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12 marzo 2014 3 12 /03 /marzo /2014 22:20

bocca inferno

Il rilevamento si deve ad un team di archeologi italiani, il quale ha annunciato di avere trovato una caverna che sfiderebbe le leggi della scienza. Da questa "bocca", infatti, verrebbe emessa una secrezione di vapori mortali. Sarebbe questo il motivo per cui la mitologia greca e romana la celebrarono come porta d'accesso al Regno dei Morti e fu battezzata come "cancello di Plutone".

In pratica, si tratta di una piccola grotta dalla quale fuoriuscivano, un tempo, alcuni gas tossici. Era questo, in un passato remoto, il luogo deputato al sacrificio degli animali. "Piccoli uccelli sono stati dati ai pellegrini per testare gli effetti mortali della grotta, mentre i sacerdoti allucinati sacrificavano tori per Plutone", spiega Francesco D'Andria, docente di archeologia classica presso l'Università del Salento. "La cerimonia includeva dunque il portare animali vivi nella grotta, trascinandoli fuori morti". Il decesso, come anticipato, avveniva come conseguenza dell'inalazione di gas tossici dei quali, lo stesso team ha potuto constatare "le proprietà letali durante lo scavo. Molti uccelli sono morti mentre cercavano di avvicinarsi alla calda apertura, immediatamente uccisi dalle esalazioni di anidride carbonica", continua ancora D'Andria.

Turchia, scoperta la porta dell'Inferno         

Le fonti storiche collocano il sito a Hierapolis, un'antica città nella regione della Frigia, oggi meglio nota come Pammukkale. Sempre in questo posto e sempre ad opera di Francesco D'Andria, due anni fa fu scoperta la tomba di San Filippo, uno dei 12 apostoli. La città fu annessa a Roma nel 133 e fu fondata intorno al 190 a.C.

Il geografo greco Strabone testimonia nei suoi documenti la spettacolarità del luogo: "Questo spazio è pieno di un vapore così nebbioso e denso che si può a malapena vedere la terra. Ogni animale che vi passa dentro incontra la morte istantanea". Ma l'uomo? Pare che i pellegrini che dormivano non troppo lontano dalla grotta ricevessero visioni e profezie probabilmente provenienti dalle profondità della falda sottostante. Per gli antichi l’inferno rappresentava un concetto molto diverso rispetto a quello proposto dal Cristianesimo. L’inferno infatti accoglieva tutti i defunti, indistintamente, buoni e cattivi. Tutte le culture del mondo hanno elaborato le loro teorie: nell’antico Egitto, per esempio, l’aldilà poteva essere un posto splendido, verde e bagnato da un grande fiume. Se la persona morta veniva preparata adeguatamente, ricongiungendo le diverse parti dell’anima e con la bocca aperta per cibarsi correttamente, allora il regno dei morti non sarebbe stato così brutto. Però, se la persona arrivava alla morte impreparata, allora l’aldilà sarebbe stato un luogo buio e disseminato di ostacoli, in particolare per le persone che in vita non erano state molto buone. 


"Si tratta di una scoperta eccezionale in quanto conferma e precisa le informazioni che abbiamo dalle antiche fonti letterarie e storiche", ha dichiarato Alister Filippino, ricercatore di storia romana presso l'università di Palermo e di Colonia. "Il sito rappresenta un'importante meta di pellegrinaggio per gli ultimi intellettuali pagani della tarda antichità". Un sito che, nel corso del VI secolo d.C., fu poi distrutto dai terremoti. 

Lo stesso D'Adria ha annunciato oggi all'Ansa il ritrovamento all'ingresso della grotta del 'Ploutoniom' di Hierapolis di una statua in marmo di Cerbero, il cane a tre teste che la mitologia greca aveva posto a guardia dell'ingresso dell'Ade, il Regno dei Morti. Accanto a quella di Cerbero - il mostro che solo Ercole era riuscito a sottomettere, facendogli mangiare una pagnotta con semi di papavero che lo aveva addormentato - e' stata scoperta anche la statua in marmo di un enorme serpente, altro animale guardiano per gli antichi greci dell'Oltretomba. L'annuncio durante un convegno in marzo a Istanbul sulle missioni archeologiche italiane in Turchia della scoperta della Porta degli Inferi aveva suscitato enorme interesse in tutto il mondo. Il team di archeologi dell'Universita' del Salento guidato da D'Adria aveva individuato l'antica Porta dell'Ade grazie ai cadaveri di alcuni uccellini, ritrovati morti davanti a una sorta di grotta da dove uscivano fumi mefitici di anidride carbonica. Nei racconti dei suoi viaggi in Asia Minore nel I secolo AC, Strabone aveva descritto la Porta degli Inferi come una apertura ''di dimensioni sufficienti'' per fare passare un uomo ''riempita di un vapore fitto e scuro, cosi' denso che il fondo difficilmente puo' essere individuato''.

Gli animali che entrano ''muoiono all'istante. Anche i tori, quando sono portati al suo interno, cadono a terra, morti''.

''Noi stessi gettammo dentro dei passeri - racconta Strabone - che immediatamente caddero a terra senza vita''.

Gli scavi a Hierapolis procedono con meticolosa prudenza. La grotta, larga non piu' di due metri, non e' stata ancora investigata e potrebbe riservare altre sorprese. D'Adria ha definito la scoperta della statua di Cerbero un ''unicum'', di straordinaria importanza storica e archeologica. L'equipe archeologica italiana continua intanto il lavoro di restauro dell'eccezionale sito di Hierapolis. Nella chiesa accanto alla tomba dell'apostolo San Filippo, scoperta due anni fa da D'Adria, sono state rimontate 8 grandi colonne di marmo, ed e' quasi completato il lavoro di restauro del teatro, uno degli edifici piu' spettacolari dei siti greco-romani in Turchia.

Fonte: ANSAmed

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Published by il conte rovescio - in Archeologia
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