Sunday 15 july 2012
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Potevamo essere sicuri della sua mancanza per sempre dalla situazione politica? Di frasi che in questo governo rimarranno nella storia come offensive per il popolo
e lasciate passare come nulla fosse, eccone un' altra dell' ex premier: "Torno in pista per salvare il Pdl". Lo dice Silvio Berlusconi, in un colloquio
con Bruno Vespa, spiegando al "Quotidiano Nazionale" le ragioni che lo hanno portato a decidere di ricandidarsi. "Alle elezioni politiche del 2008 - dice Berlusconi - abbiamo preso il 38%. Se
alle prossime dovessimo scendere per assurdo all'8%, che senso avrebbero avuto 18 anni di impegno politico?". Marcato in rosso come frase TOP della serie, il termine SALVARE,mi mette una certa
ansia, specialmente perchè se siamo in una situazione col debito pubblico così' alta, lo dobbiamo essenzialmente a chi ci ha guidato in questi anni al governo, quindi non attribuisco la colpa ad
un solo personaggio ma a tutta una situazione che ha portato i governi a non riuscire più a contenerlo.
Il Cavaliere riferisce che avrebbe "voluto dare l'annuncio piu' in la', magari all'inizio dell'autunno. Ma qui non si riesce a tenere niente di riservato". Poi l'ex
presidente del Consiglio parla della situazione economica e dell'aumento dello spread: "Noi subimmo una violentissima campagna sugli spread eppure io - afferma il Cavaliere - ho sempre saputo che
essi sono frutto di speculazione".
"Agghiaccianti ritorni". Cosi' Pierluigi Bersani parla della candidatura di Berlusconi alle prossime elezioni politiche.
"Nei prossimi mesi dovremo parlare all'Italia e risvegliare non un sogno ma una ragionevole fiducia, una speranza fondata.
Mettendoci all'attacco". "Perche' mai - si chiede il segretario Pd -, non dico uno speculatore, ma un onesto risparmiatore del mondo dovrebbe prestarci soldi se in Italia prendesse voti chi dice
(un giorno si' e l'altro no) che bisogna uscire dall'Euro, scherzando con la prospettiva di un drammatico impoverimento di milioni e milioni di persone, o se prendesse voti chi dice che non
dobbiamo pagare i debiti? Perche' mai quel risparmiatore - prosegue Bersani - dovrebbe aver fiducia nell'Italia se l'Italia di nuovo scegliesse la strada dell'eccezionalismo, di soluzioni
sconosciute alle democrazie del mondo? Liste di fantasia, partiti per procura, leadership invisibili e senza controllo o (sono notizie di questi giorni) agghiaccianti ritorni? Perche' se gli
italiani scelgono soluzioni avventurose o disperate gli altri dovrebbero scommettere su di noi?". "E' chiaro che la ridiscesa in campo di Berlusconi non fara' certo bene all'Italia", ma "ora
nessuno ha piu' alibi, siamo tutti in campo aperto. Chi sceglie il Pdl o come si chiamera', sceglie Berlusconi", mentre "il nostro compito sara' aggregare il centro". Lo afferma il leader
dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, spiegando che "il giorno dopo le elezioni l'Italia non e' governabile senza una convergenza tra le grandi forze politiche".
Da quando i giornali hanno riportato le dichiarazioni di Alfano che aprono la strada a una rinnovata leadership berlusconiana della destra italiana, i
centralini di Palazzo Chigi e quelli del Quirinale hanno passato ai piani alti dei due palazzi molte telefonate provenienti dalle altre capitali europee con richieste di chiarimenti e segnali di
inquietudine. E il "percorso di guerra" di Monti a Bruxelles si è fatto, se possibile, ancora più difficile; increduli e molto preoccupati, gli europei hanno accolto il ritorno di
Berlusconi sul proscenio della politica italiana come fosse quello di un fantasma che si sperava definitivamente esorcizzato. Un fantasma che li riguarda da vicino, perché l'Italia è, fin dagli
inizi della crisi, il campo di battaglia su cui si giocano le sorti dell'euro e dell'Europa. E l'allontanamento di Berlusconi, propiziato dal cordone sanitario in cui lo avevano isolato le
cancellerie europee, era stato un passo considerato decisivo per salvare il Paese e, con esso, la moneta unica.
"Non voglio immischiarmi negli affari interni italiani - dice Sylvie Goulard, esponente francese del gruppo liberale al Parlamento europeo, co-fondatrice del
Gruppo Spinelli e relatrice del rapporto parlamentare sulle misure di rafforzamento della governance economica - ma tutte le capitali europee vorrebbero che il governo italiano restasse impegnato
nella difesa dell'euro. Certo le ultime dichiarazioni di Berlusconi sulla moneta unica o sul ruolo della Banca centrale gettano all'aria tutti i progressi accumulati negli anni da uomini come
Ciampi, Prodi, Draghi e Monti. Non credo proprio che nelle capitali abbiano accolto la notizia con piacere. L'ultima cosa di cui hanno bisogno gli europei è una campagna elettorale italiana
giocata sul sì o sul no all'Europa. Ovviamente la decisione finale spetta agli elettori italiani.
Pareri molto diversi da quelli che gli elettori riservano all'attuale governo
guidato da Mario Monti. I tempi della luna di miele dell'insediamento, quando il consenso toccò l'eccezionale cifra del 62%, sono decisamente lontani, ma l'esecutivo dei tecnici in questo ultimo
rilevamento recupera credibilità, grazie probabilmente alla determinazione mostrata dal presidente del Consiglio al vertice europeo di fine giugno. Il sondaggio Ipr certifica che il 49% degli
italiani sostiene di averte molta/abbastanza fiducia in Monti, contro il 44% che afferma di averne poca/nessuna. A metà giugno questi due schieramenti erano invece appaiati in perfetta parità a
quota 46%. Inoltre il 55% si dice convinto che il Professore stia raggiungendo l'obiettivo di salvare l'Italia e portarla fuori dalla crisi economica, anche se per il 48% "resta molto da fare".
La fiducia in Monti non coincide però con quella nel governo in generale, che non va oltre il 40%, perdendo 5 punti rispetto allo scorso aprile (-10% su gennaio).
Da segnalare infine che nella graduatoria del consenso ai ministri rimane in testa la responsabile del Viminale Anna Maria Cancellieri, apprezzata dal 53% degli italiani, mentre la Guardasigilli
Paola Severino raggiunge al secondo posto il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera (48% per entrambi). Crollo di credibilità invece per il ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi
che perde ben 4 punti percentuali, precipitando al quinto posto con il 45% di aprezzamento.
viene accolta bene dalla Lega, ma a una precisa condizione che il governo tecnico, cui il Carroccio ha sempre negato l’appoggio, persa la maggioranza. Almeno questo si intuisce dalla risposta che
Umberto Bossi, presidente a vita della Lega, dà ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla quinta discesa in campo del Cavaliere. “Vedremo. Se fa saltare Monti va bene, allora è positivo”
argomenta il Senatur alla festa della Lega di Venaria (Torino). A chi domanda se con il leader del Pdl candidato è possibile una nuova allenza con la Lega, replica: “E’ molto più complicato di
una volta, penso sia difficile”. A chi chiede se sia dispiaciuto per l’esclusione del suo nome dal simbolo della Lega Bossi, costretto a farsi da parte per gli scandali sui fondi del partito
utilizzati anche per le spese dei suoi familiari, risponde: “No, la Lega è un programma, è un progetto, e noi lo stiamo raggiungendo”.
Dichiarazioni sulla stessa lunghezza d’onda quelle di Roberto Maroni, il neosegretario: “Abbiamo sempre detto che la Lega era interessata ad un cambiamento, nel Pdl, e sembrava ci fosse stato con
Alfano: adesso verifichiamo che, nella Lega, il cambiamento vero, che continua, c’è stato; nel Pdl, è stata, invece, una finta”. Al suo arrivo alla festa organizzata dal movimento Giovani padani
ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo l’ex ministro dell’Interno commenta così il rientro in prima linea dell’ex alleato. “Abbiamo preso atto di questa stranezza”, ha continuato il
segretario federale del Carroccio, sempre riferendosi al ritorno del Cavaliere, ma per noi la questione “non è di attualita’”. ”Non ci interessa – ha insistito – il candidato premier ci sarà,
quando ci saranno le elezioni, ora dobbiamo parlare di cose concrete”. “Stiamo a vedere, ma per adesso non ci interessa questa discesa in campo”.
Di il conte rovescio
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Pubblicato in : Cronaca
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Penso che Berlusconi affermando di voler salvalre il PDL abbia detto la verità. Quello era un 'partito' del leader che non è riuscito a strutturarsi e ad avere indipendenza.
Non farà il presidente del consiglio, ma come molti altri non vuole chiudere la sua bottega. Anche se più bassa, secondo me con la sua presenza, la percentuale di consensi potrebbe essere ancora significativa.
Nonostante il richiamo alla frase 'discesa in campo', lui in politica non ci si è certo messo per sport! Meglio esserci che stare fuori. Sono pochi in politica quelli che dicono: 'io ho dato, ora tocchi agli altri"
bisogna ricordarsi comunque che se siamo in questa situazione, è dovuto alla cattiva amministrazione di un governo: quando Berlusconi è stato messo da parte per fare posto a Monti, abbiamo capito a che punto eravamo messi in confronto all'Europa.Adesso che sono arrivati dei consensi dal Parlamento Europeo, si vuole ricandidare a nuova forza.
Dobbiamo avere politici nuovi, che capiscano e sappiano che il popolo italiano ha delle necessità vere.