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6 marzo 2014 4 06 /03 /marzo /2014 22:42

 

Nel Museo Egiziano del Cairo ed in due sale molto prossime alla Sala delle Mummie, uno non può fare a meno di fermarsi sorpreso vedendo in una piccola vetrina, benché non senza una certa difficoltà per i riflessi della luce sul vetro che lo copre, un oggetto solitario simile ad una ruota o disco di pietra.

 ( visto frontalmente ed orizzontalmente, questo oggetto di 5.000 anni non smette di ricordarci uno dei nostri moderni strumenti usati nell'industria tecnologica )
 Questo strano oggetto ha sconcertato e continua a sconcertare tutti gli egittologhi che hanno avuto occasione di studiarlo attentamente. 
Il primo di essi fu il suo scopritore, Brian Walter Emery, uno degli egittologhi più importanti del Secolo XX, autore di un classico dell'egittologia, Egitto Arcaico, 1961 che segue costituendo, dopo molti anni, una chiara lettura bibliografica per lo studio e comprensione delle origini dell'Antica Civiltà Egiziana.
Realizzando alcuni scavi nell'anno1936, nella zona archeologica di Sakkara, fu scoperta la Tomba del Principe Sabu, figlio del faraone Adjuib, governante della I Dinastía (3.000 A.C..
Tra gli utensili del corredo funerario che furono estratti, B. Walter Emery noto' un oggetto che definì inizialmente nella sua relazione "Le Grandi Tombe dell'I Dinastía "come:  "un recipiente con forma di scodella di scisto".
Anni più tardi, nella sua opera citata in precedenza, "Egitto Arcaico", commenta e riassume perfettamente la realtà e situazione di questo scomodo "oggetto": "non si è ottenuto nessuna spiegazione soddisfacente sul curioso design di questo oggetto".
Questo oggetto al quale si riferiva B. Walter Emery nelle sue relazioni, ha 61 centimetri di diametro, e 10,6 centimetri di altezza nella zona centrale.
È lavorato sullo scisto, una roccia molto fragile, che richiede un intaglio molto laborioso. La sua forma assomiglia a quella di un piatto o al volante di automobile, con una specie di tre corte pale curve che ricordano  l'elica di una barca, e nel centro di questa, un orifizio con un bordo che emerge come se fosse il recettore di qualche asse di una ruota o di qualche altro meccanismo sconosciuto, disposto per girare.
Come è noto a tutti, la posizione che mantiene l'egittologia ufficiale rispetto alla comparsa ed all'uso della ruota da parte degli antichi egiziani, è molto chiara e non lascia posto a nessun dubbio.
La sua introduzione in Egitto, fu dovuta all'invasione degli Hicsos alla fine dell'Impero di Mezzo,1640 A.C. che l'utilizzarono, tra le altre cose, sui loro carri da guerra, e che era anche conosciuta da molti altri paesi del Medio Oriente.
Allora, la domanda che ci si pone e': 
se non è una ruota, che cosa è l'estraneo oggetto che si trovava nella Tomba di un principe dell' I Dinastía,1400 anni prima dell'invasione degli Hicsos?

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Published by il conte rovescio - in Mistero
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francesco 03/08/2016 09:36

III. Sulla Sfinge di Giza e una dissertazione sull’Esodo

C’è un particolare nella Tavolozza di Narmer (protodinastia egizia, 3200 a.C., Museo delle antichità de Il Cairo) sfuggito all’esame degli esperti. Su una sua faccia, e lì dove Narmer indossa la corona bianca, ben si nota il falco solare sul corpo, come insabbiato, di un’asiatica sfinge coronata da steli di papiro. Stesso copricapo egizio, persino la barbetta poi perduta dalla Sfinge di Giza. Secondo me, essa era la base scultorea per la Sfinge di Giza e la sua testa venne riscolpita all’epoca di re Chefren, mentre gli arti di leone le furono aggiunti scavando alla sua base, ma la sua fattura è chiaramente più antica e appartenente al Popolo del papiro, quello che la Bibbia chiama Misraim. Ma Misraim non è Misri, l’Egitto predinastico non è il dinastico! Se, peraltro, osserviamo la storia dell'Egitto per come ci viene descritta da reali documenti, possiamo individuare persino il vero faraone dell'Esodo biblico in Amenofi II, figlio del valoroso Thut-mosi III, quello di 17 campagne belliche contro il Popolo di Mitanni per la conquista di Meghiddo, in Palestina. Secondo l'archeologo Gardiner, durante la seconda spedizione il suo dio Amon circondò i nemici con larghi fossati di fiamme e fumo: che ciò siano le famose colonne di fuoco con cui si annunciava il dio israelitico non mi par dubbio, ma da parte di astrofisici e alcuni archeologi molto noti, come il Di Cesare, ciò è riconducibile a un impatto meteoritico che causò la caduta di antiche civiltà, come in Mesopotamia così altrove. Di sicuro un meteorite si trova nella Ka’ba della Mecca. Certo, questioni astrofisiche, come eclissi di luna, registrate dagli antichi spostano datazioni di certi eventi. Stando così le cose, primo: Abramo, come patriarca, aveva avuto una schiava egizia di epoca hyksos, dunque fu vissuto all'epoca di Hammurabi di Babele (non di Babilonia, che è una regione!) e di Ariok di Ellasar, ovvero Rim-Sin, re di Larsa, e di Kedorlaomer, alias Kudur-Lagamar di Elam (chi cerca trova un bel libro di Arborio Mella); secondo: Gerico fu, invece, presa e incendiata solo ai tempi di Ekh-en-Aton, e lo fu a causa dei Habiru (come già sosteneva Sigmund Freud in uno dei suoi saggi psicoanalitici su Mosè, e anche un dimenticato Sir Marston), quindi ai tempi di rilassatezza politica, non essendoci ignoto che molto più tardi Ramesse II si recò in Galilea, nel 1272 a. C., mentre più a Nord proprio la città di Gerico era vuota e deserta da molto, molto tempo. E c'è da chiedersi come mai la Bibbia (pare che re Giosìa, poi ucciso in battaglia da faraone, ne abbia trovato una versione nelle profondità segrete del Tempio di Salomone. Chissà se la adottò come testo ufficiale!) ci descriva cose in altra maniera. Cosa si vuole forse nascondere, che Ramesse II, anni dopo la battaglia di Qadesh, fece un'alleanza di mutua assistenza con gli Ittiti anatolici e che essi si divisero tutti i terrritori e i gruppi umani nelle terre di mezzo? Di certo Mer-en-Ptah, successore al trono di Ramesse II, disperse tribù ribelli nel deserto, e tra di esse vi cita una tribù di nome Israele, non già quel futuro regno. La notizia di ciò fu scolpita sulla stele nera guarda caso già appartenuta a Amenofi II (Amen-hotep). In conclusione, accennando a notizie dell’egittologo Donadoni in cui Israele persino partecipò a campagne belliche in Egitto ai tempi dei Persiani e a quelli di Bagoa, allora governatore di Giudea, in cui in Alto Egitto, a Elefantina, venne costruito tempio dedicato a Geova, se si vuole proprio credere veritiera la parola del biblista, la Legge dei padri fu, però, compilata quando i due scettri non avevano più influenza sulle province costiere: solo dopo Ramesse III, che sconfisse nel delta del Nilo i cosiddetti Popoli del Mare, solo allora si potè dichiarare che la regina Nefert-ari, moglie di Ra-messes, si fu infatuata di un certo Mosè, senza incappare nella vendetta dei faraoni contro la calunnia (ma forse di Mosè ne esistettero più di uno e, come scrisse il giornalista americano Lehrner, uno era solo egiziano: egli attraversò le paludi del Mar Rosso e fabbricò serpenti in rame nell’oasi sinaitica di Qetta con fonderie, appunto, egiziane). Una certa bestia ha diecimila occhi e orecchi dappertutto e riferisce tutto al visir.

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