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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 21:21

Gli scienziati hanno scoperto che El Niño si verifica in media, ogni 3-5 anni. Dopo una pausa di 4 anni gli esperti oceanografi stanno osservando la fascia tropicale dell’Oceano Pacifico, per esaminare eventi straordinari. El Niño-Oscillazione Meridionale, conosciuto anche con la sigla ENSO (El Niño-Southern Oscillation), è un fenomeno climatico periodico che si verifica nell'Oceano Pacifico centrale in media ogni cinque anni, ma con un periodo variabile fra i tre e i sette anni, nei mesi di dicembre e gennaio. Il fenomeno provoca inondazioni, siccità e altre perturbazioni che variano a ogni sua manifestazione. I paesi in via di sviluppo che dipendono fortemente dall'agricoltura e dalla pesca, in particolare quelli che si affacciano sull'Oceano Pacifico, ne sono i più colpiti. 

Il 2014 sarà l’anno più caldo nella storia delle osservazioni meteorologiche. Questa la previsione di alcuni scienziati tedeschi ealtri ricercatori del NOAA. Le loro previsioni si stanno basando sul famoso El Niño, il periodico riscaldamento delle acque del Pacifico e le anomalie climatiche ad esso correlate.

 

 

 

Un mese fa il  Climate Prediction Center della NOAA aveva altamente valutato la probabilità di El Niño nell’estate prossima, e ora, osservazioni satellitari hanno confermato che questo fenomeno sta cominciando davvero, quindi in realtà, sta avvenendo un cambiamento di temperatura della fascia equatoriale dell’Oceano Pacifico.

 

Questa "anomalia climatica" è stata osservata a livello scientifico ad iniziare dagli anni '40 con la nascita dei primi modelli matematici che avevano l'obiettivo di descrivere la circolazione e il clima globale.
Nonostante fino agli anni '60 gli studi proseguissero indipendentemente su due fronti, uno che riguardava lo sviluppo di modelli per descrivere i moti atmosferici e l'altro per quelli oceanici, si arrivò comunque ad una stessa conclusione: la particolarità della climatologia dell'Oceano Pacifico.
Inizialmente si pensò che si trattasse di un fenomeno localizzato che riguardava solo una parte del Pacifico, determinato dall’afflusso di acque calde superficiali provenienti dalle correnti della Somalia che stagionalmente mutavano dopo il monsone indiano, interessando il Corno d’Africa.
Solo successivamente si osservò che il fenomeno
interessava l’intero bacino e si vide che  era ricollegato ad un mutamento delle condizioni degli Alisei.



Alisei

 

 

 

 

Questo cambiamento di temperatua avrà un impatto significativo sul clima di Australia, Sud-Est asiatico, India, Nord e Sud America. Le più gravi conseguenze per le persone accompagnate da El Niño del 1997-1998, portò al decesso di oltre 2.000 persone e causato una perdita economica di 22 miliardi dollari. Ma a minacciare la stabilità di quest’ultima sarebbe soprattutto lo scioglimento accelerato dei ghiacci, provocato dal surriscaldamento del pianeta. E senza la Corrente del Golfo, le cui acque riscaldano le coste nordeuropee, l’Europa finirebbe per avere lo stesso clima rigido che ha oggi il Quèbec (Montreal, dove nel dicembre 1997 si è registrata una temperatura di -32°C, si trova pressappoco alla stessa latitudine di Milano). 

Gli scienziati avvertono che l’imminente El Niño può essere accompagnata da enormi anomalie climatiche, come ad esempio, un terribile caldo e con esso associati incendi, siccità, uragani potenti, mentre in alcune regioni ci saranno terribili inondazioni. Ecco quello che potrebbe accadere sulla Terra nel 2014. Come previsto, i primi effetti si sentiranno nel Perù.

 

 

 

  I climatologi hanno in seguito identificato tale fenomeno con un particolare periodico riscaldamento delle acque superficiali tropicali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale. El Niño non influenza solamente le temperature superficiali del mare e quindi le correnti oceaniche, ma causa anche fluttuazioni su scala globale della pressione atmosferica nelle zone equatoriali del Pacifico (da cui il nome El Niño-Southern Oscillation o, in breve, ENSO), nonché una significativa riduzione dei venti prevalenti in quelle regioni, gli alisei. El Niño ha anche un grande impatto sulla distribuzione delle precipitazioni nel Pacifico tropicale e subtropicale. Esiste anche una fase fredda di ENSO, chiamata La Niña. Al contrario di El Niño, questa si presenta quando la superficie del Pacifico tropicale orientale subisce un significativo raffreddamento rispetto alle condizioni medie e contemporaneamente le temperature del mare nell’Australia settentrionale diventano particolarmente calde. El Niño e La Niña sono fenomeni naturali che sembra siano esistiti per almeno gli ultimi 10 mila anni e si ripresentano con una periodicità variabile tra circa due e sette anni. Hanno importanti effetti climatici nell’intera regione del Pacifico e in molte altre parti del mondo. Gli impatti locali di El Niño e La Niña sono, tuttavia, opposti. El Niño porta siccità e ondate di calore sul Pacifico occidentale, in particolare sull’Australia orientale, come è avvenuto nelle estati del 1982-83 e 1997-98 in occasione degli episodi più intensi, mentre rende la costa occidentale del Sud America più umida. La Niña, invece, incrementa le precipitazioni e causa inondazioni più frequenti sull’Australia orientale, come le alluvioni che hanno investito il Queensland tra il dicembre 2010 e il gennaio del 2011, e contemporaneamente accentua le condizioni secche del Sud America occidentale.

Il recente nuovo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dimostra che la temperatura media globale della Terra è aumentata di quasi un grado nel corso dell’ultimo secolo, principalmente a causa dalle emissioni di gas serra dovute alle attività umane, e che la velocità di questo riscaldamento continua a crescere. Data l’importanza di ENSO a livello globale, sorge spontaneo chiedersi se e come il riscaldamento globale abbia influenzato in passato El Niño e La Niña e quali impatti sul clima possa aver avuto questa interazione. Inoltre, dato che gli attuali modelli climatici indicano che la temperatura media globale del pianeta continuerà a salire ulteriormente in futuro, con valori che saranno compresi tra 1 e 4 gradi entro la fine del secolo a seconda di come evolveranno le future emissioni globali di gas serra, come risponderanno in futuro El Niño e La Niña a un ulteriore riscaldamento e quali ripercussioni climatiche avranno?

- See more at: http://www.climalteranti.it/2013/12/04/riscaldamento-globale-quale-impatto-su-el-nino-e-la-nina/#sthash.5nlGsc7G.dpuf 

 

http://www.segnidalcielo.it/2014/04/07/scienziati-avvertono-che-el-nino-puo-essere-accompagnato-da-massiccie-anomalie-climatiche/

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