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24 gennaio 2013 4 24 /01 /gennaio /2013 23:20

La missione Euclid dell’ESA per esplorare il lato nascosto dell’Universo – energia oscura e materia oscura – ha un nuovo partner, la NASA. La decisione era nell’aria, ma l’annuncio ufficiale è giunto solo oggi. L’Italia ha la responsabilità dell’intero canale spettroscopico, attraverso la PI-ship di Andrea Cimatti del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Bologna. Per il canale di imaging, le attività italiane riguardano soprattutto l’elettronica, la gestione e dati dei dati e il loro sfruttamento scientifico.

Euclid e la Geometria dell'Universo Oscuro

La missione Euclid rientra nel quadro del Programma Scientifico dell’ESA, cui l’Italia contribuisce al 13% circa. Euclid è il risultato di un grande sforzo corale da parte di un consorzio che include più di 110 istituti e laboratori e più di 800 scienziati in Europa. Il consorzio è anche responsabile dei centri di raccolta e analisi dei dati ottenuti con gli strumenti di Euclid. Le nazioni che partecipano e contribuiscono al consorzio Euclid sono Austria, Danimarca, Italia, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Norvegia, Olanda, Romania, Spagna e Svizzera, con il contributo di alcuni laboratori in Usa. Tale consorzio agisce in sinergia con Esa per lo sviluppo della missione in tutti i suoi aspetti scientifici e tecnologici. L’Italia è, insieme alla Francia, uno dei due partner maggiori, e la sua partecipazione è supportata principalmente dall’Agenzia spaziale italiana (Asi). In Euclid sono coinvolti circa duecento scienziati italiani, appartenenti all’Inaf (principalmente osservatori ed istituti Oar, Ifsi, Iasf-Bo, Oabo, Iasf-Mi, Oats) e a numerose università (principalmente Unibo, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Units, Sissa). Molti i ruoli di rilievo: Andrea Cimatti (Unibo) e Roberto Scaramella (Inaf-Oss. di Roma) sono nel comitato scientifico della missione e rappresentano l’Italia nel board del consorzio europeo (guidato da Y. Mellier, Iap, Francia) che fornirà gli strumenti e l’analisi dati. Nel consorzio con ruoli operativi vi sono: Fabio Pasian (Inaf-Oss. di Trieste), responsabile dell’intero Segmento di Terra; Roberto Scaramella, Mission survey scientist; Anna di Giorgio (Inaf-Ifsi) e Luca Valenziano (Inaf-Iasfbo) curano gli importanti contributi degli istituti e dell’ industria nazionale rispettivamente agli strumenti ottico e infrarosso.

Obiettivi Scientifici
Euclid ha come obiettivo lo studio della materia e dell’energia oscura, uno dei temi di maggiore interesse nell’astrofisica moderna. Il canale di imaging intende condurre lo studio attraverso l’osservazione del fenomeno del “weak gravitational lensing” ed effettuerà quindi una survey totale del cielo in una banda del visibile e tre bande del vicino infrarosso, che sarà di grande importanza anche per molti altri settori dell’astrofisica. Il canale spettroscopico costruirà invece una mappa tridimensionale dell’Universo e della sua evoluzione negli ultimi 10 miliardi di anni permettendo così di studiare le strutture a larga scala e di misurare le oscillazioni acustiche della materia barionica che sono ritenute uno dei metodi più accurati per porre vincoli sull’equazione di stato dell’energia oscura e sulla sua eventuale evoluzione cosmica; lo strumento utilizzerà, per la prima volta nel contesto di osservazioni astronomiche spaziali, i Digital Micromirrors Devices (DMD).

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La NASA e l’ESA hanno ufficialmente annunciato la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Americana alla missione di classe media destinata allo studio della materia ed energia oscura che fa parte del programma dell’Agenzia Spaziale Europea Cosmic Vision.

Euclid infatti studierà l’Universo Oscuro con grande precisione, tracciando la distribuzione e l’evoluzione delle enigmatiche materia oscura ed energia oscura in tutto l’Universo. Utilizzerà un telescopio di 1,2 m di diametro e due strumenti per mappare la distribuzione tridimensionale di circa due miliardi di galassie e della materia oscura che le circonda, oltre un terzo dell’intero cielo.

L’Italia è coinvolta nella missione attraverso la realizzazione di sottosistemi dei due strumenti di bordo, la responsabilità del Segmento di Terra e ruoli importanti nella gestione degli aspetti sia tecnici sia scientifici della missione. Il nostro Paese è, insieme alla Francia, uno dei due partner maggiori e la sua partecipazione è finanziata e supportata principalmente dall’Agenzia Spaziale Italiana. In Euclid sono coinvolti oltre duecento scienziati italiani, appartenenti all’INAF (principalmente gli Istituti IAPS, IASF di Bologna e Milano, e gli Osservatori Astronomici di Bologna, Brera, Padova, Roma, Torino e Trieste) e a numerose Università (principalmente UniBO, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, UniTS, SISSA).

Euclid ha ricevuto lo scorso giugno l’approvazione finale necessaria dall’ESA Science Programme Committee (SPC) per far passare il progetto alla fase di costruzione, per arrivare al lancio nel 2020.

“L’Agenzia Spaziale Italiana contribuisce in maniera fondamentale – sottolinea Barbara Negri, responsabile dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’ASI – alla realizzazione del programma “Cosmic Vision 2015-2025″ di ESA di cui Euclid è la seconda delle missioni di classe media. In particolare per la missione Euclid ASI supporterà le attività scientifiche e tecniche svolte da INAF e dall’Università di Bologna e, in parallelo, finanzierà l’industria italiana che ha il compito di realizzare i delicati sottosistemi dei due strumenti di bordo di responsabilità italiana.”

“E’ un successo corale di un grande team internazionale in cui l’Italia ha sempre avuto un ruolo chiave fin dall’inizio (2007). Euclid diventa ora la punta di diamante per gli studi dell’Universo nei prossimi 20 anni, e rappresenta un investimento prezioso per i giovani scienziati italiani” concorda Andrea Cimatti, dell’Università di Bologna, rappresentante italiano nel Board del Consorzio Euclid e membro dello Euclid Science Team (EST).

“La scelta della NASA di condividere formalmente la missione con ESA – dice Paolo Vettolani Direttore Scientifico dell’INAF – conferma le grandi aspettative che sono riposte su questo progetto, che vede l’Europa e in particolare l’Italia, all’avanguardia nelle ricerche cosmologiche. I dati che otterremo con Euclid permetteranno inoltre – conclude Vettolani – di far progredire molte altre problematiche astrofisiche di forte interesse per una vasta comunità”.Il “sì” dell’Agenzia spaziale europea (Esa) è un successo per gli studiosi italiani che da anni lavorano al progetto. Del nostro universo, spiega Andrea Cimatti dell’Università di Bologna, possiamo osservare direttamente solo il 4 per cento sotto forma di pianeti, stelle e galassie. Il restante 96 viene chiamato “oscuro” e la sua natura resta ignota: per il 73 per cento è energia oscura (responsabile dell’espansione accelerata del cosmo) e per il 23 materia oscura.

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Published by il conte rovescio - in astronomia
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