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6 gennaio 2013 7 06 /01 /gennaio /2013 22:54

Oltre cento soggetti sono stati sottoposti a risonanza magnetica cerebrale e ad altri metodi di analisi morfologica del cervello e le dimensioni di singole regioni del cervello sono state confrontate tra gli individui del gruppo che non avevano mai avuto déjà vu con quelli che ne avevano avuti, ha spiegato l'autore principale della ricerca, Milan Brazdil di Ceitec, che ha condotto lo studio in collaborazione con l'Università di Exeter, nel Regno Unito . «Entrambi i gruppi di soggetti erano pienamente confrontabili. Quando stimoliamo l'ippocampo, siamo in grado di indurre un déjà vu. Trovando differenze strutturali dell'ippocampo nei soggetti sani che hanno e non hanno déjà vu, abbiamo dimostrato in modo inequivocabile che il déjà vu è direttamente legato alla funzione di queste strutture del cervello. Pensiamo che si tratti probabilmente di un piccolo "errore di sistema" causato da una maggiore eccitabilità dell'ippocampo. È la conseguenza di cambiamenti nelle regioni più sensibili del cervello che probabilmente sono avvenuti nel corso dello sviluppo del sistema neurale».

 «È certamente uno studio molto interessante - commenta Nicola Canessa, ricercatore dell'Università Vita e Salute del San Raffaele - e mentre un tempo gli episodi di déjà vu erano considerati parte della sfera psichica oggi sono studiati come fenomeni neurologici. In sostanza i ricercatori hanno rilevato una lieve atrofia delle parti mediali del lobo temporale e di conseguenza una maggiore eccitabilità che attiva un senso di familiarità scollegata dal ricordo sottostante (che non esiste). Di fatto si verifica un'ipereccitabilità dell'ippocampo.

La scienza ha constatato, ad esempio:

La scienza ci dice: c’è qualcos’altro nell’individuo.

Troppo spesso si è assistito ad individui che manifestavano un Déjà vu cioè quella sensazione di essere già stati in quel luogo o di aver già vissuto quella situazione. E’ accaduto tanto spesso che la scienza ha dovuto prendere atto che esiste un “mistero” a cui non riesce a dare delle risposte.

Anche questa è una capacità extrasensoriale fondamentale per la nostra esistenza. Non si tratta di vivere un momento già vissuto, ma di vivere un momento la cui situazione è stata percepita (e magari visualizzata) in anticipo: questa, e tutte quelle che avrebbero potuto essere e non sono state, che noi cancelliamo perché abbiamo scelto?Vi ricordate quando, parlando della corteccia cingolata, si è detto:

“Ma ora abbiamo scoperto che la corteccia cingolata può imparare a riconoscere quando si commette un errore anche prima che venga presa una decisione.”Cosa significa quel “anche prima che venga presa una decisione?”. Come abbiamo coinvolto le nostre emozioni per rivivere un momento in cui veniva riconosciuto che le scelte che avremmo fatto sarebbero state sbagliate, parziali o altro?La scienza, per verificare i processi attraverso i quali il déjà vu si esprime, deve riuscire a trovare degli individui che hanno sistematicamente queste sensazioni. Quasi sempre si presentano individui in cui queste sensazioni si sono presentate ripetutamente, ma non in maniera sufficiente per studiarne i percorsi neuronali.

E qui iniziamo ad entrare nelle difficoltà della scienza. Chi manifesta tali sensazioni, con una sistematicità tale da poterle usare, in realtà, non le percepisce a livello conscio. Queste sensazioni fluiscono nelle sue decisioni e nelle sue azioni. Pertanto non vive la sensazioni di “aver già vissuto quella situazione”, ma quella di aver agito in quanto percepito più possibilità di situazioni. Non c’è più lo stupore soggettivo dell’eccezionalità. Diventano sensazioni di uso quotidiano di cui l’individuo si serve scaricando la propria energia emotiva prima di trovarsi nella situazione che lo emoziona scoprendo di aver già vissuto quella situazione. Agire prima, significa non mettere davanti alle proprie emozioni un argine sul quale le emozioni infrangono e bloccano su quella situazione l’attenzione dell’individuo facendogli sorgere il déjà vu.

Esistono particolari forme di epilessia – spiega Carlo Caltagirone, professore di neurologia all’università di Tor Vergata e direttore scientifico della fondazione Santa Lucia di Roma – che non si manifestano con la perdita di coscienza e convulsioni, ma con una serie ricorrenti di dèjà vu. Il paziente si ritrova all’interno di una serie di esperienze che hanno uno scarto con la realtà, come all’interno di una galleria di specchi”.”

In pratica delle forme epilettiche si manifestano con una serie ricorrente di déjà vu.

Quando la neurologia ha verificato che :In sostanza ha constatato che le connessioni neuronali subiscono delle variazioni organizzandosi in maniera diversa e comunicando alla coscienza elementi inusuali. Sia carichi di energia emotiva che tensioni soggettive si ripercuotono sulla struttura della percezione soggettiva che viene violentemente alterata. Da qui le esperienze del “paziente” che è coinvolto, con tutti i sensi, in situazioni che avvengono nella sua mente come elaborazione di esperienze percepite e non sempre riconosciute dalla sua ragione. Elaborazione della percezione soggettiva che si scatena, in alcuni individui, fino a giungere alla coscienza quando la ragione perde il controllo dell’individuo stesso.

L’epilessia primaria o funzionale. In tutte le sue forme di manifestazione è attribuita ad un’ipereccitabilità dei neuroni cerebrali.”

Se in una situazione di epilessia la scienza si trova a dover riscontrare delle manifestazioni, non sono queste manifestazioni che interessano alla scienza. Queste manifestazioni, all’interno di una patologia epilettica, possono confermare delle attitudini o delle pontenzialità per i singoli individui, ma le manifestazioni all’interno della patologia vengono annoverate fra i sintomi della malattia stessa. Il problema, per la scienza, è che forme di Déjà vu si manifestano al di fuori della patologia epilettica, con una certa frequenza, dimostrando che la patologia accentua la potenzialità di un fenomeno che noi abbiamo, ma il fenomeno non è sintomo della malattia.

 

 

 

 

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Published by il conte rovescio - in alieni e cose del nostro mondo
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