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27 marzo 2014 4 27 /03 /marzo /2014 22:54

FRANCESCO Vaiasuso, 41 anni, gallerista di Alcamo, è il ritratto della serenità: rubicondo, elegante, curato, sguardo sorridente. Se si potesse mettere da parte la ragione e credere alla sua storia, si potrebbe pensare che il diavolo gli ha migliorato la vita.


«La mia non è stata una possessione ordinaria, nel mio corpo hanno abitato per trentadue anni Satana e ventisette legioni di demoni», dice Vaiasuso, che della sua storia di messe nere ed esorcismi ha fatto un libro. Si intitola "La mia possessione. Come mi sono liberato da 27 legioni di demoni", è stato scritto assieme al giornalista Paolo Rodari, è edito da Piemme e non tutte le librerie hanno deciso di richiederlo. «Non ho scritto il libro per essere creduto, ma per raccontare la mia verità. Come posso spiegare la mostruosità di un mostro? O un diavolo indemoniato? Alla gente che mi dice "non ti credo" rispondo: "Neanch'io mi crederei"». Coprotagonista della vicenda è la moglie di Francesco, Daniela, cattolica fervente. Attraverso di lei Vaiasuso si avvicina alla Chiesa e proprio in presenza di santi, croci e immagini sacre comincia a manifestare i segni di quella che poi gli verrà diagnosticata come "avversione al sacro". Daniela usa una semplicità disarmante, al confine con l'ingenuità, quando racconta di Francesco trasformato in serpente, di una casa invasa da deLa quotidianità Mi svegliavo e dicevo a mia moglie: oggi devi apparecchiare per cinque, perché stanno arrivando in tre Il lieto fine Mi sono liberato quando ho scoperto che a 4 anni fui spinto da un'amica di famiglia a bere sangue a una messa nera moni di ogni sorta, ma anche da santi chiamati in soccorso. Racconta e a stento trattiene le risate, consapevole che "assurdo" è l'aggettivo più blando che venga in mente. Il marito, con la faccia seria, racconta: «Mi svegliavo la mattina e dicevo: "Daniela, oggi apparecchia per cinque, ché stanno arrivando in tre"». La moglie sorride e aggiunge: «Avevo imparato a riconoscere i demoni, sapevo come reagire. Bastava che mostrassi l'anello nuziale, invocassi il sacramento del matrimonio e intimassi "te ne devi andare", e Francesco tornava in sé», racconta mimando il gesto che in Sicilia vuol dire "vattene".

Daniela ha sposato Francesco nel 2000, quando era ancora un uomo "normale". «Fino al 2002 solo ogni tanto avevo manifestato segnali inspiegabili di fronte al sacro», dice lui. Un'avversione che però non gli ha impedito di sposarsi in chiesa. «Dio sapeva che Daniela era indispensabile al suo progetto per la mia liberazione», sostiene.


La diagnosi di possessione arriva nel 2002. Per telefono. «Che Francesco Vaiasuso, 41 anni, gallerista di Alcamo e autore del libro "La mia possessione" motivo aveva quel prete che neanche mi conosceva di dire una cosa così atroce su di me?», dice Francesco portando la telefonata come prova della veridicità della "diagnosi". Da lì in poi è un'escalation di esorcismi, da padre Matteo La Grua a Palermo fino a fra' Benigno di Corleone, percorrendo la scala gerarchica dei preti più potenti nella lotta al maligno.

Contro quelle «27 legioni di demoni» scendono in campo altrettanti manipoli dell'esercito del bene. «Quando ho sentito che si trattava di possessione, è come se mi fosse mancata la terra sotto i piedi. Avrei preferito mille volte che mi venisse diagnosticata una malattia», racconta Vaiasuso.

Eppure, per quanto negli anni delle sue sofferenze sia stato più volte portato in ospedale dai familiari, Francesco non ha mai accettato esami che accertassero possibili malattie psichiche "ordinarie". Quando era già stata prenotata una Tac per indagare la natura dei disturbi, ha rifiutato di farla: «L'aiuto di cui avevo bisogno non era un aiuto medico», si giustifica oggi, per frenare i legittimi scetticismi.

Poi il lieto fine. Durante un esorcismo praticato da padre Rufus Pereira è il diavolo in persona, a sentire Vaiasuso, che racconta l'origine del male: «Scopriamo che a quattro anni, durante un viaggio in America con mia madre, una sua amica con un inganno mi ha portato a una messa nera alla quale bevo sangue da una coppa e vengo posseduto dal male».

Scoperta l'origine di tutto, quindi, Francesco viene liberato. Le «27 legioni di demoni» se ne vanno.I cattivi vengono sconfitti, i buoni trionfano: la trama perfetta di un romanzo per il quale forse sarebbe stato più adatto come titolo "Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi".

 

ELEONORA LOMBARDO

 

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/12/14/il-gallerista-il-diavolo-lesorcista-dentro-di.html

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Published by il conte rovescio - in angeologia e demonologia
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