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28 febbraio 2014 5 28 /02 /febbraio /2014 22:37

"Nessun archeologo direbbe che il cilindro possa rappresentare dei pianeti, e tanto meno dei pianeti che non rientrano tra quelli conosciuti in mesopotamia."
(cit. nostro articolo "Marduk l'ordinatore del cosmo")

  • Il sigillo VA 243 è di molto più antico della stesura dell'Enuma Elish.
  • La datazione del poema, indipendentemente da ogni discussione, può essere fatta risalire, come tempo massimo, al regno di Hammurabi, sesto re di Babilonia (XIX-XVII secolo a.C., cronologia media).

Il regno di Babilonia, durante il periodo di Hammurabi, era un regno minore, facente parte di un sistema di città stato della Mesopotamia in eterna lotta fra di loro per la conquista di terre fertili coltivabili, utili ovviamente alla sopravvivenza del popolo.
Durante il regno di Hammurabi vengono conquistate le città di Uruk e di Isin, Larsa e Mari ed infine Eshnunna, città stato sumerica più potente fra le nemiche.
Vennero unificati i paesi di Sumer e di Akkad ponendo fine all'ultima dinastia sumerica di Isin e all'indipendenza di tutte le città stato sumere. L'impero di Babilonia nasce con Hammurabi che sarà il primo sovrano di una zona che presenta caratteristiche di regione unitaria.

Mesopotamia in greco significa "Terra fra i due fiumi" il Tigri e l'Eufrate che attraversano l'odierno Iraq.

E' bene qui fare un poco di cronologia sulle antiche civiltà mesopotamiche:

  • Regno Sumero, il più antico, periodo antecedente al III millennio a.C.
  • Impero Accadico II e III (2750-2350 a.C)
  • Impero Babilonese II millennio a.C.
  • Impero Assiro II millennio a.C

Le datazioni qui riportate sono relative agli "imperi" e non alla presenza di queste popolazioni che sostituirono o ne precedettero delle altre in questa zona ricca di insediamenti umani.
In Mesopotamia, vi furono molte lingue e molte popolazioni, ma nonostante il mutare di queste, la cultura dei sumeri è rimasta, come riferimento, influenzando le popolazioni per tutta la durata della Mesopotamia.
Questo, a parer mio, può ingererare nei meno informati qualche confusione di attribuzione dei reperti archeologici: il sigillo VA243 è Sumero e non Babilonese, L'Enuma Elish è Babilonese e non Sumero quindi NON HANNO alcuna relazione fra di loro.
Il sigillo VA 243, sumero, NON rappresenta dei pianeti, ne tantomeno quelli conosciuti in mesopotamia. Vedremo per esempio l'interpretazione di Michael Sheiser delle 3 linee di testo presenti sul sigillo.

Linea 1 = dub-si-ga “Dubsiga” [un nome personale di una persona apparentemente potente ]
Linea 2 = ili-il-la-at “Ili-illat” [un altro nome di persona, questa volta del proprietario del sigillo]
Linea 3 = ir 3 -su “dein Knecht” [dal tedesco, "tuo servo"]

Insisto ancora sul Regno sumero per poter citare gli Anunna che in akkadico è reso con Anunnaki/Anunnaku, insieme degli dèi sumeri, e più tardi assiro-babilonesi.
L'antico Regno Sumero (Mesopotamia meridionale) è considerato e citato come la civiltà più antica, colei che ha fissato con la scrittura cuneiforme su tavolette in argilla, il passaggio dalla preistoria (pré-história/ prima della scrittura) alla storia. La datazione è situata intorno al tremila, quattromila a.C..

Nel marzo 1843 vengono scoperte migliaia di tavolette cuneiformi, di periodo sumero, in un palazzo assiro. Questo ritrovamento fornirà le prime prove dell'esistenza di una città, ritenuta fino ad allora mitologica, datata migliaia di anni.
Paulo Emiliano Botta, (Torino, 6 dicembre 1802 – Achères, 29 marzo 1870) archeologo, storico italiano, naturalizzato francese, rinvenne in Iraq a Khorsabad una enorme area sotterranea al cui interno, in una stanza, vi erano centinaia di reperti oltre a moltissime iscrizioni murali nell'antica scrittura cuneiforme sumera.
Vengono scoperte anche le ancora leggendarie rovine della capitale sumera UR. Viene riportata alla luce la grande Ziggurat di Ur, una piramide a gradoni, centro amministrativo della città che si credeva potesse essere solo un mito, ma il ritrovamento ne dimostrò l'effettiva esistenza storica. Ur fu distrutta e saccheggiata poco prima del 2000 a. C., a parere di molti studiosi, dagli Elamiti provenienti da Elam città dell'attuale Iran occidentale.
Agli antichi sumeri sono attribuite molte scoperte ed invenzioni come la scrittura, l'agricoltura, la scienza, la medicina, la matematica, le leggi, i tribunali, i giudici, le scuole, la forma politica della monarchia.

Nei testi cuneiformi rinvenuti, oltre ad altro, viene descritto un gruppo di divinità di progenie speciale: gli Anunnaki .
Il sistema religioso mesopotamico era di tipo politeista costituito da centinaia di divinità, maschili e femminili, descritte il più delle volte con sembianze umane e con personalità umane o per lo meno molto simili alle nostre. Queste divinità erano organizzate in una gerarchia politica che rispecchiava la gerarchia mesopotamica. Esistevano divinità di rango più alto e divinità di rango inferiore; i primi collocati in cielo, i secondi sulla terra e negli inferi, ovvero il sottosuolo. Secondo i testi gli Anunnaki erano le divinità superiori, collocate quindi al livello del cielo ed erano i più importanti fra gli dei.
Potenti, misteriosi, gli Anunnaki appartenevano al mito e alla tradizione sacra, il loro aspetto veniva descritto come umano e non spirituale, non erano quindi in grado di mutare forma o di presentarsi in modo invisibile ed appartenevano alla TERRA, anche se collocati ad un livello superiore.

Credo che la loro, per me ovvia, collocazione nei cieli, sia dovuto esclusivamente a sottolineare la loro altezza e distacco dagli dei di ordine inferiore, così come quando si discute collocando la loro figliolanza fra i "giganti", non già per sottolineare delle dimensioni corporee più grandi, ma per sottolinearne la forza e le competenze fra quelle appartenenti ad una razza superiore ed eletta, derivata sicuramente da ciò che la leggenda racconta sulle loro conoscenze e sul loro potere sugli altri a seguito, più verisomilmente, dall'appartenenza ad una "casta" umana di cui poco ancora si conosce.

E' semplicistico rinviare ad alieni divinità di cui si conosce pochissimo, una soluzione comoda di fronte a ciò che ignoriamo ancora di noi stessi e delle nostre origini, un voler affidare le nostre origini ad un qualcuno che non era in grado di auto organizzarsi, se non facendo ricorso ad un qualcosa di esterno, di più grande, di più potente, di più evoluto che, "per forza", non deve appartenerci.
Rifiuto questa forma di "sottomissione" pur non escludendo la possibilità di altre forme di vita che siano esse collocate nello spazio siderale, in altre dimensioni, o su questo stesso nostro pianeta. Troppo poco sappiamo della Realtà e di ciò che essa sia nella sua completezza, confondendone una parziale, la nostra, con quella che invece tutto comprende al di là delle nostre misere conoscenze e capacità percettive.

 

http://beyul.org/storia/revisione/142-va243-e-anunnaki

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Published by il conte rovescio - in alieni e cose del nostro mondo
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