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30 maggio 2014 5 30 /05 /maggio /2014 21:52

 

Lo spostamento naturale dei poli dovuto agli aggiustamenti della crosta ha subito una brusca variazione e accelerazione dal 2005 ad oggi per la fusione del ghiaccio della Groenlandia, causato dall’effetto serra.

Il flusso di calore dal mantello nella Groenlandia centrale (Gfz/Petrunin)Il flusso di calore dal mantello nella Groenlandia centrale (Gfz/Petrunin)

La calotta glaciale della Groenlandia centrale si sta sciogliendo non solo per l'aumento delle temperature globali, ma anche perché è sottoposta a un notevole flusso di calore proveniente dalle rocce sopra le quali è posizionata. Lo hanno scoperto gli scienziati di IceGeoHeat, la squadra di ricerca internazionale guidata dal Centro tedesco di ricerche per le geoscienze Gfz dell'Helmholtz Centre di Postdam.

 

Stiamo spostando l’asse di rotazione terrestre: questa è una notizia che va aggiunta all’elenco dei fatti che hanno portato il premio Nobel Paul Crutzen a battezzare come Antropocene la nostra era corrente.

Spostamento-polo-nord

Uno studio effettuato da Janli Chen e colleghi dell’università del Texas e presentato all’incontro della American Geophysical Union mostra infatti che lo spostamento dell’asse di rotazione terrestre (1) ha subito una brusca variazione nel 2005 (grafico a sinistra): se prima era diretto verso sud ad una velocità di 10 cm/anno, ora si sta muovendo verso est a 20 cm/anno (2).

fusionglacier

groenlandia-7

NOTA BENE: Le frecce nel planisfero di destra ovviamente non sono in scala.

Cosa sta accadendo? Gli spostamenti passati sono dovuti a riaggiustamenti della crosta terrestre, mentre secondo Chen, il ben più rapido spostamento verso est dell’ultimo decennio è dovuto alla massiccia fusione della calotta di ghiaccio della Groenlandia (250 Gt/anno). Questa spostamento di massa, prima localizzata ed ora redistribuita negli oceani, ha cambiato il momento di inerzia del pianeta ed ha portato l’asse di rotazione ad allinearsi con il nuovo asse principale di inerzia. Meno rilevante sembra invece l’effetto della fusione dei ghiacciai delle montagne (194 Gt/anno) e dell’Antartide (180 Gt/anno).

CryoSat_2010_2013_aumeto_ghiaccio_polo_nord_artico

Non solo stiamo spostando l’asse di rotazione, ma lo stiamo facendo con una velocità doppia rispetto a quello che era il trend naturale. Se da un lato lo spostamento del polo è un utile strumento scientifico per la valutazione dei cambiamenti climatici, esso rappresenta anche un evento altamente simbolico che dovrebbe farci riflettere sulla portata delle nostre azioni.

 

(1) Questo spostamento noto come true polar wander è relativo alla superficie terrestre e riflette una redistribuzione delle masse attorno all’asse di rotazione e non va confuso nè con lo spostamento del polo nord magnetico, nè con i movimenti di precessione e nutazione dell’asse di rotazione che sono invece riferiti al piano dell’eclittica.

(2) Le unità del grafico in alto sono in mas, cioè millisecondi d’arco, cioè un angolo di un millesimo di un secondo che è a sua volta 1/3600 di un grado sessagesimale. Date le dimensioni del nostro pianeta, un millisecondo equivale a circa 3 cm sulla superficie.

 

I ricercatori non hanno ancora stabilito se questo evento ampio di fusione avrà effetto sul volume complessivo della perdita di ghiaccio di questa estate e se contribuirà all’innalzamento del livello del mare.

Spiega Tom Wagner direttore del programma criosfera alla NASA:

La calotta glaciale della Groenlandia è una vasta area con una storia variegata e ricca di cambiamenti. Questo evento, in combinazione con altri fenomeni naturali, ma non comuni, come ad esempio il “parto” la scorsa settimana del grande iceberg sul ghiacciaio Petermann, fanno parte di una storia complessa. Le osservazioni satellitari ci stanno aiutando a capire come gli eventi possano essere legati gli uni agli altri nello scenario di un sistema climatico più ampio.

La calotta di aria calda che ha generato questo insolito e allargato scioglimeto di ghiacci superficiali e più profondi sembra essersi dissipata lo scorso 16 luglio. Secondoi glaciologi che hanno studiato attraverso i carotaggi i ghiacci più vecchi della Groenlandia questi fenomeni sono accaduti già in passato e sembrano ciclici ogni 150 anni. Un veneto simile si è avuto nel 1889 e dunque siamo nel periodo dei successivi 150 anni. Ma per i glaciologi le fusioni ora si devono fermare qui perché diversamente sarebbero da leggere come eventi preoccupanti.

 

 

tratto da:

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