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1 ottobre 2012 1 01 /10 /ottobre /2012 19:30

Quando si parla di ufo e di contatti con esseri extraterrestri si fa sempre riferimento alle testimonianze di singoli individui e si cerca di valutare se i loro resoconti siano più o meno attendibili.
Ma nessuno parla mai dell’incredibile fenomeno del contattismo di massa, cioè di quando decine di testimoni, e in alcuni casi persino centinaia, riferiscono di uno stesso contatto con esseri alieni.

Il libro dal titolo Contattismi di Massa, dell’ingegnere e ufologo Stefano Beccia, documenta dettagliatamente il più stupefacente caso di contatto tra umani ed extraterrestri della storia moderna. Si tratta dei W56, gli alieni che per più di vent’anni avrebbero avuto delle basi sotterranee proprio in Italia.


La storia
La storia dei W56 iniziò a Pescara nel 1956, quando Bruno Sammaciccia, importante studioso italiano laureato in Psichiatria e Psicologia e autore di ben 160 libri, e alcuni suoi amici entrarono in contatto con due misteriosi individui umanoidi che si qualificarono come extraterrestri. Uno dei due era alto circa tre metri, l'altro appena un metro. Il primo incontro avvenne nella località di Montesilvano, ma a questo ne seguirono innumerevoli altri per più di vent’anni, fino al 1978.
I W56 vivevano in una gigantesca base sotterranea nei pressi di Pescara, che si sarebbe sviluppata per centinaia di chilometri attraverso una galleria alta fino a 300 metri.
Il nome W56 è stato loro dato dai terrestri: 56 indica l’anno del contatto e W sta per “vittoria”. Il loro vero nome sarebbe Akrij, termine che proviene da una delle prime lingue conosciute, il Sanscrito, e che significa “I SAGGI”.
Ma essi sono anche chiamati dai testimoni “gli Amici”, poiché il sodalizio tra i W56 e i locali che li avrebbero frequentati prese il nome di “Amicizia” per sottolinearne gli intenti pacifici.
I W56 proverrebbero da un pianeta della nostra galassia che orbita attorno ad una stella doppia e la loro vita arriva fino ai 2000-2100 anni terrestri.

Stefano Beccia racconta di aver intervistato almeno 80 persone che hanno incontrato i W56. Tra questi anche un giornalista della Rai, Bruno Ghibaudi che nell’ aprile del 1961 rese pubbliche alcune foto di diversi oggetti volanti insoliti nei pressi della costa pescarese e di un alieno altro 3 metri.. Ghibaudi condusse sul caso una lunga e approfondita inchiesta che, tuttavia, non fu ben accolta in Rai e segnò la fine della sua carriera giornalistica.

Ma i W56 non sono solo stati avvistati in Italia, ma avrebbero avuto delle basi anche in Germania, Argentina, Siberia e Australia.



I CTR
Proprio come in un film di fantascienza, se da una parte ci sarebbero stati i buoni, gli Amici, dall’altra ci sarebbero stati anche i cattivi. Sammaciccia spiega infatti nel libro di Stefano Beccia che in Italia ci sarebbe stato un violento conflitto tra due fazioni di extraterrestri con l’obiettivo di influenzare lo sviluppo umano: da una parte si sarebbe stata la fazione "Amicizia", a cui egli prestava aiuto, che promuoveva una unione cosmica ed uno sviluppo basato sulla morale; dall'altra ci sarebbero stati i CTR, nome anch’esso dato dai locali e che sintetizza la parola CONTRARI, che perseguivano il solo sviluppo tecnologico. Essi sarebbero stati degli esseri artificiali creati proprio dagli stessi W56 che poi sarebbero sfuggiti al loro controllo. Ma alla fine, secondo il racconto di Sammaciccia e degli altri testimoni, avrebbero avuto la meglio i secondi e le basi sotterranee dei W56 sarebbero state distrutte nel 1978, non senza vittime tra i terrestri (argomento questo, che meriterebbe di essere approfondito ulteriormente).
I W56 sopravvissuti avrebbero dovuto abbandonare la Terra promettendo di tornare in futuro, quando l'umanità fosse stata più evoluta eticamente e pronta ad interagire con gli extraterrestri.



La tecnologia dei W56
La tecnologia dei W56, secondo Sammaciccia, è da considerare incomprensibile per noi terrestri e per i nostri scienziati, perché sarebbero estremamente più avanti di noi. Possederebbero ad esempio la tecnologia del teletrasporto. Sarebbero in grado di rendere invisibili loro e le loro navicelle. Si aprirebbero varchi nella materia, anche enormi, con la forza antigravitazionale. Le loro navi interstellari si muoverebbero con sistemi a noi oggi sconosciuti, sfruttando varie forze tra cui l'antigravitazione e la curvatura Spazio-Tempo. Disporrebbero di energie enormi, ma con piccole sorgenti che le producono. Userebbero la telepatia per comunicare. Riuscirebbero ad aprire le acque di un lago o del mare. Nelle loro basi, infatti, non sarebbero esistiti punti di accesso fissi, ma quando era necessario sarebbero stati aperti dei passaggi richiusi subito dopo.
Riguardo all’istruzione, quando i bambini hanno pochi anni di età, inoltre, acquisirebbero velocemente le memorie della loro razza attraverso una operazione condotta con particolari macchine che trasferiscono velocemente nei loro cervelli ogni nozione. (Questo particolare ci ricorda un film degli anni Settanta dal titolo Pianeta selvaggio..)



I loro insegnamenti
I W56 chiamano il nostro pianeta il "Centro universale per la redenzione", in quanto sostengono che le anime che si incarnano qui da noi sono quelle che ancora devono concludere la loro evoluzione. Per questo motivo qui ci sarebbero tante sofferenze. Ma, secondo loro, la Terra è uno dei pianeti più belli e più completi dell’universo. La sua storia è assai più lunga di quella che noi conosciamo, ci sono state molte più civiltà di quanto raccontino i nostri libri. Riguardo alle nostre origini, sostengono che la così detta "Età della pietra" non segna l'inizio della nostra civiltà, anzi si tratta dell'ultima fine di una civiltà evoluta, in seguito alla sua autodistruzione, quando i sopravvissuti avevano dovuto ripartire da zero. Non ci sarebbe stata un'evoluzione alla Darwin, che ritengono assolutamente impossibile: una scimmia secondo loro resterà sempre una scimmia, e un uomo sempre un uomo. Sarebbero invece proprio loro i nostri antichi progenitori, accanto ad altre razze aliene, anch’esse umanoidi (per approfondire vedi il precedente articolo Sono gli Anunnaki i nostri antichi creatori?)
I W56 non hanno un codice civile cui tutti debbono adeguarsi: si tratta di gente assai evoluta, che sente dentro di sé quale debba essere la linea di condotta. I nostri formalismi sono loro sconosciuti; non hanno avvocati, né tribunali e difficilmente vengono in contrasto l'uno con l'altro. Se capita, ne soffrono sia psicologicamente che fisicamente.
La loro missione sulla Terra consisterebbe nel badare a questo pianeta, in silenzio e senza interferire con la nostra evoluzione, ma spronandoci a non distruggere il nostro pianeta, come invece stiamo facendo.
Alla fine degli Anni ’40 i W56 avrebbero persino contattato il Governo USA - (c’entrerà qualcosa il caso Rooswell??) - offrendo assistenza scientifica e tecnologica all’Umanità, in cambio però della totale rinuncia allo sviluppo di un arsenale nucleare.
Gli Stati Uniti rifiutarono, accettando invece aiuto da altri alieni - (forse i CTR?) - proprio in campo militare. Da quel momento in poi i W56 avrebbero deciso di non rivolgersi mai più alle autorità terrestri e di contattare in maniera riservata gruppi ristretti di persone per diffondere fra noi in modo più capillare e penetrante la loro visione del mondo nella speranza di salvare l’Umanità da una nuova autodistruzione attraverso una lenta opera di educazione “dal basso”. Per questo il numero di contatti fra loro e i terrestri corrisponde a circa il 5 % del numero totale di avvistamenti da parte nostra!

Senza dubbio la storia di Amicizia e dei W56 lascerà molte persone perplesse. Sono passati forse troppi anni da quando questi eventi hanno scosso circa un centinaio di persone in Italia. Molti dei testimoni sono addirittura già morti. Ma se andiamo a rileggere i quotidiani abruzzesi dell’epoca troviamo innumerevoli articoli che ci parlano di avvistamenti alieni, strani eventi e di un gigantesco e improvviso maremoto nel mare Adriatico proprio nel periodo in cui i CTR avrebbero distrutto le basi dei W56..

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