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6 luglio 2014 7 06 /07 /luglio /2014 21:34

I Dogon sono una popolazione africana del Mali. Questa popolazione, di circa 300.000 individui, occupa la regione della falesia di Bandiagara a sud del fiume Niger e alcuni gruppi sono stanziati nei territori attigui al Burkina Faso.I Dogon godono, specie tra gli ufologi e in Internet, di una straordinaria popolarità: secondo gli studi dei due antropologi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen svolti nel 1931, poi rielaborati ed in parte manipolati dal libro The Sirius Mystery di Robert Temple (1975), la stella Sirio secondo la tradizione Dogon ha una compagna chiamata Po-tolo (che significa qualcosa come granellino) identificabile con Sirio B, che è effettivamente una piccola stella (una nana bianca) compagna di Sirio, orbitante attorno alla primaria con un periodo di circa 60 anni.

 

 
Il mistero legato a Sirio B è dovuto al fatto che essa risulta invisibile ad occhio nudo, e appare strano pensare che essa fosse già conosciuta ai Dogon, non avendo essi alcun mezzo per poterla osservare.

Così Temple risolve la contraddizione sostenendo che i Dogon in passato siano entrati in contatto con una civiltà extraterrestre che avrebbe dato loro queste informazioni.

A rafforzare questa tesi contribuisce la tradizione Dogon ove si parla della venuta di dèi anfibi sulle loro arche.

Un’altra ipotesi è che questa conoscenza abbia avuto origine da contatti con la civiltà occidentale avvenuti negli anni ’20 tramite i missionari.

La tesi più semplice osserva che ciò che fa accostare la coppia mitologica a quella astronomica è il solo fatto di essere “coppia”, e quindi sulla base di ciò ogni altra deduzione può risultare carica di significati non propri.
 
Tradizionalmente, i Dogon praticano l’animismo e nonostante i contatti con l’Islam e con altre religioni monoteistiche, essi mantengono un legame molto forte con la fede animista.

Marcel Griaule, etnologo, ha dedicato molti studi a questa popolazione, in particolare agli aspetti religiosi e alle tradizioni cosmogoniche.

Nel 1936, il ricercatore ebbe una lunga conversazione con il vecchio Ogotemmêli, un hôgon ovvero un capo religioso: il loro incontro ha portato Griaule alla pubblicazione di uno dei saggi più importanti dell’antropologia classica, che è stato a lungo oggetto di dispute e dibattiti in ambito accademico ma non solo.

Il sistema Dogon presenta un unico Dio creatore, Amma, che ha generato i suoi figli con la Terra, sua sposa: Yurugu, essere imperfetto che conosce la prima parola, Nommo essere doppio in quanto sia maschio che femmina è il maestro della parola e la insegna ai primi otto esseri umani Dogon: quattro coppie di gemelli, nati da una coppia d’argilla creata da Amma, che diverranno gli antenati.

 
 

La loro antica religione animista si esprime in cerimonie e danze rituali, in cui le maschere sono il simbolo più importante.

Una volta ogni sessant’anni viene celebrato il Sigui, cerimonia itinerante di villaggio in villaggio, che rappresenta la perdita dell’immortalità da parte dell’uomo attraverso la rievocazione della morte del primo antenato Dyongu Seru, rappresentato dalla iminana una grande maschera che viene intagliata a forma di serpente ed è alta circa 10 metri.

Questa straordinaria maschera viene poi conservata in una grotta segreta. Il villaggio è costruito seguendo le forme umane: la testa è costituita dal togu-na, la casa della parola, una bassa tettoia dove l’hogon e gli anziani si ritrovano per discutere le questioni importanti del villaggio; il tronco e gli arti sono occupati dalle case di fango con i relativi granai dal caratteristico tetto di paglia di forma conica.

Il braccio destro è costituito dallo yapunu guina, la casa dove le donne risiedono durante il periodo mestruale, in quanto impure.

THE REPTILIAN AGENDA – L’AGENDA RETTILIANA
David Icke intervista il Guaritore, sciamano e guida spirituale di milioni di africani, Credo Mutwa.

Lo Zulu presenta per la prima volta la conoscenza, le profezie, i sogni e i racconti della tradizione africana in un quadro ricco e completo che si snoda lungo il racconto della sua vita straordinaria.

Ai nostri giorni possiamo ritrovare la saggezza dell’Africa nelle parole di Credo Mutwa, che hanno la qualità di una medicina per l’anima.

Senza timori e senza mezze parole, Mutwa ci parla del mondo della natura, di ciò che alcuni definiscono sovrannaturale, dei contatti con entità extraterrestri, con una voce che è quella di tutte le razze, di tutte le culture e i valori dell’Africa di oggi;

una voce che fa eco alle lingue più antiche e che è pervasa da una sorta di risata celestiale.













[ Fonte Arcangeli e Demoni ]

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Published by il conte rovescio - in Razze aliene
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