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25 giugno 2012 1 25 /06 /giugno /2012 18:12

http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQpIadHM0Fe5iAVSscsdaWjwN1NAmRABjkYHonc48Eek-vVv0M043HMHXLJuw«Ma tu vivi in una miscela di gas?» Se ce lo chiedesse qualcuno per la strada, oppure anche un amico penseremmo subito a un colpo di sole dovuto alla stagione o alle varie ondate di calore Scipione e Caronte, quest'ultimo nome non felicissimo, che stanno arroventando il nostro Paese.

E invece è proprio così: non solo viviamo in una miscela di gas, l'atmosfera, ma anche parecchio diversa da quel che generalmente pensiamo. Infatti è vero che è l'ossigeno il gas fondamentale per la nostra vita, ma ce ne è molto meno di quel che pensiamo in quella miscela gassosa che chiamiamo, oltre che atmosfera, anche più semplicemente "aria" quando sono coinvolti i nostri polmoni. Il 21 % è ossigeno mentre la stragrande maggioranza percentuale, il 78%, è dell'azoto, per fortuna inerte. Accanto a questi tracce, poche parti per mille, di roba esotica: Xeno, Krypton, idrogeno e così via. Oltre a quel che, scellerati che siamo, ci buttiamo dentro noi continuamente con industrie, automobili e così via. Tutta roba fondamentale per carità, però sappiamo bene che esageriamo alla grande pensando che l'atmosfera sia in realtà "inesauribile".

Ma non lo è affatto. A 10.000 metri, basta fare un volo transoceanico per provarlo, la temperatura esterna è grosso modo sui -60 gradi e a respirare sull'Everest ci sono riusciti proprio in pochi, grandi campioni, e per tempi brevi. La nostra conchiglia di sopravvivenza è quindi incredibilmente sottile. Se pensiamo che la Terra, uno per l'altro, ha un diametro di 12.700 chilometri, senza troppa difficoltà ci rendiamo conto che l'atmosfera che ci permette di vivere è sottile come un foglio di pellicola trasparente, quella per i cibi, sopra un bel meloncino. Impressionante vero?

E ora che andiamo al mare e quindi usiamo qualche crema protettiva dovremmo ricordarci che alterando l'atmosfera alteriamo un filtro protettivo ben più fondamentale per la vita: ferma la radiazione ultravioletta, letale, quella infrarossa, i raggi X e Gamma e così via. Senza quel sottile strato, e gli altri che gli stanno sopra sempre più rarefatti ma comunque importanti fino a un altezza di 300-400 chilometri, la nostra specie, e quasi tutte le altre, non sarebbe mai esistita.
Oggi siamo molto, molto attenti a capire se domenica prossima sarà caldo o meno, ma dovremmo ricordarci spesso, se non sempre, che ogni cosa ha il suo doppio. L'atmosfera, madre benigna, potrebbe rivoltarsi senza problemi contro di noi. Se il CO2 aumenta troppo il filtro atmosferico diventa, come su Venere dove sono 400 gradi al suolo, uno strumento di morte per gli esseri viventi. Lascia entrare infatti la radiazione solare ma non la lascia più uscire, come invece fa ora. Come un pallone da calcio che cade dall'alto ma poi continua a rimbalzare fra pavimento e soffitto, a 300.000 chilometri al secondo. Insomma se è caldo in questo periodo, facciamo però in modo che non lo diventi ancora di più in futuro.

 

 

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