Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
1 marzo 2014 6 01 /03 /marzo /2014 23:08

fitoplancton

Sotto la banchisa artica nel Mare di Chukchi, la squadra formata da esperti di oceanografia, biologia, chimica e ottica, ha fatto una scoperta drammatica e inattesa, come è stata definita dalla stessa Nasa, un po' come trovare una foresta pluviale nel bel mezzo di un deserto.

L'agenzia americana dal 2010 era impegnata nell'Artico, e la scoperta è stata fatta durante una delle spedizioni oceanografiche nelle estati del 2010 e del 2011. Dopo aver peforato il ghiaccio marino alla ricerca di acque più ricche di piante marine microscopiche, gli esperti sono rimasti a bocca aperta. "Improvvisamente, il fluorimetro, il dispositivo di misurazione utilizzato per stimare il contenuto di alghe nell'acqua è impazzito", ha detto Arrigo. "Abbiamo pensato che lo strumento stesse commettendo qualche errore". Ma così non è stato. Secondo la maggior parte dei modelli di produzione biologica, nel Mar Glaciale Artico la vita sotto la banchisa è quasi impossibile. Perché? Il ghiaccio marino e il manto nevoso riflettono la radiazione solare, non lasciando che i raggi del sole arrivino a nutrire il plancton nelle acque sottostanti.

La scoperta rivela una nuova conseguenza del riscaldamento globale nell'Artico e fornisce un indizio importante per capire gli impatti dei cambiamenti climatici sull'ambiente del Mar Glaciale Artico e sulla sua ecologia. "Abbiamo il sospetto che questo sia un fenomeno molto più diffuso di quanto ci rendiamo conto", ha detto Arrigo, secondo cui l'assottigliamento dello spessore dei ghiacci potrebbe favorire queste fioriture di alghe, con esiti non proprio rassicuranti: “Questo potrebbe scompensare moltissimo l’equilibrio delle catene alimentari dell’Artico: pesci e balene che si cibano di queste creature potrebbero non riuscire a migrare in tempo per la fioritura”, a scapito di specie che si alimentano nella colonna d'acqua. Infatti la proliferazione delle alghe può verificarsi soprattutto nella prima parte dell'anno. Sempre nella zona Artico, una recente notizia ha acceso nuovi interessi, specie quando si parla di scoperte misteriose e sconosciute.

Recentemente, i media russi hanno diffuso una notizia sensazionale: gli scienziati della sezione dell'Estremo Oriente dell’Accademia Russa delle Scienze hanno scoperto nelle acque dell'Artico una creatura sconosciuta, di proporzioni veramente gigantesche.


Il veicolo autonomo subacqueo non abitabile “Klavesin-1R”, durante un’operazione di rassegna degli oggetti del fondale, a una profondità di 1,5 kilometri ha registrato un movimento insolito. In un primo momento, gli scienziati hanno pensato che l'unità avesse trovato un enorme banco di pesci, ma presto si sono resi conto di essere in errore. L’oggetto non identificato si è rivelato essere una creatura di dimensioni impressionanti, che pochi istanti dopo ha attaccato il veicolo subacqueo, cominciando a dimenarlo.
Quando il “Klavesin-1R” è stato riportato in superficie, gli scienziati hanno rinvenuto sulla sua superficie molte ammaccature e graffi. Che tipo di creatura avrebbe potuto lasciarle, e perché si è avventato sulla macchina? Per avere una spiegazione, “La Voce della Russia” si è rivolta allo zoologo Dmitrij Isonkin​.
Vorrei diffidare di questo tipo di notizia. Senza avere in mano alcuna prova che gli scienziati avrebbero potuto fornire dopo l'incidente, si possono fare solo inutili conversazioni a vuoto.
In effetti, dove sono le foto dello scafo danneggiato, e il video della creatura marina non identificata? Dopo il danno, il “Klavesin-1R” avrebbe potuto avere delle collisioni con degli ordinari oggetti subacquei sul fondo.
Dmitrij Isonkin osserva:
Dopo le "sensazionali" dichiarazioni sul fatto che gli scienziati russi avessero scoperto un mostro enorme nella regione artica, vari giornali, accavallandosi, hanno gonfiato l’argomento. In tutto questo ancora non è chiaro se sia stata rilasciata una dichiarazione formale dallo "eroe di quest’impresa", il Direttore dell'Istituto per i Problemi della Tecnologia Marina della sezione dell’Estremo Oriente dell’Accademia Russa delle Scienze, Leonid Naumov.
La questione è davvero interessante, perché ci sono alcune sfumature. Come riportato, la fonte primaria che ha dato la notizia è stato il progetto di notizie “EVROSMI”. In una breve nota si diceva che Leonid Naumov aveva parlato loro dell' incidente “artico” con il veicolo “Klavesin-1R”. Poi, tutte le agenzie di stampa si sono contese la citazione di questa "dichiarazione". Ma questa c’è davvero stata, o è solo un’altra bufala giornalistica?
I numerosi "prestiti" tra i giornali di questa notizia hanno portato al fatto che la “dichiarazione” di Leonid Naumov sia diventata qualcosa di diametralmente opposto. Ora "ha responsabilmente dichiarato l'incidente", ora “ha negato le proprie parole”. Come stanno le cose, in realtà?
Dmitrij Isonkin è certo che, se l'incidente ha davvero avuto luogo, sul veicolo a causa del danno devono essere rimaste delle particelle di tessuto provenienti dalla creatura che l’ha attaccato, o, se è stato uno scoglio sommerso a danneggiare il “Klavesin-1R”, allora ci sarebbero tracce di origine inorganica.
Non possiamo escludere la possibilità di scoprire una nuova specie di organismi nelle acque profonde dell'Artico. Questo è possibile, ma abbiamo bisogno di prove concrete. Bisogna creare un gruppo di esperti per condurre una ricerca. Qualsiasi dichiarazione ufficiale è ancora prematura.
Che cosa sia realmente accaduto, e in cosa si siano imbattuti gli scienziati russi nella regione artica, resta ancora un mistero. Tuttavia, speriamo di essere davvero sulla soglia di una scoperta di nuovo genere, e seguiremo da vicino gli ulteriori sviluppi della vicenda.

Condividi post

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Mistero
scrivi un commento

commenti

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg