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15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 20:42

Madre speranza di Gesù, come molti altri santi nella storia, aveva un dono particolare: la bilocazione.
Un giorno Dio la mandò in bilocazione a quello che era l’attuale Papa, Pio XII, quest’ultimo stava del suo ufficio papale, a un certo momento alzò gli occhi e si ritrovò di fronte questa suorina, sbalordito le chiese come avesse mai potuto entrare li dentro, la Madre rispose che l’aveva mandata il Signore per parlargli di alcuni fatti importantissimi (che riguarderebbero eventi storici dell’epoca che il narratore non ci ha potuto dire, la chiesa vieta la divulgazione). Da allora il Papa fu molto vicino a madre Speranza e le fece molte visite (tutto ciò è documentato).
Molti sono gli episodi in cui la Madre appariva in bilocazione in luoghi dove non avrebbe potuto arrivare altrimenti, le persone che incontravano la Madre in queste circostanze miracolose si recavano poi a incontrarla al santuario, cosi fece un ragazzo salvato dalla Madre mentre tentava il suicidio, si chiamava Ennio e rimase li a collaborare alla costruzione del santuario insieme alla Madre. Come gli altri che gli stettero vicino, assistette a molti miracoli in quel luogo e continuò a raccontarli fino alla fine della sua vita. (Io stessa lo conobbi quando ero più piccola in visita al santuario).

Doni dal cielo
Questo probabilmente è uno dei miracoli più straordinari e che provoca istintivamente una grande incredulità nelle persone, ma se si vive nella certezza che a Dio nulla è impossibile vedrete che certe incredulità non sono altro che il frutto dei nostri preconcetti. Il Santurio di Collevalenza infatti fu un continuo verificarsi di fatti straordinari, la Madre soleva dire che quel santuario era statogli ordinatogli da Gesù stesso e quindi era lui che doveva occuparsene, ebbene cosi fece. La costruzione di questo enorme santuario come immaginerete richiese tantissimi soldi, che la Madre non aveva essendo solo una povera suora al servizio di Dio, lei faceva ciò che Gesù stesso gli ordinava ma poi si ritrovava a dover fronteggiare spese che con il solo lavoro del convento non potevano esser pagate, successe infatti che l’addetto ai lavori del santuario chiese il denaro per pagare i propri operai e disse che non poteva attendere altrimenti, cosi, com’era suo solito, la Madre piangendo si mise a pregare il Padre celeste, che chiamava affettuosamente “figliolo mio”. Pregò che l’aiutasse, perché lei aveva fatto la sua volontà e Lui doveva provvedere – le suore lavoravano già duramente e non potevano fare di più. Ebbene successe il miracolo, dall’alto caddero tanti pacchetti di soldi e la Madre lodando e ringraziando Dio li raccolse e li mise nel suo grembiule, andò poi a chiamare Pietro che sbalordì vedendo tutti quei soldi, gli raccontò il fatto ma egli stesso rimase incredulo. Dopo di che la madre gli chiese di contare i soldi e Pietro obbedì e rimase li tutta la notte con un altro collaboratore a svolgere questo lavoro, e che ci vogliate credere o no risultò esattamente la cifra prestabilita per il pagamento dei lavori.
 La Madre pregava giorno e notte, era sempre l’ultima a coricarsi, il suo immenso spirito di sacrificio per gli altri era tale da spingerla a fare, come molti santi nella storia, varie penitenze e sacrifici, nelle sue stanze infatti vi si trovano conservati cilici e altri oggetti che servivano per tali pratiche. Le apparivano inoltre anime del purgatorio che le chiedevano di pregare per loro.Ma il fenomeno più prodigioso di questa grande donna, fu quel che è il più grande mistero e il più grande evento che può accadere a chi dedica la propria vita a Cristo: quello di condividere con Lui il sacrificio salvifico della sua passione perpetrato per l’intera umanità; Madre Speranza aveva infatti le stimmate, lei stessa chiese a Dio che non fossero visibili all’occhio umano, ma durante il periodo della passione queste apparivano visibili a tutti. Questa piccola suora venuta dalla campagna, nata in povertà e che fin dalla sua infanzia affidò la sua esistenza a Dio, si può affermare con certezza essere una delle più grandi sante del 900, benché la santificazione vera e propria non sia ancora avvenuta.

La Via Crucis
Un fatto analogo si verificò con la Via Crucis del santuario, la Madre sotto richiesta del Signore ordinò di farla costruire intorno al santuario secondo il percorso che gli aveva indicato egli stesso, Gesù infatti apparve e passò insieme alla Madre per la strada che sarebbe stata il percorso della Via Crucis. A lavori ultimati lo sculture del vaticano a cui era stata commissionata, chiese il suo compenso, e minacciò denunce se non fosse avvenuto il pagamento perché gli servivono i soldi, la Madre anche questa volta si trovò a dover pagare una spesa impossibile: 40 milioni delle vecchie lire. Pregò e pianse nella strada della via crucis, ed ecco di nuovo che le arrivò in soccordo il suo Gesù che l’aiutò facendo cadere letteralmente i soldi dal cielo, ma ad assistere alla scena stavolta fu Ennio che rimase sbalordito e incredulo, proprio in quel periodo inoltre, attraversava un momento di crisi e aveva preso la decisione di andar via dal santuario, inutile dire che così non se ne andò più. La sera stessa contarono le banconote, che erano esattamente 40 milioni di lire.

Il santuario di Collevalenza

 

La Madre Speranza giunse nella frazione di Collevalenza, con il consenso del Vescovo di Todi Mons. Alfonso Maria De Sanctis, il 18 agosto 1951, insieme ai primi Figli dell'Amore Misericordioso e ad una piccola comunità di Ancelle.
Vi giunse condotta dalla Divina Provvidenza e già consapevole, per grandi linee, di ciò che avrebbe dovuto realizzarvi. Nel suo Diario infatti, in data 14 maggio 1949, si legge di una singolare premonizione: con l'aiuto divino e a prezzo di non pochi sacrifici, ella avrebbe realizzato un magnifico complesso incentrato attorno ad un Santuario dedicato all'Amore Misericordioso del Signore, comprendente anche strutture per l'accoglienza di pellegrini, di infermi e di Sacerdoti.
Non passò, infatti, molto tempo che, a poca distanza dal paese, si iniziarono ad inaugurare le nuove costruzioni: la Casa dei Figli dell'Amore Misericordioso (FAM) nel 1953; il Seminario minore nel 1954; la Cappella del Crocifisso nel 1955. Questa medesima Cappella fu poi eretta canonicamente come "Santuario dell'Amore Misericordioso" da Mons. De Sanctis, il 1° ottobre del 1959.
Frattanto il futuro dell'Opera andava chiarendosi anche per i Religiosi che stavano a fianco della Madre Speranza come primi discepoli e collaboratori. Un verbale comunitario, datato 28 aprile 1957, attesta:
"... La Madre, seguita da alcuni fam, si reca a vedere un appezzamento di terreno e ci dice molte cose che meritano di essere scritte e tramandate...
Collevalenza diventerà qualcosa di grande. Come Lourdes è oggi meta di pellegrinaggi, fonte di tanti prodigi e dovunque conosciuta mentre ieri (la zona della grotta) era una squallida campagna, così domani nell'antico "roccolo" di Collevalenza sorgeranno tante costruzioni, vi sarà un grande Santuario dell'Amore Misericordioso, vi saranno pellegrinaggi e si rinnoveranno prodigi non meno che a Lourdes... Tutto ciò però quando la Madre non sarà più su questa terra"
Benché in queste righe non si parli ancora né di acqua, né di piscine, l'esplicito riferimento a Lourdes fa già intravedere gli sviluppi successivi.

 

 

Dalla lettura del testo della "pergamena" che il giorno 14 luglio 1960 fu gettata con apposito contenitore in fondo al Pozzo, durante una sobria cerimonia, possiamo conoscere le finalità specifiche per le quali la Divina Provvidenza ha voluto quest'acqua. Si tratta di parole ricevute dalla Madre Speranza da Gesù durante un'estasi del 3 aprile precedente. Dice il testo:
"Decreto: A quest'acqua e alle piscine va dato il nome del mio Santuario. Desidero che tu dica, fino ad inciderlo nel cuore e nella mente di tutti coloro che ricorrono a te, che usino quest'acqua con molta fede e fiducia e si vedranno sempre liberati da gravi infermità; e che prima passino tutti a curare le loro povere anime dalle piaghe che le affliggono per questo mio Santuario dove li aspetta non un giudice per condannarli e dar loro subito il castigo, bensì un Padre che li ama, perdona, non tiene in conto, e dimentica"..
Da qui, appunto, trae ispirazione una delle frasi scolpite sulla facciata delle Piscine: "Usa quest'acqua con fede e amore, sicuro che ti servirà di refrigerio al corpo e di salute all'anima".
Le finalità taumaturgiche di quest'Acqua e la sua interdipendenza con l'azione pastorale del Santuario sono parimenti espresse nella "Preghiera per il Santuario", composta dalla stessa Fondatrice:
"... Benedici, Gesù mio, il tuo grande Santuario e fa che vengano sempre a visitarlo da tutto il mondo: alcuni a domandarti la salute per le proprie membra straziate da malattie che la scienza umana non sa curare; altri a chiederti perdono dei propri vizi e peccati; altri, infine, per ottenere la salute per la propria anima annegata nel vizio... E fa, Gesù mio, che vengano a questo tuo Santuario le persone del mondo intero, non solo col desiderio di curare i corpi dalla malattie più strane e dolorose, ma anche di curare le anime dalla lebbra del peccato mortale e abituale".
Ulteriori precisazioni sulle finalità dell'Acqua ci vengono da altre parole della Madre Speranza. Il 6 febbraio del 1960, quando ancora si era ai primi tentativi di perforazione del Pozzo, partecipando ad un atto comunitario con i suoi Religiosi, così illustrò loro gli scopi dell'Opera: "La Madre... prende occasione per dirci che nell'orto si dovrà trovare l'acqua e che questa dovrà alimentare le Piscine dell'Amore Misericordioso; che a quest'acqua il Signore darà il potere di curare dal cancro e dalla paralisi, figure delle anime in peccato mortale e in peccato veniale abituale".
Questi concetti tornano, ancor meglio sviluppati, nell'estasi avuta presso il Pozzo il 6 maggio, giorno del rinvenimento della prima falda acquifera:
"... Ti ringrazio, Signore! Dà la forza a quest'acqua di guarire il cancro e la paralisi, uno figura del peccato mortale e l'altra del peccato abituale... Il cancro uccide l'uomo, lo disfa; la paralisi lo rende inutile, no lo fa camminare... Dà all'acqua la virtù di far guarire i malati, i malati poveri che non hanno mezzi, anche con una sola goccia d'acqua... Sia quest'acqua la figura della tua grazia e della tua misericordia".
Occorre ancora precisare che, tra le diverse forme di cancro, la Madre Speranza capì chiaramente che occorreva fare una specifica menzione per la leucemia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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