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1 ottobre 2012 1 01 /10 /ottobre /2012 20:56

Le immagini della missione LRO permettono di distinguere le ombre lasciate dalle bandiere piantate sulla Luna dagli astronauti delle missioni Apollo e formulare ipotesi sulla loro conservazione. Ben visibili quelle delle missioni Apollo 12, 16 e 17, ma non c'è traccia di quella di Armstrong.

Un totale di 6 bandiere per 7 missioni, piantate sulla superficie lunare. Se è vero quanto riportato dall’astronauta Buzz Aldrin dell’Apollo11, la numero 1, una normalissima bandiera americana realizzata da una azienda del New Jersey e venduta alla NASA per 5,5 dollari, non sarebbe sopravvissuta alla ri-partenza dalla superficie lunare del modulo di atterraggio. Questo ci porta a un totale ipotetico di 5 bandiere il cui stato di conservazione, dopo 40 anni circa di esposizione all’impervio ambiente circostante, è tutto da valutare.
Le immagini ad alta risoluzione della missione LRO, Lunar Reconnaisance Orbiter, dopo averci mostrato gli strumenti rimasti sulla superficie  ci permettono oggi di formulare delle ipotesi sul destino di questi simboli della conquista lunare, gettando luce sul mistero, con una interessante tecnica di studio delle ombre.

Il sito di allunaggio dell'Apollo 17 ripreso dalla LRO. Crediti: NASA/GSFC/Arizona State University

L’immagine di oggi è un esempio di questa tecnica. Nell’inquadratura, il sito di allunaggio dell’Apollo 17, l’ultima missione lunare, dove sono ben visibili i resti della missione. Malgrado l’alta risoluzione dell’immagine, identificare la bandiera distinguendone la forma è un obiettivo decisamente troppo ambizioso, persino nell’ingrandimento (riquadro in basso a sinistra). A complicare le cose, l’attività degli astronauti che hanno camminato e lavorato a lungo nelle zone di atterraggio, lasciando tracce sul terreno smosso che potrebbero dare l’illusione della presenza di oggetti non presenti.

Eppure, l’immagine permette la chiara identificazione dell’ultima bandiera piantata sul suolo lunare grazie alla scelta di scattare la fotografia quando il sole si trovava molto basso sull’orizzonte, con un angolo di incidenza di 56 gradi, proiettando una lunga e ben identificabile ombra. Combinando questa immagine con altre prese in diversi momenti di illuminazione radente (all’alba e al tramonto, per intenderci) è possibile ricostruire una sequenza temporale in cui l’ombra della bandiera compie un cerchio intorno alla sua asta (vedi a questa pagina web una interessante animazione interattiva della sequenza temporale: cliccate sul sole sulla barra e tenedo premuto, potrete ammirare curiose immagini). Oltre a farci affermare che la bandiera è ancora al suo posto, queste immagini ci permettono di azzardare, grazie alle dimensioni dell’ombra stessa, che il tessuto non dovrebbe essersi disintegrato dopo 40 anni di permanenza sul suolo lunare.

LRO sta realizzando una mappa completa della luna, concentrandosi su tutti i siti di allunaggio. Finora dalle immagini analizzate risultano chiaramente identificabili, piantate nel terreno, le bandiere dei siti degli Apollo 12, 16 e 17. Le immagini del sito dell’Apollo11 sembrano dare ragione a Buzz, visto che nessun oggetto svettante è stato identificato. Per le altre missioni, gli scienziati stanno ancora studiando.

Contemporaneamente, ci si interroga sullo stato di conservazione delle bandiere sopravvissute. L’ambiente lunare è particolarmente inospitale. Alterna temperature che oscillano da100° C a -150° C ed è sottoposto ad una luce solare non filtrata, dove la componente UV potrebbe essere fatale per i colori del tessuto di cui le bandiere sono fatte.
L’argomento non è secondario. Basta immaginare l’impatto mediatico che potrebbe avere una qualche futura missione lunare che si ritrovi a recuperare una ben poco simbolica bandiera bianca. Costata poco più di 5 dollari degli anni ’60, ma milioni di dollari per raggiungere la superficie lunare.

 

 

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