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27 agosto 2014 3 27 /08 /agosto /2014 21:52

L'albero della danza

E’ difficile dire quanto possa vivere esattamente un albero: molto dipende dalla specie a cui appartiene e dalle condizioni ambientali in cui vive, naturalmente. Ad ogni modo un albero può raggiungere età così longeve che superano i secoli e rendono le piante testimoni dell’evoluzione dell’uomo.

Oggi vi raccontiamo la storia di 12 alberi leggendari situati negli angoli più remoti della Terra, una galleria di piante secolari che in qualche maniera raccontano la storia dell’uomo e delle sue credenze.

Cipresso di Montezuma(Fotografia di Infinita Highway, Getty Images)

Alcuni ritengono che questo cipresso di Montezuma, noto anche come Árbol del Tule, sia l’albero più grosso del mondo. Secondo il comitato che si occupa delle nomination per il patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, la pianta misura 35 metri di diametro e 30 di altezza. L’albero deve il suo nome alla chiesa di Santa Maria del Tule nello Stato messicano dell’Oaxaca, in cui l’albero si trova da circa 2.000 anni, quando forse venne piantato da un sacerdote azteco.

Baobab, Madagascar (Fotografia di Mint Images Limited, Alamy)

In Madagascar, un uomo raccoglie corteccia da un albero di baobab nei pressi del villaggio di Andavadoaka. Con la corteccia si fabbricano corde, ma sull’isola la pianta ha anche una valenza religiosa. “Sull’isola l’usanza di adorare gli alberi si basa sulla credenza che gli spiriti degli antenati vivano nelle foreste e in altre forme naturali considerate pacifiche”, spiegano Armand Randrianasolo e Alyse Kuhlman, che partecipano al progetto alberi sacri del Missouri Botanical Garden. Per questo è abbastanza usuale notare ai piedi dei baobab offerte come rum, miele, monete o caramelle, o vedere i malgasci rendere omaggio ai loro antenati avvolgendo tronchi e rami con panni bianchi e rossi.

L’albero della danza (Fotografia di Landschaftsverband Westfalen-Lippe)

Si chiama tanzlinde, albero della danza, l’enorme tiglio millenario situato a Steinfurt, in Germania, la cui chioma richiede addirittura il sostegno di un’impalcatura sotto cui possono svolgersi danze e riunioni di tutta la comunità. Alberi come questo sono piuttosto diffusi in vari paesini europei.

Fico Sacro, Thailandia (Fotografia di Natasha K, Getty Images)

Una scultura del Buddha in arenaria avviluppata dalle radici di un Ficus religiosa, o fico sacro, al monastero di Ayutthaya, in Thailandia. Fu proprio un Ficus religiosa, nell’attuale India, l’albero sotto cui, 2.600 anni fa, si sedette Siddhartha fino a raggiungere l’illuminazione e diventare il Buddha. Questo albero infati viene scelto spesso per rappresentare Buddha nell’arte e nella letteratura.

La spina Santa di Glastonbury, Inghilterra (Fotografia di James Osmond)

Il Biancospino di Glastonbury – anche detto la Spina santa – nacque secondo la leggenda dal bastone di Giuseppe d’Arimatea che lo piantò in questa zona dell’Inghilterra meridionale al suo sbarco dalla nave con cui portò il Santo Graal dalla Terrasanta. Ma nel 2010, in una sola notte l’albero venne distrutto in un atto di vandalismo. Oggi ne resta solo il tronco. Nel corso dei secoli il biancospino è stato replicato più volte per talea; quindi, quando la pianta venne abbattuta per la prima volta durante la Guerra Civile Inglese, un suo clone venne ripiantato al posto dell’originale. La partcolarità di questa pianta è che fiorisce due volte all’anno, attorno a Pasqua e a Natale. Tutti gli inverni un ramoscello del biancospino finisce a casa dei reali inglesi.

Il Candelabro, California (Fotografia di Transcendental Graphics, Getty Images)

In quest’immagine degli anni Trenta un’auto attraversa il cosiddetto Chandelier Tree, l’albero candelabro, nell’Underwood Park in California. Questa sequoia alta quasi 100 metri venne scavata durante i primi tempi delle macchine a benzina. Oggi in America del Nord resta solo il 5% circa delle foreste originali di sequoie.

Eucalipto, Australia (Fotografia di Nick Rains, Corbis)

La foschia mattutina ammanta un antico eucalipto nello stato australiano del Victoria. Ci sono centinaia di specie di eucalipto, e quasi tutte sono native dell’isola conntinente. Eucalyptus regnans, o eucalipto australiano, è una delle piante da fiore più alte del mondo, seconda solo alle sequioie californiane. Queste piante, che si sono rivelate fondamentali sia per gli aborigeni sia per i coloni, forniscono un olio utilizzato in alcuni rituali per ripulire l’aria dalle energie negative, mentre per i koala le loro foglie sono la fonte principale di cibo.

Cipresso solitario, California (Fotografia di Michele Falzone, Getty Images)

Il Lone Cypress, il cipresso solitario sulla costa vicino Monterey, in California, è uno degli alberi più fotografati del mondo. Si sa che si tratta di una pianta antica, ma la sua età non è stata ancora determinata con esattezza. Questo albero può vivere fino a 400 anni, ma l’esposizione alle intemperie potrebbe farlo sembrare più vecchio di quello che è.

La quercia di Abramo (Fotografia di Michael Maslan Historic Photographs, Corbis)

Venerata da secoli, la quercia di Abramo, nella Valle di Mamre, vicino a Hebron, in Cisgiordania (qui in una foto del 1890 circa) segna il luogo dove si dice che il padre fondatore di Israele venne visitato dagli angeli che gli promisero un figlio.
Questa quercia del monte Thabor potrebbe avere anche 5.000 anni, e potrebbe essere ciò che resta di una foresta che un tempo ricopriva la regione.  Vuole la leggenda che la pianta morirà prima dell’arrivo dell’Anticristo. Il fusto principale è morto nel 1996, ma due anni dopo è spuntato un ramo che fa sperare in una ripresa.

L’arco dei sicomori, California (Fotografia di Ellen Isaacs, Alamy)

Allacciati assieme come questi due sicomori, uniti a formare un arco, gli alberi del Gilroy Gardens Theme Park in California sono stati “modellati” per assumere forme particolari: un intervento che prende il nome di “grafting”.

Pino dai coni setolosi, California (Fotografia di William James Warren, Science Faction/Corbis)

I pini dai coni setolosi come questo fotografato nella california orientale sono considerati fra gli organismi viventi più antichi della Terra. Si ritiene che alcuni abbiano raggiunto anche i 5.000 anni di età. Crescono lentamente e vivono in regioni alpine aride e ventose; per queste caratteristiche sono fra le piante più minacciate dal riscaldamento globale.

Il Castagno dei Cento Cavalli, Catania

Il Castagno dei Cento Cavalli è un albero di castagno plurimillenario, ubicato nel Parco dell’Etna e considerato come il più famoso e grande d’Italia. Si narra che una Regina (forse Giovanna la Pazza) con al seguito cento cavalieri e dame fu sorpresa da un temporale durante una battuta di caccia nelle vicinanze dell’albero e proprio sotto i rami trovò riparo assieme a tutto il numeroso seguito.

Fonte National Geographic

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Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
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