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23 giugno 2012 6 23 /06 /giugno /2012 18:12

http://u.jimdo.com/www7/o/s19e3d891b176c185/img/ibd7e2d48c2bbe6f6/1278935803/std/image.jpgPer la percezione esteriore, il mondo spirituale appare nascosto, velato. Caratteristica dello spirituale è che l’uomo può riconoscerlo solo se si sforza, almeno in piccola misura, di diventare egli stesso diverso da come è in partenza.

Lo studiare ed accogliere solo sotto forma di nozioni le verità antroposofiche lasciandole agire su se stessi, pur senza sottoporsi ad una rigida disciplina esoterica, fa mutare la propria anima. Si cambiano abitudini, interessi: ci si autoeduca. Diventiamo diversi. Già partecipare con tutto il cuore e con il sentimento ad uno studio scientifico spirituale significa iniziare uno sviluppo esoterico. L’esoterismo non inizia solo con la pratica occulta: inizia con lo studio e la partecipazione del sentimento ai contenuti occulti.

Si attua una trasformazione dell’anima; un processo simile a quello che subirebbe un essere che abbia solo percepito il bianco e il nero, e piano piano divenisse capace di percepire i colori. L’anima si allarga, nel suo modo di percepire, divenendo capace di sviluppare di abbracciare percezioni che prima non venivano da lei registrate.

Questa autoeducazione sviluppa una determinata sensibilità nei riguardi del mondo spirituale, nel renderci recettivi verso alcuni processi che solitamente passano inosservati alla nostra coscienza: si educa l’anima ad acquisire maggiore sensibilità.

 

Colui che sviluppa tale particolare sensibilità vede manifestarsi dietro ad ogni impressione di caldo, freddo, di calore e di colore, dietro a tutte le leggi naturali vede apparire delle forze, delle entità spirituali. Appaiono mondi caratterizzati da entità di specie sempre più elevate.

 

La visione degli esseri elementari nel corpo eterico della terra

Le prime entità o forze si percepiscono sollevando il primissimo velo posto dietro la percezione sensoria: appare il mondo elementare o eterico.

Tale mondo è possibile percepirlo solo se si hanno organi configurati entro il proprio corpo eterico.

Così come dietro al corpo fisico umano esiste un corpo vitale che lo configura e lo aggrega, dietro l’intera natura fisica si può scoprire una specie di corpo eterico.

Vi è però una fondamentale differenza fra il corpo eterico umano e quello degli enti della natura esterna:

  • il corpo vitale umano è un essere unitario, individuale.
  • il corpo vitale degli enti della natura è invece strutturato da una molteplicità di entità che partecipano  all’unisono alla vita della singola forma naturale.
  • Ossia:
  • il singolo corpo eterico umano è fatto di una sola entità elementare.
  • il singolo corpo eterico ad. es. di una pianta, è costituito da più esseri elementari, da una molteplicità di esseri differenziati in grado e in funzione.

(Inoltre la singola pianta sembra non avere un corpo eterico individuale, di sua esclusiva proprietà: la sua sostanzialità eterica sembra partecipare ed essere in contatto con altri corpi eterici di altre piante, così che le entità di una data forma operano ora in una data pianta, ora in un’altra.

Il corpo eterico delle forme naturali appare quindi non come propriamente un corpo individuale, ma piuttosto come un elemento comune e interpenetrante tutte le forme viventi,  tanto che sembra più opportuno classificarlo come un mondo vitale, o come un corpo eterico totale del pianeta)

 

Esercizi per arrivare a per percepire il mondo vitale o essenzialità eterica; 4 differenti esperienze di percezione della legge morale cosmica entro il sensibile: la religiosità in ogni legge dell’universo

 

Ogni impressione fisica è sempre occultamente accompagnata da una seconda impressione spirituale.

Per arrivare alla percezione del mondo elementare occorre trasporsi entro la coscienza immaginativa, che significa: percepire la corrispondente impressione morale (spirituale) che sta dietro alle impressioni suscitate da enti della natura fisica.

Per moralità si deve intendere tutto ciò che è nel cosmo, legge di vita evolutiva. Tutto quello che è permeato di leggi naturali, che ha insita una sorta di intelligenza  impersonale, che generalmente viene definito come legge della specie, della generazione, della gravitazione, della vita e della morte, tutto ciò deve essere inteso come legge morale universale divina. Saggezza, Armonia.

La seguente tecnica, che può essere anche definita percepire puro, la si può applicare alle più svariate impressioni sensoriali: ci si deve abituare ad eliminare l’impressione sensoriale, (visiva, uditiva, tattile,intellettiva, emozionale, ecc.) conservandosi desti di fronte al mondo, in special modo portando tutta la propria attenzione verso l’impressione che compare nell’anima in conseguenza ad una data percezione.

Così facendo si stimola ad operare in noi qualcosa di più profondo dei nostri occhi, orecchi, del nostro cervello o sentimento.

 

Concentrazione sul cielo azzurro: la devozione

I seguenti esercizi sono sperimentabili da chiunque ne crei in sè stesso le premesse.

Si deve volgere lo sguardo, innalzandolo dalla terra verso le vastità del cosmo, abbandonandosi alla contemplazione dell’azzurro del cielo, osservandolo in tutte le direzioni. Si scelga un giorno in cui non vi è nessuna nuvola, e il cielo sia chiarissimo. Ciò che conta è l’abbandonarsi molto lungamente e intensamente all’impressione suscitataci dal cielo azzurro, cercando di immedesimarsi in esso, dimenticando tutti i propri ricordi, i propri stati d’animo: cercare di afferrare e di serbare nell’anima, il contenuto afferrabile a mezzo della sensazione promanante dall’impressione “cielo azzurro”.

Si arriverebbe ad un punto in cui si sperimenterebbe un’impressione oggettiva, esperibile da qualsiasi essere umano,un’esperienza di devozione. L’anima si sentirebbe ricolmo di infinita devozione.

In una concentrazione del genere, il blu cesserebbe di essere blu ad un dato momento e al posto del colore blu apparirebbe interiormente un immenso sentimento di devozione, di religiosità, grande rispetto per ordine perfetto (morale) del mondo. L’azzurro si muta in un’impressione di un quid di morale che avvolge il mondo con la sua saggezza e protezione.

 

http://www.fatemagia.it/immagini/Folletto_MiMe.jpgContemplazione dei vegetali

Si cerchi di rivolgere l’attenzione in primavera o in estate a tutto il verdeggiare, al crescere incessante delle piante: concentriamoci sull’impressione suscitataci dalla contemplazione del verde generale germogliante.

Quando il verde cesserà quale impressione dei sensi, comparirà al suo posto un singolare sentimento: si avverte la natura della forza che si esprime nel pensare umano. La stessa forza che crea immagini, rappresentazioni, pensieri, è della stessa natura di quella che fa crescere le piante. L’essenza contenuta nel verde vegetale è affine all’essenza della forza pensante nell’uomo.

Ne scaturisce un’altra impressione morale.

 

Meditazione sulla neve: la comprensione della materia nell’universo

Facendo scomparire il bianco della neve compare la sensazione della legge morale universale che permea la materia.

 

Concentrazione sul bicordo di tonica e della sua ottava

Cercando di cancellare i due suoni simultanei, eliminando qualsiasi altra impressione, verrà suscitato un sentimento morale simile a quando, si riesce con la ragione a dominare il desiderio. Si tratta dell’accordarsi fra pensiero e brama, fra desiderio e ragione. Fra i due si realizza un compromesso.

 

La sovracitata tecnica conduce al sollevamento del primo velo che vi è dietro il sensibile: il mondo elementare o eterico, con le sue entità.

  • Le prime entità elementari, che appaiono con una forma conchiusa, delineata, sono gli esseri della terra, o gnomi;
  • Le seconde sono prive di forma, sono in continua metamorfosi di figura: gli esseri dell’acqua o ondine;

 

Percepire gli Gnomi: osservare in una grotta, in una miniera, all’interno della terra cercando di avvertire delle differenze calore animico, intorno a se stessi, sulle pareti rocciose: non si deve acuire lo sguardo su una determinata forma rocciosa, ma cercare di eliminarla visivamente, cercando di rilevare su di essa delle condizioni di calore differenziate. Bisogna sforzarsi di non udire, di non vedere, di non pensare o sentire.

Si tratta di concentrarsi solo su le differenziazioni di calore che appariranno nell’anima a seconda che si percepisca una data superficie rocciosa o metallifera. Dopodiché occorre smettere anche di concentrarsi sulle impressioni di calore, ma di farlo solo sull’eco di esse, sull’attività che esse hanno messo in moto in noi. Appariranno allora gli esseri denominati gnomi.

Tali esseri operano soprattutto in tutto quello che è di natura metallica , solida, rocciosa: sull’inanimato.

 

Le ondine

In una giornata di nuvole, di pioggia, o di nebbia, di vapori acquei, davanti ad una cascata, ad un fiume mormorante, ci si deve abbandonare completamente a questi fenomeni cercando di far scaturire da tali impressioni, delle impressioni morali con la tecnica sovracitata. Da tali impressioni appaiono esseri in continua metamorfosi, che si possono chiamare ondine. Le nuvole in cielo che cambiano continuamente di forma e immagine possono renderne pallidamente un controimmagine simbolica.

Gli esseri dell’acqua o ondine si possono osservare anche in primavera, quando le  piante mettono i primi germogli, le gemme, ma solo in quella fase, non quando compaiono fiori o frutti.

L’occultista vede la gemma della pianta, avvolta da ondine. Esse aiutano la pianta a fuoriuscire dal terreno, ad estrarla; l’accolgono appena essa fa capolino.

In primavera discendono dal cosmo le ondine, per far fuoriuscire le piante.

 

Le future considerazioni analizzeranno ciò che la conoscenza veggente può indagare all’interno della terra, sulla terra, sui pianeti e sulle stelle, in modo da illuminarci su quanto sta a fondamento spirituale nel nostro universo fisico e nei suoi diversi regni.

 

Punti di sintesi:

- per avere percezione della realtà spirituale occorre diventare diversi da ciò che ordinariamente si è;

- l’esoterismo non è solo la pratica occulta, ma anche lo studio;

- l’autoeducazione ci rende recettivi verso processi che solitamente passano inosservati alla coscienza;

- non si deve credere che per sviluppare determinate facoltà servano strane pratiche;

- si tratta solo di acuire la propria sensibilità recettiva;

- Ogni impressione fisica è sempre occultamente accompagnata da una seconda impressione spirituale;

- Il primo mondo che risulta da tale “autosensibilizzazione” è il mondo eterico o elementare;

- Il corpo vitale dell’uomo ente unitario;

- Il corpo vitale della pianta enti molteplici;

- L’Esercizio di percezione pura: l’annullamento del pensare e del sentire: puro volere

- La legge morale universale

- I 4 esercizi per la percezione della legge morale universale

- Il cielo azzurro; la devozione

- Il verde; la forza di crescenza e la forza del pensare

- La neve: il potere di aggregazione della materia

- La tonica e l’ottava: il dominio della ragione sul desiderio

- Gli Gnomi. Sottoterra. Le impressioni di calore promananti dalle sostanze rocciose

- Le ondine: le nuvole

 

 

Per giungere alla visione del corpo eterico del pianeta o esseri elementari, occorre far agire su di sè i fenomeni del mondo, cercando di trarre, dalla percezione pura di questi, delle impressioni morali.

 

L’appassire o deperire vegetale, lo spegnersi di ogni essere: le silfidi

Il crescere delle piante è determinato dalle ondine, che le estraggono dal suolo.

Nella tarda estate, quando le piante cominciano a produrre frutti, se si applica lo sguardo occulto di percezione pura, allora appaiono le silfidi, o spiriti dell’aria. Per attivare la capacità veggente, occorre concentrarsi sull’aria più pura possibile, l’aria percorsa dalla luce e dal calore, priva di vapore acqueo, come in alta montagna.

Esse appaiono allora come piccole meteore illuminanti, che sono responsabili di tutto ciò che deve essere portato a maturazione sia nel mondo vegetale che quello animale: ne sono la causa. Operano su tutto ciò che si è sviluppato in primavera e in estate, facendo “sgocciolare” tutto verso il basso.

 

Il seme e la fecondazione: le salamandre e il calore

Solo tramite l’osservazione della fase in cui da un seme spunta il germoglio, è possibili scorgere tali spiriti del fuoco; le salamandre proteggono i semi come guardiani, accompagnando la fase di germinazione a quella di edificazione di una nuova pianta. Esse tramutano, innalzano la temperatura del calore inorganico dell’ambiente per dar modo alla vita di manifestarsi.

 

Gli esseri elementari hanno come loro sfera d’azione i 4 elementi. Così come l’uomo soggiorna su tutto il pianeta, essi abitano nei 4 stati della materia.

I tempi di azione degli elementari variano a seconda della zona longitudinale e latitudinale del pianeta, a seconda dell’emisfero nord o sud.

 

l’unitario corpo eterico del pianeta

L’uomo ha un singolo corpo eterico: queste entità invece sono, tutte insieme, il corpo eterico dell’intero pianeta. Non si può parlare di singoli corpi eterici, nelle piante e negli animali, ma solo di un corpo eterico comunitario e unitario.

 

Il corpo astrale della terra

Per giungere alla percezione degli esseri della natura è necessario applicare la pratica di “percezione pura”, la quale parte necessariamente dall’attività di percezione sensibile: per tale pratica l’uso della corporeità fisica e cerebrale è, almeno, nella parte iniziale, indispensabile. Si tratta poi di farla cessare, lasciando che in modo spontanea, per forza propria, l’anima arrivi a ricevere impressioni sovrasensibili, tramite la sua corporeità eterica.

Per la visione del corpo astrale della terra si tratta però di penetrare più addentro alla realtà spirituale: occorre adoperare esercizi più approfonditi. (Vedi libro iniziazione)

Mentre per vedere gli elementari si può rimanere entro il corpo fisico, per arrivare alla visione degli esseri astrali occorre essere capaci di fuoriuscirne.

Solitamente l’uomo ogni notte vi fuoriesce, e perdendo la coscienza si addormenta.

L’iniziato riesce a permanere desto, pur fuoriuscendo dal corpo. Si sveglia nel sonno.

In tal modo non si ha attorno il mondo fisico, e neppure il mondo degli elementi. E’ il mondo spirituale.

 

Gli esseri del corpo astrale della terra (entità della 3° gerarchia)

Si perviene alla visione di esseri che sono i “comandanti” degli spiriti naturali; essi dispongono un ordinamento secondo il quale le diverse categorie degli elementari devono attenersi ed agire secondo i loro rispettivi compiti.

Tali esseri “astrali” si percepiscono solo se si diviene capaci di rimanere desti nel sonno, ossia di sperimentarsi consapevolmente entro il proprio corpo astrale.

Queste entità spirituali distribuiscono l’attività degli spiriti elementari della natura nelle diverse stagioni, in modo da condizionare l’alternanza delle stagioni nelle diverse zone della terra.

Si tratta delle stesse entità entro le quali l’uomo immerge il suo corpo astrale la sera, quando si addormenta.

La vita notturna di sogno, è in parte, un vivere riversati con il proprio corpo astrale dentro il corpo astrale che circonda la terra (eclittica lunare), ossia entro la corporeità astrale delle entità della 3° gerarchia. Tali esseri compenetrano sempre la terra, generando un’atmosfera spirituale.

 

Esseri elementari e entità astrali

Vi è dunque una grande differenza fra elementari ed entità spirituali:

- gli elementari si occupano di portare la vita nella sfera complessiva della terra, di svilupparla, a mezzo dell’alternanza di crescere e appassire, di vivere e morire; essi possono essere anche oggetto osservazione, perchè agiscono nell’ambiente oggettivo circostante.

- le entità astrali invece sono qualcosa che è legato all’anima, a qualcosa di interiore; non si può dire che esse siano presenti e quindi osservabili nel nostro ambiente: in verità si è sempre congiunti ad esse. I nostri pensieri, istinti e sentimenti sono una manifestazioni di esse. Esse vivono nei nostri pensieri, sentimenti ed istinti. Sono i supporti di base tramite cui noi possiamo esplicare una vita di pensiero, di sentimento e di istintività.

Sono esseri affini alle anime umane.

 

Gli spiriti dei periodi ciclici del nostro pianeta (corpo astrale della terra)

Essi sono connessi con tutto ciò che ha una ripetizione ciclica, con ogni ritmico alternarsi di eventi nel tempo. Essendo in rapporto con l’elemento “tempo” si può dire che essi regolano l’alternanza delle stagioni nel corso dell’anno, ma anche il regolare svolgimento della rotazione del pianeta terra, in modo che si possa esprimere il ritmo temporale giorno-notte. Sono i portatori delle forze che fanno girare la terra sul suo asse.

Essi sono i responsabili, tramite gli elementari di ogni cosa che si alterna e si ripete; sia crescere, deperire, germogliare, sfiorire; sia luce, buio, Regolano e organizzano tutto ciò che si ripete periodicamente.

 

Il ricercatore spirituale, capace di rimanere desto durante la fase di sonno, riesce a rapportarsi con tali entità tramite una concentrazione rivolta all’impressione suscitata dai diversi ritmi delle stagioni, della notte e del giorno. Concentrandosi su tutto ciò che è ritmico e ripetitivo nella natura.

 

Attraverso la percezione pura, si soleva quindi il primo velo che sta dietro la materia fisica: il mondo eterico.

Attraverso la meditazione sui ritmi si solleva il secondo velo: il mondo astrale.

 

La coscienza ispirata: il mondo delle archai

La fuoriuscita dalla corporeità realizza la coscienza “ispirata”; esseri liberati dal corpo fisico ed eterico significa ritrovarsi a vivere entro il mare astrale, dissolversi entro la comunitaria astralità, presente in tutto il mondo spirituale. Ci sentiamo congiunti con ogni essere, e special modo con quelle entità che si chiamano “Spiriti ciclici”.

 

Lo “smembramento” o scissione della personalità

Ordinariamente non vi è separazione fra uomo e mondo, fra la sua anima e le entità spirituali.

E’ l’io umano che essendo legato al corpo astrale pratica una sorta di illusoria “divisione” dalla condizione unitaria originaria. A mezzo dell’io si origina una “coesione” interiore che tende a “tenere “ insieme l’anima umana, facendola credere distaccata dal tutto. Se non vi fosse l’io che determina tale necessaria distinzione fra “io e mondo” subentrerebbe uno stato patologico, che in realtà è però la reale condizione dello Spirito totale.

Senza l’io l’uomo perderebbe tale coesione interiore, si sentirebbe smembrato e si effonderebbe nel tutto perdendo la sua individualità, la sua capacità autonoma di decidere: sarebbe o perduto o dovrebbe rimettersi, come ad es. avviene al mondo animale, di doversi sottomettere ad essere solo un arto, uno strumento di un Io più forte (anima di gruppo).

 

Durante uno sviluppo occulto, per evitare che quando il discepolo penetri nello spirituale si effonda nelle anime delle entità spirituali, ossia venga smembrato, si fa in modo che unitamente alla coscienza desta entro al corpo astrale vi sia anche la coscienza desta del suo io. Ciò si pratica tramite particolari esercizi.

Vi sono due cose che devono assolutamente essere sviluppate per un corretto sviluppo esoterico:

 

1- non perdere mai il ricordo delle esperienze fatte nell’attuale incarnazione: la giusta memoria.

Le connessioni con la memoria non devono andare distrutte.

Solitamente l’uomo quando dice “io” dice io alla somma dei suoi ricordi. La memoria, ciò che determina la coscienza dell’io. La rappresentazione di possedere un io viene conferita all’uomo a mezzo del patrimoni odi esperienze effettuate in passate. Un uomo che perda la memoria, impossibilitato a creare connessioni fra ciò che è e ciò che è stato, non avrà un io. Per un uomo avere un io, significa aver fatto qualcosa, quindi essere stato qualcosa. L’uomo può dirsi io soltanto se realizza una relazione fra la percezione che ha di se stesso nel presente, paragonata con la rappresentazione di un “qualcosa” di lui che ha prodotto un evento nel passato.

 

Nello sviluppo occulto costituisce un principio fondamentale quello di non attribuire a se stessi nessun valore che scaturisca se non da ciò che si è compiuto nell’attuale incarnazione. E’ importantissimo non considerarsi niente di diverso da quanto si è stati capaci di compiere in questa incarnazione.

Giusta memoria significa: essere consapevoli di ciò che si vale come esseri, in relazione a ciò che si è stati capaci di fare sinora.

Ciò che si è compiuto sinora è il risultato anche delle incarnazioni precedenti: è ciò che il karma ha fatto di noi sino a questo momento. Quello che il karma deve ancora fare non possiamo conteggiarlo nel nostro valore attuale: è futuro. Se dunque dovremo valutare noi stessi, lo faremo nel modo giusto solo se ci valuteremo in rapporto al nostro passato, rispetto a ciò che siamo stati capaci di fare: noi siamo ciò che abbiamo fatto.

Questo è uno dei due elementi che dobbiamo conservare affinchè il nostro io possa essere desto, nel momento in cui il corpo astrale è divenuto capace di stare desto. Il secondo elemento è:

 

2- il grado di coscienza morale acquisita sinora, che possediamo nel mondo fisico

Spesso quando una persona inizia un cammino di conoscenza o uno sviluppo esoterico, può capitare che ella diventi ancora più superficiale di prima. Prima di quel momento la società e l’educazione ricevuta gli indicavano le direttive morali. Dopo lo sviluppo occulto, a cagione di una certa libertà che si acquisisce concettualmente, può darsi che ella inizi a mentire, e che qualcuno prenda più alla leggera certi problemi morali di coscienza. Non si dovrebbe invece perdere nessun grado raggiunto sino ad allora dalla propria coscienza morale.

 

Queste 2 qualità animiche,

- aver memoria di ciò che si è, ciò non lusingarsi di essere qualcosa di diverso di quello da quanto risulta dalle azioni passate,

- insieme al grado di coscienza morale raggiunta, che ci farà prendere e considerare con ancora maggiore serietà le cose morali,

queste due cose non faranno mai in modo che il nostro Io non sia desto contemporaneamente al risveglio del nostro corpo astrale.

Si attuerà una piena coesione fra coscienza e autocoscienza in modo da presiedere attivamente alle indagini entro il mondo spirituale.

 

Lo spirito planetario e la coscienza intuitiva

Quando il discepolo riesce a svegliare, oltre che il corpo astrale, anche il suo io, entro il sonno profondo, egli smette di sentire un rapporto diretto con ciò che era il suo corpo fisico ed eterico, nel quale abitualmente si trova. Li sente come qualcosa di diverso da lui: non si identifica più con ciò che è il suo viso, il suo corpo, il suo carattere o temperamento.

Ci si sente come dissociati da ciò che derivava da influenze fisico-eteriche; ci distacchiamo da tutto ciò che è in relazione con gli spiriti ciclici, perchè essi sono correlati a determinate zone spaziali e temporali sulla terra.

Quando l’Io si desta, ci sentiamo identici allo spirito unitario del pianeta (Exusiasi?). Lo spirito del pianeta consiste di moltissime, particolari e mirabili singole entità spirituali.

Lo spirito del pianeta ha il compito di regolare la posizione della Terra rispetto ad altri pianeti, da dirigerla in modo che nel corso tempo essa venga a trovarsi nelle giuste posizioni rispetto ad altri corpi celesti (per accogliere influenze che realizzano adempimenti karmici).

Così come il singolo uomo vive in contatto e in rapporto con altri umani, tenendo conto della loro presenza e delle loro azioni, allo stesso modo lo spirito planetario vive e si relazione con altri corpi celesti, rapportandosi e considerandoli.

 

Riassunto 4 mondi

Vediamo ora la sequenza di entità che si possono incontrare con una graduale disciplina esoterica.

Immaginiamo una sfera composta di 4 strati, o veli.

Il 1° strato, più interno, rappresenta ciò che appare come mondo sensibile;

il 2° è il mondo degli spiriti della natura;

il 3° quello degli spiriti ciclici,

il 4° lo spirito planetario.

Ogni mondo interagisce l’uno sull’altro e lascia un impronta nel mondo sensibile.

 

Le forze naturali entro il corpo eterico terrestre: gli elementari guidati dagli Arcangeli

Ciò che la scienza chiama forza di gravità, di attrazione, elettricità, coesione, magnetismo, calore, luce, ecc, altro non sono che l’esplicazione delle volontà di esseri chiamati Arcangeli, i quali tramite ciò che abbiamo definito come esseri elementari, producono effetti fisici sulle sostanze terrestri. Sono gli alchimisti, i trasmutatori degli stati e delle materie fisiche.

Il mondo degli spiriti della natura mette in atto le cosiddette forze della natura. Gnomi, ondine, silfidi e salamandre sono forze della natura: rappresentano e costituiscono la globalità unitaria del corpo eterico della terra.

 

Le leggi o istinti naturali: gli Spiriti dei periodi ciclici(archai)

Quello che viene definito come; istinto di conservazione, di fecondazione, di nutrizione, di fuga, di sete, fame, riparo tutto ciò che regola e si esprime come legge interiore nei vegetali, negli animali è l’impronta degli spiriti dei periodi ciclici. Essi sono le potenze dirigenti entro i corpi astrali e in tutto ciò che vive. Tali spiriti ciclici costituiscono insieme, il corpo astrale della terra.

 

Il senso della natura e lo spirito planetario

Anche lo spirito del pianeta lascia un’impronta nel mondo fisico: è ciò che determina nell’anima dell’uomo le seguenti domande: perchè tutto è incline alla vita? Perchè le piante fioriscono e muoiono? Perchè esistono gli animali? Quale è lo scopo della vita umana?

Lo spirito del pianeta fa sorgere nell’uomo la necessità di indagare il senso dei fenomeni naturali: di ricercare il senso, il significato, lo scopo dell’esistenza.

 

Il mondo sensibile corrisponde al corpo fisico umano;

il mondo degli spiriti della natura al suo corpo eterico;

il mondo degli spiriti dei periodi ciclici al suo corpo astrale;

lo spirito planetario al suo Io.

 

Punti di sintesi:

· L’appassire o deperire vegetale, lo spegnersi di ogni essere: le silfidi

· Il seme e la fecondazione: le salamandre e il calore

· l’unitario corpo eterico del pianeta

· Il corpo astrale della terra

· Gli esseri del corpo astrale della terra (entità della 3° gerarchia)

· Esseri elementari e entità astrali

· Gli spiriti dei periodi ciclici del nostro pianeta (corpo astrale della terra)

· La coscienza ispirata: il mondo delle archai

· Lo “smembramento” o scissione della personalità

· non perdere mai il ricordo delle esperienze fatte nell’attuale incarnazione: la giusta memoria.

· il grado di coscienza morale acquisita sinora, che possediamo nel mondo fisico

· Lo spirito planetario e la coscienza intuitiva

· Le forze naturali entro il corpo eterico terrestre: gli elementari guidati dagli Arcangeli

· Le leggi o istinti naturali: gli Spiriti dei periodi ciclici(archai)

· Il senso della natura e lo spirito planetario

 

 

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