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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 22:45

prima di tutto,iniziamo a specificare cosa sono e chi sono gli INDIGNADOS:è un movimento sociale di cittadini formando  una larga mobilitazione di protesta pacifica dal basso contro il governo spagnolo di fronte alla grave situazione economica in cui versa il Paese.

 

Le proteste sono iniziate il 15 maggio 2011 in occasione delle elezioni amministrative.L'obiettivo del movimento è promuovere una democrazia più partecipativa, atta a coinvolgere involontariamente gran parte dei paesi europei che risentono chiaramente del sistema che attualmente,crea a tutta la popolazione povera e del ceto medio,un disagio crescente e difficilmente risolvibile.

Le proteste piu' grandi comunque,sono state al di fuori dell'unione europea,precisamente nei paesi arabi dove abbiamo visto come una protesta possa sfociare con il coinvolgere anche nazioni che prima del malcontento e della rivoluzione,quali proprio quelle europee...

e pensate che si pensa che l'ispiratore di questo movimento sia Stephane Hessel, soldato della resistenza francese durante la seconda guerra mondiale, pubblicò un libro dal titolo "indignez-vous", "indignatevi",gia' allora quindi le stesse problematiche di allora,sono le stesse di adesso....

 

'Dall'inizio di questo movimento cosa e' cambiato finora?

e' cambiato perlomeno il modo di pensare,la gente che approva il malcontento e si vede la cassa integrazione,la modifica dei propri contratti di lavoro,la flessibilita' del lavoro,l'aumento dell'eta' lavorativa e possiamo fare una lista lunghissima con tutte le motivazioni perfettamente giustificate,NON PUO' CHE UNIRSI AL MOVIMENTO PACIFICO E MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO DAVANTI AL MONDO.Come qualcuno ha detto...il 99% della gente che ha problemi si sta stufando di quell'1% di persone che li guarda dall'alto come se fossero superiori in ogni cosa.

 

sono dell'idea che insieme possiamo risolvere il problema

da soli portiamo un alro problema.

 

 forse non tutti che come esempio e dico esempio,dato che ci sono molti fattori da prendere in considerazione...lo abbiamo a portata mondiale:

atto da: http://cafedehumanite.blogspot.com
June 21, 2011 "Netright" -- – L'islanda è libera. E lo resterà fintanto che le persone vorranno restare autonome dal dominio straniero di presunti "maestri" in questo caso i banchieri internazionali.

Il 9 aprile , il popolo d'Islanda, incrollabilmente indipendente, ha sconfitto un referendum che avrebbe finanziato la Gran Bretagna e l'Olanda che avevano coperto i depositi  degli investitori olandesi e inglesi  che avevano perso fondi nella banca Icesave nel 2008.

 

Al tempo del fallimento della banca, l' Islanda si rifiutò di coprire le perdite. Ma nonostante questo  la Gran Bretagna e l'Olanda avevano richiesto che l'Islanda le ripagasse per il prestito come condizione per essere ammesse nella EU.

In risposta, le genti d'Islanda hanno detto all'EU di andare a quel paese. Il voto fonale è stato del 58.9 percento contro il 39.7 percent. “ I contribuenti non dovrebbero essere responsabili di pagare i debiti  di una istituzione privata" ha detto Sigriur Andersen, il portavoce del gruppo di consuelnza che si è opposto al bailout (finanziamento a copertura).

un simile  referendum nel 2009 sullo stesso tema, sebbene in termini più severi,  il 93,2 percento dell'elettorato si rifiutò di garantire  i depositici di investitori stranieri  che avevano fondi  nella banca islandese.

(...) Quella opposizione al finanziamento-risarcimento portò alla decisione della Islanda di consentire alla banca di fallire nel 2008. I contribuenti non potevano permetterselo. Come fatto notare da Bloomberg News, al tempo in cui la crisi colpi nel 2008, “le banche avevano debiti  pari a 10 volte il PIL della Islanda, di 12 miliardi di $.”

Erano banche private e non abbiamo pompato denaro in queste per tenerle in vita; lo stato non si è sobbarcato la responsabilità del fallimento deleel banche private” ha detto il Presidente Olafur Grimsson alla Bloomberg Television.

Il NO dei votanti è arrivato nonostante le minacce di isolare l'Islanda dalle sovvenzioni di istituzioni finanziarie internazionali . Il debito nazionale dell'Islanda è già stato svalutato dalle agenzie di rating del credito ed ora le stesse agenzie hanno promesso di rifarlo come punizione per aver sfidato la volontà dei banchieri internazionali.

 

Questo è solo l'ultimo pezzo del lungo sceneggiato, dal 2008, delle istituzioni globali che si rifiutano di assumersi le perdite nella crisi finanziaria. Minacce di una depressione economica globale e pretese di essere "troppo grandi per fallire" sono state pari ad un fucile piantato sulle teste dei governi rappresentativi in USA e EU. L'Islanda è di particolare interesse perchè non ha risarcito le sue banche come l'Irlanda ha fatto o come hanno fatto gli USA.
(...) Infine tali garanzie non sono necessariamente per mantenere una piena occupazione o addirittura un incremento nella economia, sono invece semplicemente designate per consentire a queste istituzioni internazionali di aumentare i loro margini di profitto in tempi buoni e di evitare perdite catastrofiche in tempi cattivi.

La lezione qui è istruttiva e al contempo raggelante. Nel caso in cui gli USA (o similare sovranità in questione) tentassero di ristrutturare il loro debito o obbligassero gli investitori privati a dare un taglio ai loro stupidio giochi d'azzardo, queste istituzioni internazionali hanno promesso in risposta l'equivalente di una guerra economica.

Tuttavia l'alternativa per questi governi rappresentativi, è quella di sacrificare la loro indipendenza ad un quadro di banchieri sfacciati che non mostrano fedeltà a nessuna nazione.

E' il conflitto che ha già definito l'inizo del 21° sec. La questione è se i popoli liberi sceglieranno di restare tali, come ha fatto l'Islanda, o si sottometteranno.

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Published by il conte rovescio - in attualita'
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