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2 maggio 2014 5 02 /05 /maggio /2014 21:44

Invasione aliena extraterrestre mitigata della Terra, coinvolte più specie ET, l’arena dei giochi interstellari è sotto scacco

 

“Così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata”(Matteo 24,39-41). La verità sugli Alieni Extraterrestri presenti sulla Terra da sempre? Oltre ragionevole dubbio, non siamo soli nella Galassia e nell’Universo. La nostra amata Terra è davvero il nostro patrio pianeta azzurro ricco per due terzi di acqua liquida, casta e pura, e di ogni meraviglia che si conosca, una piccola gemma preziosa incastonata nell’infinità oscura del gelido spazio siderale apparentemente desertico, tranquillo e silenzioso, insomma fatto su misura per l’insaziabile superbia umana? In ciascuno dei 10 alla 500esima potenza di universi possibili e immaginabili teorizzati dal fisico Shephen Hawking, c’è spazio per tutti. Un dialogo tra filosofi, teologi, esobiologi e scienziati è possibile anche in Vaticano quando si affrontano le questioni fondamentali, come l’origine e la fine di tutte le cose. E proprio all’inizio dell’Universo, la Pont
grazie a Dio e per nostra fortuna. Dove vivono questi Esseri buoni? Accanto a noi, secondo gli standard galattici e le testimonianze raccolte da ricercatori indipendenti canadesi. Alcuni gruppi di ET sarebbero addirittura proprio vicini, sotto i nostri stessi occhi, ovunque e sempre accanto a noi, appena “separati” dalla nostra Realtà fisica umana da una sottilissima “brama” di massa-energia, un velo invisibile peraltro previsto dalla complessa Teoria delle Stringe che ha ricevuto una forte accelerazione grazie alla scoperta del Bosone di Higgs al Cern di Ginevra (ecco a che cosa serve!) in Svizzera. Ogni Realtà o più comunemente Dimensione/Dominio, sarebbe collegata l’una all’altra in una Rete auto-cosciente (Multiverso) che contiene il nostro Universo destinato ad evolversi pacificamente secondo le regole naturali. I cattivi di turno abiterebbero in uno di questi Reami energetici.

 

Il loro compito, sempre secondo le testimonianze raccolte dalle Autrici, sarebbe quello di rallentare (guerre, miserie, carestie, razzie) il processo auto-cognitivo degli abitanti del Multiverso e, quindi, dei Mondi intermedi come il nostro. Gli Esseri più evoluti occuperebbero i livelli energetici più forti e benigni. Gli ET ostili, i livelli più bassi. La Terra sarebbe nel mezzo, quindi, sotto osservazione da sempre! La Terra di Mezzo di Tolkien. L’obiettivo degli Alieni cattivi sarebbe quello di assumere il controllo della coscienza collettiva umana per impedirne o rallentarne l’evoluzione telepatica. Fenomeno evidentemente in atto sulla Terra. Tutte le Entità astrali potrebbero essere altresì classificate in due grandi Gruppi: i Collezionisti e i Controllori, entrambi attratti dalla Terra e dal comportamento degli esseri umani, forse la razza più unica che rara del Multiverso. I cattivi non chiedono il permesso di agire sulla Terra: essi attraversano il velo interdimensionale e ci invadono indisturbati. I Buoni chiedono sempre il permesso quando si manifestano privatamente (cf. film Time Capsule) alla creatura terrestre, di solito per proteggerla. In buon accordo con le testimonianze di bambini e adulti che parlano di Entità astrali, non di semplici Extraterrestri, il quadro diventa ancora più affascinante ed articolato. È importante sottolineare che le Autrici del libro sono convinte del fatto che gli ET protagonisti dei rapimenti alieni, non siano Entità astrali; che esistono molti meno addotti di quanto comunemente i debunker vogliono far credere anche in Italia; che la tecnologia della memoria-schermo è spesse volte usata per dissimulare la vera identità delle Entità astrali. I cattivi, insomma, devono vedersela primariamente con i Buoni, per riuscire deliberatamente ad operare sulla Terra in interventi fortemente “contenuti”, altrimenti le loro azioni sarebbero devastanti. I cattivi possono essere tenuti a bada anche dagli umani grazie alla meditazione e alla preghiera in grado di neutralizzare i pensieri e le azioni negative che attirano le Entità maligne, per aprire le porte del nostro mondo ai più alti livelli di coscienza e conoscenza in qualche modo “veicolati” dalle Entità astrali benigne. Le quali, sempre secondo le Autrici, avrebbero un’Agenda per tenere sotto controllo le emozioni umane di ogni singola persona sulla faccia della Terra. Come? Queste Entità sarebbero in grado di manifestarsi sia come Extraterrestri che comunicano apertamente le loro reali intenzioni, facendo credere qualsiasi cosa si adatti al background dell’osservatore umano, rivelando di essere speciali per i terrestri e manifestando poteri meravigliosi; sia come Esseri in grado di infliggere alle loro “vittime” danni emotivi e psicologici, magari per finalità del tutto ignote. In alcuni casi, secondo altri ricercatori, coloro che forse credono di essere stati rapiti o avvicinati dagli Alieni, sarebbero sotto il diretto controllo delle Entità astrali. Gli ET benigni dispongono di una coscienza collettiva che guida le loro azioni coese. Sono liberi. Mai farebbero del male ad un loro simile o ad un altro essere (scenario dei film “Cocoon”). Perché sono interessati alla Terra?

I Buoni sono incuriositi da alcuni aspetti primitivi del comportamento umano, come la violenza, l’avidità e la cupidigia, con tutti gli orrori che nella storia i terrestri hanno dimostrato di saper manifestare. Non capiscono perché l’Uomo faccia ancora violenza ai propri simili. Questi Esseri benigni suggeriscono una rapida evoluzione della coscienza umana per la sua sopravvivenza. Pena l’estinzione di massa. Possono agevolare il normale sviluppo della civiltà, ma non intervengono direttamente, per non limitare la libertà dell’Uomo. Raramente salvano in extremis le civiltà. Gli ET non sarebbero la mano di Dio. Sono specie viventi residenti nel Multiverso, sicuramente più evolute della nostra, ma non sono divinità. Le ideologie, i culti e le eresie fondamentaliste terrestri interpretano le manifestazioni delle Entità astrali in maniera piuttosto pittoresca, se non al pari delle possessioni diaboliche. Anche in questo ambito c’è molta confusione, avvertono le Autrici. Alcuni ministri protestanti evangelici credono che Satana e i suoi angeli decaduti siano coinvolti direttamente negli avvistamenti Ufo, nei rapimenti alieni e facciano uso dei loro poteri per condizionare le anime al fine di tenerle lontane dalla fede in Gesù Cristo. Sempre secondo queste nuove eresie dei tempi moderni, così tanto in voga non soltanto negli Usa, la fede e gli extraterrestri avrebbero più cose in comune nell’economia della salvezza per i pochi (144mila?) eletti che saranno portati via su “carri alati” scintillanti per guadagnare il premio eterno (altri cieli e mondi) di quanto ne abbia l’acqua bollente con la pasta! La civiltà umana è fondata sulla memoria e sulla testimonianza della verità. Se questo scenario dovesse manifestarsi in futuro, a nessuno è dato saperlo.

 

Finora, a memoria d’Uomo, non è mai accaduto. Alla fine dei tempi, sempre secondo queste eresie, pochi giorni prima del ritorno del Signore, questi ed altri eventi daranno il via a una grande esplosione dell’attività demoniaca sulla Terra. Poi sarà la fine. Grazie a Dio, la Verità è un’altra. La Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica studia gli Extraterrestri fin dalle origini, specialmente dai tempi di Pico della Mirandola, offrendo un contributo scientifico e teologico sugli incontri ravvicinati tra l’umanità e questi esseri alieni che differisce in maniera sorprendente dalla visione del fondamentalismo cristiano negli States e dall’ateismo dei razionalisti negazionisti. Monsignor Corrado Balducci S.J. (1923-2008), gesuita, demonologo della Santa Sede, sacerdote molto vicino al Beato Giovanni Paolo II, riflettendo sugli incontri e sulle manifestazioni ET così documentati e diffusi sulla Terra, parlò apertamente di “contatti alieni”, rilevando che “non di entità demoniache si tratta, bensì di probabili esseri viventi extraterrestri provenienti da altri mondi che sono parte della creazione di Dio”. Negli ultimi anni della sua vita, Mons. Balducci offrì importanti contributi di carattere teologico e filosofico alla questione dell’esistenza di altre forme di vita senziente nell’Universo, oltre a quella umana. Le sue affermazioni sono tuttora un punto di riferimento per gli studiosi di Esoscienze (il termine Ufologia è del tutto obsoleto e inappropriato perché non rende giustizia agli scienziati coinvolti in queste ricerche galileiane di confine). Interessante è l’intervista di Adriano Forgione a Monsignor Corrado Balducci, pubblicata dal magazine “Ufo Network” (nn. 3 e 4, Luglio – Agosto 1999) sul tema della natura reale del fenomeno fisico alieno e sulle sue implicazioni teologiche, in occasione del 2° Convegno Ufologico “Civiltà Aliene tra dubbio e ragione” organizzato nella città di Ancona (Marche) il 17 Aprile 1999. Mons. Balducci, persona molto disponibile e dai modi affabili, dichiarò apertamente di credere alla possibilità dell’esistenza di intelligenze extraterrestri interagenti con il pianeta Terra. Le sue affermazioni furono fatte a nome del Vaticano? Perché così tanto interesse verso le intelligenze extraterrestri? “Il vero interesse verso il tema – afferma Mons. Balducci – nasce un paio di anni fa, anche se ho iniziato a parlarne in TV circa quattro anni fa, nel 1995. In realtà tutto nacque nel 1959, quando iniziai a dedicarmi agli studi demonologici e, dovendo anche esplorare campi quali la psichiatria e la parapsicologia, indirettamente ebbi a che fare con tematiche legate allo studio ufologico. Ricordo che negli anni Cinquanta c’era un movimento, nel pubblico, in alcuni scienziati e anche tra noi ecclesiastici, di negazione ad ogni costo dell’oggetto degli studi parapsicologici. Dicevano che non esisteva la base per ammettere la parapsicologia e fenomeni che venivano definiti fandonie e fantasie. Semplicemente, si negava.

 

Questo ha avuto i suoi riflessi anche in ufologia, legata ad altre tematiche di frontiera. Documentandomi, mi resi conto che la negazione generalizzata era frutto di un fanatismo senza logica. Qualcosa di vero deve esserci – osserva Mons. Balducci – anche ad usare solo il buon senso e, ragionevolmente, il fenomeno è innegabile. La critica rigida va contro il buon senso, perché va contro il valore della testimonianza umana. Negli ultimi anni le testimonianze di eventi ufologici sono aumentate a dismisura, eppure c’è ancora troppa gente che tende a minimizzare tutto a fandonia. Certo, in molti casi si potrebbe trattare di false valutazioni di fenomeni naturali o altro, ma non è pensabile assolutamente poterle ridurre completamente a tali categorie. Una posizione di scetticismo integrale è del tutto ingiustificata”. Naturalmente nell’ambiente scientifico e religioso, le affermazioni di Mons. Balducci non furono gradite. “Questo non l’ho mai confessato a nessuno, lo dico a lei; ci sono stati alcuni teologi che mi hanno detto: “Balducci, ma dove ti sei messo, è tutta una fantasia”, e si trattava di teologi di rilievo, mica pretucoli di campagna. Quando poi ho spiegato il mio interesse, l’ho anche difeso a spada tratta per dire che è ora di smetterla con questo atteggiamento, perché se si continua così, si finirà per indebolire e distruggere il valore della testimonianza umana. È questo che mi preoccupa perché sulla testimonianza umana si basa sia la vita individuale di ciascuno di noi, sia la vita sociale, ma soprattutto la vita spirituale dei Cristiani, essendo la Rivelazione Divina un fatto storico testimoniato. La Rivelazione di Dio è infatti testimoniata attraverso gli uomini e i Vangeli. Se qualcuno crede alle testimonianze bibliche dei miracoli, deve ragionevolmente credere anche ai testimoni di eventi odierni straordinari. È chiaro che bisogna provare che ogni affermazione è basata su fondamenti di credibilità. È soprattutto la difesa della testimonianza umana, il motivo per il quale ho deciso di interessarmi all’ufologia”. In diverse occasioni Mons. Balducci dichiarò che gli ET potrebbero essere spiritualmente più evoluti dei terrestri. “Devo premettere che è da escludersi che gli Angeli si servano di astronavi. Quali esseri puramente spirituali – avverte Mons. Balducci – essi sono dove vogliono essere e, nei rari casi in cui si manifestassero, non avrebbero alcuna difficoltà ad assumere forme visibili. Pertanto, quando si parla di Extraterrestri, si deve pensare o ad esseri come noi oppure, preferibilmente, ad altri tipi di viventi, che ad una parte spirituale associano sempre una parte materiale, un corpo, sebbene in un rapporto diverso rispetto a noi umani terrestri”. La Scienza oggi accetta l’esistenza di forme di vita nel Cosmo, nonostante non voglia prendere in considerazione il fatto che tali intelligenze possano trovarsi già nel nostro ambito planetario, almeno in forma manifesta. La Teologia come affronta il problema?

 

“A favore dell’abitabilità di altri mondi non esistono solo le opinioni di scienziati laici, ma anche di teologi e di persone morte in concetto di santità come Padre Pio. Nel libro del sacerdote Don Nello Castello, “Così parlò Padre Pio” del 1974, è scritto che il Beato (oggi Santo, NdA) alla domanda di un suo confratello: “padre, ho pensato che la Terra è un niente di fronte agli astri e tutti gli altri pianeti”, Padre Pio rispose: “Sì e noi se usciamo dalla Terra siamo nulla. Il Signore non ha certo ristretto la sua gloria a questo piccolo pianeta. In altri pianeti ci saranno degli esseri che non avranno peccato”. Posso menzionare anche il Cardinale Niccolò Cusano (1401-1464) che scrisse: “non c’è stella dalla quale siamo autorizzati ad escludere l’esistenza di esseri sia pure diversi da noi”. Il gesuita e astronomo, padre Angelo Secchi (1818-1866) scriveva: “È assurdo considerare i mondi che ci circondano come deserti inabitati”. E potrei continuare a lungo. Certo, non si ha ancora una conferma scientifica su questo particolare punto. Tuttavia nell’ambito teologico e scritturale – osserva Mons. Balducci – si possono fare alcune considerazioni. Non essendoci limiti alla potenza di Dio, che esistano pianeti abitati non è solo possibile, ma anche verosimile. Esiste infatti eccessiva diversità tra gli Angeli, esseri puramente spirituali, e noi, formati di spirito e materia e la cui anima è vincolata nell’agire dalle capacità del corpo stesso. E questo si spiega con l’assioma che “la natura non fa salti”. Per cui è verosimile che la distanza tra noi e gli Angeli venga ridotta dalla presenza di esseri che, avendo comunque un corpo, magari più perfetto, posseggano un’anima che venga meno condizionata nel suo agire evolutivo. Probabilmente questo non solo è possibile e verosimile ma, a mio parere – rivela Mons. Balducci – anche desiderabile. In un futuro nemmeno tanto remoto, infatti, tali esseri potrebbero esserci di aiuto, specie nel nostro cammino spirituale. Alcuni studiosi credono che questo sia già avvenuto in passato”. Interessante punto di discussione senza limiti di spazio e di tempo. “È arguibile – spiega Mons. Balducci – che questi esseri, già da tempo, potrebbero esserci di protezione e di aiuto. Qualcuno ha anche avanzato l’ipotesi che alcuni disastri siano stati evitati grazie a loro. Qualora esistessero realmente esseri intelligenti di altri pianeti si troverebbe la soluzione di come conciliare la loro esistenza con la Redenzione del Cristo. Se Cristo è centro e capo dell’intera Creazione – spiega Mons. Balducci – non esistono mondi che non facciano riferimento a Cristo, essendo tutti sotto l’influsso del Verbo divino e della sua gloria. E nessuna gloria è possibile senza l’esistenza di esseri intelligenti che possano comprenderla. In ogni caso è assurdo pensare che l’unica forma di intelligenza sia la nostra. Che esistano forze intellettuali diverse da quella umana, costruite su di un tipo differente di struttura, non solo è possibile, ma estremamente probabile”. Le ricerche personali di Monsignor Balducci sussistono su solide fondamenta fisiche, filosofiche e teologiche. Trentacinque anni fa padre Domenico Grasso S.J. si espresse pubblicamente a favore del fenomeno extraterrestre. Anche per lui fu solo un interesse personale? “Queste sono ricerche assolutamente personali. Il Vaticano – rivela Mons. Balducci – non stabilisce niente. Non ci viene detto: “fa quella ricerca oppure quell’altra” ma lascia ampia libertà di agire agli individui. Sarà contento quando saprà che anche Balducci avrà parlato di ufologia. Noi non lavoriamo in rispetto di direttive precise, assolutamente”.

 

Quali possono essere le possibili implicazioni del fenomeno sulla civiltà attuale o nel prossimo futuro, ammettendo un’interazione tra l’Uomo e intelligenze extraterrestri? “È una domanda che mi induce a pensare che sarebbe meglio sapere come sono fatti questi esseri. Mi sono già spinto in questo campo e ho motivato la mia opinione con un “verosimilmente”. Quello che lei vorrebbe sapere dipende dal fatto se sono inferiori o superiori a noi. Se sono come noi, non ci sarebbero grandi implicazioni, in quanto potrebbero avere una civiltà allo stesso grado della nostra. Diverso il caso in cui si tratti di esseri superiori. Allora potrebbero mutare molti presupposti”. Secondo alcuni studi, pubblicati anche in Italia, le apparizioni mariane vengono legate a fenomeni Ufo. Quantomeno alcuni fenomeni associati sembrano essere di natura ufologica. Cosa ne pensa? “È assolutamente da escludersi. Per carità, la Madonna può fare quello che vuole, non ha certo bisogno di Ufo”. Nel 1997, due anni prima dell’intervista a Mons. Balducci, venne pubblicato da Il Messaggero un articolo che riprendeva alcune sue dichiarazioni circa una guerra nucleare e un cataclisma celeste che si sarebbero verificati entro dieci anni. “Fu un articolo a sensazione del giornale. In realtà – rivela Mons. Balducci – dissi che sono due i pericoli che corriamo. Il più prossimo è da considerarsi una guerra mondiale nucleare, pericolo più concreto quando c’erano due potenze in gioco. Così speculai su quale potesse essere un eventuale antagonista degli USA e dissi la Cina o il mondo arabo, ma con questo non intendevo che sarebbe accaduto domani. Chiarii invece che per prossimo futuro intendevo il 2030 circa. La Cina prima deve raggiungere uno sviluppo commerciale e industriale tale da donarle una potenza bellica da coinvolgere un domani il mondo occidentale in una guerra (la guerra in Kosovo al momento dell’intervista era già in corso, NdA). Il pericolo – osserva Mons. Balducci – potrebbe venire anche dal fatto che la Russia, trovandosi nella miseria, ha già venduto armi, tecnologie e persone ai Paesi del terzo mondo. Ma credo che un Paese, per quanto piccolo possa essere, ci pensi su, prima di gettare una bomba nucleare sugli Stati Uniti”. L’altro pericolo, quello più remoto, secondo lei quale potrebbe essere: un asteroide che impatta con la Terra? “Non ci avevo pensato. In realtà mi riferivo ad una crisi ecologica, che aumenta a causa di una progressione dell’inquinamento, più veloce rispetto a qualsiasi correttivo umano. Ma non mi riferivo certo solo a dieci anni di sopravvivenza”. Sulla rivista Visto, in un numero di tre anni prima, Mons. Balducci confermò parzialmente il testo del Terzo Segreto di Fatima, circolante da circa trenta anni, ma all’epoca non ancora avallato dalla Chiesa. Evento straordinario effettivamente avuto luogo pochi mesi dopo, in occasione del Giubileo dell’Anno Domini Duemila, grazie a Papa Giovanni Paolo II. “Sì. Nel Terzo Segreto di Fatima – rivela Mons. Balducci – si parla di due cose. Alla prima vi hanno fatto caso tutti, alla seconda pochissimi. La prima è una guerra nucleare prima della fine del millennio, e dal contesto si evince chiaramente. Infatti il testo parla dell’impiego di armi più potenti di mille soli. È chiaro di quali armi si tratta tenendo conto che il testo continua dicendo: “i sopravvissuti invidieranno i morti”. Si tratta di coloro che, sopravvivendo alle armi nucleari, soffriranno per le radiazioni. L’altro aspetto, meno noto, è la crisi dottrinale della Chiesa. Tre anni fa, fui intervistato dalla TV canadese. In quell’occasione dissi: “Sì, la Madonna nel Terzo Segreto di Fatima dice questo, ma nessuno ha notato che, prima di ogni cosa, Lei premette che tutto succederà se l’umanità non si ravvede”. Quindi è tutto condizionato a questa premessa. Ma io sono ottimista. Noi, come uomini, possiamo influire nell’avverarsi di una profezia, spostandone la data e nell’intensità degli eventi profetizzati, mitigandoli. È di buon auspicio la ripresa della spiritualità giovanile. Intendo una spiritualità all’interno delle regole della Chiesa”. Crede che in un eventuale cataclisma futuro, intelligenze non terrestri possano intervenire? “Ho già detto che c’è la possibilità che questi esseri vengano in aiuto dell’umanità. In ogni caso non aspettiamoci l’aiuto di nessuno, deve essere l’Uomo a cambiare e maturare”. Monsignor Corrado Balducci, quindi, distingue gli ET sia dagli Angeli sia dai demoni. Nel suo lavoro “Ufos and Extraterrestrials: A problem for the Church?”, Mons. Balducci basa la sua opinione sul fatto che molti testimoni oculari di Ufo sono osservatori qualificati, credibili e culturalmente affidabili che poco prima non avevano creduto ad una sillaba sulla realtà fisica delle visite extraterrestri sulla Terra. Migliaia di persone nel mondo, prima e dopo il caso dei coniugi Betty e Barney Hill negli States, senza scomodare l’universo fantastico western del film Cowboys & Aliens, hanno visto astronavi, alieni, equipaggi non umani e droni forse non di questo mondo. Sebbene alcuni di questi avvistamenti possano essere spiegati più prosaicamente come fenomeni naturali e tecnologici umani, la maggior parte degli eventi (è questa la rivelazione essenziale di Mons. Balducci) continua a meritare tutte le attenzioni possibili e immaginabili della Chiesa Cattolica e del Vaticano da secoli. Mons. Balducci si attirò molte critiche da parte di teologi, scienziati, sacerdoti, religiosi, credenti, atei ed agnostici. Eppure, fino alla fine della sua vita, consegnata al Signore il 20 Settembre 2008 in Roma, Mons. Balducci ha sempre sostenuto che si può credere in Dio ed ammettere l’esistenza di Esseri extraterrestri. Gli Alieni non sono materia di Fede ma di Scienza.

 

Cosa che oggi con molta disinvoltura tutti gli scienziati in buona fede e volontà riconoscono prima di tutto a se stessi, alla propria coscienza, e poi in sede accademica, magari fantasticando sulle analisi spettrali di centinaia di atmosfere esoplanetarie dei mondi di taglia terrestre finora scoperti (+78%, di raggio inferiore a 1.25 volte la Terra, AD 2013) tra le migliaia di candidati in orbita attorno alle altre stelle più o meno simili al nostro Sole (http://planetquest.jpl.nasa.gov/) nella famosa fascia orbitale abitabile Riccioli d’Oro! Mons. Balducci non ebbe timore ad ipotizzare apertamente che le astronavi spaziali aliene osservate da testimoni credibili non sono di questo mondo perché tecnologicamente superiori e che gli ET al loro interno sono Esseri umanoidi con una natura fisica e spirituale, probabilmente molto più spirituale degli esseri umani terrestri. A coloro che negano a priori queste “altre” realtà, sebbene non ancora verificate dalla scienza accademica ufficiale, Mons. Balducci, in difesa della verità e della Cristianità, scrisse le seguenti parole. “Lasciate che aggiunga la più importante considerazione: il generale scetticismo a priori, la sistematica e totale negazione del fenomeno, danneggia, anzi distrugge, il valore fondamentale della testimonianza umana con gravi e incalcolabili conseguenze, anche sulla credibilità degli esseri umani, sul piano individuale, sociale e religioso, dal momento che la testimonianza è a fondamento della civiltà umana”. Mons. Balducci naturalmente non poté escludere eccezioni, errori, omissioni, dissimulazioni e menzogne riguardo al fenomeno extraterrestre in corso sulla Terra, “ma generalmente tutta la nostra vita è basata su quello che noi abbiamo imparato dagli altri. È impensabile vivere senza questo livello di confidenza fondamentale – osserva Mons. Balducci – sono inimmaginabili le conseguenze della generale negazione dell’esperienza umana nella vita privata, sociale e religiosa. Ciò distruggerebbe – ammonì il prelato – il fondamento stesso di ogni umana società!”. Perché gli ET si nascondono e non si manifestano pubblicamente? Forse in ossequio alla Prima Direttiva della Federazione Unita dei Pianeti? L’astronomo padre Jose Funes S.J., gesuita argentino come Papa Francesco, Direttore della Specola Vaticana, il Pontificio Osservatorio Astronomico, in un’intervista pubblicata il 14 Maggio 2008 su L’Osservatore Romano (tre anni dopo l’elezione di Papa Benedetto XVI) dichiarò che l’ipotesi sull’esistenza di Extraterrestri non contrasta con la fede e che tali Esseri, nostri Fratelli, dovrebbero essere considerati parte della Creazione di Dio. “Come il Signore ha creato la vita sulla Terra – dichiara l’astronomo pontificio padre Jose Funes – così può aver creato molteplici forme di vita nell’Universo, alcune delle quali simili agli Uomini, ma differenti in molti aspetti”.

 

Questo non è in contrasto con la fede cristiana cattolica “perché noi non possiamo porre limiti alla libertà creativa di Dio”. Per usare le parole sante coniate da San Francesco di Assisi ottocento anni fa, tanto care al nuovo pontefice Papa Francesco che il 4 Ottobre 2013 per la prima volta ha visitato il Sacro Convento del Poverello di Assisi, “se noi consideriamo le creature terrestri – domanda padre Funes – come fratelli e sorelle, perché non possiamo anche parlare di un Fratello Extraterrestre?”. Nell’intervista a L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, l’astronomo pontificio analizza il rapporto tra Astronomia e Fede. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Cita Dante, il celebre verso che chiude l’ultimo canto dell’Inferno, per descrivere la missione dell’Astronomia che è anzitutto quella di “restituire agli uomini la giusta dimensione di creature piccole e fragili davanti allo scenario incommensurabile di miliardi e miliardi di galassie”. E se poi scoprissimo di non essere i soli ad abitare l’Universo? L’ipotesi non inquieta padre Funes più di tanto. È possibile credere in Dio e negli Extraterrestri. Si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella Creazione, nell’Incarnazione, nella Redenzione. Parola di astronomo e di sacerdote gesuita. Argentino, 52 anni, dall’Agosto del 2006 padre Funes ha le chiavi della storica sede nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo che Pio XI concesse all’Osservatorio Vaticano nel 1935. Unisce modi cortesi e pacati a quel leggero distacco dalle cose terrene di chi è abituato a tenere gli occhi rivolti verso l’alto. Un po’ filosofo e un po’ investigatore, come tutti gli astronomi cattolici. Contemplare il cielo è per lui l’atto più autenticamente umano che si possa fare. “Perché – spiega padre Funes a L’Osservatore Romano – dilata il nostro cuore e ci aiuta a uscire dai tanti inferni che l’umanità si è creata sulla Terra: le violenze, le guerre, le povertà, le oppressioni”. Come nasce l’interesse della Chiesa e dei Papi per l’Astronomia? “Le origini si possono far risalire a Gregorio XIII che fu l’artefice della riforma del calendario nel 1582. Padre Cristoforo Clavio, gesuita del Collegio romano, fece parte della commissione che studiò questa riforma. Tra Settecento e Ottocento sorsero ben tre osservatori per iniziativa dei Pontefici. Poi nel 1891, in un momento di conflitto tra il mondo della Chiesa e il mondo scientifico, Papa Leone XIII volle fondare, o meglio rifondare, la Specola Vaticana. Lo fece proprio per mostrare che la Chiesa non era contro la scienza ma promuoveva una scienza ‘vera e solida’, secondo le sue stesse parole. La Specola è nata dunque con uno scopo essenzialmente apologetico, ma col passare degli anni è divenuta parte del dialogo della Chiesa col mondo”. Lo studio delle leggi del Cosmo avvicina o allontana da Dio? “L’Astronomia ha un valore profondamente umano. È una scienza che apre il cuore e la mente. Ci aiuta a collocare nella giusta prospettiva la nostra vita, le nostre speranze, i nostri problemi. In questo senso, e qui parlo come prete e come gesuita, è anche un grande strumento apostolico che può avvicinare a Dio”. Eppure molti astronomi non perdono occasione per fare pubblica professione di ateismo. “Direi che è un po’ un mito ritenere che l’Astronomia favorisca una visione atea del mondo. Mi sembra che proprio chi lavora alla Specola offra la testimonianza migliore di come sia possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio.

 

Più di tante parole conta il nostro lavoro. Contano la credibilità e i riconoscimenti ottenuti a livello internazionale, le collaborazioni con colleghi e istituzioni di ogni parte del mondo, i risultati delle nostre ricerche e delle nostre scoperte. La Chiesa ha lasciato un segno nella storia della ricerca astronomica. Basterebbe ricordare che una trentina di crateri della Luna portano i nomi di antichi astronomi gesuiti. E che un asteroide del Sistema Solare è stato intitolato al mio predecessore alla direzione della Specola, padre George Coyne. Si potrebbe richiamare inoltre l’importanza di contributi come quelli di padre O’Connell all’individuazione del ‘raggio verde’ o di fratello Consolmagno al declassamento di Plutone. Per non parlare dell’attività di padre Corbally, vicedirettore del nostro centro astronomico di Tucson, che ha lavorato con un team della Nasa alla recente scoperta di asteroidi residui della formazione di sistemi binari di stelle”. L’interesse della Chiesa per lo studio dell’Universo si può spiegare col fatto che l’Astronomia è l’unica scienza che ha a che fare con l’infinito e quindi con Dio? “Per essere precisi, l’Universo non è infinito. È molto grande ma è finito, perché ha un’età: circa quattordici miliardi di anni, secondo le nostre conoscenze più recenti. E se ha un’età, significa che ha un limite anche nello spazio. L’Universo è nato in un determinato momento e da allora si espande continuamente”. Da che cosa ha avuto origine? “Quella del Big Bang resta, a mio giudizio, la migliore spiegazione dell’origine dell’Universo che abbiamo finora dal punto di vista scientifico”. E da allora che cos’è successo? “Per trecentomila anni la materia, l’energia, la luce sono rimaste unite in una sorta di miscela. L’Universo era opaco. Poi si sono separate. Così noi adesso viviamo in un Universo trasparente, possiamo vedere la luce: quella delle galassie più lontane, per esempio, che è arrivata a noi dopo undici o dodici miliardi di anni. Bisogna ricordare che la luce viaggia a trecentomila chilometri al secondo. Ed è proprio questo limite a confermarci che l’Universo oggi osservabile non è infinito”. La teoria del Big Bang avvalora o contraddice la visione di fede basata sul racconto biblico della creazione? “Da astronomo, io continuo a credere che Dio sia il Creatore dell’Universo e che noi non siamo il prodotto della casualità ma i figli di un Padre buono, il quale ha per noi un progetto d’amore. La Bibbia fondamentalmente non è un libro di scienza. Come sottolinea la Dei verbum, è il libro della parola di Dio indirizzata a noi uomini. È una lettera d’amore che Dio ha scritto al suo popolo, in un linguaggio che risale a duemila o tremila anni fa. All’epoca, ovviamente, era del tutto estraneo un concetto come quello del Big Bang. Dunque, non si può chiedere alla Bibbia una risposta scientifica. Allo stesso modo, noi non sappiamo se in un futuro più o meno prossimo la teoria del Big Bang sarà superata da una spiegazione più esauriente e completa dell’origine dell’Universo. Attualmente è la migliore e non è in contraddizione con la fede. È ragionevole”. Ma nella Genesi si parla della Terra, degli animali, dell’uomo e della donna. Questo esclude la possibilità dell’esistenza di altri mondi o esseri viventi nell’Universo? “A mio giudizio questa possibilità esiste. Gli astronomi ritengono che l’Universo sia formato da cento miliardi di galassie, ciascuna delle quali è composta da cento miliardi di stelle. Molte di queste, o quasi tutte, potrebbero avere dei pianeti. Come si può escludere che la vita si sia sviluppata anche altrove? C’è un ramo dell’Astronomia, l’Astrobiologia, che studia proprio questo aspetto e che ha fatto molti progressi negli ultimi anni. Esaminando gli spettri della luce che viene dalle stelle e dai pianeti, presto si potranno individuare gli elementi delle loro atmosfere – i cosiddetti biomakers – e capire se ci sono le condizioni per la nascita e lo sviluppo della vita. Del resto, forme di vita potrebbero esistere in teoria perfino senza ossigeno o idrogeno”. Si riferisce anche ad esseri simili a noi o più evoluti? “È possibile. Finora non abbiamo nessuna prova. Ma certamente in un Universo così grande non si può escludere questa ipotesi”. E questo non sarebbe un problema per la nostra fede? “Io ritengo di no.

 

Come esiste una molteplicità di creature sulla Terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come ‘fratello’ e ‘sorella’, perché non potremmo parlare anche di un ‘fratello extraterrestre’? Farebbe parte comunque della Creazione”. E per quanto riguarda la Redenzione? “Prendiamo in prestito l’immagine evangelica della pecora smarrita. Il pastore lascia le novantanove nell’ovile per andare a cercare quella che si è persa. Pensiamo che in questo Universo possano esserci cento pecore, corrispondenti a diverse forme di creature. Noi che apparteniamo al genere umano potremmo essere proprio la pecora smarrita, i peccatori che hanno bisogno del Pastore. Dio si è fatto uomo in Gesù per salvarci. Così, se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della Redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’Amicizia piena con il loro Creatore”. Se invece fossero peccatori, sarebbe possibile una Redenzione anche per loro? “Gesù si è incarnato una volta per tutte. L’Incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della Misericordia di Dio, così com’è stato per noi uomini”. La Chiesa torna a confrontarsi con l’evoluzionismo: l’astronomia può offrire un contributo a questo confronto? “Come astronomo posso dire che dall’osservazione delle stelle e delle galassie emerge un chiaro processo evolutivo. Questo è un dato scientifico. Anche qui io non vedo contraddizione tra quello che noi possiamo imparare dall’evoluzione, purché non diventi un’ideologia assoluta, e la nostra fede in Dio. Ci sono delle verità fondamentali che comunque non mutano: Dio è il Creatore, c’è un senso alla Creazione, noi non siamo figli del caso”. Su queste basi, è possibile un dialogo con gli uomini di scienza? “Direi che anzi è necessario. La fede e la scienza non sono inconciliabili. Lo diceva Giovanni Paolo II e lo ha ripetuto Benedetto XVI: fede e ragione sono le due ali con cui si eleva lo spirito umano. Non c’è contraddizione tra quello che noi sappiamo attraverso la fede e quello che apprendiamo attraverso la scienza. Ci possono essere tensioni o conflitti, ma non dobbiamo averne paura. La Chiesa non deve temere la scienza e le sue scoperte”. Come invece è avvenuto con Galilei. “Quello è certamente un caso che ha segnato la storia della comunità ecclesiale e della comunità scientifica. È inutile negare che il conflitto ci sia stato. E forse in futuro ce ne saranno altri simili. Ma penso che sia arrivato il momento di voltare pagina e guardare piuttosto al futuro. Questa vicenda ha lasciato delle ferite. Ci sono stati malintesi. La Chiesa in qualche modo ha riconosciuto i suoi sbagli. Forse si poteva fare di meglio. Ma ora è il momento di guarire queste ferite. E ciò si può realizzare in un contesto di dialogo sereno, di collaborazione. La gente ha bisogno che scienza e fede si aiutino a vicenda, pur senza tradire la chiarezza e l’onestà delle rispettive posizioni”. Ma perché oggi è così difficile questa collaborazione? “Credo che uno dei problemi del rapporto tra scienza e fede sia l’ignoranza. Da una parte, gli scienziati dovrebbero imparare a leggere correttamente la Bibbia e a comprendere le verità della nostra fede. Dall’altra, i teologi e gli uomini di Chiesa dovrebbero aggiornarsi sui progressi della scienza, per riuscire a dare risposte efficaci alle questioni che essa pone continuamente. Purtroppo anche nelle scuole e nelle parrocchie manca un percorso che aiuti a integrare fede e scienza. I cattolici spesso rimangono fermi alle conoscenze apprese al tempo del catechismo. Credo che questa sia una vera e propria sfida dal punto di vista pastorale”. Cosa può fare in questo senso la Specola Vaticana? “Diceva Giovanni XXIII che la nostra missione deve essere quella di spiegare agli Astronomi la Chiesa e alla Chiesa l’Astronomia. Noi siamo come un ponte, un piccolo ponte, tra il mondo della scienza e la Chiesa. Lungo questo ponte c’è chi va in una direzione e chi va in un’altra. Come ha raccomandato Benedetto XVI a noi gesuiti in occasione dell’ultima congregazione generale, dobbiamo essere uomini sulle frontiere. Credo che la Specola abbia questa missione: essere sulla frontiera tra il mondo della scienza e il mondo della fede, per dare testimonianza che è possibile credere in Dio ed essere buoni scienziati”. Dunque, ogni esperienza personale (contatto e/o visione) con Esseri di altri mondi provenienti dallo spazio esterno o da un’altra dimensione, non può essere semplicemente liquidata come puro parto della fantasia fantascientifica. Non sono in gioco solo i presunti rapimenti alieni e le navette spaziali extraterrestri: Kathleen Marden e Denise Stoner, autrici del volume The Alien Abduction Files, hanno parlato anche con persone spaventate, affette da patologie psichiatriche erroneamente diagnosticate come esperienze di origine aliena. Ma non sempre si ha a che fare con i disordini della personalità.

 

Numerosi studi hanno dimostrato che i pazienti sani di mente risultati compatibili con i criteri scientifici di un’esperienza naturale di rapimento extraterrestre, hanno la stessa salute mentale e la stessa fantasia della popolazione generale. Altri appaiono sofferenti di crisi spirituali o paranormali, ma chiedono aiuto a ministri religiosi e psicologi. Non agli autori di Star Trek e Star Wars. A volte i loro problemi vengono risolti grazie alla Scienza ed alla Religione (gruppi di ascolto, sedute psichiatriche, incontri di preghiera, esorcismi) ma nella maggior parte dei casi presi in esame le testimonianze risultano autentiche e nulla può rimuovere, dopo 65 anni di avvistamenti ufficiali, la realtà dei fatti: manovre di volo impossibili per qualsiasi velivolo, sonda, missile e drone terrestre! La stragrande maggioranza dei presunti contattati è pienamente cosciente della propria esperienza con gli Alieni. Costoro continuano a ricordare e vivere le medesime storie a distanza di anni. L’osservazione delle straordinarie navette extraterrestri e delle creature ET, poco prima di essere rapiti all’affetto dei propri cari ed all’intimità del focolare domestico, pare non essere assolutamente compatibile con la falsa testimonianza. Cui bono. Molte vittime del rapimento alieno godono altresì della prova-regina: la testimonianza diretta di altri osservatori che assistono al delitto cosmico del rapimento da parte di Extraterrestri, perpetrato sui loro cari (rapiti sul letto, nell’automobile, nel campo, nel giardino di casa, di giorno e di notte!) e ricordano l’evento. Tutti sono consapevoli di essere stati esaminati in un ambiente alieno da creature che possono essere descritte sia come scienziati sia come sperimentatori sia come razziatori provenienti da altri sistemi solari. Le vittime umane dei rapimenti alieni manifestano le patologie più comuni a queste esperienze vissute contro la loro volontà: soffrono di paura, ansietà e traumi psicologici clinicamente diagnosticabili, che appaiono essere la diretta conseguenza di fatti concreti, reali, non inventati, e della consapevolezza di non poter controllare il fenomeno medesimo. Patologie associabili a traumi fisici di ogni specie vissuti in prima persona e apparentemente non auto-inflitti. Tutti questi elementi, secondo le Autrici, convergono pienamente nel dimostrare la natura extraterrestre delle visite aliene in corso sulla Terra.

 

Più che un’ipotesi speculativa. Nelle nostre case, avvertono le due scienziate statunitensi, avvengono fenomeni di rapimento alieno più reali dell’immaginabile. Le testimonianze e le prove acquisite, il metodo scientifico applicato nell’eseguire l’elaborazione dei dati raccolti, sembrano supportare la natura squisitamente extraterrestre del fenomeno. Opera di Esseri di altri mondi e non di buontemponi, o peggio, di spietati umani che pure agiscono indisturbati nell’ombra, magari complici di efferati delitti, nella caccia ai giovani per l’espianto violento di organi, il più orribile dei delitti e dei mercati sulla Terra! In Italia, fin dagli Anni Settanta del secolo scorso, sono stati abortiti per legge di Stato non meno di cinque milioni di feti umani, ufficialmente a scopi terapeutici non contraccettivi. Esseri umani mai nati. È difficile crederlo ma esistono le prove del misfatto prodotto dalla patologia della politica e del diritto in piena Hiroshima culturale, etica e morale del Belpaese. Tutti complici del delitto di aborto in corso d’opera. Qui gli Alieni non c’entrano affatto, fino a prova contraria. Che fine hanno fatto quei 5 milioni di feti umani terrestri non desiderati dalle loro madri? E tutti gli altri sulla Terra? L’intelligenza della verità ci faccia comprendere i fatti reali, distinti dalle favole, per neutralizzare la minaccia cosmica e salvare le nostre preziose vite ed anime. “Non dobbiamo mai smettere di esplorare. E alla fine di tutto il nostro esplorare arriveremo là dove abbiamo cominciato, e conosceremo quel luogo per la prima volta”, afferma T.S. Eliot. Sembra che dovremo prima o poi allargare i nostri orizzonti anche sul fenomeno extraterrestre. L’evidenza supera la fantasia.

Nicola Facciolini

 

http://www.improntalaquila.org/2013/invasione-aliena-extraterrestre-mitigata-della-terra-coinvolte-piu-specie-et-larena-dei-giochi-interstellari-e-sotto-scacco-67241.html

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