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14 maggio 2014 3 14 /05 /maggio /2014 22:13

Quanto andrete a leggere si è rivelato di fondamentale importanza per me, poiché in esso sono contenute una moltitudine di risposte a certi quesiti derivati da esperienze vissute ma -purtroppo- comprese poco. Aver ripreso in mano questa opera e averla letta adesso si è rivelata essere una fonte meravigliosa di risposte riguardo l'alienazione, i viaggi iper-coscienziali e molto altro.

Vi invito, pertanto, a comprare e leggere il libro nel caso non l'aveste ancora fatto; e, in tal caso, di rileggerlo meglio e con la giusta chiave di lettura.

 
Parsifal A. Drake


"Come si fa a fissare il punto di unione in una posizione di Sogno?"
"Sopportando la visione di qualunque elemento del Sogno, o cambiando Sogno a piacere. Con le tue esercitazioni del Sognare, stai davvero mettendo in pratica la tua capacità di essere coesivo, cioè la tua capacità di conservare una nuova forma di energia, tenendo il punto di unione fissato sulla posizione di qualsiasi Sogno particolare che tu stia facendo".

[...]

"Come facciamo a sapere che manteniamo la coesione?"
"Lo sappiamo dalla chiarezza della nostra percezione. Più è chiara la visione dei nostri Sogni, più è grande la nostra coesione".

Disse che era giunta l'ora che avessi un'applicazione pratica di quanto avevo appreso nel Sognare. Senza darmi la possibilità di porre la minima domanda, mi sollecitò a concentrare la mia attenzione, come se stessi Sognando, sulle foglie di un albero là vicino, un mesquite [albero della gomma, Ndr]. "Vuoi che lo fissi soltanto?" mi informai.
"Non voglio che ti limiti a guardarlo, ma che faccia qualcosa di speciale con il fogliame" specificò. "Ricorda che, nei Sogni, una volta che riesci a sostenere la vista di ogni elemento, stai in realtà tenendo la posizione di Sogno del tuo punto di unione. Ora, guarda fissamente quelle foglie come se stessi sognando, ma con una piccola e pur molto significativa variazione: manterrai la tua Attenzione del Sogno sul fogliame del mesquite nella consapevolezza del nostro mondo quotidiano".

Il nervosismo mi impediva di seguire il filo dei suoi pensieri. Con grande pazienza, lui mi spiegò che, fissando le foglie, avrei compiuto un minimo spostamento del mio punto di unione. Poi, raccogliendo la mia Attenzione del Sogno fissando le singole foglie, avrei fissato quel piccolo spostamento e così la mia coesione mi avrebbe fatto percepire in termini della Seconda Attenzione.
Aggiunse, ridacchiando, che il processo era tanto semplice da risultare ridicolo.

Don Juan aveva ragione. Mi bastò concentrare lo sguardo sulle foglie, mantenerlo lì, e in un attimo fui attirato in una sensazione di vortice, molto simile ai vortici dei miei sogni. Il fogliame del mesquite diventò un universo di dati sensoriali. Fu come se la chioma dell'albero mi avesse ingoiato, ma la sensazione non interessava solo la vista; se sfioravo le foglie, le sentivo davvero al tatto e potevo anche goderne il profumo. La mia Attenzione del Sogno era multisensoriale e non solo visiva, come nei soliti Sogni. Quanto era cominciato come un'intensa contemplazione delle foglie dell'albero mesquite si era tramutato in Sognare. Credevo di trovarmi in un albero Sognato, come ero stato in alberi di innumerevoli Sogni. E naturalmente mi comportai in questo albero Sognato come avevo imparato a comportarmi nei miei Sogni: mi spostai da un elemento a un altro, attirato dalla forza di un vortice che prendeva forma in qualsiasi parte dell'albero su cui io concentrassi la mia multisensoriale Attenzione del Sogno. I vortici si formavano non solo quando fissavo qualcosa, ma anche quando la toccavo con qualsiasi parte del corpo. Nel bel mezzo di questa visione, o Sogno, ebbi un attacco di dubbi razionali. Cominciai a chiedermi se nel mio intontimento mi fossi davvero arrampicato sull'albero e stessi proprio stringendo le foglie, perso nella chioma fronzuta, senza sapere quello che facevo. O forse mi ero addormentato, quasi ipnotizzato dal fruscio delle foglie nel vento, e stavo Sognando. Ma come in un Sogno, non avevo abbastanza energia per ponderare troppo a lungo. I miei pensieri volavano via veloci e durarono un solo istante. Poi la forza dell'esperienza diretta li cancellò completamente. Un movimento improvviso intorno a me agitò tutto e in pratica mi fece emergere da una massa di foglie, come se mi fossi staccato dall'attrazione magnetica dell'albero. Avevo di fronte uno sconfinato orizzonte, e lo dominavo da un'altura. Ero circondato da verdi piante e montagne scure. Un'altra esplosione di energia mi agitò fin nelle ossa, e mi trovai da un'altra parte. Alberi enormi si stagliavano dovunque. Lo scenario era in tale contrasto con il deserto di Sonora che non ebbi alcun dubbio di stare Sognando. Mi aggrappai a quella straordinaria visione, timoroso che potesse interrompersi, sapendo che si trattava davvero di un Sogno e che tutto sarebbe sparito non appena avessi esaurito l'Attenzione del Sogno. Ma le immagini continuavano, anche quando pensai di avere certamente finito la mia Attenzione del Sogno.
Ebbi un pensiero atroce: e se non si trattava né di un Sogno né del mondo di ogni giorno?

Terrorizzato, allo stesso modo in cui un animale può provare terrore, mi ritrassi nella massa di foglie da cui ero emerso. L'impeto del movimento all'indietro continuò a farmi scivolare tra il fogliame e i rami nodosi. Mi staccò dall'albero e in mezzo secondo mi trovai in piedi accanto a Don Juan sulle soglie di casa sua, nel deserto di Sonora.

[...]

[Don Juan] Mi avvertì che non sarebbe stato possibile fidarsi della mia razionalità per capire la mia esperienza, non perché la mia razionalità fosse in qualche modo menomata, ma perché quel che aveva avuto luogo era un fenomeno al di fuori dei parametri della ragione.
Con grande pazienza mi fece notare che la ragione è soltanto un sottoprodotto della posizione abituale del punto di unione; quindi, sapere quanto accade, avere la mente ferma e i piedi piantati ben saldi in terra sono solo il risultato della fissazione del punto di unione nel suo posto abituale. Più sarà rigido e stazionario, maggiore sarà la nostra fiducia in noi stessi, più profonda la nostra convinzione di conoscere il mondo, di riuscire a prevedere le cose.
Aggiunse che il Sognare ci dona la fluidità per entrare in altri mondi, distruggendo la nostra sensazione di conoscere questo. Lui definiva il Sognare un viaggio di dimensioni impensabili, un viaggio che, dopo averci fatto percepire tutto quello che si può umanamente percepire, fa superare al punto di unione i confini della sfera umana, facendogli percepire l'inconcepibile.

[...]

Il Maestro mi fece notare che, poiché siamo attirati in quel sistema in quanto vi siamo nati, dal momento della nascita noi cerchiamo imperativamente di rendere la nostra percezione conforme alle esigenze di questo sistema, un sistema che ci domina per tutta la vita. Di conseguenza, gli antichi stregoni avevano davvero ragione a credere che l'atto di annullare tale sistema e di percepire energia direttamente è ciò che trasforma una persona in stregone.
"Che cosa mi accadde veramente, Don Juan?"
"Per un po' la tua percezione fu caotica; ti si presentò tutto in una volta sola, e il tuo sistema per interpretare il mondo non funzionò. Poi, il caos finì, e ti trovasti davanti a un mondo nuovo".
"Ci troviamo ancora nello stesso posto dove eravamo prima, Don Juan. Esiste davvero quel mondo, o è solo la mia mente che l'ha inventato?"
"Siamo tornati, certo, e la risposta è ancora la stessa. Esiste nella posizione precisa in cui si trovava il tuo punto di unione in quel momento. Per percepirlo, ti serviva la coesione, cioè, avevi bisogno di mantenere fisso il tuo punto di unione in quella posizione, e ci sei riuscito. Come risultato, percepisti nella sua interezza un mondo nuovo, per un certo tempo".

[...]

"La ricerca della libertà è l'unica forza stimolante che conosca. Libertà di volare in quell'infinito là in alto; libertà di dissolversi; libertà di distaccarsi da tutto; di essere come la fiamma di una candela che, nonostante il paragone con la luce di miliardi di stelle, rimane intatta perché non ha mai finto di essere più di quanto non fosse: solo una candela".


 Carlos Castaneda, L'Arte di Sognare
Edito da BUR (Biblioteca Universale Rizzoli), edizione 2008.
Tutti i diritti riservati all'autore ©

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Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
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