambiando argomento (ma non troppo), segnalo per concludere una novità sul fronte dell’astronomia e degli studi relativi al famoso Pianeta X teorizzato da Zecharia Sitchin, la cui esistenza è stata sempre contestata dalla comunità scientifica. Pare che invece che l’atteggiamento adesso sia leggermente diverso. Così, dopo la scoperta in marzo di un qualcosa che potrebbe preludere a qualcosa di simile al Pianeta X, ecco che due ricercatori universitari spagnoli, Carlos and Raul de la Fuente Marcos, sono arrivati a ipotizzare che i “giant ghost planets” in orbita oltre Plutone siano non uno ma addirittura due. Ecco il link dell’articolo.

 

 

Read more http://bit.ly/1jpZYsx

http://www.carbonio7.it/ufo/non-tocca-allami-indagare-sui-mondi-paralleli.html

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Published by il conte rovescio - in alieni e cose del nostro mondo
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