Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
23 gennaio 2013 3 23 /01 /gennaio /2013 22:12

La Sicilia sembra avere moltissime risorse storiche da cui non si può fare finta di niente: sembra che abbiano un nome le mummie conservate presso la Chiesa Madre nel centro storico di Piraino. Dopo studi minuziosi condotti da Marcello Mollica, docente di antropologia culturale presso l’Università di Pisa, e Dario Piombino-Mascali, ispettore onorario del Patrimonio Bioantropologico Mummificato della Regione Sicilia, sono state individuate le identità delle mummie conservate presso la cripta della Chiesa Madre di Piraino, denominata ”Sepoltura dei Sacerdoti”, che ogni anno attira turisti da tutto il mondo. Una struttura simile, inoltre, si trova nella cappella dei Capuccini di Palermo.

Oltre i nomi, che sono tutti di sacerdoti mummificati tra il 1700 e la metà del 1800, sono stati ricostruiti alcuni documenti sulle tecniche di mummificazione naturale. I risultati sono emersi dopo studi dettagliati dati incrociati raccolti tra Giuliane (Libri Mastro), Libri Parrocchiali (Battesimi e Morti) e altri manoscritti, conservati a Piraino, ma soprattutto inediti, che narrano la storia e le modalità di sepoltura dei Sacerdoti.

Una ricostruzione antropologica e culturale che servirà a tracciare stralci mancanti della storia di Piraino, oltre che a ricostruire il contesto socio- culturale di quel tempo. I manoscritti sono conservati presso l’Archivio Storico Ecclesiastico di Piraino, gestito dall’Arciprete Carlo Musarra, mentre per visitare la cripta della sepoltura dei sacerdoti basta recarsi alla Chiesa Madre di Piraino e una guida comunale illustrerà storie e leggende dei corpi mummificati.

I manoscritti sono conservati presso l’Archivio Storico dell’Arcipretura di Piraino, retta da Don Calogero Musarra.

Duplice l’obiettivo di lungo termine della ricerca: da un lato, tracciare i motivi storico-culturali della sepoltura ed il loro innesto nel contesto socio-religioso, e, dall’altro, scoprire abitudini alimentari e malattie di genere conservati dai corpi mummificati nella Piraino dei secoli XVIII e XIX. Tra le mummie conservate nella cripta anche quella dell’arciprete Scalenza, ideatore e fondatore della “Sepoltura dei sacerdoti”

Per decenni e in qualche caso per secoli hanno aspettato pazienti che qualcuno si accorgesse di loro, delle mummie dal volto di cera custodite nella “Fossa di parrini” a Gangi. E ora che questo è avvenuto, la cittadina e i suoi reperti hanno fatto parlare di sé il mondo scientifico. Con il caso - più unico che raro - degli uomini dal volto di cera, la Sicilia è presente nel volume che accompagna la mostra "Schädelkult", culto del cranio, organizzata da una delle più importanti istituzioni in ambito mummiologico, i Musei Reiss-Engelhorn di Mannheim.
L'articolo è stato firmato dagli antropologi Dario Piombino-Mascali e Albert Zink dell'Eurac di Bolzano, responsabili del Progetto mummie siciliane, nato nel 2007 per studiare e valorizzare l'imponente patrimonio di mummie moderne presente sull’isola.
Anche nel passato più recente, nell'Italia meridionale e in Sicilia in particolare, il processo di conservazione del defunto aveva un'importanza fondamentale: attraverso un'adeguata preservazione delle spoglie, infatti, il contatto con l'estinto non veniva mai scisso del tutto. In questo contesto le maschere mortuarie dei prelati di Gangi enfatizzano il rapporto che unisce vivi e morti attraverso il tentativo di ricostruire i volti dei defunti e di renderli, mediante l'uso della cera, ancor più reali e presenti anche dopo la morte.
Nel caso delle mummie gangitane, il trattamento facciale è talvolta grossolano; in altri casi è invece visibile una vera e propria maschera mortuaria. Nel caso della mummia attribuita al sacerdote Epifanio Vazzano (morto nel 1870, a 75 anni) si nota addirittura la presenza di colori, che conferiscono alla maschera un aspetto più realistico.
Oggi, dopo il riconoscimento scientifico, cresce anche il numero di turisti che, a Gangi, vanno a visitare la cripta della Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò di Bari, che ospita la sepoltura riservata ai dignitari ecclesiastici del luogo, la cosiddetta “Fossa di parrini” (Fossa dei preti). Alcune mummie sono identificabili attraverso sonetti ad esse dedicati o alle loro generalità riportate su cartigli.
Attraverso l'osservazione delle date, l'utilizzo della cripta si inquadra approssimativamente tra il 1728 e il 1872 e i soggetti custoditi identificabili hanno un'età compresa tra i 49 e gli 81 anni.
Con una maggiore incisività rispetto ad altre comunità della Sicilia, dunque, quella gangitana ha utilizzato le proprie risorse creative e artistiche, che trovano espressione nella ricostruzione dei tratti facciali, per testimoniare il proprio trionfo sulla morte.

 

 

 

Condividi post

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Archeologia
scrivi un commento

commenti

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg