Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 21:59

251592_1390725824977_2437252_n

Uno dei luoghi che ultimamente viene nominato anche in televisione è l' ex manicomio in questione per determinati fattori: la struttura, situata in un’area del Palazzo ducale, per oltre 100 anni ha accolto i malati della provincia fino al 1978, anno in cui venne approvata la legge 180, che sancì la progressiva chiusura degli ospedali psichiatrici.
Dopo tale legge, la gestione dell’ospedale psichiatrico di Colorno passò dall’Amministrazione provinciale all’Unità sanitaria locale, che lo diresse fino alla chiusura definitiva, avvenuta negli anni Novanta.

Il luogo, inadatto, come detto, ad ospitare i degenti, è stato più volte oggetto di proteste da parte di chi riteneva che queste strutture fossero del tutto inadeguate, e ciò andò avanti per un secolo quasi, fino agli anni sessanta, quando Mario Tommasini venne a cambiare radicalmente l’idea della psicologia in Italia.In effetti, ci sono alcune precisazioni da fare sulla funzione che all’epoca questa struttura ricopriva realmente, in quanto era adibita più a ghetto per le persone che in quell’epoca risultavano pericolose socialmente, piuttosto che per una qualche patologia.Infatti, fra i vari momenti di protesta, ci fu quello degli anni sessanta, dove un gruppo di studenti di medicina occupò la struttura rivendicando il diritto all’uguaglianza dei degenti, denunciando discriminazioni, gerarchie assurde e l’impossibilità di avere contatti esterni con i familiari. Come ben sappiamo oramai, manifestazioni paranormali come i fantasmi, si possono mostrare molto più facilmente in luoghi ove sia rimasto in modo indelebile, la sofferenza, il rancore e morti premature non legate alla natura degli eventi; l' ex manicomio in questione, è proprio uno di questi luoghi. Ci sono state apparizioni di fantasmi, rumori e oggetti che si muovono al suo interno, tutte opere legate alle persone che sono morte al suo interno e legate ancora al loro ultimo luogo vissuto. Come si può essere sicuri di tali presunte affermazioni? La storia insegna ed eventi simili oggi non sono tenuti più come anni fà al loro silenzio, anzi, sono di dominio pubblico, cosicchè le persone vive capiscano sempre di più che dopo la morte, ci sono ancora oscure verità che non si comprendono ancora a pieno.

Riporto una visita fatta al manicomio di cui non si sa molto in merito, giusto per lasciare comprendere cosa sia divenuto tale posto:

“Chi ci ha messo piede capisce che nulla è mai fermo in quel luogo.

Le condizioni dei pazienti erano pessime, maltrattati e costretti a forza dagli infermieri a subire di tutto. I malati mentali, non erano poi tanto malati mentali, c’è chi era nato nel manicomio e ci restava tutta la vita pensando fosse la normalità, prostitute, ubriachi, ogni genere di persona scomoda e ritenuta inutile dalla società, chiusa in quelle mura a subire maltrattamenti, elettroshock, lottando contro la pazzia. Ma ecco che nel ’69 giovani studenti di medicina occuparono il manicomio di Colorno portando miglioramenti alla vita degli internati, e assieme alla nuova amministrazione finalmente intorno agli anni novanta il manicomio chiuse i battenti.

E ora questa struttura cos’è diventata? Sono andato a visitarla diverse volte, all’inizio era divertente, poi andando avanti ho capito che era meglio non metterci più piede. L’edificio è molto grande, diversi piani, diverse scale, si passa da una struttura con corridoi lunghi che uniscono varie stanze tipica degli ospedali, poi salendo si scopre una zona più antica che si unisce alla reggia e al convento. L’entrata è nel sottobosco del parco comunale, ma ci sono varie entrate un po’ ovunque, basta scoprirle. Piccolo sentiero, erba alta, struttura arrogante che si staglia intorno a te, carrozzelle e documenti dei pazienti sparsi ovunque, porta d’ingresso. Il comune ha murato l’ingresso? Tempo poche ore e qualcuno ha liberato l’ingresso a martellate, eh beh! sareste felici voi se vi murassero l’entrata di casa vostra?
Andate a fare un giro in quella zona, piazza, parco, bar, e capirete che c’è rimasto ancora qualche paziente che in realtà non se n’è mai andato da li, vagano sempre lì intorno.
Si racconta della camera mortuaria, il povero guardiano del parco aveva fatto l’abbonamento con la ferramenta per l’acquisto di lucchetti, probabilmente, ogni sera chiudeva la porta della camera mortuaria con il lucchetto, e la mattina dopo la ritrovava sempre aperta.
Addentrandosi nelle misteriose stanze del manicomio si scoprono i resti del passaggio dei giovani: scritte, scritte, scritte, birra e ancora scritte. Il luogo è, in effetti, molto frequentato dalle giovani bande di Colorno, compagnie, ognuna col proprio nickname, amicizie, alleanze e inimicizie. Il secondo giorno che visiti il manicomio scopri che tutto è diverso dal giorno prima, sedie spostate, piccoli resti di falò un po’ ovunque (che spesso degenerano in incendi), vetro rotto e…. Siringhe?! Mah!! I ragazzi del posto hanno paura dei boxer, infatti, c’è una
palestra di pugilato dall’altra parte della strada e, se i famigerati ”boxer” ti scorgono dalle finestre del manicomio, hanno una specie di autorizzazione a picchiarti per bene! Bene. Certo normal_108copia1che con la pioggia fa tutto un altro effetto quel posto, le gocce cadono dal soffitto e allagano tutto, eco ovunque, l’acqua cadendo ha un suono che ricorda le risa dei bambini, ogni tanto si sente qualcuno parlare, me lo sarò immaginato forse.
Il terzo giorno che visiti il manicomio scopri che durante la notte qualcuno ha dormito lì sulle brande, resti di scatolette di sgombri, cibo, cartone, coperte, ancora falò. Saliamo le scale,
sentiamo dei passi ci nascondiamo, il cuore batte più forte, si dirigono verso di noi, guardo. Erano due ragazze per fortuna, le spavento, per poco non prendono un infarto. Passato lo shock ci raccontano in po’ di quel posto e facciamo insieme la strada di ritorno. La scorsa estate è stato arrestato un ragazzo che usava il manicomio per detenere hashish, gran bel covo per spacciatori. L’intera colonia di gatti che c’era qui, (ancora me li ricordo erano ovunque intorno al manicomio), è completamente sparita, (li mangeranno o cosa?). Ci raccontano anche di una probabile setta satanica che visita quelle stanze, di notte si sentono urla, e una loro amica giura d’aver visto una ragazza con una tunica bianca e scalza che scappava terrorizzata da quel posto correndo nel parco urlando. Mah, sarà magari una leggenda.

Quarto giorno stesso percorso panoramico, nulla di strano, torniamo fuori nel cortile, parliamo, si sente un urlo all’interno, uomo donna chi lo sa? Torniamo dentro, saliamo al piano di sopra si sente un chiaro rumore di qualcosa di metallico caduto sul pavimento, rimbomba, mette ansia, saliamo con molta “calma” diciamo! Arriviamo cautamente sul corridoio e inorridisco, a pochi passi da me uno straccio bianco sporco di sangue, tanto sangue, gocce di sangue qua e là a formare un percorso lungo il corridoio, lo stesso corridoio che appena dieci minuti prima avevamo percorso tranquillamente. Ce ne andammo alla svelta.”

 

 

 

  se vi è piaciuto l' articolo, continuate a seguire il blog del CONTE ROVESCIO e condividete gli articoli che vi piacciono! Grazie a tutti e buona lettura. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi post

Repost 0
Published by il conte rovescio - in alieni e cose del nostro mondo
scrivi un commento

commenti

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg