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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 20:49

Mentre nel resto d'europa per trovare acque sotterranee calde si deve scavare sino a 4 km di profondita', mentre a Napoli si scopre che bastano solo pochi centinaia di metri! Questa e' la notizia incredibile di Ernest Huenges, responsabile del settore geotermico del Geo Forschung Zentrum di Potsdam.

http://unugtp.is/static/images/Activities/Visiting_lecturer/ErnstHuenges.jpgI vulcani non fanno solo paura, possono portare anche ricchezza e quindi Napoli punta sull'energia geotermica. La citta' del Vesuvio, che nella zona ovest ha anche un altro vulcano, quello dei Campi Flgrei, entro l'anno fara' partire il progetto di una centrale geotermica propria nella zona flegrea per sfruttare il calore del sottosuolo per il riscaldamento domestico e per la poduzione di elettricita'. L'annuncio e' arrivato durante un convegno sul tema ''Ambiente, pace, geotermia, sviluppo e lavoro'', che si e' svolto oggi a Napoli. ''Puntiamo su un impianto pilota trigenerativo, integrato da altre fonti che in questo caso saranno il solare termodinamico e una biomassa liquida come il riciclo di oli vegetali o le coltivazione di alghe. Elementi tutti naturali'', spiega Antonio Luongo, consigliere comunale e delegato del sindaco De Magistris per l'energia. ''La geotermia e' una delle energie sostenibili di cui siamo ricchi: secondo gli esperti il potenziale geotermico presente nel sottosuolo flegreo e' pari all'energia prodotta da quattro grandi centrali nucleari'', spiega Luongo illustrando la scelta dell'amministrazione comunale di puntare sullo sfruttamento del geotermico. ''Seguendo il Paes (il piano di azione per l'energia sostenibile approvato in consiglio comunale ad agosto, ndr) - ha proseguito Luongo - il Comune si sta attivando seriamente su queste tematiche, secondo le direttive europee e seguendo l'Horizon 2020 per quanto riguarda l'implementazione delle energie sostenibili. Inizialmente puntiamo sul teleriscaldamento, poi sulla produzione di energia elettrica''. L'impianto sarebbe il piu' grande di una serie di ''piccoli impianti sparsi per la citta''', dice Luongo, e dovrebbe essere costruito con finanza privata ''c'e' gia' una compagine - ricorda Luongo - che ha partecipato ai bandi delle smart city e di cui fanno parte Istituti di ricerca, Universita' e diverse aziende private. Verrebbero quindi messi nel progetto capitali provati con il contributo europeo come previsto dal progetto per le smart city''. La costruzione dell'impianto geotermico dovrebbe impiegare circa sei mesi. ''Io sono convinto - conclude Luongo - che con una geotermia 'democratica', non invasiva, ma di superfice e con impianti di nuova generazione a reiniezione noi potremmo aprire un nuovo futuro per la citta' di Napoli e sono ceto che su questo avremo anche l'apoggio delle associazioni ambientaliste''. Sullo sviluppo del geotermico e' intervenuto anche Marcello Martini, direttore dell'Osservatorio Vesuviano: ''La geotermia - ha detto - ha avuto un forte sviluppo negli ultimi anni, dai grossi impianti si e' passati allo sviluppo di sistemi con produzioni intermedie se non addirittura domestiche e si e' addirittura sviluppata in zone dove non ci sono vulcani, semplicemente sfruttando il gradiente della terra''. Sugli eventuali rischi legati allo sfruttamento di questa energia, Martini ha spiegato che ''bisogna sempre rapportarli agli impieghi - ha detto - noi studiamo il sistema geotermico dal punto di vista vulcanologico ma anche per l'eventuale utilizzo di questa energia. Ovviamente, come per tutte le cose umane, l'uso che se ne fa ne determina anche le condizioni di sicurezza o meno'' 

 

Cos'e' la Geotermia

Esistono diversi sistemi geotermici, ma attualmente vengono sfruttati a livello industriale solo i sistemi idrotermali, costituiti da formazioni rocciose permeabili in cui l'acqua piovana e dei fiumi si infiltra e viene scaldata da strati di rocce ad alta temperatura.
Le temperature raggiunte variano dai 50-60 °C fino ad alcune centinaia di gradi.
L'uso di quest'energia comporta vantaggi come l'inesauribilità a tempi brevi, se sfruttato in modo razionale ed il minor inquinamento dell'ambiente circostante; un certo inquinamento non viene escluso per la possibile immissione nell'area di elementi tossici, come zolfo, mercurio e arsenico presenti nei fluidi geotermali, per questo motivo le aree geotermiche sono sottoposte a verifiche ambientali annuali.
Rivolto solamente ad una produzione di energia termica, è il sistema geotermico a bassa entalpia che sfruttando il naturale calore del terreno con l'ausilio di una pompa di calore riesce a produrre energia termica per l'acqua calda sanitaria e per il riscaldamento degli edifici.
In alcune particolari zone si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici.
In queste zone "calde" l'energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia.
La geotermia consiste nel convogliare i vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica e riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e il termalismo.
Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all'immissione di acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità.
In tal senso molto promettenti sembrano essere gli sviluppi relativi all'energia geomagmatica, che presenta una distribuzione territoriale molto estesa a motivo dell'assenza di utilizzo di acqua ma solo calore.
La geotermia a bassa entalpia
La geotermia a bassa entalpia sfrutta il sottosuolo come serbatoio di calore.
Nei mesi invernali il calore viene trasferito in superficie, viceversa in estate il calore in eccesso presente negli edifici, viene dato al terreno.
Questa operazione è resa possibile dalle pompe di calore, motori che tutti noi conosciamo nella forma più diffusa rappresentata dai frigorifero.
Impianti di questo tipo non necessitano di condizioni ambientali particolari, infatti non sfruttano né le sorgenti naturali d'acqua calda, né le zone in cui il terreno ha temperature più alte della media a causa di una particolare vicinanza con il mantello.
http://www.scienzadiconfine.eu/frontiere%20scienza/tecnologie/immagini%20tec/bassa%20entalpia.jpgQuello che questa tecnologia sfrutta è la temperatura costante che il terreno ha lungo tutto il corso dell'anno.
Normalmente, già ad un metro di profondità, si riescono ad avere circa 10-15 °C. A questo punto si utilizza la pompa di calore che sfrutta la differenza di calore fra il terreno e l'esterno per assorbire calore dal terreno e renderlo disponibile per gli usi umani.
Più questa differenza è alta migliore è il rendimento.
La pompa di calore necessita di energia elettrica per funzionare.
Per rendere l'impianto ambientalmente più compatibile ed energeticamente autosufficiente, si può quindi abbinare ad un impianto fotovoltaico che produrrà l'energia necessaria per alimentare la pompa di calore.
Lo stesso impianto può essere utilizzato per raffrescare gli edifici, facendo funzionare la pompa di calore al contrario, quindi assorbendo il calore dalla superficie e trasferendolo al sottosuolo.
L'alternanza del funzionamento estate/inverno permette di non raffreddare sensibilmente la zolla di terreno in cui sono situate le sonde.


Sonde geotermiche
http://www.scienzadiconfine.eu/frontiere%20scienza/tecnologie/immagini%20tec/geotermico%20profondità.jpgPer trasferire il calore dal terreno si utilizzano delle sonde geotermiche: tubi ad U costituiti da materiali con alta trasmittanza termica nei quali passa un liquido che assorbe il calore e lo porta in superficie o nel sottosuolo.
Le sonde possono essere di due tipi: verticali orizzontali. Nel primo caso la sonda scende nel terreno andando verso temperature più elevate e necessitando di macchinari particolari per il carotaggio del terreno.
Nel secondo caso è necessario un terreno sufficientemente pianeggiante nel quale i tubi vengono posati a seguito di un semplice scavo ad una profondità non elevata.
Nel secondo caso le sonde possono essere posizionate anche sul fondo di un lago artificiale o naturale sfruttando, in questo caso il calore dell'acqua.

 

Le centrali geotermiche
http://www.scienzadiconfine.eu/frontiere%20scienza/tecnologie/immagini%20tec/geotermico%20toscana.jpgIl flusso di vapore proveniente dal sottosuolo produce una forza tale da far muovere una turbina, l'energia meccanica della turbina viene infine trasformata in elettricità tramite un sistema alternatore.
I sistemi geotermici possono essere a vapore dominante, quando l'alta temperatura determina la formazione di accumuli di vapore, o ad acqua dominante, se l'acqua rimane allo stato liquido.
Nel primo caso l'energia geotermica può essere utilizzata per produrre energia elettrica, inviando il vapore, attraverso dei vapordotti, a una turbina collegata a un generatore di corrente.
Se il fluido non raggiunge una temperatura sufficientemente elevata, l'acqua calda potrà essere utilizzata per la produzione di calore. 

 

http://www.scienzadiconfine.eu/frontiere%20scienza/tecnologie/immagini%20tec/fenomeni%20geotermici.jpg

 

 

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