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28 aprile 2014 1 28 /04 /aprile /2014 21:55

 Il Tempio Grande di Abu SimbelLe quattro  colossali statue, alte venti metri e interamente scolpite nella roccia, che raffigurano il faraone seduto all'ingresso, sono ormai diventate un'icona della civiltà egizia.
Scavato per oltre sessanta metri dentro il ventre di un'altura di arenaria, il santuario era dedicato a tre grandi dei, Amon Ra E Ptah,ma in realtà era un'altra la divinità da venerarvi : Ramses stesso.
Il tempio di Abu Simbel fu però sfortunato.

Poiché anni dopo la sua costruzione fu gravemente danneggiato da un terremoto, che lesionò e sgretolò pilastri e statue, compresa tutta la parte superiore di uno dei colossi della facciata. La maggior parte dei danni fu riparata, ma nulla gli architetti reali poterono fare per l'enorme statua, i cui pezzi furono lasciati sul posto, dove il sisma li aveva fatti cadere. L'edificio fu completamente abbandonato diversi secoli dopo la morte di Ramses e la sabbia iniziò a seppellirlo, fino a lasciare scoperte solo testa e spalle delle grandi statue dell'ingresso.
Fu così che nel 1813 lo trovò lo studioso svizzero Burckhardt.
Restò inviolato ancora quattro anni,fin quando l'italiano Belzoni, dopo mesi e mesi di lavoro, riuscì finalmente a farsi strada tra la sabbia e a rimettere piede, primo uomo dopo migliaia di anni, all'interno del santuario.
Il vero pericolo per la sorte del tempio al quale Ramses aveva delegato la testimonianza della sua potenza e della sua origine divina, arriverà molto più tardi, quando il complesso rischiò di sparire per sempre sepolto da una valanga d'acqua.
Nel 1960,infatti, il presidente egiziano Nasser aveva iniziato i lavori per la costruzione della grande diga di Assuan.
Questa prevedeva la creazione di un enorme lago artificiale, un progetto importante per il paese, ma che rischiava di cancellare per sempre alcune delle più straordinarie testimonianze dell'antica civiltà dei
faraoni.
Fra queste anche Abu Simbel, che nel frattempo era diventato famoso in tutto il mondo.
Fu l'Unesco a lanciare il grido d'allarme, che si trasformò in una vera e propria campagna di salvataggio che coinvolse ben 113 Paesi, pronti ad aiutare l'Egitto con uomini, denaro e tecnologia. Il progetto richiedeva che il tempio di Abu Simbel venisse smontato pezzo per pezzo e ricostruito 180 metri più nell'entroterra dopo aver innalzato il terreno di 65 metri rispetto al livello precedente.
I lavori richiesero cinque anni, oltre duemila uomini, tonnellate di materiali e uno sforzo tecnologico senza precedenti nella storia dell'archeologia. I blocchi numerati per ridar loro l'esatta posizione, furono riassemblati, e l'intero tempio fu ricostruito mantenendo persino l'originario orientamento rispetto agli astri e al nuovo corso del
Nilo determinato dallo sbarramento di Assuan. Fu restaurato il paesaggio, e quando anche la montagna soprastante fu ricostruita, il puzzle fu finalmente completo.
Dopo il trasferimento avvenuto nel 1965 è divenuta un'opera davvero unica al mondo, capace di unire in un unico sforzo tecnologico l'umanità a distanza di 3 millenni.

http://www.anticoegitto.net/tempioabu.htm

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Published by il conte rovescio - in Archeologia
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