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11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 21:41


Il processo di Ricordo di Se si sviluppa grazie alla memoria prospettica, la memoria sensoriale e la percezione (sensi fisici, propriocezione).
Purtroppo -o per fortuna- si arriva a un dato limite in cui i normali esercizi di recall per fare l'esercizio non bastano più, e si ha quindi la necessità di sviluppare nuovi modi per stimolare il recall, potenziare le percezioni sensoriali e dare un boost alla cura percettiva dei dettagli.
Tutto questo si svolge in maniera attiva e deve essere favorito dalla soggettività dell'esperienza percettiva, che tocca da vicino la variabilità dell'acquisizione di dati sensoriali a seconda delle capacità di un dato individuo.
Io ci sto ragionando su, per quanto riguarda me stesso.

-Scrivere le esperienze notturne appena sveglio. Per farlo, è bene avere vicino un quaderno (o notes o quel che è) e svegliarsi dieci o quindici minuti prima di cominciare la giornata e le routine. Le azioni quotidiane tendono a far scadere la memoria temporanea delle esperienze (per fattori anche energetici), e quindi tale esercizio è adatto -e consigliato- soprattutto a coloro che hanno orari mattinieri e poco tempo per se stessi. E' sempre utile trovare il tempo per se stessi; anzi: riconoscere che qualsiasi frammento temporale ci appartiene e riguarda da vicino.

-Il ricordo di se normale deve essere continuamente svolto senza desistere. E' un lavoro continuo, che richiede totale attenzione al momento presente.
Quindi si interrompe il dialogo interiore e si contempla la situazione in cui ci si trova. Qualsiasi essa sia.
Non è importante il posto, come o quanto, l'importante è Esserci completamente.

-Interrompere il giudizio e guardare le cose senza etichette, lasciandole essere semplicemente quello che sono.

-Incentrare la propria attenzione su un dato elemento percettivo fino ad averne la piena consapevolezza. Esempio: passa una macchina; il dato sonoro deve essere assorbito completamente. L'esercizio si può fare in continuazione, per via dei dati tattili (i vestiti, il passo).

-Rendersi conto della quantità (e del colore) di luce presente nell'ambiente in cui ci si trova. Il fattore luminosità è molto importante, perché fra tutti è quello che maggiormente instilla il dubbio sulla realtà (se e quando si è capaci di farlo).
Questo perché si riallaccia alla memoria temporale ("Che ho fatto mezz'ora fa? Come sono arrivato qui, e perché?").

-Di tanto in tanto, ricordati di scrivere con la mano sinistra anziché con la destra (o il contrario se sei mancino). Sviluppare entrambi gli emisferi del cervello e farli funzionare all'unisono aiuta qualsiasi tipo di lavoro e facoltà, oltre che sviluppare una certa intelligenza.

-Quando è possibile farlo, chiudi gli occhi e ricrea l'ambiente in cui ti trovi. Quando puoi, se puoi. Certo: in fila al supermercato potrebbe essere sconveniente e poco consono ma, in fondo... che importa? 
Sviluppare la memoria e favorire la capacità visiva della mente aiuta la crescita di infinite potenzialità interiori (: migliora la lucidità delle esperienze notturne, il ricordo, la creatività e molto altro). Utile anche, e soprattutto, a quei soggetti che hanno deciso di etichettarsi come cinestetici o auditivi, o che fanno semplicemente fatica a visualizzare bene le cose.



E' importante, in egual misura, arricchire e specializzare il distacco mentale ed emotivo che scaturisce dall'osservazione dei processi meccanici interiori. Per taluni potrebbe risultare la parte più complessa su cui operare; tuttavia si tratta di una semplice componente che deve essere, al pari di quelle fisiche, sviluppata e potenziata.

La disidentificazione è la conseguenza del distacco dalla propria meccanicità: l'alienazione dai propri processi di pensiero, dalle strutture automatiche che si auto innescano a un dato tasto premuto -simbolicamente parlando- è il perno chiave per stabilire l'idea di se, che può cominciare a modellarsi solo quando si ha piena coscienza del proprio strumento (mente) e rende accessibile la ricerca del vero se.
Se non sei la mente, o le tue emozioni, o il tuo modo di ragionare, o le tue idee, allora cosa sei?

-Metti in dubbio l'originalità del tuo pensiero e osservalo. Studia i tuoi processi emotivi interiori per comprendere da dove essi originano e a cosa portano, se appartengono alla tua vera interiorità o sono frutto incontrollato di reazioni al passato traumatico -di entità grave o lieve che sia-. Passa al setaccio ogni emozione e pensiero, spinta interiore o dialogo. Se trovi superficialità in essi, intolleranza, giudizio o negatività, allontanati e abbi cura di capire da dove è nato quel processo.
Tu non sei quello.

-Abbi cura di studiare il tuo modo di rapportarti con le persone. E' di importanza fondamentale osservare la propria postura (e correggerla quando necessario), la modulazione del timbro vocale, il metodo personale di dialogo con l'altra persona, quello che invii e quello che comprendi quando l'altro parla, anche col corpo -vale a dire a livello non verbale-.
Sei sicuro di comprendere quello che sta cercando di dirti il tuo interlocutore? O aspetti soltanto il tuo turno per parlare ed esporre il tuo -unico e di importanza vitale, per la mente- punto di vista?

-Interrompi il flusso temporale della tua mente. Suona un po' come la cavalcata delle valchirie improvvisata da Philip K. Dick, lo so. Ed è improbabile. Eppure è semplice e porta a dei risultati sorprendenti.
Si tratta di sospendere quel dialogo interiore -composto da elementi verbali e visivi- che assume il controllo per la maggior parte della giornata.
Semplicemente tagli fuori il passato ed il futuro dall'immaginazione meccanica, traumatica e negativa di cui la mente si nutre costantemente. Si esclude il fattore temporale e il giudizio: in breve, la mente perde i suoi assi fondamentali e collassa su se stessa per lasciar spazio a un vacuo nulla, a un vuoto che è in realtà un banco di lavoro creativo sul quale sviluppare e sperimentare idee, concentrazione e attenzione.


Altre buone abitudini non meccaniche sono quelle di sviluppare al meglio la vista periferica, focalizzando la propria attenzione oltre i bordi del proprio campo visivo evidente.
E' consigliabile prendere appunti durante questo percorso di auto potenziamento sensoriale e mnestico, specificando le eventuali modifiche del proprio comportamento, gli accorgimenti sulle proprie abitudini e meccanicità, i miglioramenti e via dicendo.
Individua ogni aspetto esaltante che contribuisce e auto motiva il tuo percorso di osservazione. Anche solo se ti sei accorto di un colore particolare al supermercato, che nessuno ha visto minimamente nonostante ci si passi davanti ogni giorno; un chiodo ficcato nel muro che ha cominciato ad esistere solo quando ti sei accorto della sua presenza.

Il dettaglio è la semplicità resa manifesta dalla struttura sensoriale della realtà.

Quanti più dettagli sei capace di carpire -introspettivamente e sensorialmente parlando-, tanto più è in corso uno sviluppo personale. Essere speciali significa avere piena coscienza di se stessi, in qualsiasi realtà e modo sensoriale vi percepiate.
Parsifal A. Drake
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