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28 gennaio 2013 1 28 /01 /gennaio /2013 19:49

Tecnologia e scienza, a volte corrono insieme per raggiungere uno scopo comune: e' un "giorno importante per la scienza europea, per il posto dell'Europa nel mondo", ha affermato il commissario europeo incaricato delle Nuove tecnologie, Neelie Kroes, definendo i due progetti come delle "chiavi per l'innovazione che favoriranno la crescita". Oggi a Bruxelles la Commissione ha annunciato i due progetti scientifici su cui punterà per il futuro. Il grafene - soprannominato il "materiale dei miracoli" - e il cervello artificiale sono le due imprese su cui lavorerà nei prossimi dieci anni la comunità di ricercatori di tutto il continente, forte di un finanziamento monstre di 2 miliardi di euro:  si tratta dello "Human Brain Project", diretto dal professor Henry Markram del Politecnico di Losanna, in Svizzera, che vuole riprodurre nei dettagli un cervello umano su un super-computer, e del progetto "Graphene", considerato il materiale del futuro, diretto da Jari Kinaret, della Chalmers University of Technology, in Svezia.

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L'altro progetto selezionato studierà le possibili applicazioni del grafene, un materiale di recente scoperta, costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio, che presenta molteplici caratteristiche: conduttore, flessibile e resistente e che potrebbe risultare molto utile in elettronica, ottica e medicina. Il commissario Kroes ha evocato la nascita, grazie a questo progetto, di una "Graphene Valley" in Europa, sulla falsariga della Silicon Valley californiana.

Il progetto Graphene raggruppa 176 gruppi di ricerca, universitari e industriali, di 17 paesi europei. Lo Human Brain Project raggruppa 83 gruppi di ricerca di 23 paesi, di cui 16 europei.
 Il grafene è un materiale composto da un unico strato di atomi di carbonio. Conduce elettricità e calore. Nonostante sia estremamente sottile, è 100 volte più resistente dell'acciaio. Promette di realizzare computer e tablet flessibili, cavi di collegamento Internet estremamente veloci, ma anche aerei leggerissimi.

La selezione, i cui risultati sono stati annunciati questa mattina dalla Commissione Europa a Bruxelles, è stata fatta a partire da sei proposte, ognuna delle quali coinvolgeva numerosi partner accademici e del sistema socio-economico in tutta Europa. Il Politecnico di Torino è l’unico soggetto italiano ad essere partner ufficiale in entrambi i progetti vincitori. «L’attribuzione di questi finanziamenti all’Ateneo è un grande risultato per il Politecnico, che sarà così in prima linea nella ricerca scientifica di avanguardia europea dei prossimi anni», commenta il rettore Marco Gilli.

LHuman Brain Project ha come obiettivo trovare entro il 2023 nuove cure per le malattie mentali attraverso un simulatore che riprodurra’ integralmente un cervello umano, emozioni comprese. Per quanto riguarda il graphene (la sua scoperta è valsa il premio Nobel per la fisica) la sua applicazione potrebbe sostituire il silicio, oggi alla base di tutti i circuiti elettronici.

Per come immaginiamo il mondo del futuro, rappresenta l'infrastruttura tecnologica più solida che possa esistere e non è un caso che il Nobel per la fisica del 2010 sia andato ai suoi scopritori, Andre Geim e Kostya Novoselov. A coordinare il lavoro sul rivoluzionario materiale sarà l'università svedese di Goteborg. Ma al progetto partecipano anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche e altri gruppi italiani, sia pubblici che privati. "La sua forma, resistenza e stabilità - spiega Vincenzo Palermo dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Cnr - possono essere utilizzate per creare materiali mai visti prima. Il grafene porterà una rivoluzione simile a quella della plastica nel secolo scorso". Secondo Vittorio Pellegrini, che al Cnr dirige l'istituto di nanoscienze, "batterie al grafene potrebbero durare più a lungo, avere tempi di carica più veloci ed essere usate per le auto elettriche del futuro". Al momento questo materiale viene prodotto in laboratorio e i suoi costi non sono ancora sostenibili.

 Ma per i selezionatori di Bruxelles, il grafene risponde in pieno alle caratteristiche del bando, pensato per "progetti ambiziosi e rischiosi che promettono grandi ritorni nel lungo periodo".

 L'ambizione non manca nemmeno alla seconda iniziativa vincitrice del premio europeo. Il "Progetto cervello umano" è l'idea di simulare su un computer il funzionamento dell'intero organo del pensiero. L'iniziativa è condotta dal Politecnico di Losanna, ma coinvolge anche centri di ricerca e università italiane, fra cui Firenze, Pavia e il Politecnico di Torino. All'interno di calcolatori potentissimi verrà ricostruita la struttura delle cellule del cervello, per poi simularne il funzionamento e ricreare quel dialogo fra neuroni che è ciò che comunemente chiamiamo pensiero. Obiettivo del progetto è usare il "cervello di silicio" per studiare l'origine di molte malattie della mente che oggi non solo sono incurabili, ma restano anche misteriose nella loro origine. Depressione, Parkinson e Alzheimer potranno forse essere comprese meglio manipolando il clone elettronico del nostro organo del pensiero.
Al termine del periodo di studio, fra 10 anni, il supercomputer che contiene il cervello umano dovrà essere capace di ricreare le connessioni fra trilioni di cellule nervose. Non è un caso che nell'annunciare i progetti vincitori, oggi il vicepresidente della Commissione Neelie Kroes abbia commentato: "La posizione dell'Europa come superpotenza della conoscenza dipende dal saper concepire l'inconcepibile".

A seguito di questa iniziativa nei campi delle neuroscienze e della neuroinformatica la simulazione del cervello raccoglierà e integrerà dati sperimentali, individuando e colmando le lacune nelle nostre conoscenze. Nel campo della medicina i risultati del progetto miglioreranno il livello della diagnostica e consentiranno la simulazione di malattie e farmaci. In campo informatico nuove tecniche di supercalcolo interattivo, determinate dalle esigenze della simulazione del cervello, avranno un impatto su molteplici settori, mentre i dispositivi e i sistemi basati sul modello del cervello ci aiuteranno a superare i limiti in materia di efficienza energetica, affidabilità e programmabilità delle tecnologie attuali, spianando la strada a sistemi con un’intelligenza simile al cervello.I vincitori riceveranno fino a 54 milioni di euro nell'ambito del programma di lavoro della Commissione 2013 nel settore delle TIC. Ulteriori finanziamenti saranno garantiti dai futuri programmi quadro di ricerca dell'UE, da partner privati come le università, dagli Stati membri e dall''industria .

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Published by il conte rovescio - in hi-tech e scienze
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