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26 settembre 2012 3 26 /09 /settembre /2012 18:09

 

Il mistero più fitto della storia dell'aviazione americana è un episodio quasi dimenticato, ma ancora inspiegato, che inizio nel novembre del 1896 e si concluse nel maggio dell'anno successivo.

Dalla California al Maine migliaia di americani riferirono l’avvistamento di grandi "aeronavi" diverse da qualsiasi oggetto che potesse volare a quei tempi, parecchi anni prima che i fratelli Wright, consentendo il volo di corpi più pesanti dell'aria, mutassero per sempre la storia. Le "aeronavi" suscitarono meraviglia e congetture sull’identità del loro inventore, ammesso che fosse uno solo. Ancor oggi nessuno ne conosce il nome.

Tutto quello di cui disponiamo sono alcune ingannevoli indicazioni, la più suggestiva delle quali riguarda un uomo molto strano di nome Wilson.
Il signor Wilson comparve sulla scena il 19 aprile 1897. Un giovane di Lake Charles, in Louisiana, stava conducendo una pariglia di cavalli quando vide un enorme aeromobile passare sopra di lui, che spaventò gli animali a tal punto che s'imbizzarrirono e lo sbalzarono a terra. A questo punto l'aeronave si fermò e rimase sospesa immobile nell'aria (la capacità di fermarsi in volo era una delle prestazioni allora inconcepibili di quel misterioso veicolo) mentre veniva calata una scaletta di corda. Due degli occupanti dell’aeronave discesero e aiutarono il testimone a rialzarsi. "È stato senz'altro confortante trovare che erano semplici, normalissimi americani come me", avrebbe riferito poi il giovane. Gli aeronauti porsero le loro scuse per l'incidente che avevano provocato. Per risarcire il giovane, lo invitarono a bordo e si presentarono coi nomi di Scott Warren e "signor Wilson". Quest'ultimo disse di essere il proprietario del mezzo. A bordo di esso, Wilson e Warren spiegarono il suo sistema di propulsione, ma la descrizione era così tecnica che il giovanotto non ci capì nulla.
Il giorno dopo, presso Uvalde, nel Texas, un'aeronave atterrò e fu scoperta dallo sceriffo H. W. Bayler, che conversò con alcuni membri dell’equipaggio. Uno di loro disse di chiamarsi Wilson e di essere nato a Goshen, nello stato di New York, e chiese poi del capitano C. C. Akers, un residente del posto.
Più tardi, Akers disse a un giornalista: "Posso assicurare che quando abitavo a Fort Worth nel '76 e nel '77 conoscevo bene un uomo di nome Wilson che veniva dallo stato di New York. Eravamo amiconi. Aveva il pallino della meccanica e stava lavorando alla navigazione aerea e a qualcosa che avrebbe sbalordito il mondo. Dotato di un'eccellente istruzione - allora aveva ventiquattro anni - sembrava che disponesse di denaro con cui mandare avanti le sue invenzioni, dedicandovi tutto il suo tempo. In base alle conversazioni da noi avute quando stavo a Fort Worth, credo che il signor Wilson, se fosse riuscito a costruire un'aeronave funzionante, probabilmente sarebbe venuto a cercarmi per mostrarmi che non era così esagerato e bislacco nelle sue affermazioni come allora pensavo".
L'aeronave ricomparve un giorno o due dopo, quando atterrò per delle riparazioni a Kountze, nel Texas. Dei testimoni parlarono coi piloti, che dissero di chiamarsi "Wilson e Jackson". Il 25 dello stesso mese, fra mezzanotte e l'una, come annunciò il giorno dopo il San Antonio Daily Express, "Il cielo era molto nuvoloso e non era visibile una sola stella. Questo fece risaltare ancora di più lo splendore della luce bianca prodotta dai fari dell'aeronave e la luminosità diffusa che ne emanava. Impediva però una visione della struttura, ma man mano che l'oggetto, girando intorno, si avvicinava, almeno una dozzina di luci più basse, fra cui un gruppo di fari verdi sul lato dell'aeronave rivolto verso la città, e un altro immenso raggruppamento di luci rosse a poppa, indicavano chiaramente che si trattava di un oggetto artificiale."
Il giornale proseguiva dicendo, senza spiegare come ne sia venuto a conoscenza, che "gli inventori erano Hiram Wilson, di New York, figlio di Willard W. Wilson, capo meccanico della ferrovia centrale di New York, e l'ingegnere elettrico C. J. Walsh di San Francisco. I due uomini avevano lavorato per parecchi anni al loro progetto, e quando esso fu a punto fecero costruire le diverse parti dell'aeronave in località diverse del Paese, da cui furono spedite al punto d'incontro a San Francisco e assemblate sull'isola".
Il Daily Express affermò che l'aeronave, dopo essere stata collaudata in California, volò nell'Utah e fu nascosta "in qualche parte fuori mano della parte occidentale del paese" per esservi perfezionata. Poi riprese il suo volo verso oriente attraverso gli Stati Uniti, dopo di che non si sentì più parlare di Wilson e della sua mirabolante macchina.

 
Chi era il signor Wilson? Ricerche condotte in anni recenti non sono approdate a nulla. E uno studio su avvistamenti di aeronavi a partire dal 1897 ci danno motivo di sospettare che Wilson fosse ancora più misterioso di quanto possano suggerire le sue prime apparizioni. Secondo lo scrittore Daniel Cohen, autore del libro Il mistero della grande aeronave "C'è molto sull'episodio di questo Wílson che è disorientante e contraddittorio. Ogni tentativo di ricostruire l'itinerario dell'aeronave di Wilson attraverso il Texas meridionale durante l'ultima o le due ultime settimane dell'aprile 1897 si è dimostrato senza speranza. Delle aeronavi sembravano saltar fuori da tutte le parti. Avrebbero dovuto esserci almeno due o forse tre diverse tutte viaggianti lungo rotte estremamente capricciose per spiegare tutti gli avvistamenti e gli incontri. A parte il nome Wilson, che. compare in almeno cinque distinti rapporti, i nomi degli altri membri dell'equipaggio variano. Lo stesso dicasi del loro numero, che va da due a otto. E anche se molte relazioni sostengono che l'inventore annunciò che avrebbe di lì a poco reso di pubblico dominio la sua aeronave, non lo fece mai".

Certi studiosi hanno ipotizzato che l'episodio non era quello che era parso; le aeronavi e i loro occupanti, di aspetto per lo più umano, non erano inventori americani che inesplicabilmente non si fecero mai avanti per reclamare la ricompensa per i loro sforzi, ma invece i prodotti di un'enigmatica intelligenza aliena, che cercarono di mascherarsi indossando abiti che la cultura americana di quel periodo potesse accettare.
 
Questa è una spiegazione fantasiosa, e noi non abbiamo modo, a quasi un secolo di distanza, di sapere se corrisponda alla verità oppure no. Possiamo soltanto essere certi che il misterioso signor Wilson e le strane aeronavi associate alla sua comparsa rimarranno un enigma.

 

 

 

 


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