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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 21:56

La vera storia dell’Astrologia, dello Zodiaco e del 13esimo segno zodiacale:

secondo alcuni esperti, alla luce dei fatti, il nostro segno non è quello che abbiamo sempre creduto, a causa di determinati movimenti celesti avvenuti nel corso dei millenni.

 

La vera storia dell’Astrologia, dello Zodiaco e del 13esimo segno zodiacale:

secondo alcuni esperti, alla luce dei fatti, il nostro segno non è quello che abbiamo sempre creduto, a causa di determinati movimenti celesti avvenuti nel corso dei millenni.

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LA NATURA ENERGETICA DELLA REALTÀ E LA SUA RELAZIONE CON LE EMOZIONI E I PIANETI


Oggi la scienza insegna che la materia vivente sembra governata dalla Teoria dei Campi Quantisitici che, partendo da una condizione di non-località e di disordine anti-deterministico (a livello subatomico e dunque microscopico) crea spontaneamente ordine quando le condizioni termodinamiche lo consentono ad un livello macroscopico. È la coerenza elettrodinamica che permette alla Vita di affermarsi in ambienti aggrediti dalle forme più diverse e violente di disordine.

Con le recenti scoperte della biologia possiamo meglio definire il corpo degli esseri viventi come un sistema psico-multiatomico, funzionante con un sistema bioelettrochimico complesso ed elaborato. Che l’Essere Umano (cosi come gli esseri viventi) sia un organismo complesso dotato anche di un campo psicoenergetico che manifesta un corpo fisico (nel suo aspetto più “pesante”), emettente un debole Campo ElettroMagnetico Informato (CEMI) è ormai assai noto (questo “campo” è stato anche registrato ed analizzato al computer ed è visibile in parte ad occhio nudo con una tecnica di visione particolare, oppure può essere fotografato con elettro-fotografia Kirlian).

Tutte le informazioni che plasmano il Campo quantico che permea l’Essere cosmico vengono inviate ai cromosomi di tutto il corpo e fissate negli atomi dei geni del DNA, ma oltre a fissarsi in essi, le “inForm-Azioni” mettono in moto un meccanismo vibratorio dei cromosomi stessi (espansione e contrazione della molla elicoidale del DNA) i quali essendo immersi nei liquidi, vibrano ad ogni minima variazione, emettendo frequenze armoniche o disarmoniche con quelle dell’Universo esterno. Quindi i Cromosomi, i Geni e gli Atomi in essi contenuti, sono in grado di trasmettere o ricevere qualsiasi tipo di informazione per ogni angolo dell’Universo esistente; per un meccanismo identico ma inverso, l’Universo ed ogni sua parte può, mettersi “a volontà” in contatto con ogni atomo dei corpi viventi coesistenti, per mezzo delle stesse vibrazioni.

Esempio: il cuore di un essere biologico è sempre attivato dalla frequenza Universale per mezzo della demodulazione frequenziale che i cromosomi delle cellule del cuore stesso attuano attraverso il campo toroidale emesso dal “centro vitale” del cuore stesso, ricevendo le vibrazioni Universali e decodificandole e fornendo al cuore la frequenza del suo battito; ciò vale per tutti gli organi e sistemi dei corpi viventi, quindi tutto è sempre interconnesso ed inter-reagente con tutto l’Universo. Il campo di energia del cuore interagisce ed è influenzato dal campo elettromagnetico della Terra, così come con altre persone, piante, animali incluso lo spazio, i pianeti e anche stelle: interagisce con l’Unità del Campo di Energia Vitale.

Ecco che esiste un legame tra l’uomo e il sole, e ciò si può riscontrare nella vita quotidiana. Il nostro cuore ha 72 battiti al minuto, e 72 anni occorrono perché il sole percorra un grado con la precessione degli equinozi. Nell’uomo ci sono 30 vertebre e il Sole percorre un segno zodiacale in 30 giorni. Gli animali invece hanno 28 paia di nervi (principali), e sempre non a caso essi dipendono dai cicli Lunari (che durano 28 giorni). Più volte abbiamo detto che per conoscere l’universo basta studiare l’uomo, e lo si può vedere con il seguente aspetto: quello che avviene durante un giorno, piccolo ciclo solare, è analogo a ciò che avviene durante un anno. Queste le analogie: il mezzogiorno è il solstizio d’estate; tramonto è l’equinozio d’autunno; mezzanotte è il solstizio d’inverno; l’alba è l’equinozio di primavera. Non a caso la mitologia ci ha indicato gli Eroi solari, quali: Horus, Mitra, Ercole, Sansone, Mosè, Perseo, Cristo, ecc… Tra questi è menzionato Ercole e le sue 12 fatiche che altro sono se non la rappresentazione simbolica del passaggio del sole nei 12 segni. L’ingresso del Sole in Capricorno, regno di Saturno, indica il pericolo di morte degli Eroi solari subito dopo la loro nascita, è in senso alchemico, che l’oro, per brillare, deve passare un periodo negli inferi (ossia il solstizio d’inverno, la mezzanotte dell’anno: il 25 dicembre sono infatti nati tutti gli dèi solari, da Horus a Mitra passando per Dionisio e il nostro Cristo).

Una delle scoperte più esaltanti della fisica quantistica è che, dal momento che tutto è energia, e che l’energia si manifesta in vibrazioni, allora è chiaro che la coscienza umana (dunque il pensiero) è l’essenziale e primaria manifestazione di quell’energia primordiale. Infatti il pensiero è pura energia, è un’onda elettromagnetica che viaggia a determinate frequenze. Pertanto, i nostri pensieri sono la fonte e la causa affinché ogni “cosa” si manifesti per quello che è, cioè per quello che costituisce nelle nostre “rappresentazioni mentali”. La nostra “osservazione cosciente” fa si che un’ “informazione energetica” del Campo cosmico si materializzi in quella cosa piuttosto che in un altra.

Sul piano subatomico dunque, è come se coesistessero due realtà complementari e sovrapponibili, una in cui la particella non viene osservata e non esiste in modo preciso, l’altra dove la particella osservata si manifesta in uno dei suoi possibili stati.

Infine, cioè che rende a livello qualitativo eterogenee le “cose” -e tutte le dinamiche e le manifestazioni che concorrono in esse, sono le emozioni. Infatti ogni pensiero è carico di un’energia, e le differenti vibrazioni di quelle energie dipendono dalle frequenze che si differenziano a secondo di ciò che noi usiamo chiamare “emozioni”.

Tutto il Campo energetico dell’Universo può dunque essere letto secondo la “chiave di lettura” dei pensieri e dunque delle emozioni.

Non di meno, se siamo tutti collegati con ogni corpo vivente dell’Universo, è chiaro che siamo strettamente collegati con il Campo energetico del nostro Sistema Solare.

Ogni pianeta vibra secondo una determinata frequenza, proprio come noi. I campi magnetici dei pianeti influenzano l’energia vitale dei campi umani esattamente come il campo della luna influenza le maree.

Ogni “corpo” nell’universo è un sistema di gerarchie annidate di frequenze vibratorie che si manifestano come sistemi discreti all’interno di sistemi più grandi e più complicati: un universo di strutture vibratorie da quelle elementari a quelle sempre più grandi e sempre più complesse.

Di fatto, non esiste soltanto il livello del pianeta fisico, ma in un altro stadio esiste anche il suo “cuore cosciente” per così dire. Oggi sappiamo, dopo che la fisica quantistica ha dimostrato che nell’universo tutto è energia, che le proporzioni e la velocità di un pianeta ne determinano le frequenze caratteristiche che governano i suoi schemi biologici e dinamici. Perciò, dal momento che il sistema solare è la condizione necessaria dell’esistenza umana, e poiché l’essere umano proviene dall’ “organismo cosmico” del sistema solare, allora, le leggi universali che governano i pianeti e la forza del sole sono le stesse che pulsano all’interno degli esseri viventi.

La frequenza della relativa vibrazione di ogni singolo elemento che compone il cosmo (pianeta, stella, essere vivente che sia) determina la natura biologica dell’elemento stesso, ed ogni elemento è sempre in correlazioni con tutti gli elementi dell’Universo, ecco perché già secondo gli antichi saggi asceti i pianeti riflettevano la psicologia archetipica dell’uomo.

Le influenze planetarie sulle attitudini e sull’emotività umana possono essere analizzate alla luce di una tra le più affascinanti teorie della fisica moderna: la Legge di Gravitazione Universale. Tale principio afferma che due corpi (celesti) esercitano un’attrazione reciproca che è direttamente proporzionale alle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.
Noi viviamo su un corpo celeste e, quindi, subiamo le stesse influenze che subisce la Terra, basti pensare all’esempio più lampante: la Luna!

Come abbiamo visto, la materia è composta di molecole che vibrano in maniera diversa a seconda della sostanza che compongono, queste molecole sono fatte di atomi, i quali sono composti da particelle più o meno cariche elettricamente (protoni, neutroni ed elettroni), le quali non esercitano la loro funzione se non in quanto differenze di potenziale, forze di attrazione e repulsione.. in poche parole di energia (la materia non è altro che energia in stati diversi).
Se la Luna può influenzare la materia, probabilmente anche gli altri pianeti possono farlo, però ognuno ad un livello particolare dato dalla massa del pianeta e dalla distanza di questo dalla Terra.
I campi in cui i vari pianeti esercitano le proprie influenze sarebbero campi diversi, più sottili di quello in cui agisce la Luna, che tra l’altro è il pianeta più piccolo del Sistema Solare (anzi per meglio dire è solo un satellite) ed il più vicino alla Terra; potrebbe trattarsi di domini non misurabili con le strumentazioni scientifiche di cui disponiamo oggigiorno. Inoltre gli effetti di tali influenze potrebbero non essere visibili ad occhio nudo nè riscontrabili nell’immediato, ma essere ugualmente e realmente attivi nella vita di tutti noi.
Al momento della nascita ognuno di noi riceva un imprinting planetario, cioè un insieme di sollecitazioni a livello fisico, mentale, energetico e così via, che lo influenzano per tutta la durata della vita. È come se all’esatto momento della nostra nascita, insieme agli odori, ai rumori, alle immagini sfocate, ricevessimo anche altre informazioni di tipo energetico prodotte dalla posizione dei vari pianeti rispetto alla Terra.
Per tutta la vita continuiamo a ricevere tutti questi tipi di sollecitazioni e ci comportiamo di conseguenza; le influenze variano e noi reagiamo adattandoci o combattendo.
Ognuno di noi sceglie autonomamente come agire nelle varie situazioni della vita (niente è scritto fino in fondo, altrimenti non esisterebbe il Libero Arbitrio) e lo fa sulla base del proprio carattere, delle proprie esperienze e della situazione in cui si trova, ma anche sulla base di come è predisposto dagli astri e di quali siano le sollecitazioni planetarie del momento. I pianeti influenzano campi energetici che si esprimono nella nostra emotività, nella capacità decisionale, nella predisposizione verso qualche ambito particolare. Ogni pianeta, data la sua posizione nel Sistema Solare rispetto alla Terra, agirebbe su una frequenza energetica diversa, caratterizzando un ambito caratteriale distinto; per questo tradizionalmente ogni pianeta è messo in relazione con una particolare sfera della vita e del carattere dell’essere umano.

 


ASTROLOGIA E SCIENZA MODERNA

Uno degli aspetti della fisica dei quanti che in qualche modo riguarda da vicino il processo della credibilità scientifica dell’astrologia è legato all’applicabilità della meccanica quantistica nel mondo macroscopico.

Gli enti materiali e i processi vitali in cui noi siamo coinvolti appaiono infatti altamente organizzati, e non sembrano soffrire dell’indeterminatezza quantistica che contraddistingue le particelle subatomiche. Il dibattito su come i due livelli —microcosmico e macrocosmico— possano o meno integrarsi è fonte tuttora di vivaci prese di posizione da parte dei fisici.

Ma il problema rischia di essere più apparente che reale; la quantomeccanica, attraverso gli “indizi” lasciati negli strumenti macroscopici di misura, prospetta che al di là di un certo livello di definizione (la costante di Planck?) la natura della realtà manifesti proprio la sua “vacuità”, in senso buddhista, ovvero la mancanza di un’esistenza inerente (di per sé) dei fenomeni.

Il paradigma quantistico è la dimostrazione dell’indeterminatezza a cui si giunge quando i valori di definizione cosciente raggiungono la soglia minima, al di là della quale esiste soltanto il caos, un potenziale indifferenziato da cui è possibile estrarre alcuni significati tra quelli possibili.

Tale indeterminatezza rivela in sostanza che la realtà è caotica sino a che non viene posto il suggello dell’interpretazione cosciente.

Il macrocosmo ci appare organizzato in virtù dell’ordinamento attraverso cui la coscienza legge il mondo, e trattandosi di una coscienza umana l’universo diviene antropomorfo, a misura d’uomo.

L’astrologia è dunque uno dei modi possibili per avere un’informazione di ritorno su noi stessi e sul mondo che ci circonda, proprio perché l’universo —o meglio la sua rappresentazione— è a nostra immagine e somiglianza, è un organismo che a certi livelli di complessità diviene vitale in senso biologico e a livelli di complessità ancora più elevata —vedasi quella umana— ospita un’autocoscienza.

Il momento della nascita è quindi interpretabile come un rapporto di equivalenza analogica con il cosmo:

il sito spazio-temporale ove ha luogo l’evento-nascita diviene il “punto di convergenza” delle esperienze di un’entità cosciente che riflette se stessa nella sua particolare e prospettica visione del mondo; qui le leggi dell’analogia e della sincronicità hanno valore perché l’osservatore e il fenomeno sono interdipendenti, anzi sono la stessa cosa.

C. G. Jung coniò il termine Sincronicità a seguito dei suoi studi sul parallelismo di certi stati psicologici, che a suo dire non venivano pienamente compresi nell’ambito della causalità in quanto risultanti da processi simultanei, da cui il termine sincronico.

Il suo carteggio con il sinologo Wilhelm lo portò in seguito ad approfondire la conoscenza dell’I-Ching, in cui riconobbe il pieno dispiegarsi del principio di sincronicità. A proposito dell’astrologia, altro suo ramo di interesse assieme all’Alchimia, egli scrisse: «Un esempio di sincronicità in grande scala potrebbe poi essere quello dell’astrologia, se si disponesse di risultati pienamente sicuri. Ma esistono almeno alcuni fatti ben attestati e documentati e confermati da esaurienti statistiche, che fanno apparire la problematica astrologica degna di essere sottoposta a indagine tilosofica». Ma il passo più illuminante io troviamo qui di seguito: «…L’oroscopo di nascita non si fonda per nulla sull’effettiva posizione degli astri, bensì su un sistema cronologico arbitrario e meramente concettuale; a causa della precessione degli equinozi, infatti, l’equinozio primaverile si è ampiamente spostato…; ove quindi si formulino corrette diagnosi astrologiche, esse non si fondano sulle influenze degli astri, ma su nostre ipotetiche qualità temporali, vale a dire, in altre parole: tutto ciò che viene generato e prodotto in un particolare momento reca in sé la qualità specifica di quello stesso momento».

Tale premessa fa piazza pulita di tutte le pretese deterministiche espresse dai fautori dell’astrologia scientifica, in quanto viene stabilito che la relazione tra gli umani destini e il cosmo si fonda sul simbolismo temporale dello zodiaco tropico e non sulle relazioni astronomiche effettive generate a partire dalla posizione del punto vernale rispetto alle stelle fisse; il percorso umano e il percorso cosmico risultano correre sui binari paralleli dell’analogia, così come compiutamente espresso dall’ermetico detto: «Come in alto così in basso, per compiere il miracolo di una cosa sola».

A questo punto il tentativo di coniugare astrologia e scienza parrebbe senza storia -per chi accetta le premesse analogiche- a meno che non prendiamo in considerazione uno degli impianti teorici che ha rivoluzionato il panorama della fisica classica: la meccanica quantistica.

Secondo questa teoria fisica infatti, il momento della nascita è interpretabile come un rapporto di equivalenza analogica con il cosmo: è il “punto di convergenza” dell’esperienza stessa, e dunque di determinate frequenze vibratorie dei pensieri e delle emozioni di quel momento, con le simultanee energie vibratorie e campi energetici dei pianeti in quel momento, il tutto strettamente legato alla visione del mondo che ne da l’Astrologia.

Il valore oggettivo della sincronicità sta nella concentrazione e nella corrispondenza/convergenza del campo elettromagnetico dell’autocoscienza in quel preciso istante, che assurge ad “assoluto” per la sua interconnessione con tutto l’Universo, giacché dall’intervento dell’interpretazione cosciente dipende tutta la realtà!

Tutto questo può essere considerato, a dispetto dei critici, un puro discorso scientifico, tant’è che Jung riteneva che: «Il sincronicismo è il pregiudizio dell’Est, la causalità è il moderno pregiudizio dell’Ovest».

Così, questa sincronicità neuropsichica, comprovata anche da differenti ricerche, ci permette dunque di entrare nel vivo della questione per tentare ancora una volta di comprendere il nesso che lega le persone tra loro oltre il tempo e lo spazio, che unisce sottilmente ogni maestro illuminato ai suoi discepoli, che sottostà al funzionamento delle antiche e moderne arti divinatorie come l’I-King ma anche dell’Astrologia.

Sembra così prendere forma un principio naturale, difficile da esprimere razionalmente ma non per questo meno fondamentale: una legge che unisce le cose simili. Anche molti fisici sostengono che questa legge di sincronicità è al lavoro già a livello subatomico e che se tutte le cose dell’universo una volta erano unite in un punto (“singolarity“), anche ora questa profonda interconnessione si mostra e, sottilmente, opera.

Da queste premesse sembrerebbe non esserci troppa distanza tra la visione dei grandi mistici che parlano della loro esperienza come di una esistenza che, al di la delle infinite forme, è profonda indivisibile unità e le moderne teorie/ricerche della fisica.

Terminiamo con le parole di Paul Kammerer, un grande ricercatore viennese grande amante della natura e dell’evoluzione dell’intelligenza, che per primo intuì questa legge di connessione definendola come: «Onnipresente e continua nella vita, nella natura e nel cosmo. E’ il cordone ombelicale che connette pensieri, sensazioni, scienza e arte al grembo dell’universo che li ha partoriti».

 

 

IL TUO SEGNO ZODIACALE È SBAGLIATO

Non sono io a dirlo, o qualche oppositore dell’astrologia, ma le stelle parlano chiaro… secondo alcuni esperti..

Nell’antichità, lo Zodiaco composto da 12 segni che oggi conosciamo è nato dall’osservazione delle stelle e del moto apparente del Sole. Il moto apparente del Sole infatti portava il nostro astro in congiunzione con le dodici costellazioni associate ai segni zodiacali. Gli antichi calcolarono che il Sole attraversava le costellazioni dello zodiaco nel corso dell’anno, impiegando circa un mese per passare da una all’altra. Calcolarono inoltre che ogni costellazione si estende di circa 30 gradi lungo l’eclittica, la posizione del Sole percepita da un osservatore sulla Terra.

Tuttavia, alcuni eminenti astrologi e studiosi affermano che nel corso dei millenni le cose sono cambiate.

Fin dall’inizio gli antichi babilonesi associavano i segni zodiacali alla costellazione nella quale il sole si trovava il giorno in cui una persona era nata, durante i successivi millenni però, l’attrazione gravitazionale della Luna ha reso la Terra “oscillante” intorno al proprio asse, creando uno scompenso di circa un mese nell’allineamento delle stelle. E così, se volete dare la colpa a qualcosa per il fatto di aver da sempre creduto nel vostro segno zodiacale sbagliato, datela alla Precessione degli Equinozi.

La precessione è un fenomeno che vede il cambiamento di direzione dell’asse di rotazione della Terra. Questo cambiamento dell’orientamento dell’asse terrestre ha cambiato notevolmente la posizione delle costellazioni che si potevano osservare qualche migliaio di anni fa.

Nel 600 a.C. il punto zero dello zodiaco, il primo giorno di primavera dell’Emisfero Nord, era segnato dall’Ariete, che occupava i primi 30 gradi dell’eclittica. Poi c’era il Toro, che occupava lo spazio compreso tra 30 e 60 gradi dell’eclittica; a seguire, tutte le altre costellazioni che compongono lo zodiaco. Ma come abbiamo detto, la Terra ha la caratteristica di oscillare sul proprio asse, oscillazione definita appunto precessione, in un ciclo di 25.800 anni.

Pertanto, la precessione ha causato uno spostamento del punto di intersezione tra l’equatore celeste e l’eclittica di circa 36 gradi verso Ovest. Questo punto è proprio il “punto zero” dal quale cominciava il calcolo del percorso zodiacale.

Tradotto in termini comprensibili, le costellazioni che marcavano lo zodiaco oltre 2000 anni fa si sono “spostate” di circa un mese sulla linea temporale.

Per esempio: chi è nato tra il 21 Marzo ed il 19 aprile si considera un Ariete. Questo sarebbe stato vero qualche millennio fa, ma oggi come oggi il Sole non si trova più nella costellazione di Ariete durante quel periodo: dall’ 11 Marzo al 18 Aprile il sole si trova in Pesci. Noto questo fenomeno di precessione, possiamo determinare lo zodiaco reale ed astronomico per i segni dello zodiaco. Secondo il prof De Santillana (tra i maggiori studiosi ed esperti di mitologia astronomica), ognuno di noi non deve fare altro che considerare il segno zodiacale precedente a quello da sempre creduto proprio. Quindi, se abbiamo sempre pensato di essere del Toro, in realtà siamo dell’Ariete, o se credevamo fossimo dello Scorpione, in realtà siamo della Bilancia.

Secondo altri astrologi invece (a cui mi guardo bene dal dare assoluta veridicità), per venire incontro a questo cambiamento dell’asse della Precessione, ai tradizionali segni zodiacali bisogna aggiungerne addirittura uno, chiamato Ofiuco. Di fatto, la sorpresa sconvolgente di queste scoperte è data proprio dalla presenza di un 13esimo segno nello zodiaco, che gli astrologi (e non gli astronomi!) avrebbero soppresso per gestire con maggior comodità un circolo di soli 12 segni, tanti quanti i mesi dell’anno. Il segno escluso si chiama appunto Ofiuco e cade tra il 30 novembre e il 17 dicembre, periodo che attualmente appartiene al segno del Sagittario, che a sua volta è slittato al periodo successivo ossia tra il 17 Dicembre e il 20 Gennaio.

Gli appassionati di astrologia dovrebbero consultare queste date che seguono con maggiore attenzione e precisione il posto in cui le stelle si sono allineate negli ultimi millenni. Dopo di che non vi resta che leggere l’Oroscopo, stavolta consultando il segno esatto!

-CAPRICORNO: 19 Gennaio – 15 Febbraio

-ACQUARIO: 16 Febbraio – 11 Marzo

-PESCI: 12 Marzo – 18 Aprile

-ARIETE: 19 Aprile – 13 Maggio

-TORO: 14 Maggio – 20 Giugno

-GEMELLI: 21 Giugno – 19 Luglio

-CANCRO: 20 Luglio – 19 Agosto

-LEONE: 20 Agosto – 15 Settembre

-VERGINE: 16 Settembre – 30 Ottobre

-BILANCIA: 31 Ottobre – 22 Novembre

-SCORPIONE: 23 Novembre – 29 Novembre

-OFIUCO: 30 Novembre – 17 Dicembre

-SAGITTARIO: 17 Dicembre – 20 Gennaio

In effetti, può essere relativamente semplice discostarsi da questa rivoluzione dell’Oroscopo, che è tutta da verificare, già tenendo presente che la supposta Costellazione di Ofiuco non è composta da stelle fisse nel cielo, come lo sono invece, per definizione, tutte le Costellazioni tradizionali. Le Costellazioni poi sono ben altro rispetto ai Segni Zodiacali, quest’ultimi semplici astrazioni simboliche per cui lo zodiaco tropicale viene diviso in 12 segni sulla base dei 4 cicli stagionali.

Insomma, se proprio devo, mi sento di essere più d’accordo con il prof. De Santillana, e comunque, al di là di questa diatriba astrologica, è ovvio che il carattere che distingue ognuno di noi non possa essere strettamente collegato al segno zodiacale, ma è indubbio che in parte ne sia influenzato. Dal greco “charaktèr” che significa “impronta”, il carattere è l’aspetto che più ci appartiene, è lo stampo di qualcosa di intimo e profondo insito in ogni individuo, con tutte le sfumature del caso provenienti dai campi elettriomagnetici stellari (e dalle relative emozioni/vibrazioni che si canalizzarono il giorno della nostra nascita).

La loro importanza fondamentale sta nel posizionamento dato dai segni, che ne determinano la longitudine in base al luogo e alla data di nascita di un individuo. Il tutto è ben descritto nel Tema Natale o meglio detto Carta del cielo, una sorta di mappa sulla quale sono designate le case e i vari pianeti nei segni quando una persona nasce. In base a questo complesso gioco astrale, composto da sole, pianeti e case sparse nei segni, risulta sostanziale conoscere, senza margine di equivoci, la propria data di nascita, senza la quale non sarebbe possibile effettuare i vari calcoli e venire a conoscenza delle vibrazioni che influenzano il nostro campo energetico.

Ci hanno detto che la Legge del Karma (Legge di Causa e di Effetto) sceglie intelligentemente il Segno Zodiacale che andrà a governare la nostra esistenza: nasciamo così sotto il Segno Zodiacale che nell’anno domina per 30 giorni. Peraltro, in astrologia si considera altrettanto importante il Segno Ascendente della mappa natale e ordinariamente lo si relaziona con la personalità della persona. Questo ormai è innegabile, così come non si può negare che il temperamento di ciascuno possa essere Linfatico, Nervoso, Sanguigno o Bilioso (o come dire: Melanconico, Flemmatico, Sanguigno e Collerico) e che, fondamentalmente, risulta legato all’Elemento del Segno Ascendente, sia questo di Terra, Acqua, Aria o Fuoco. Neppure si può mettere in discussione l’importanza del Temperamento nella compatibilità pratica coniugale, né nell’affinità tra le Sfere Intellettuale, Emozionale, Istintiva, Motrice e Sessuale. Vorrei però sottolineare qualcosa che già ci è stato ricordato: che la personalità ci collega all’infinita evoluzione del nostro Essere energetico, o per meglio capirci del nostro “Karma“, poiché questo si trova depositato in essa. Inoltre l’eredità genetica è giustappunto lo strumento della Legge del Karma. Non c’è dubbio che se non approfittiamo dell’influenza del nostro Segno Zodiacale per migliorarci e aiutare, sul serio, i nostri simili, andiamo invece a polarizzarci con l’aspetto negativo di questo segno, dunque è naturale ad esempio che nella nostra successiva esistenza soffriremo le conseguenze dei nostri propri errori.

Gli astrologi profani potranno dirci, ad esempio, che una quadratura di Saturno con Marte ci comporta una catastrofe o che un’opposizione di Venere con Marte porta a un fallimento amoroso, ecc… Ma questi sono pronostici dell’Astrologia Profana, possono sbagliare, nonostante che i calcoli matematici siano esatti poiché le energie siderali non sono forze cieche, sono i “raggi dei geni siderali”, e queste vibrazioni possono modificare tutti gli eventi umani benché l’Oroscopo sia pieno di quadrature e di opposizioni…

Di fatto, poiché tutto è energia e la realtà dipende dalle nostre emozioni e dalla nostra “coscienza interpretante”, potete ben capire come le frequenze dei nostri pensieri possano sempre modificare ed influenzare la Vita che ci circonda!

 

LA NATURA ENERGETICA DELLA REALTÀ E LA SUA RELAZIONE CON LE EMOZIONI E I PIANETI


Oggi la scienza insegna che la materia vivente sembra governata dalla Teoria dei Campi Quantisitici che, partendo da una condizione di non-località e di disordine anti-deterministico (a livello subatomico e dunque microscopico) crea spontaneamente ordine quando le condizioni termodinamiche lo consentono ad un livello macroscopico. È la coerenza elettrodinamica che permette alla Vita di affermarsi in ambienti aggrediti dalle forme più diverse e violente di disordine.

Con le recenti scoperte della biologia possiamo meglio definire il corpo degli esseri viventi come un sistema psico-multiatomico, funzionante con un sistema bioelettrochimico complesso ed elaborato. Che l’Essere Umano (cosi come gli esseri viventi) sia un organismo complesso dotato anche di un campo psicoenergetico che manifesta un corpo fisico (nel suo aspetto più “pesante”), emettente un debole Campo ElettroMagnetico Informato (CEMI) è ormai assai noto (questo “campo” è stato anche registrato ed analizzato al computer ed è visibile in parte ad occhio nudo con una tecnica di visione particolare, oppure può essere fotografato con elettro-fotografia Kirlian).

Tutte le informazioni che plasmano il Campo quantico che permea l’Essere cosmico vengono inviate ai cromosomi di tutto il corpo e fissate negli atomi dei geni del DNA, ma oltre a fissarsi in essi, le “inForm-Azioni” mettono in moto un meccanismo vibratorio dei cromosomi stessi (espansione e contrazione della molla elicoidale del DNA) i quali essendo immersi nei liquidi, vibrano ad ogni minima variazione, emettendo frequenze armoniche o disarmoniche con quelle dell’Universo esterno. Quindi i Cromosomi, i Geni e gli Atomi in essi contenuti, sono in grado di trasmettere o ricevere qualsiasi tipo di informazione per ogni angolo dell’Universo esistente; per un meccanismo identico ma inverso, l’Universo ed ogni sua parte può, mettersi “a volontà” in contatto con ogni atomo dei corpi viventi coesistenti, per mezzo delle stesse vibrazioni.

Esempio: il cuore di un essere biologico è sempre attivato dalla frequenza Universale per mezzo della demodulazione frequenziale che i cromosomi delle cellule del cuore stesso attuano attraverso il campo toroidale emesso dal “centro vitale” del cuore stesso, ricevendo le vibrazioni Universali e decodificandole e fornendo al cuore la frequenza del suo battito; ciò vale per tutti gli organi e sistemi dei corpi viventi, quindi tutto è sempre interconnesso ed inter-reagente con tutto l’Universo. Il campo di energia del cuore interagisce ed è influenzato dal campo elettromagnetico della Terra, così come con altre persone, piante, animali incluso lo spazio, i pianeti e anche stelle: interagisce con l’Unità del Campo di Energia Vitale.

Ecco che esiste un legame tra l’uomo e il sole, e ciò si può riscontrare nella vita quotidiana. Il nostro cuore ha 72 battiti al minuto, e 72 anni occorrono perché il sole percorra un grado con la precessione degli equinozi. Nell’uomo ci sono 30 vertebre e il Sole percorre un segno zodiacale in 30 giorni. Gli animali invece hanno 28 paia di nervi (principali), e sempre non a caso essi dipendono dai cicli Lunari (che durano 28 giorni). Più volte abbiamo detto che per conoscere l’universo basta studiare l’uomo, e lo si può vedere con il seguente aspetto: quello che avviene durante un giorno, piccolo ciclo solare, è analogo a ciò che avviene durante un anno. Queste le analogie: il mezzogiorno è il solstizio d’estate; tramonto è l’equinozio d’autunno; mezzanotte è il solstizio d’inverno; l’alba è l’equinozio di primavera. Non a caso la mitologia ci ha indicato gli Eroi solari, quali: Horus, Mitra, Ercole, Sansone, Mosè, Perseo, Cristo, ecc… Tra questi è menzionato Ercole e le sue 12 fatiche che altro sono se non la rappresentazione simbolica del passaggio del sole nei 12 segni. L’ingresso del Sole in Capricorno, regno di Saturno, indica il pericolo di morte degli Eroi solari subito dopo la loro nascita, è in senso alchemico, che l’oro, per brillare, deve passare un periodo negli inferi (ossia il solstizio d’inverno, la mezzanotte dell’anno: il 25 dicembre sono infatti nati tutti gli dèi solari, da Horus a Mitra passando per Dionisio e il nostro Cristo).

Una delle scoperte più esaltanti della fisica quantistica è che, dal momento che tutto è energia, e che l’energia si manifesta in vibrazioni, allora è chiaro che la coscienza umana (dunque il pensiero) è l’essenziale e primaria manifestazione di quell’energia primordiale. Infatti il pensiero è pura energia, è un’onda elettromagnetica che viaggia a determinate frequenze. Pertanto, i nostri pensieri sono la fonte e la causa affinché ogni “cosa” si manifesti per quello che è, cioè per quello che costituisce nelle nostre “rappresentazioni mentali”. La nostra “osservazione cosciente” fa si che un’ “informazione energetica” del Campo cosmico si materializzi in quella cosa piuttosto che in un altra.

Sul piano subatomico dunque, è come se coesistessero due realtà complementari e sovrapponibili, una in cui la particella non viene osservata e non esiste in modo preciso, l’altra dove la particella osservata si manifesta in uno dei suoi possibili stati.

Infine, cioè che rende a livello qualitativo eterogenee le “cose” -e tutte le dinamiche e le manifestazioni che concorrono in esse, sono le emozioni. Infatti ogni pensiero è carico di un’energia, e le differenti vibrazioni di quelle energie dipendono dalle frequenze che si differenziano a secondo di ciò che noi usiamo chiamare “emozioni”.

Tutto il Campo energetico dell’Universo può dunque essere letto secondo la “chiave di lettura” dei pensieri e dunque delle emozioni.

Non di meno, se siamo tutti collegati con ogni corpo vivente dell’Universo, è chiaro che siamo strettamente collegati con il Campo energetico del nostro Sistema Solare.

Ogni pianeta vibra secondo una determinata frequenza, proprio come noi. I campi magnetici dei pianeti influenzano l’energia vitale dei campi umani esattamente come il campo della luna influenza le maree.

Ogni “corpo” nell’universo è un sistema di gerarchie annidate di frequenze vibratorie che si manifestano come sistemi discreti all’interno di sistemi più grandi e più complicati: un universo di strutture vibratorie da quelle elementari a quelle sempre più grandi e sempre più complesse.

Di fatto, non esiste soltanto il livello del pianeta fisico, ma in un altro stadio esiste anche il suo “cuore cosciente” per così dire. Oggi sappiamo, dopo che la fisica quantistica ha dimostrato che nell’universo tutto è energia, che le proporzioni e la velocità di un pianeta ne determinano le frequenze caratteristiche che governano i suoi schemi biologici e dinamici. Perciò, dal momento che il sistema solare è la condizione necessaria dell’esistenza umana, e poiché l’essere umano proviene dall’ “organismo cosmico” del sistema solare, allora, le leggi universali che governano i pianeti e la forza del sole sono le stesse che pulsano all’interno degli esseri viventi.

La frequenza della relativa vibrazione di ogni singolo elemento che compone il cosmo (pianeta, stella, essere vivente che sia) determina la natura biologica dell’elemento stesso, ed ogni elemento è sempre in correlazioni con tutti gli elementi dell’Universo, ecco perché già secondo gli antichi saggi asceti i pianeti riflettevano la psicologia archetipica dell’uomo.

Le influenze planetarie sulle attitudini e sull’emotività umana possono essere analizzate alla luce di una tra le più affascinanti teorie della fisica moderna: la Legge di Gravitazione Universale. Tale principio afferma che due corpi (celesti) esercitano un’attrazione reciproca che è direttamente proporzionale alle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.
Noi viviamo su un corpo celeste e, quindi, subiamo le stesse influenze che subisce la Terra, basti pensare all’esempio più lampante: la Luna!

Come abbiamo visto, la materia è composta di molecole che vibrano in maniera diversa a seconda della sostanza che compongono, queste molecole sono fatte di atomi, i quali sono composti da particelle più o meno cariche elettricamente (protoni, neutroni ed elettroni), le quali non esercitano la loro funzione se non in quanto differenze di potenziale, forze di attrazione e repulsione.. in poche parole di energia (la materia non è altro che energia in stati diversi).
Se la Luna può influenzare la materia, probabilmente anche gli altri pianeti possono farlo, però ognuno ad un livello particolare dato dalla massa del pianeta e dalla distanza di questo dalla Terra.
I campi in cui i vari pianeti esercitano le proprie influenze sarebbero campi diversi, più sottili di quello in cui agisce la Luna, che tra l’altro è il pianeta più piccolo del Sistema Solare (anzi per meglio dire è solo un satellite) ed il più vicino alla Terra; potrebbe trattarsi di domini non misurabili con le strumentazioni scientifiche di cui disponiamo oggigiorno. Inoltre gli effetti di tali influenze potrebbero non essere visibili ad occhio nudo nè riscontrabili nell’immediato, ma essere ugualmente e realmente attivi nella vita di tutti noi.
Al momento della nascita ognuno di noi riceva un imprinting planetario, cioè un insieme di sollecitazioni a livello fisico, mentale, energetico e così via, che lo influenzano per tutta la durata della vita. È come se all’esatto momento della nostra nascita, insieme agli odori, ai rumori, alle immagini sfocate, ricevessimo anche altre informazioni di tipo energetico prodotte dalla posizione dei vari pianeti rispetto alla Terra.
Per tutta la vita continuiamo a ricevere tutti questi tipi di sollecitazioni e ci comportiamo di conseguenza; le influenze variano e noi reagiamo adattandoci o combattendo.
Ognuno di noi sceglie autonomamente come agire nelle varie situazioni della vita (niente è scritto fino in fondo, altrimenti non esisterebbe il Libero Arbitrio) e lo fa sulla base del proprio carattere, delle proprie esperienze e della situazione in cui si trova, ma anche sulla base di come è predisposto dagli astri e di quali siano le sollecitazioni planetarie del momento. I pianeti influenzano campi energetici che si esprimono nella nostra emotività, nella capacità decisionale, nella predisposizione verso qualche ambito particolare. Ogni pianeta, data la sua posizione nel Sistema Solare rispetto alla Terra, agirebbe su una frequenza energetica diversa, caratterizzando un ambito caratteriale distinto; per questo tradizionalmente ogni pianeta è messo in relazione con una particolare sfera della vita e del carattere dell’essere umano.

 


ASTROLOGIA E SCIENZA MODERNA

Uno degli aspetti della fisica dei quanti che in qualche modo riguarda da vicino il processo della credibilità scientifica dell’astrologia è legato all’applicabilità della meccanica quantistica nel mondo macroscopico.

Gli enti materiali e i processi vitali in cui noi siamo coinvolti appaiono infatti altamente organizzati, e non sembrano soffrire dell’indeterminatezza quantistica che contraddistingue le particelle subatomiche. Il dibattito su come i due livelli —microcosmico e macrocosmico— possano o meno integrarsi è fonte tuttora di vivaci prese di posizione da parte dei fisici.

Ma il problema rischia di essere più apparente che reale; la quantomeccanica, attraverso gli “indizi” lasciati negli strumenti macroscopici di misura, prospetta che al di là di un certo livello di definizione (la costante di Planck?) la natura della realtà manifesti proprio la sua “vacuità”, in senso buddhista, ovvero la mancanza di un’esistenza inerente (di per sé) dei fenomeni.

Il paradigma quantistico è la dimostrazione dell’indeterminatezza a cui si giunge quando i valori di definizione cosciente raggiungono la soglia minima, al di là della quale esiste soltanto il caos, un potenziale indifferenziato da cui è possibile estrarre alcuni significati tra quelli possibili.

Tale indeterminatezza rivela in sostanza che la realtà è caotica sino a che non viene posto il suggello dell’interpretazione cosciente.

Il macrocosmo ci appare organizzato in virtù dell’ordinamento attraverso cui la coscienza legge il mondo, e trattandosi di una coscienza umana l’universo diviene antropomorfo, a misura d’uomo.

L’astrologia è dunque uno dei modi possibili per avere un’informazione di ritorno su noi stessi e sul mondo che ci circonda, proprio perché l’universo —o meglio la sua rappresentazione— è a nostra immagine e somiglianza, è un organismo che a certi livelli di complessità diviene vitale in senso biologico e a livelli di complessità ancora più elevata —vedasi quella umana— ospita un’autocoscienza.

Il momento della nascita è quindi interpretabile come un rapporto di equivalenza analogica con il cosmo:

il sito spazio-temporale ove ha luogo l’evento-nascita diviene il “punto di convergenza” delle esperienze di un’entità cosciente che riflette se stessa nella sua particolare e prospettica visione del mondo; qui le leggi dell’analogia e della sincronicità hanno valore perché l’osservatore e il fenomeno sono interdipendenti, anzi sono la stessa cosa.

C. G. Jung coniò il termine Sincronicità a seguito dei suoi studi sul parallelismo di certi stati psicologici, che a suo dire non venivano pienamente compresi nell’ambito della causalità in quanto risultanti da processi simultanei, da cui il termine sincronico.

Il suo carteggio con il sinologo Wilhelm lo portò in seguito ad approfondire la conoscenza dell’I-Ching, in cui riconobbe il pieno dispiegarsi del principio di sincronicità. A proposito dell’astrologia, altro suo ramo di interesse assieme all’Alchimia, egli scrisse: «Un esempio di sincronicità in grande scala potrebbe poi essere quello dell’astrologia, se si disponesse di risultati pienamente sicuri. Ma esistono almeno alcuni fatti ben attestati e documentati e confermati da esaurienti statistiche, che fanno apparire la problematica astrologica degna di essere sottoposta a indagine tilosofica». Ma il passo più illuminante io troviamo qui di seguito: «…L’oroscopo di nascita non si fonda per nulla sull’effettiva posizione degli astri, bensì su un sistema cronologico arbitrario e meramente concettuale; a causa della precessione degli equinozi, infatti, l’equinozio primaverile si è ampiamente spostato…; ove quindi si formulino corrette diagnosi astrologiche, esse non si fondano sulle influenze degli astri, ma su nostre ipotetiche qualità temporali, vale a dire, in altre parole: tutto ciò che viene generato e prodotto in un particolare momento reca in sé la qualità specifica di quello stesso momento».

Tale premessa fa piazza pulita di tutte le pretese deterministiche espresse dai fautori dell’astrologia scientifica, in quanto viene stabilito che la relazione tra gli umani destini e il cosmo si fonda sul simbolismo temporale dello zodiaco tropico e non sulle relazioni astronomiche effettive generate a partire dalla posizione del punto vernale rispetto alle stelle fisse; il percorso umano e il percorso cosmico risultano correre sui binari paralleli dell’analogia, così come compiutamente espresso dall’ermetico detto: «Come in alto così in basso, per compiere il miracolo di una cosa sola».

A questo punto il tentativo di coniugare astrologia e scienza parrebbe senza storia -per chi accetta le premesse analogiche- a meno che non prendiamo in considerazione uno degli impianti teorici che ha rivoluzionato il panorama della fisica classica: la meccanica quantistica.

Secondo questa teoria fisica infatti, il momento della nascita è interpretabile come un rapporto di equivalenza analogica con il cosmo: è il “punto di convergenza” dell’esperienza stessa, e dunque di determinate frequenze vibratorie dei pensieri e delle emozioni di quel momento, con le simultanee energie vibratorie e campi energetici dei pianeti in quel momento, il tutto strettamente legato alla visione del mondo che ne da l’Astrologia.

Il valore oggettivo della sincronicità sta nella concentrazione e nella corrispondenza/convergenza del campo elettromagnetico dell’autocoscienza in quel preciso istante, che assurge ad “assoluto” per la sua interconnessione con tutto l’Universo, giacché dall’intervento dell’interpretazione cosciente dipende tutta la realtà!

Tutto questo può essere considerato, a dispetto dei critici, un puro discorso scientifico, tant’è che Jung riteneva che: «Il sincronicismo è il pregiudizio dell’Est, la causalità è il moderno pregiudizio dell’Ovest».

Così, questa sincronicità neuropsichica, comprovata anche da differenti ricerche, ci permette dunque di entrare nel vivo della questione per tentare ancora una volta di comprendere il nesso che lega le persone tra loro oltre il tempo e lo spazio, che unisce sottilmente ogni maestro illuminato ai suoi discepoli, che sottostà al funzionamento delle antiche e moderne arti divinatorie come l’I-King ma anche dell’Astrologia.

Sembra così prendere forma un principio naturale, difficile da esprimere razionalmente ma non per questo meno fondamentale: una legge che unisce le cose simili. Anche molti fisici sostengono che questa legge di sincronicità è al lavoro già a livello subatomico e che se tutte le cose dell’universo una volta erano unite in un punto (“singolarity“), anche ora questa profonda interconnessione si mostra e, sottilmente, opera.

Da queste premesse sembrerebbe non esserci troppa distanza tra la visione dei grandi mistici che parlano della loro esperienza come di una esistenza che, al di la delle infinite forme, è profonda indivisibile unità e le moderne teorie/ricerche della fisica.

Terminiamo con le parole di Paul Kammerer, un grande ricercatore viennese grande amante della natura e dell’evoluzione dell’intelligenza, che per primo intuì questa legge di connessione definendola come: «Onnipresente e continua nella vita, nella natura e nel cosmo. E’ il cordone ombelicale che connette pensieri, sensazioni, scienza e arte al grembo dell’universo che li ha partoriti».

 

 

IL TUO SEGNO ZODIACALE È SBAGLIATO

Non sono io a dirlo, o qualche oppositore dell’astrologia, ma le stelle parlano chiaro… secondo alcuni esperti..

Nell’antichità, lo Zodiaco composto da 12 segni che oggi conosciamo è nato dall’osservazione delle stelle e del moto apparente del Sole. Il moto apparente del Sole infatti portava il nostro astro in congiunzione con le dodici costellazioni associate ai segni zodiacali. Gli antichi calcolarono che il Sole attraversava le costellazioni dello zodiaco nel corso dell’anno, impiegando circa un mese per passare da una all’altra. Calcolarono inoltre che ogni costellazione si estende di circa 30 gradi lungo l’eclittica, la posizione del Sole percepita da un osservatore sulla Terra.

Tuttavia, alcuni eminenti astrologi e studiosi affermano che nel corso dei millenni le cose sono cambiate.

Fin dall’inizio gli antichi babilonesi associavano i segni zodiacali alla costellazione nella quale il sole si trovava il giorno in cui una persona era nata, durante i successivi millenni però, l’attrazione gravitazionale della Luna ha reso la Terra “oscillante” intorno al proprio asse, creando uno scompenso di circa un mese nell’allineamento delle stelle. E così, se volete dare la colpa a qualcosa per il fatto di aver da sempre creduto nel vostro segno zodiacale sbagliato, datela alla Precessione degli Equinozi.

La precessione è un fenomeno che vede il cambiamento di direzione dell’asse di rotazione della Terra. Questo cambiamento dell’orientamento dell’asse terrestre ha cambiato notevolmente la posizione delle costellazioni che si potevano osservare qualche migliaio di anni fa.

Nel 600 a.C. il punto zero dello zodiaco, il primo giorno di primavera dell’Emisfero Nord, era segnato dall’Ariete, che occupava i primi 30 gradi dell’eclittica. Poi c’era il Toro, che occupava lo spazio compreso tra 30 e 60 gradi dell’eclittica; a seguire, tutte le altre costellazioni che compongono lo zodiaco. Ma come abbiamo detto, la Terra ha la caratteristica di oscillare sul proprio asse, oscillazione definita appunto precessione, in un ciclo di 25.800 anni.

Pertanto, la precessione ha causato uno spostamento del punto di intersezione tra l’equatore celeste e l’eclittica di circa 36 gradi verso Ovest. Questo punto è proprio il “punto zero” dal quale cominciava il calcolo del percorso zodiacale.

Tradotto in termini comprensibili, le costellazioni che marcavano lo zodiaco oltre 2000 anni fa si sono “spostate” di circa un mese sulla linea temporale.

Per esempio: chi è nato tra il 21 Marzo ed il 19 aprile si considera un Ariete. Questo sarebbe stato vero qualche millennio fa, ma oggi come oggi il Sole non si trova più nella costellazione di Ariete durante quel periodo: dall’ 11 Marzo al 18 Aprile il sole si trova in Pesci. Noto questo fenomeno di precessione, possiamo determinare lo zodiaco reale ed astronomico per i segni dello zodiaco. Secondo il prof De Santillana (tra i maggiori studiosi ed esperti di mitologia astronomica), ognuno di noi non deve fare altro che considerare il segno zodiacale precedente a quello da sempre creduto proprio. Quindi, se abbiamo sempre pensato di essere del Toro, in realtà siamo dell’Ariete, o se credevamo fossimo dello Scorpione, in realtà siamo della Bilancia.

Secondo altri astrologi invece (a cui mi guardo bene dal dare assoluta veridicità), per venire incontro a questo cambiamento dell’asse della Precessione, ai tradizionali segni zodiacali bisogna aggiungerne addirittura uno, chiamato Ofiuco. Di fatto, la sorpresa sconvolgente di queste scoperte è data proprio dalla presenza di un 13esimo segno nello zodiaco, che gli astrologi (e non gli astronomi!) avrebbero soppresso per gestire con maggior comodità un circolo di soli 12 segni, tanti quanti i mesi dell’anno. Il segno escluso si chiama appunto Ofiuco e cade tra il 30 novembre e il 17 dicembre, periodo che attualmente appartiene al segno del Sagittario, che a sua volta è slittato al periodo successivo ossia tra il 17 Dicembre e il 20 Gennaio.

Gli appassionati di astrologia dovrebbero consultare queste date che seguono con maggiore attenzione e precisione il posto in cui le stelle si sono allineate negli ultimi millenni. Dopo di che non vi resta che leggere l’Oroscopo, stavolta consultando il segno esatto!

-CAPRICORNO: 19 Gennaio – 15 Febbraio

-ACQUARIO: 16 Febbraio – 11 Marzo

-PESCI: 12 Marzo – 18 Aprile

-ARIETE: 19 Aprile – 13 Maggio

-TORO: 14 Maggio – 20 Giugno

-GEMELLI: 21 Giugno – 19 Luglio

-CANCRO: 20 Luglio – 19 Agosto

-LEONE: 20 Agosto – 15 Settembre

-VERGINE: 16 Settembre – 30 Ottobre

-BILANCIA: 31 Ottobre – 22 Novembre

-SCORPIONE: 23 Novembre – 29 Novembre

-OFIUCO: 30 Novembre – 17 Dicembre

-SAGITTARIO: 17 Dicembre – 20 Gennaio

In effetti, può essere relativamente semplice discostarsi da questa rivoluzione dell’Oroscopo, che è tutta da verificare, già tenendo presente che la supposta Costellazione di Ofiuco non è composta da stelle fisse nel cielo, come lo sono invece, per definizione, tutte le Costellazioni tradizionali. Le Costellazioni poi sono ben altro rispetto ai Segni Zodiacali, quest’ultimi semplici astrazioni simboliche per cui lo zodiaco tropicale viene diviso in 12 segni sulla base dei 4 cicli stagionali.

Insomma, se proprio devo, mi sento di essere più d’accordo con il prof. De Santillana, e comunque, al di là di questa diatriba astrologica, è ovvio che il carattere che distingue ognuno di noi non possa essere strettamente collegato al segno zodiacale, ma è indubbio che in parte ne sia influenzato. Dal greco “charaktèr” che significa “impronta”, il carattere è l’aspetto che più ci appartiene, è lo stampo di qualcosa di intimo e profondo insito in ogni individuo, con tutte le sfumature del caso provenienti dai campi elettriomagnetici stellari (e dalle relative emozioni/vibrazioni che si canalizzarono il giorno della nostra nascita).

La loro importanza fondamentale sta nel posizionamento dato dai segni, che ne determinano la longitudine in base al luogo e alla data di nascita di un individuo. Il tutto è ben descritto nel Tema Natale o meglio detto Carta del cielo, una sorta di mappa sulla quale sono designate le case e i vari pianeti nei segni quando una persona nasce. In base a questo complesso gioco astrale, composto da sole, pianeti e case sparse nei segni, risulta sostanziale conoscere, senza margine di equivoci, la propria data di nascita, senza la quale non sarebbe possibile effettuare i vari calcoli e venire a conoscenza delle vibrazioni che influenzano il nostro campo energetico.

Ci hanno detto che la Legge del Karma (Legge di Causa e di Effetto) sceglie intelligentemente il Segno Zodiacale che andrà a governare la nostra esistenza: nasciamo così sotto il Segno Zodiacale che nell’anno domina per 30 giorni. Peraltro, in astrologia si considera altrettanto importante il Segno Ascendente della mappa natale e ordinariamente lo si relaziona con la personalità della persona. Questo ormai è innegabile, così come non si può negare che il temperamento di ciascuno possa essere Linfatico, Nervoso, Sanguigno o Bilioso (o come dire: Melanconico, Flemmatico, Sanguigno e Collerico) e che, fondamentalmente, risulta legato all’Elemento del Segno Ascendente, sia questo di Terra, Acqua, Aria o Fuoco. Neppure si può mettere in discussione l’importanza del Temperamento nella compatibilità pratica coniugale, né nell’affinità tra le Sfere Intellettuale, Emozionale, Istintiva, Motrice e Sessuale. Vorrei però sottolineare qualcosa che già ci è stato ricordato: che la personalità ci collega all’infinita evoluzione del nostro Essere energetico, o per meglio capirci del nostro “Karma“, poiché questo si trova depositato in essa. Inoltre l’eredità genetica è giustappunto lo strumento della Legge del Karma. Non c’è dubbio che se non approfittiamo dell’influenza del nostro Segno Zodiacale per migliorarci e aiutare, sul serio, i nostri simili, andiamo invece a polarizzarci con l’aspetto negativo di questo segno, dunque è naturale ad esempio che nella nostra successiva esistenza soffriremo le conseguenze dei nostri propri errori.

Gli astrologi profani potranno dirci, ad esempio, che una quadratura di Saturno con Marte ci comporta una catastrofe o che un’opposizione di Venere con Marte porta a un fallimento amoroso, ecc… Ma questi sono pronostici dell’Astrologia Profana, possono sbagliare, nonostante che i calcoli matematici siano esatti poiché le energie siderali non sono forze cieche, sono i “raggi dei geni siderali”, e queste vibrazioni possono modificare tutti gli eventi umani benché l’Oroscopo sia pieno di quadrature e di opposizioni…

Di fatto, poiché tutto è energia e la realtà dipende dalle nostre emozioni e dalla nostra “coscienza interpretante”, potete ben capire come le frequenze dei nostri pensieri possano sempre modificare ed influenzare la Vita che ci circonda!

 

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Published by il conte rovescio - in Curiosita'
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